Con Cosimo Damiano Damato, Erica Mou, Raffaele Nigro, Luca Loizzi , Orelle, Mary Dadge & Lanotte
“
Vedere il silenzio…le storie di Lucio”. Il reading del regista Cosimo
Damiano Damato con la partecipazione amichevole di Erica Mou, Raffaele
Nigro, Luca Loizzi, Orelle e Mary Dadge & Lanotte. Sarà una serata
intima, una notte bianca speciale per raccontare le storie, le canzoni e
le avventure di Lucio Dalla ( lunedì 20 agosto alle 21 al Lido
Sirenetta di Margherita di Savoia, l’evento chiude la dodicesima
edizione del Salt Art Festival ed è organizzato in collaborazione con
Spiagge d’Autore). Damato leggerà alcuni racconti tratti dal libro di
Marco Alemanno “Gli occhi di Lucio” mentre Erica Mou regalerà la sua
personale interpretazione di alcune canzoni fra cui “Amore disperato” e
“Cara”, a Raffaele Nigro invece il compito di raccontare lo storico
concerto di Lucio alle Isole Tremiti contro le trivellazioni. Dalla
amava molti i giovani artisti e Damato ha invitato anche alcune
promesse della musica d’autore pugliese: Mary Dadge & Lanotte ( che
esguirà Stella di Mare ed Anna e Marco), e poi Luca Loizzi e Orelle,
nati nella scuderia dell’etichetta pugliese Tarock Label ( Loizzi
eseguirà La signora e come fanno i marinai, Orelle Le rondini). Damato
con Lucio ha condiviso una straordinaria esperienza artistica, lo
spettacolo teatrale “Il bene mio” andato in scena per l’ultima volta il
10 febbraio al Teatro Petruzzelli, Il “Il bene mio” doveva diventare
anche un film musicale ma poi è stato interrotto dalla scomparsa di
Dalla. Questo il racconto di Damato dell’esperienza con Lucio: “
dicembre 2008, Andria: in una stanza d’ albergo con Giancarlo Giannini,
Silvia De Santis ed i musicisti siamo impegnati nelle prove dello
spettacolo Amadè, il ritratto di un genio. Lo spettacolo andrà in scena
la sera, nel Santuario della Madonna dei miracoli. Non è semplice
misurarsi con Mozart e, inevitabilmente, nutro qualche perplessità per
la messa in scena. All’improvviso sentiamo una voce tenorile, si aprono
le porte e appare Lucio Dalla, anch’ egli ad Andria per un concerto:
abbraccia calorosamente Giancarlo, suo amico di gioventù. “Posso seguire
le vostre prove?” scherza Lucio e come per magia aleggia una grande
intesa fra gli attori ed i musicisti, Lucio è riuscito solo con la sua
gioiosa vitalità a creare quella serenità che ci mancava. A sera Lucio
assiste al nostro spettacolo, si siede fra il pubblico e si diverte
molto. Ricambio il favore andando poi al suo concerto e resto
conquistato dall’attore Marco Alemanno che sul palco recita il testo di
Henna. Da allora son passati alcuni anni, sapevo che prima o poi avremmo
lavorato insieme e l’occasione si presenta nel 2011. Sto lavorando a
“Il bene mio”, un film ed uno spettacolo sulla vita di Matteo Salvatore e
penso subito a Marco e Lucio. Dalla ricordando il nostro incontro mi
dice “era nel destino che avremmo lavorato insieme, nulla è di
rigorosamente scritto, esiste qualcosa sulla strada del destino”. In
comune abbiamo anche condiviso l’amore per Alda Merini, e poi c’è la
passione per il Gargano e la devozione per Padre Pio. Inizia una
straordinaria avventura fatta di incontri, conversazioni, cene,
passeggiate, prove e spettacoli, l’ultimo al Teatro Petruzzelli venti
giorni prima del suo “volo”. E’ straordinario il modo di donarsi di
Lucio, nonostante Sanremo è con noi in un hotel sperduto sul Gargano per
le prove dello spettacolo. Fuori c’è la neve, lui, avvolto da una
pelliccia di orso, ci incanta e ci inchioda per ore a parlare di musica,
di poesia, di arte, di mare e di amore. E’ una grande gioia
condividere il tempo con Lucio, è un eterno bambino che si diverte
ancora con la vita, ha negli occhi lo stupore e l’incanto di un
fanciullo, e poi la sua voce. Durante le prove mi ritrovo a piangere,
rapito dalla commozione, canta Anema e core. Fuori c’è la neve, il
freddo ti entra nelle ossa, ma la sua voce entra sotto pelle e non ne
esce più. Qualche settimana prima eravamo a Bologna al teatro Navile:
con Marco ed Her proviamo un balletto che ricorda Polvere di stelle con
Alberto Sordi e Monica Vitti. Siamo contenti, il pezzo è riuscito, ma
qualcosa manca, non mi convince, e come per incanto ancora una volta il
guitto geniale di Lucio che, con naturalezza, ci suggerisce, per la
messa in scena della canzone Evviva la Repubblica, scritta da Peppino di
Vittorio, di trasformare un saluto fascista in un pugno comunista. Il
24 c’era l’invito a Sassuolo per la prova aperta del nuovo tour europeo,
non son riuscito a partire, sarei andato alla data di Parigi o di
Vienna, ma poi la devastante notizia. Ora mi piace pensarlo seduto al
Bar dei poeti, mentre fuma una sigaretta con Alda Merini, mentre firma
un autografo ad Anna e Marco, con lui ci sarà anche Andrea Pazienza che
ritrae Lucio in una sua smorfia su una tovaglia”.

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