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mercoledì 11 novembre 2009


BAT : furto aggravato e ricettazione: due arresti


Si tratta di un andriese 46enne e di un tranese 49enne, i quali si sono resi protagonisti di un furto di due preziosi orologi cartier in una nota gioielleria di Lecce

Nella giornata di ieri 10 novembre, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Lecce in Altamura (BA) e Trani(BA), hanno arrestato due persone, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Lecce (Dott. Ercole APRILE) su richiesta del Sost. Procuratore Dott. Emilio ARNESANO, con l'accusa di furto aggravato e ricettazione in concorso.

Il provvedimento scaturisce dalle indagini svolte dai carabinieri sulla base della denuncia presentata dal direttore di una nota gioielleria di Lecce, vittima il 23.06.2009 di furto con destrezza di due preziosi orologi cartier perpetrato all'interno del negozio. Fondamentali per i militari inquirenti le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza interno del locale, che hanno consentito l'identificazione dell'autore del furto all'interno dell'oreficeria e del suo complice che lo attendeva facendo il “palo” all'esterno della gioielleria.
Si tratta di:
- FUZIO Donato, nato ad Andria il 22.08.1963, ivi residente;
- LOMMITO Roberto, nato a Trani il 07.10.1960, ivi residente.

I due autori del furto, già noti alle forze dell'ordine, erano giunti la scorsa estate nel capoluogo salentino, per un primo sopralluogo compiuto la mattina del 23 giugno u.s., all'interno della gioielleria dal Fuzio, che si mostrava seriamente interessato all'acquisto di un costoso orologio Cartier e di un bracciale di diamanti. L'atteggiamento del Fuzio, distinto e signorile nell'aspetto, frattanto ritornato all'oreficeria nel pomeriggio dello stesso giorno 23, aveva tratto in inganno i dipendenti del negozio che avevano quindi messo in mostra per l'acquisto due preziosi orologi Cartier del valore complessivo di 11.000 euro circa. Il Lommito rimaneva fuori dall'oreficeria fungendo da “palo”. È stato quindi approfittando di pochi attimi di distrazione dei dipendenti, impegnati anche ad accertarsi della copertura di due assegni da 5.000 euro cadauno consegnati per il pagamento, che il Fuzio riusciva a farsi consegnare gli orologi e ad allontanarsi rapidamente con il complice dalla gioielleria, facendo perdere le proprie tracce. Nel corso delle indagini i militari appuravano altresì che i due assegni risultavano compendio di furto ai danni di una banca di Arezzo, avvenuto il 31 marzo 2009.
Gli arrestati si trovano ora rispettivamente presso la casa circondariale di Bari e Trani, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Lecce.

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