È passata silenziosamente la notizia dei giorni scorsi che
annunciava la decisione di molte scuole superiori italiane di adottare un test
d’ingresso per l’accesso al primo anno. Questo riguarderà ragazzi che stanno
per affrontare una scelta determinante per il loro futuro e che probabilmente
verranno rifiutati perché non ritenuti abbastanza preparati. Verranno definiti
“non adatti” perché non hanno raggiunto il giusto livello di conoscenze, quelle
che si dovrebbero acquisire durante il proprio percorso formativo e che la
scuola dell’obbligo, che termina con la stessa scuola superiore, è tenuta a fornire.
Il provvedimento avrebbe il compito di sopperire alla
mancanza di fondi necessari a risolvere il problema del sovraffollamento di
alcuni edifici. Da anni ci battiamo contro i continui tagli alla scuola
pubblica poiché le varie riforme non hanno fatto altro che portare ad una
situazione catastrofica tutto il sistema scolastico del Paese, e come studenti
siamo i primi a viverne il disagio. Ma bisogna bloccare il continuo
scivolamento verso il baratro che stiamo vivendo sotto gli occhi di tutti e nel
silenzio collettivo.
Come sindacato studentesco, crediamo che in questo modo non si dia la possibilità di
affrontare il proprio iter di crescita, sviluppo e formazione, e questo
sicuramente alimenterà uno dei fenomeni più preoccupanti del nostro Paese, cioè
l’abbandono scolastico, il quale, soprattutto al Sud, raggiunge già attualmente
picchi notevoli rispetto al resto d’Italia, e senza dubbio, ciò non farà altro
che incrementare questo dato.
Si va sempre più incontro a quella logica perseguita ormai da
anni, per cui debbano esistere scuole di serie A , alla luce di un concetto di
“meritocrazia” spesso sbandierato senza coglierne il senso profondo ,e B, veri
e propri “ghetti” in cui verranno relegati coloro che non supereranno la
selezione; ciò avverrà senza che vengano considerate le cause di uno scarso
rendimento o senza comprendere che velocità e metodi di apprendimento variano
da persona a persona e non possono essere in alcun modo l’agente frenante e
proibitivo per l’accesso al proprio percorso di studi e formazione.
Riteniamo sia doveroso un passo indietro da parte di tutte
quelle comunità scolastiche che hanno deciso di adottare questo sistema di
selezione dei propri studenti, e ovviamente alla luce di quanto esposto,
invitiamo tutti gli istituti del nostro territorio a non prendere in
considerazione questa misura di scrematura delle iscrizioni.
Chiediamo a gran voce che la Costituzione , la quale sancisce
il libero accesso all’istruzione scolastica senza alcuna discriminazione, venga
rispettata, mettendo fine a questo ennesimo vilipendio al diritto allo studio; per
questa ragione la Rete degli Studenti Medi ha attivato uno sportello
all’indirizzo e-mail soccorsostudentesco@gmail.com a cui è possibile rivolgersi per
assistenza o per segnalare tutti quegli istituti che hanno previsto o che
pensano di adottare per l’accesso al primo anno di scuola media superiore un
test di ingresso selettivo, in modo da mettere in atto un ricorso formale.
Natalia Corcella
Coordinatrice Rete degli Studenti Medi Barletta

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