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domenica 18 ottobre 2009


TRANI : RISTORATORE TRANESE NEI GUAI PER I DATTERI

Nell’ambito dei controlli predisposti dalla Guardia Costiera stamattina è finito nei guai un ristoratore tranese che si preparava a servire ai suoi clienti nel proprio ristorante, questa volta fuori dalla zona del porto, quasi un chilo e mezzo di datteri.
Il prodotto ittico è stato sottoposto a sequestro penale ed il Sostituto Procuratore della Repubblica di Trani dr. Ettore Cardinali ne ha autorizzato la distruzione mediante schiacciamento e rigetto in mare.
Il ritrovamento dei datteri segue quello di inizio settembre, sempre a Trani. Ovviamente l’invito è a non consumarne perché anche il consumo oltre che la commercializzazione e detenzione è punito dalla legge.
Il dattero di mare (Lithophaga lithophaga) è un bivalve affine ai comuni mitili che vive lungo le coste all’interno di gallerie scavate nella roccia calcarea grazie ad una secrezione mucosa erosiva, e raggiunge le massime densità di popolazione (fino a 300 ind/m2) entro i primi 5 metri di profondità pur essendo presente fino a 20-25 metri.
La sua crescita è estremamente lenta e si è stimato che per raggiungere la lunghezza di 5 cm, ad un dattero siano necessari da 15 ai 35 anni.
Data la gravità degli effetti provocati dalla sua raccolta sulla roccia, sulle comunità bentoniche e quindi sull’ecosistema marino, la legge italiana ha vietato la pesca e la commercializzazione del dattero di mare fin dal 1988 (Decreto n. 401, 20 agosto 1988).
Le stime scientifiche dicono che per un piatto di "linguine ai datteri", che contiene 15-20 individui, si distrugge una superficie di fondo marino pari a circa un metro quadrato con tutti gli organismi sessili in essa presenti; e perché la stessa superficie si ricostituisca integralmente occorrono almeno 20 anni.

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