Quest’anno il prezzo di vendita delle uve nelle aziende agricole sembra essere in crescita del 50 % rispetto all'anno precedente ( il sangiovese quotato anche a 30 €), tutto questo potrebbe portare un effetto di sollievo sui bilanci
aziendali profondamente in rosso dopo i risultati negativi (n.d.r. nell'ordine di olio, grano, carciofi e pesche). A differenza di altri settori, nei quali il prezzo è deciso
dai produttori sulla base anzitutto dei costi di produzione, in
agricoltura il prezzo di vendita in azienda è imposto alle imprese
agricole da parte di soggetti esterni. Gli attuali prezzi di vendita
dell’uva da tavola e vino nelle aziende sono dovuti ad una serie di
elementi negativi, tra i quali il calo delle produzione (ascrivibile all'espianto di quasi la metà dei tendoni situati nell'agro di Trinitapoli e il caldo eccessivo).
Il riscatto del prezzo delle uve è palpabile, si spera che possa continuare fino alla fine della vendemmia e che le condizioni climatiche siano clementi.
Diverso il discorso complessivo dell'agricoltura ofantina. Infatti in alcune aree è
ben visibile uno stato di degrado e di abbandono del territorio di
proporzioni significative, con l’estirpazione e l’abbandono di ettari ed
ettari di vigneti, non più coltivati in conseguenza degli alti costi di
produzione e dei bassi prezzi di vendita degli anni passati.
In questo contesto di crisi diverse banche hanno per giunta ristretto i canali di finanziamento.
Il quadro è drammatico, gli operatori sono sgomenti e sfiduciati e si registra un progressivo impoverimento dell’economia di tutto l’hinterland, ove numerose famiglie non riescono più ad andare avanti. Ci si chiede se non fosse il caso che il Comune insieme a Regione e Provincia, si facciano promotori e portatori di azioni concertate, con l’approntamento e realizzazione di appropriati programmi di marketing per la migliore conoscenza dei prodotti, dei processi produttivi e delle peculiarità del nostro territorio. È più che mai necessario attivare azioni urgenti e mirate, mettendo in campo, in modo sinergico, risorse e competenze, stanziando più soldi per il settore dell’Attività produttive e per l'Agricoltura in particolare, azzerare o ridurre all’osso spese per feste e contributi vari ad associazioni poco conoscite sul territorio, che riteniamo poco utili dal punto di vista di crescita culturale ed economico del paese, al fine di invertire una situazione che, peggiorando di anno in anno, diventa sempre più drammatica, col serio rischio di divenire esplosiva e socialmente incontrollabile.
In questo contesto di crisi diverse banche hanno per giunta ristretto i canali di finanziamento.
Il quadro è drammatico, gli operatori sono sgomenti e sfiduciati e si registra un progressivo impoverimento dell’economia di tutto l’hinterland, ove numerose famiglie non riescono più ad andare avanti. Ci si chiede se non fosse il caso che il Comune insieme a Regione e Provincia, si facciano promotori e portatori di azioni concertate, con l’approntamento e realizzazione di appropriati programmi di marketing per la migliore conoscenza dei prodotti, dei processi produttivi e delle peculiarità del nostro territorio. È più che mai necessario attivare azioni urgenti e mirate, mettendo in campo, in modo sinergico, risorse e competenze, stanziando più soldi per il settore dell’Attività produttive e per l'Agricoltura in particolare, azzerare o ridurre all’osso spese per feste e contributi vari ad associazioni poco conoscite sul territorio, che riteniamo poco utili dal punto di vista di crescita culturale ed economico del paese, al fine di invertire una situazione che, peggiorando di anno in anno, diventa sempre più drammatica, col serio rischio di divenire esplosiva e socialmente incontrollabile.
La proposta è quella di sfruttare la potenza della
grande distribuzione nel fare marketing per incanalarla verso obiettivi
di interesse comune con i produttori, tutto questo è possibile a basso
costo economico ma richiede spiccate qualità culturali, tecniche e non
meno importanti doti politiche che non si possono improvvisare, per
raggiungere insieme l’efficacia necessaria. Crediamo sia il caso di
ricercare nuovi rapporti di alleanza con quelle componenti della grande
distribuzione che si dimostrano sensibili all’origine territoriale e
alle garanzie di qualità, in modo da poter fare marketing insieme,
quindi ottenere un investimento per l’ente locale molto ridotto e un
ritorno d’immagine maggiore di quanto potrebbe portare istituire feste e festicciole
poco costose ma anche poco utili che nulla hanno a che fare con la vocazione agricola del
territorio. Occorre sperimentare soluzioni inedite che accorcino ancora
le distanze tra la produzione e il mercato, coniando una nuova
combinazione di valorizzazione della qualità e dell’origine
territoriale, qui si potrebbero utilizzare meglio i fondi stanziati
dalla Regione Puglia per il GAL Daunofantino ( del quale Trinitapoli nonostante sia l'azionista di maggioranza non vanta nemmeno un menbro nel consiglio di amministrazione) coinvolgendo maggiormente
attori privati locali. Con questa nota speriamo di aver dato un
contributo con idee all’amministrazione locale che richiede proposte
costruttive e non solo pettegolezzi sterili, ma rimaniamo poco fiduciosi
sul fatto che questa amministrazione trovi la
forza di attuare idee e proposte concrete senza polemiche, fatte da un organo locale di informazione indipendente solo per il bene del paese e dei suoi concittadini
ormai stremati dalla crisi che dura da anni.
Il BAT Comunica mette a disposizione uno spazio a tutti i cittadini attivi che vogliano dare
il loro contributo attivo con idee alla comunità casalina senza pregiudizi e
personalismi. Costatando la difficoltà a dialogare con questa
amministrazione e con i suoi rapresentanti, come organo di informazione troviamo doveroso cominciare a costruirne una nuova via
percorribile per arginare la crisi non solo agricola ma anche politica
in cui e caduto il nostro comune. Rimaniamo fiduciosi che ripartendo dal
basso e costruendo proposte e percorsi condivisi con tutti gli attori
del territorio possiamo cercare di costruire insieme un'importante "Opera Pubblica" che manca oggi a Trinitapoli : il dialogo civile sui problemi reali e non i giudizi personali che non portano nulla alla comunità.

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