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lunedì 11 giugno 2018

TRANI caput mundi nel ricordo di Astor Piazzolla

L’11 luglio il debutto internazionale dello spettacolo Historias de Astor della leggenda del tango Miguel Ángel Zotto, dedicato al grande compositore di origini tranesi

   Uno spettacolo senza precedenti, una prima mondiale che interpreta al meglio il tango come testimonianza storica e culturale di un Paese complesso come l’Argentina e il suo legame forte con l’Italia. Non solo una danza, ma l’espressione in movimento di un lirismo universale, nutrito di sentimenti eterni come la malinconia, la nostalgia, la sensualità, la passione, la rabbia. Affrancatosi dalle sue origini popolari, il tango è stato definitivamente consacrato a ballo di valore universale nel 2009 quando l’UNESCO gli ha conferito il titolo di patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
   L’11 luglio, all’ombra della maestosa Cattedrale e del Castello Svevo, in Piazza Duomo a Trani, uno show senza pari. Organizzato dall’Associazione culturale In Movimento di Trani, con il patrocinio del Comune di Trani, “Tango - Historias de Astor” vanta un riconoscimento prestigioso e internazionale, il patrocinio dell’Ambasciata argentina.
   Assolutamente inedito, lo spettacolo è ideato, coreografato e diretto da Miguel Ángel Zotto, un vero tributo alla vita e all'arte immortale del famosissimo musicista argentinoAstor Piazzolla. Le ascendenze del fondatore del nuevo tango vantano stretti legami con Trani: il nonno Pantaleo infatti partì proprio dalla cittadina pugliese, la Perla dell'Adriatico, alla volta dell'Argentina in cerca di fortuna.
Zotto, riconosciuto nel mondo da appassionati e critica come una leggenda vivente del tango, ha voluto dedicare lo spettacolo a colui che ha rivoluzionato la musica nel XX secolo, Piazzolla, grazie al quale questa danza si è rinnovata, uscendo dai vicoli, arricchendosi di atmosfere proprie dei linguaggi della musica classica e del jazz. Grande innovatore, Astor P. Piazzolla è considerato tra i musicisti più influenti del '900, è stato un riformatore del tango e strumentista d'avanguardia. Proprio Zotto, star indiscussa della kermesse e testimone unico, avendo conosciuto davvero Piazzolla e ballato nella sua “tango operita” Maria de Buenos Aires, firma anche regia e direzione artistica dello show. Il grande ballerino argentino ha messo su uno spettacolo mozzafiato, una vera e propria opera-tango con unparterre di artisti eccellenti. 10 ballerini di calibro internazionale nello spettacolo liberamente tratto dalla vita di Astor Piazzolla e ispirato soprattutto alle sue opere.In scena, protagonista assieme all’icona Zotto, la straordinaria Daiana Guspero, sua compagna di ballo e nella vita, e altri 8 tra i migliori tangheri argentini: Pablo Garcia e Romina Godoy, Facundo Piñero e Vanesa Villalba, Pablo Moyano e Roberta Beccarini, Juan Manuel Rosales e Liza Rosales. Lo spettacolo sarà musicato dalla grande Orchestra dei Tango Sonos. Un’opera teatrale a tutto tondo con intermezzi affidati al famoso cantante argentino Guillermo Fernández e all’attrice e cantante Vera Dragone, nel solco della vera anima del tango che comprende musica, danza, testo e canzone.
   L’11 luglio alle 21,30 a Trani andrà in scena un vero viaggio nel mondo del tango, un mondo che non è solo una musica e un ballo, ma anche uno stile di vita, un modo di sentire l’esistente. Grammatica, lessico, tematiche e movimenti del tango, tutto condensato in un’ora e mezza di show.
La scelta dell’organizzazione è stata quella di favorire l’approccio culturale a questo mondo chiamato Tango, pensando ad un costo popolare dei biglietti per consentire a tutti di venire in contatto con questa affascinante danza, filosofia di vita.
Lo show prelude alla sesta edizione del Festival del Tango Trani (in programma dal 12 al 15 luglio 2018), che calamita ormai da anni l’attenzione di professionisti tangheri, appassionati e media da tutto il mondo sulla Perla dell’Adriatico.
Sia “Tango, Historias de Astor”, sia il Festival sono destinati a lasciare un segno indelebile nella storia della città di Trani, che vide lo stesso musicista suonare commosso in un memorabile concerto nella Cattedrale sul mare più bella al mondo negli ultimi anni ’80.
Il progetto dello spettacolo, che ha preso il via l’anno scorso proprio a Trani durante la V edizione del Festival del Tango, in concomitanza con il 25° anniversario dalla scomparsa di Piazzolla (4 luglio 1992), quest’anno diventa realtà.


Biglietti per lo spettacolo “Tango, Historias de Astor” suhttps://www.ciaotickets.com/evento/tango-historias-de-astor
Terzo settore: € 11; Secondo settore: € 21; primo settore: € 26.

Festival del tango – Trani (BT) || Info: 3805272776

martedì 28 novembre 2017

BARLETTA : SOUNDIFF CHRISTMAS MUSIC FESTIVAL 2017

Un grande festival musicale natalizio per Solisti e Orchestra che si terrà presso la Chiesa di Sant’Antonio a Barletta, caratterizzato da grandi ospiti, accompagnati dai giovani musicisti della Soundiff Orchestra, diretti dall'eccellente bacchetta di Francesco Monopoli.
Ad inaugurare la kermesse musicale , domenica 3 dicembre alle 18:00, sarà il sassofonista Gaetano Di Bacco, protagonista di “Soundiff Saxophone Dream”.
Sassofonista di grande rilievo, Di Bacco fa parte del panorama musicale internazionale da oltre 30 anni ed ha alle spalle oltre 1600 concerti.
Ha collaborato con numerose orchestre sinfoniche, italiane e non, con solisti tra i quali C. Delangle, B. Canino, M. Damerini, L. Castellani e con importanti compositori italiani come E. Morricone, A. Gentile, F. Mannino. Oltre ad aver insegnato presso numerose università in Europa e in America, Di Bacco ha partecipato a 4 edizioni del World Saxophone Congress, ha inciso numerosi compact disc con importanti etichette e vanta registrazioni per i maggiori enti radiotelevisivi di tutto il mondo. Le sue ricerche l’hanno portato a riscoprire e revisionare per
un’esecuzione moderna le prime opere dedicate al sassofono nel XIX secolo. Nella serata del 3 dicembre, con la Soundiff Orchestra, si esibirà in un programma di grande pregio, che prevede brani di eccezionale virtuosismo di compositori quali Alessandro Marcello e Gustav Holst, fino ai grandi classici delle musiche per il cinema di
Leonard Bernstein e al tango di Astor Piazzolla.
II Festival prosegue venerdì 8 dicembre alle ore 18:00, con “Soundiff Storytell Fantasy: Buonumore… In Musica”, che vedrà protagonista, in scena con la Soundiff Orchestra, Antonio Stornaiolo, attore e voce recitante della serata, che si muove da decenni tra palcoscenico, cinema e televisione. Ha fondato nel 1988 a Bari il teatro cabaret “La Dolce Vita”, per poi spopolare, pochi anni dopo, nelle tv locali con “Toti e Tata”. Ha partecipato come attore e produttore al film “Il Vangelo secondo Mattei”, di Andrisani e Zullino, ed è stato parte del cast di
numerosissime fiction di successo. Nel 2016, grazie alla Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, ha esordito nell'Operetta con “La vedova allegra” di Lehar per la regia di Tiezzi. Sempre per la Fondazione è stato voce recitante in “Pierino e il Lupo”. Ultimamente è in scena con "PiùShakespearePerTutti", conversazione-spettacolo di cui è anche autore e regista. Durante l’appuntamento dell’8 dicembre, Stornaiolo si esibirà in qualità di voce recitante sulle note della Soundiff Orchestra, attraverso un programma di grande pregio, che partirà dalla Sinfonia dei Giocattoli di Franz Joseph Haydn, per passare ai classici di Mozart culminando col racconto in musica del celebre Histoire de Babar di Francis Poulenc.
Sabato 16 dicembre alle ore 20:00, per “Soundiff Opera and Valzer Theme: da Mascagni a Strauss”, si esibirà il celebre tenore Giovanni Mazzone, che ha iniziato giovanissimo i suoi studi musicali, a soli 7 anni, per poi interpretare negli anni numerosissimi personaggi operistici, a partire da Matteo Borsa nel Rigoletto di Giuseppe Verdi, diretto dal Maestro Paolo Lepore. Ha vestito i panni di Rodolfo nella Boheme di Giacomo Puccini esibendosi in teatri italiani e tedeschi, ma anche di Nemorino in Elisir d'amore di Donizzetti in diverse città
italiane. Grande successo di pubblico e critica ha caratterizzato anche le sue esibizioni in Albania e Lussemburgo, ma non mancano i grandi concerti italiani: canta a Milano al teatro Piccolo in un importante
concerto in onore del tenore Mario del Monaco alla presenza del tenore Emiliano del Tenore Franco Corelli, con il quale collabora in diverse occasioni, mentre a Firenze esegue una serie di concerti sulla storia
della canzone Napoletana dal 500 ad oggi insieme all'attore Elio Pandolfi. Attualmente, oltre all’attività concertistica in Italia e all’estero, insegna canto presso l’Associazione Giuseppe Curci di
Barletta.
Durante la serata il tenore si esibirà, con la Soundiff Orchestra, in un programma di musiche celebri da Offenbach a Puccini, fino ai valzer di Strauss.

A chiudere il Festival uno spettacolo dal sapore tutto natalizio, “Soundiff Christmasongs: la magica storia del Natale in Musica”, in scena giovedì 21 dicembre alle ore 20:00. con Raffaella Montini e Carlo Monopoli protagonisti della serata, nel ruolo di attori e cantanti, con la Soundiff Orchestra. Raffaella Montini, diplomata in canto lirico presso il Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza, ha debuttato nelle opere di Pergolesi “La serva
padrona” e “Il maestro di musica”. Dal 2008 è stata protagonista nelle operette come La Vedova Allegra, Ballo al Savoy, Al Cavallino Bianco, Madama di Tebe, Il Paese dei Campanelli, Il Pipistrello; e musical come My fair lady, Hallo Dolly, Can Can e Bulli e Pupe allestite dalla Compagnia d’operette Corrado Abbati. Premiata dal soprano Tiziana Fabbricini come Giovane Talento, ha affiancato tenori del calibro di Filianoti, oltre ad aver seguito master class e aver raggiunto ottimi risultati in numerosi concorsi nazionali.
Accanto alla Montini si esibirà Carlo Monopoli, attore formatosi con grandi maestri, uno tra tutti Carlo Giuffrè. Ha fondato la compagnia teatrale “Res Comica”, mettendo in scena con successo i capolavori di Eduardo De Filippo, ha collaborato con il conservatorio “N. Rota” di Monopoli. Ha esordito nell’operetta in spettacoli come Il Paese dei campanelli, Scugnizza, Cin Ci Là, La duchessa del Bal Tabarin, Al Cavallino Bianco, La vedova Allegra.
Per l'occasione sarà eseguito un programma composto da musiche tradizionali natalizie, per lanciarsi in un indimenticabile racconto del Natale, attraverso Silent Night, Adeste Fideles, e l’immancabile Jingle Bells.

mercoledì 23 dicembre 2015

BISCEGLIE : AVVISTAMENTI NON È UN FESTIVAL

III Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore
a cura di Bruno Di Marino, Daniela Di Niso, Antonio Musci

28 - 29 - 30 - 31 dicembre 2015
Laboratorio Urbano Palazzo Tupputi
Via Cardinale Dell’Olio 30, Bisceglie

Il Cineclub Canudo organizza da lunedì 28 a giovedì 31 dicembre 2015 presso il Laboratorio Urbano Palazzo Tupputi a  Bisceglie, in Via Cardinale Dell’Olio 30, la tredicesima edizione della Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore Avvistamenti, con il patrocinio dell’Assessorato all'Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, del Comune di Bisceglie e della Provincia di Barletta - Andria - Trani.
Il progetto, curato da Antonio Musci, Daniela Di Niso e Bruno Di Marino, va a completare l'edizione 2015, che ha visto durante l’estate, presso la sede del Laboratorio Urbano di Bisceglie, gestito da Solares Fondazione delle Arti e Cineclub Canudo, la realizzazione di workshop, proiezioni, sonorizzazioni e incontri con autori di rilievo nel panorama artistico nazionale e internazionale.
Avvistamenti, fin dalla sua prima edizione nel 2002, si pone come punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione in ambito artistico, tra video, cinema, musica e teatro, con proiezioni, mostre, workshop, incontri e performance dal vivo degli artisti ospiti.
Gli artisti invitati a presentare i propri lavori al pubblico, alternandosi nei primi tre giorni della rassegna, sono Michele Sambin, Antonello Matarazzo, Luca Ferri, Fabio Mazzola, Salvatore Insana, Fabio Scacchioli e Vincenzo Core, mentre il 31 dicembre con Sonimage – Last night party si saluta insieme il nuovo anno 2016 con un programma a sorpresa tra suoni e immagini.
Quest’anno Avvistamenti dedica una mostra e una retrospettiva a un grande artista totale, come lo avrebbe definito Ricciotto Canudo, maestro indiscusso della sperimentazione in Italia, Michele Sambin.
Si comincia con lui lunedì 28 dicembre alle ore 19, in un incontro con Bruno di Marino, studioso di immagini in movimento, nel corso del quale si  ripercorreranno attraverso parole e visioni circa 45 anni di carriera dell’artista, per poi proseguire con la video performance Looking for Listening 1977-2015 per voce, violoncello, sassofono e telecamera e, al termine, l'inaugurazione della mostra Michele Sambin – Solo, che sarà visitabile, dopo l’inaugurazione, dal martedì al sabato dalle ore 17.30 alle 20.30 fino al 30 gennaio 2016.
«Dalla pittura al disegno, dal cinema al video, dal teatro alla musica: Sambin è un artista totale, che ha attraversato i diversi campi della creatività facendoli interagire tra loro.“Solo” è il titolo della mostra che Avvistamenti gli dedica da leggere con molteplici significati: in primis quello musicale, poiché il suo percorso può essere considerato come un flusso continuo, un assolo audiovisuale, frutto di calcolo e di improvvisazione, ricco di elementi ricorrenti e di infinite variazioni sul tema. Ma Sambin è sempre stato “solo”, cioè estraneo a qualsiasi movimento o tendenza artistica, inclassificabile, estraneo al sistema dell’arte (eccetto nel periodo in cui ha fatto parte della galleria Il Cavallino di Venezia, che fu comunque un laboratorio fuori dagli schemi). Sambin, insomma, è uno sperimentatore solitario, controcorrente, in anticipo sui tempi – pensiamo alla geniale intuizione del videoloop di cui nella mostra/rassegna ci sono diversi esempi – che ne fanno un pioniere nel campo della videoarte; Sambin è un artista tutto da riscoprire. E questa occasione si aggiunge ad altre recenti esposizioni (personali e collettive), tutte volte a ricostruire un tragitto complesso della sua ricerca, un corpus fatto di opere molteplici, che meriterebbero sicuramente di essere storicizzate attraverso una retrospettiva più ampia. Solo, dunque, non è altro che una sintesi, un’introduzione all’estetica di Sambin e alla sua opera, riproposta secondo un raggruppamento per serie di lavori, ma senza una netta suddivisione cronologica, anche perché – come nel caso di Oihcceps – l’artista ha deciso di aggiornare l’installazione, creando una nuova versione in cui il tema dell’identità, legata al dispositivo elettronico, si rafforza grazie al confronto tra l’Io del passato e l’Io del presente. Un altro lavoro definibile up to date, in cui Sambin mette in scena un dialogo temporale, è l’installazione-performance Looking for Listening: qui l’artista suona il sax e il violoncello con il suo alter-ego di 37 anni fa (in pratica suo figlio) che compare sui monitor, usando un terzo strumento musicale, ovvero la videocamera, da cui scaturisce un’equivalenza quasi alchemica tra suono e immagine. Questa azione dal sapore psicanalitico è suscettibile di un’ideale (utopica?) prosecuzione tra altri 37 anni, quando cioè un Sambin ultracentenario potrebbe suonare con i suoi doppi virtuali (suo nipote e suo figlio). 
Le altre opere a parete vanno dagli storyboard (come nel caso di Film a strisce) ai progetti videoinstallativi, dai frames rivisitati alle fotografie, fino ai disegni e alle tele (la serieSanta Lucia). Interventi foto-pitto-videografici che non vanno necessariamente letti in quanto collegati a, oppure come schizzi preparatori per lavori effettivamente (o mai) realizzati. Sono opere autonome, spesso attraversate da una gioia cromatica che rispecchia la vitalità estetica di Sambin, in alcuni casi affini a partiture musicali, schemi di sequenze e di frequenze, poiché anche se non producono suoni, possiedono una straordinaria serialità ritmica unita a delicatezza stilistica e raffinatezza grafica.
Certo, a spiccare in questo contesto sono le immagini in movimento, poiché all’esposizione si affianca una breve selezione di film e video (tutti realizzati tra la fine degli anni’60 e la fine degli anni’70). Ai super 8 e ai 16mm come Laguna (1971), Blu d’acqua (1972), Tob & Lia (1973), Film a strisce (La petit morte) (1976) o Diogene (1978),  esperimenti di vario tipo su corpi e luoghi, unificati tra le altre cose da uno slittamento dalla figurazione all’astrazione, si affiancano i videotape prodotti da Il Cavallino come Io mi chiamo Michele e tu?, II tempo consuma e Anche le mani invecchiano (1978-79): accomunati dal videoloop, un laborioso procedimento a circuito chiuso di registrazione e cancellazione delle immagini elettroniche, spiegato allo spettatore grazie a un piccolo modellino esposto in mostra.    
E, infine, perché proprio una mostra a Bisceglie? Perché, pur essendo nato e ancora residente a Padova – nonché legato a Venezia, ai suoi colori, alla sua cultura figurativa – Sambin intrattiene da alcuni anni con la Puglia un rapporto affettivo: vive gran parte dell’anno in provincia di Lecce, in un ovile che ha ristrutturato e che rappresenta il suobuen retiro; un luogo dove meditare e lavorare. Era dunque inevitabile che questa terra scoprisse una piccola parte della sua opera, bagnata dallo stesso mare, quell’Adriatico che lega la laguna veneziana con il Salento» (B. Di Marino).
Oltre a Michele Sambin, quest’anno Avvistamenti dedica omaggi ad altri due videomaker italiani: Antonello Matarazzo (Avellino 1962) e Luca Ferri (Bergamo, 1976), già ospiti con le loro opere di passate edizioni.
L’occasione per riproporre una serie di lavori di Matarazzo, è l’uscita qualche mese fa del dvd monografico “Antonello Matarazzo – Video e Installazioni” (edizioni Rarovideo) che raccoglie alcune ore di suoi lavori oltre a un extra e a un booklet di documentazione. L’artista irpino ne discuterà insieme al curatore del dvd, Bruno Di Marino, durante l’incontro di martedì 29 dicembre alle ore 19.

«Matarazzo dal 2000, data del suo cortometraggio d'esordio, The Fable (18° Bellaria Film Festival) – prodotto da Fuori Orario (Raitre) – è passato dalla pittura alle immagini in movimento: i suoi video sono stati accolti da numerosi festival cinematografici nazionali ed internazionali (Mostra di Venezia, Festival Cinéma Méditerranéen Montpellier, Torino Film Festival, Festival des Cinémas Différents de Paris, InVideo, Locarno ecc.), alcuni dei quali – come la Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, il Festival Internacional de Cine de Mar del Plata e Signes de Nuit di Parigi – hanno proposto sue retrospettive. Realizza inoltre video musicali e documentari a carattere artistico che hanno come protagonisti alcuni suoi colleghi del mondo dell’arte. Nel 2009 realizza un film documentario, Latta e Cafè  prodotto per la Filmauro e dedicato all’architetto napoletano Riccardo Dalisi».

Molto diverso è il lavoro di Luca Ferri, autore che lavora invece sulle immagini e sulle parole, che mercoledì 30 dicembre a partire dalle ore 18 presenterà insieme a Bruno Di Marino sei suoi lavori, tutti realizzati tra 2014 e 2015.

«Tra il 2005 e il 2008 ha realizzato corto, medio e lungometraggi presentati in diverse rassegne. Nel 2011 Magog (o epifania del barbagianni) viene proiettato a Bergamo e l’anno successivo in vari festival, tra cui la 48a Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro. Il lungometraggio Ecce Ubu (2012) è stato proiettato in diverse gallerie d’arte, dello stesso anno è Kaputt/Katastrophe (2012), cortometraggio che ha partecipato in concorso a Cinemazero (Trento), Avvistamenti (Bisceglie) e Sorsi Corti (Palermo). Nel 2013 Ferri ha completato, insieme a Claudio Casazza, Habitat, ritratto del famoso regista bresciano Franco Piavoli. Questo omaggio che Avvistamenti gli dedica, include solo lavori degli ultimi due anni – prodotti come sempre da Lab80 – tra cui Curzio e Marzio (2014) e Una società di servizi (2015)».  

Ma sono anche altri gli autori nostrani presenti ad Avvistamenti nella sezione “Made in Italy”, in programma mercoledì 30 dicembre alle ore 21.30, a cominciare dal duo composto da Fabio Scacchioli (Teramo, 1979) e Vincenzo Core (Giulianova, 1982), che collaborano insieme dal 2009.

La loro ricerca si concentra sulla relazione immagine/suono, e sui concetti di “audiovisione” e “cinema espanso”. Il duo – che realizza film, video, installazioni, live performance – hanno partecipato a diversi festival in Italia e nel mondo (Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Torino Film Festival, BFI London Film Festival, tra gli altri) ricevendo numerosi riconoscimenti.

Ignazio Fabio Mazzola (Bari, 1980) nei suoi video e nelle performance indaga una condizione corporea ed esistenziale che oscilla tra la narrazione biografica e la dimensione collettiva. Nel 2009 ha esposto le prime opere grafiche e negli anni successivi ha partecipato a numerose mostre collettive. Nel 2013 il Museo Pascali di Polignano a Mare gli ha dedicato una Project Room. Nel 2014 e nel 2015 ha partecipato al Milano Film Festival e al festival Filmmaker.

Salvatore Insana (Oppido Mamertina, 1984) ha creato nel 2011 con l’attrice e performer Elisa Turco Liveri la compagnia di ricerca DEHORS/AUDELA, con la quale ha realizzato opere videoteatrali, progetti di ricerca audiovisiva, installazioni urbane e percorsi d'indagine fotografica, workshop sperimentali. Sulla via dell’inutile come non appartenenza all’idea di arte come impegno sociale, ha portato avanti la sua ricerca tra immagini in movimento, fotografia e altre forme di revisione ed erosione dell’immaginario, in lotta sulla soglia tra lirismo visivo, dissoluzione dell’orizzonte più didascalico degli eventi e ricombinazione dei codici e delle strutture linguistiche.

Tutte le proiezioni di "Avvistamenti" sono ad ingresso gratuito
Sigla Avvistamenti 2015 realizzata da Giuseppe Boccassini:
info: 340 2215793 – 340 6131760  -  info@avvistamenti.it 
Ufficio stampa: Giulia Di Pierro 

lunedì 10 agosto 2015

TRINITAPOLI : Festival "I sensi della terra". Dall'età di Bronzo ad oggi“

A Trinitapoli il Festival "I sensi della terra":
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Al via il Festival "I sensi della terra" ospitato ogni venerdì dal Museo Archeologico degli Ipogei di Trinitapoli, patrocinato dal Comune di Trinitapoli e dal MIBACT, L'evento celebra il valore della terra dall'età del Bronzo ai giorni nostri attraverso musica, arte, gusto, stelle e archeologia.
L'evento organizzato dall'associazione culturale Tautor è un omaggio a tutto quello che il Suolo, il Pianeta e il Cosmo possono offrire e che l'uomo può scoprire attraverso i sensi, la ricerca di se stessi e di un'entità da venerare. La storia degli ipogei è strettamente legata alle fasi agricole, sono degli straordinari monumenti create dagli uomini dell'età del Bronzo, che già dimostravano una grande capacità di astrazione, per ricordare e celebrare la Madre Terra.
Da essa tutto comincia e tutto finisce, è il ciclo della vita di cui quegli uomini erano profondamente consapevoli, come attestano i reperti in esposizione al museo. "Suono gusto di olio - musica, arte e sapori" è il primo dei quattro eventi in programma, una serata dedicata all'olio, straordinario prodotto della terra. Sin dal Neolitico con l'oleastro selvatico da cui si estraeva questo prezioso liquido, passando dai Romani fino ai giorni nostri, l'olio ha avuto diversi usi, dalla cosmesi all'alimentazione.
Olio tutto da gustare, durante la serata, grazie all'Oleificio Casale di Ingianni Angelo & Co.s.a.s, ma anche da vedere nella mostra fotografica "La terra dell'olio" a cura di Maria Pansini e Francesco Catalano, presente al museo per tutto il mese di agosto. Il sottofondo musicale della serata è davvero di gran qualità grazie al concerto di tango del duo "Diecicorde" composto dal maestro Alfonso Mastrapasqua al violino e Antonio Dell'Olio alla chitarra.
Immancabili i prodotti tipici preparati sapientemente dalla gastronomia Pepe Nero e il vino locale bianco e rosato della Cantina Casaltrinità. Prossimi eventi in programma: il 14 agosto "Una storia dal sud" racconti di fiabe popolari per bambini e famiglie a cura di Rosa Tarantino; 21 agosto "La nostra storia è nelle Stelle" visita guidata alla mostra "Un Santuario per la Dea" durante la quale si porrà l'attenzione sul rapporto tra le stelle e gli ipogei.
Seguirà un osservazione degli astri con i potenti telescopi del SAP (Società Astronomica Pugliese) e una degustazione di prodotti locali il tutto presso l'agriturismo "Il Mulino" (Trinitapoli, in via contrada parente n.1) Il festival si concluderà il 28 agosto con l'evento "Suono al gusto di Vino - musica arte e sapori" che vede come protagonista il vino rosso della Cantina Casal Trinità accompagnato da musica live e balli popolari con "La Terra dei Suoni".
 Associazione Tautor
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giovedì 21 agosto 2014

ANDRIA : L'Officina San Domenico si trasforma in "Casa del Festival" per il Castel dei Mondi

CASA DEL FESTIVAL
in occasione del FESTIVAL INTERNAZIONALE CASTEL DEI MONDI
DAL 23 AL 31 AGOSTO 2014

In occasione della diciottesima edizione del Festival Internazionale Castel dei Mondi, l’Officina San Domenico di Andria si trasformerà nella “Casa del Festival” durante tutta la durata della manifestazione, dal 23 al 31 agosto 2014.
All’interno della Casa del Festival sarà data ospitalità alle compagnie teatrali e agli artisti, nonché a giornalisti, critici, esperti e curiosi che avranno la possibilità di usufruire degli spazi dell’Officina San Domenico per attività mediatiche, pubbliche relazioni o semplicemente relax. Il Laboratorio Urbano di via Sant’Angelo dei Meli cambia forma ancora una volta per accogliere una manifestazione di fondamentale prestigio per la città di Andria, coinvolgendo un numero considerevole di giovani appassionati.
Il San Domenico, assieme al Forum Città dei Giovani, imposterà momenti di incontro e dialogo tra gli artisti e i giovani della città di Andria e non solo. Durante questi incontri, verranno proposte tematiche e curiosità circa la ricchezza di un Festival che rappresenta ormai da anni un momento di connessione tra le arti e fermento d’innovazione.
La nuova Casa del Festival ospiterà “Drammaturgie Vive – due generazioni di scritture a confronto” di Antonio Tarantino ed Emanuele Aldrovandi; la prima regionale di “Macchine per il Teatro Incosciente” prodotto da La Voce delle Cose di Luì Angelini e Paola Serafini; i live de i Mama Marjas e Fabryca; le due lezioni tra immagini e parole per raccontare quarant’anni di storia della musica di Luca De Gennaroed il seminario internazionale “Il Lighting Design per lo Spettacolo – la formazione in Puglia”.
Venuta alla luce a seguito della vittoria al bando regionale Bollenti Spiriti, l'Officina è nata con la finalità di creare uno strumento di aggregazione per i giovani cittadini e per le plurime realtà culturali. Qui, socializzazione e aggregazione sono intesi come valori primari da perseguire e per tale motivazione si è sempre desiderosi di proporre iniziative che possano coinvolgere ed interessare giovani andriesi, e non solo. 

domenica 27 luglio 2014

BARLETTA : APULIA DANCE FESTIVAL

Saranno i giovani partecipanti a “Movimenti in….corso”  ad aprire, sabato 26 luglio, l’estate barlettana. La performance finale dei partecipanti alla kermesse “Apulia Danza Festival” International Summer Workshop a cura della associazione Arte & Balletto avrà luogo alle ore 21 su Corso Vittorio Emanuele nei pressi del teatro “G.Curci”, a conclusione dell’intera attività avviata in città dal 21 luglio sulla base di una intesa tra alcune scuole di danza di Barletta e  Arte&balletto.
Apulia Danza Festival sta accogliendo maestri e coreografi provenienti da diversi orizzonti coreografici, per avvicinare aspiranti danzatori ai trend attuali della danza.

L’evento segna una collaborazione importante che rilancia il ruolo che Barletta ha assunto nel mondo della danza grazie anche all’impegno di Mauro De Candia direttore artistico del festival. Il giovane ballerino e direttore artistico ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per la carriera, tra i quali il premio Positano Leonide Messine per la Danza, la Melvin Jones Fellowship, il premio Giuliana Penzi nonché una medaglia d’argento del Presidente della Repubblica nel 2009. Dall’agosto 2012 è direttore del dipartimento ballo e della compagnia del teatro di Osnabruck.