Giovedì 10 gennaio, accompagnati dai
legali che ci hanno seguito nell’iter dell’ autorizzazione integrata ambientale
rilasciata alla Buzzi Unicem spa, sita in Barletta, abbiamo incontrato il sub
Commissario Volpe del Comune di Barletta. Un incontro finalizzato a rimarcare
la necessità di intervenire sulle numerose criticità che caratterizzano
Barletta, dal punto di vista ambientale e sociale.
L’incontro ha affrontato in primis la
questione della Buzzi Unicem che nel luglio scorso ha ottenuto dalla Regione il
rilascio dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), con la possibilità di
poter bruciare 65.000 all’anno di CDR.
Più volte come realtà sociali abbiamo
contestato il rilascio da parte di Provincia e Regione di tali autorizzazioni, perché
siamo fortemente convinti del fatto che la nostra città non può reggere dal
punto di vista ambientale, sanitario ed economico un ulteriore aumento dei
rifiuti da bruciare nello stabilimento.
Nel frattempo si è aperto un nuovo
capitolo della vicenda con il ricorso al Tar presentato dalla Buzzi su due punti
dell’autorizzazione integrata ambientale riguardanti il codice della tipologia
di rifiuti da coincenerire e la quantità giornaliera.
Nell’incontro abbiamo segnalato al sub
Commissario il silenzio e l’inazione degli enti pubblici tra cui non solo il
Comune di Barletta ma anche la
Provincia Bat nonostante l’assessore all’ambiente Cefola,
nelle settimane scorse abbia affermato pubblicamente la volontà dell’ente
provinciale di costituirsi nel ricorso. Il Comune di Barletta e la Provincia hanno
sottoscritto l’AIA, pertanto ci aspettiamo che intervengano quale parti in
causa soprattutto per scongiurare di pagare i danni così come paventato nel
documento del ricorso. Sempre riguardo all’AIA abbiamo segnalato la necessità
di verificare se il Piano di Monitoraggio e Controllo per il puntuale
recepimento delle prescrizioni indicate nel parere dell’ARPA sia stato fornito
o meno dall’azienda (entro agosto scorso) e di renderlo pubblico ed in
particolare accessibile a tutti.
Così come l’autorizzazione stessa, ogni
suo successivo aggiornamento, e i dati
relativi al monitoraggio ambientale,
che, sempre ai sensi dell’AIA, devono essere messi a disposizione del pubblico presso
il servizio Rischio Industriale della Regione Puglia, presso la Provincia BAT ed il
Comune di Barletta. Ad oggi non lo sono. Altro importante documento da
verificare e diffondere è il Protocollo che la Buzzi si è impegnata a sottoscrivere con Regione,
Provincia, Comune e Ato per il recupero dei rifiuti. Documento che riteniamo
avrà in ogni caso effetti nefasti sulla raccolta differenziata. Ovvia una sua
disincentivazione sul territorio con aggravio dei costi sociali ed ambientali a
nostro carico perché o differenzi e ricicli o bruci.
Abbiamo proposto di procedere a
rilasciare il parere sanitario ai sensi degli art. 216 e 217 del Regio Decreto
n. 1265 del ’34, segnalando la necessità di avviare un studio epidemiologico
sulla popolazione residente nel territorio e la presenza a Barletta di
cittadini affetti da Sensibilità Chimica Multipla, ad oggi ignorati.
Legata alla questione rifiuti è la
situazione della Dalena Ecologia, ditta che nella sua attività di trattamento
rifiuti ha causato notevoli problemi ai residenti e lavoratori di via Vecchia
Madonna dello Sterpeto. Anche per questo caso abbiamo chiesto di verificare la
situazione in seguito alla diffida ricevuta per le anomalie riscontate nel
sopralluogo compiuto congiunto ASL Bat e Arpa Puglia. Da chiarire è anche la
situazione della Timac Agro. Anch’essa soggetta ad un sopralluogo da parte di
Arpa Puglia e colpevole di infrazioni. Non ci bastano le rassicurazioni
dell’ex. assessore all’ambiente Cannito che a mezzo stampa riportava il ritorno
alla normalità in seguito ad un incontro con i sindacati. Gli organi competenti
riteniamo essere Arpa ed Asl. Da ultimo, non certo per importanza, la Bar.s .a. Abbiamo
espressamente chiesto di affrontare la questione attraverso un tavolo fra tutte
le parti interessate. Purtroppo i dati sulla raccolta differenziata sono
pessimi e ci troviamo di fronte un consiglio di amministrazione che non accenna
a valutare l’adozione della strategia Rifiuti Zero. Ad oggi mentre la Tarsu aumenta in attesa di
essere seguita dall’ecotassa regionale, niente si sa sul piano ‘porta a porta’
(uno dei punti della strategia). Né Cannito né il Dirigente all’ambiente
Mastrorillo sono stati in grado di spiegare quale l’errore che causa il respingimento
da parte della Regione Puglia del Piano ‘porta a porta’ commissionato all’Asper
dal Comune di Barletta. Piano che, arrivato alla quinta o sesta versione,
blocca i 700.000 euro stanziati per Barletta due anni fa. Una mala gestione dai
risvolti occupazionali: abbiamo chiesto di intervenire sulla vicenda del
licenziamento dei 15 lavoratori. Si ritiri il provvedimento lasciando
inalterato il numero dei lavoratori che oggi sono in servizio. Se proprio è
necessario abbattere i costi del lavoro, questo può essere fatto nominando un
amministratore unico per l’azienda, così da eliminare un Consiglio di
Amministrazione frutto di spartizioni politiche. L’affidamento, attraverso
meccanismi di partecipazione dei lavoratori, alla Bar.s.a. della gestione della
Strategia Rifiuti Zero permetterebbe di avviare dinamiche economiche
sostenibili capaci di creare occupazione. Infatti adottare questa strategia
significa mettere in campo una risposta anticiclica nei confronti di una crisi
economica e sociale che attanaglia la nostra città, perché capace di garantire
nell’immediato una prospettiva reale dal punto di vista occupazionale. Questo
tipo di politica ci è imposta non solo da una crisi economica devastante che
determina una scarsità di materie prime e quindi la necessità di eliminare
l’uso indiscriminato delle nostre risorse, ma anche dall’Unione Europea che dal
2014 tenderà ad abbandonare qualsiasi ipotesi di smaltire i rifiuti in
discariche o bruciarli in cementifici e inceneritori.
Data l’importanza delle questioni
segnalate, delle quali erano all’oscuro nonostante gli incontri consumatisi con
altre soggettività locali che dicono di occuparsi di ambiente, ci aspettiamo di
essere riconvocati al più presto al fine di iniziare un iter partecipato che
ponga le basi per una soluzione giusta, responsabile e sostenibile delle
vicende e per diffondere alla cittadinanza tutte le informazioni a riguardo.
Sabrina Salerno – Beni Comuni
Alessandro Zagaria – Collettivo Exit

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