PER LA FESTA PATRONALE IMPORTI
QUADRUPLICATI. PER TRE GIORNI DI FESTA.
PER SOLI 18 MQ. DI OCCUPAZIONE CHIESTI 289
EURO MENTRE I “PANINARI” POTREBBERO ARRIVARE A PAGARE ANCHE 640 EURO.
LO SCORSO ANNO LA “FESTA” FU ANCHE ROVINATA
DALLA PRESENZA DI ANIMALI POCO GRADITI CHE CONTAMINARONO GLI ALIMENTI.
FACEMMO INTERVENIRE ANCHE LA ASL CHE POSE
NON POCHI DUBBI SUI REGIMI AUTORIZZATORI IGIENICO-SANITARI DI QUELL’AREA
UBICATA NEI PRESSI DEL CASTELLO SVEVO.
APPREZZAMMO L’INTERVENTO ONESTO DELL’ALLORA
ASSESSORE ALL’AMBIENTE, ANTONIO CANNITO, CHE RICONOBBE L’ACCADUTO E CI
RINGRAZIO’ PER LA COLLABORAZIONE, SEPPUR CRITICA MA COSTRUTTIVA E PREVENTIVA.
Lo scorso anno
la polemica fu tutta incentrata su aspetti di ordine igienico-sanitario e
quanto accaduto durante la Festa Patronale, a luglio, scosse non poco gli
operatori concessionari di posteggio, specie quelli del settore alimentare che
si videro letteralmente invadere da insetti e vermi di ignota provenienza che
cadevano dagli alberi con contaminazione anche dei prodotti alimentari,
dolciumi, torrone e frutta secca.
Anche i passanti
e i consumatori rimasero allibiti in quanto si vedevano investire da questi
animali che cadevano sui loro corpi come su quelli degli operatori ambulanti.
La scena finale
di quello che avrebbe potuto essere un film horror di Alfred Hitchcock, gli
ambulanti, al termine delle operazioni di vendita, furono addirittura costretti
ad usare compressori di aria per allontanare gli “indesiderati” che, nel corso
delle ore, avendo formato un tappeto indecente.
In
quell’occasione apprezzammo l’intervento onesto dell’allora assessore
all’Ambiente, Antonio Cannito, che riconobbe l’accaduto e ci ringraziò per la
collaborazione, seppur critica ma costruttiva e preventiva per il futuro.
A questa
situazione che nessuno si sarebbe mai aspettato si aggiunse le condizione
dell’area lasciata in uno stato di sporcizia diffusa, al punto che questo fu
l’argomento più “chiacchierato” durante lo svolgimento della Festa perché tutti
potettero notare lo scempio.
Una festa
drammatica anche dal punto di vista economico visto che venne registrato un
calo delle vendite di oltre il 60% con la presenza diffusa ed incontrollata di
abusivi che non erano autorizzati ad occupare l’area pubblica, di venditori di
merci contraffatte e di soggetti che occuparono l’area mercatale pur non
essendo personalmente titolari di concessioni.
L’area
periferica sulla quale venne trasferita da circa cinque anni la Festa Patronale ,
allontanandola dal centro urbano con gravi perdite economiche per le Imprese
aventi diritto e allocata poco distante dal Comando della Guardia di Finanza,
mostrò altresì problemi di natura autorizzativa dal momento che dopo il nostro
intervento anche presso la Asl fu proprio il Direttore del S.I.A.N. che scrisse
a noi di Unimpresa Bat e, per conoscenza, al Sindaco di Barletta, al Direttore Generale
della ASL/BT e al Direttore del Dipartimento di Prevenzione riscontrando la
nostra nota e comunicando che non risultavano DIA relative a quella
manifestazione così come non esistevano, e non sappiamo se esistono oggi, atti
autorizzativi conclusivi né iter procedurali attivi per le aree pubbliche
ubicate nei pressi del Castello Svevo.
A fronte di
questa seria problematica di natura igienico-sanitaria, oggi, rispetto allo
scorso anno quando a luglio le nuove tariffe non erano state ancora deliberate,
cosa che avvenne il famoso 29 settembre 2012, scoppia la grana aumenti ed ecco
che, così come rilevato al termine dell’incontro tecnico a Barletta, ci si
trova di fronte alla richiesta, allo stato attuale, di cifre esorbitanti per
gli ambulanti che frequentano le Feste e le Fiere cittadine. A proposito della
Festa Patronale, ad esempio, per soli 18 metri quadrati
di occupazione per i tre giorni di Festa, gli ambulanti dovrebbero pagare ben
289 euro mentre gli automarket per la vendita di panini, che hanno
un’occupazione superiore, potrebbero arrivare a pagare anche 640 euro per quei
tre giorni cioè per quattro volte rispetto alle precedenti tariffe.
Questo accade
anche perché per queste forme di commercio con occupazioni che non superano un
certo numero di giorni e che non rientrano in convenzione, non vengono
applicate le riduzioni previste per gli ambulanti del mercato quindi i
sapientoni che hanno adottati i provvedimenti di aumento delle tariffe hanno
pensato di prevedere un’apposita tabella tariffaria per questi operatori con
gli aumenti stratosferici di cui parliamo oggi ma senza tenere conto degli
ammortizzatori che avrebbero dovuto proprio essere previsti in sede di
determinazione delle tariffe o comunque prima del loro aumento.
All’interno del
“pacchetto” di discussione aperto su questi aumenti che, come tutti sappiamo,
hanno suscitato la reazione democratica, civile, pacifica ma altrettanto ferma
e decisa di pubblici esercenti e ambulanti, sul tavolo della discussione c’è
anche questo argomento quindi se ne discuterà nel prossimo incontro ufficiale
dopo che il Settore Finanze del Comune di Barletta avrà presentato la bozza di
bilancio al Commissario Prefettizio e questo avverrà presumibilmente la
prossima settimana.
La soluzione
resta, quindi, quella inevitabile di tornare a rimodulare le tariffe in modo
che per il corrente anno 2013 e per il futuro non si presenti questa situazione
oggi preventivata.
Problemi su
problemi che emergono in un particolare ed infelice momento economico e sociale
che sta investendo anche la città di Barletta che, e ce ne dispiace veramente,
anche nel recente passato non ha voluto e non ha saputo ascoltare,
rapportandosi solo con taluni soggetti e addirittura impedendoci di esprimerci
giungendo a boicottare il nostro intervento sindacale salvo ora accorgersi,
come di fatto è stato palesemente riconosciuto, che un contributo ed una
partecipazione più allargata e più profonda per evitare tutto ciò sarebbe stata
invece opportuna e che, evidentemente, a Barletta e solo a Barletta, è venuta a
mancare.
Ora ci siamo ed
ora dobbiamo mettere sul tavolo tutte le questioni che possano evitare
ulteriori tensioni sociali.
Continueremo ad
occuparci anche di tutto questo e lo faremo come sempre insieme e con tutte le
altre Associazioni e Comitati perché battaglie come queste sono e devono
restare di tutti.

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