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News dalle Città della BAT

martedì 10 novembre 2009


TRINITAPOLI : Il PDL presenta il suo piano di rilancio dell'agricoltura.





Secondo un'indagine svolta da nostri studiosi e tecnici qualificati, abbiamo riscontrato che la maggioranza assoluta del 63% dei Trinitapolesi preferisce acquistare prodotti alimentari locali e artigianali, che sembrano sostituire degnamente le grandi marche, che si fermano al 15%.

Dalla indagine – che verrà presentata a breve alla cittadinanza emerge anche che per il 45% dei Trinitapolesi la scelta tra le due tipologie di prodotto dipende dalla qualità mentre per il 15% dal prezzo.

Lo studio svolto in maniera totalmente gratuita da tecnici del PDL di Trinitapoli, afferma che “L'attenzione ai prodotti locali è un riconoscimento dell'impegno degli agricoltori locali nel garantire la leadership qualitativa nella produzione agricola rispetto ai concorrenti più blasonati. Le produzioni Trinitapolesi sono di ottima qualità anche dal punto di vista della sanità e della sicurezza alimentare, con un record del 99% di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge. Tutto questo è stato possibile grazie al rispetto che i cittadini hanno dei loro terreni, Nel nostro Paese si trovano piccoli proprietari terrieri che potenzialmente possono produrre discrete quantità di prodotti a basso prezzo di mercato e di ottima qualità. “
le verdure e la frutta nostrana a tavola sono l'emblema nel mondo della dieta mediterranea, modello nutrizionale ormai universalmente riconosciuto fondamentale ai fini del mantenimento di una buona salute e che si fonda su una alimentazione basata su prodotti locali, stagionali, freschi di cui Trinitapoli è particolarmente ricca". Per cui non deve stupire più di tanto se i consumatori più accorti ed esigenti abbiano optato per la filiera corta.
Il PDL prende di slancio l’impegno che questa amministrazione pare voler metterci per risollevare il settore agricolo e produttivo.
Si dovrebbe sfruttare la filiera corta già esistente senza aver fatto nulla per crearla, l'obbiettivo primario dovrebbe essere quello di valorizzarla.

Bisognerebbe Stimolare la nascita di Associazioni di produttori da tramutare in seguito in cooperative, le quali dovrebbero fondersi, formare dei consorzi, al fine di ottenere delle economie di scala . Per fare tutto questo proponiamo di rinunciare al PUG che riteniamo non deve avere precedenza visto che solo 5 anni fa si approvava il PRG con il voto favorevole delle stesse persone che oggi lo criticano, quindi a cosa serve oggi cambiarlo? Proponiamo di evitare di impegnare somme per eventuali incarichi di progettazione, ma di spostare quei fondi per stimolare la nascita di cooperative finanziando incentivi comunali tramite bandi pubblici per chi decide di creare cooperative o consorzi.
Si potrebbero investire somme spostandole dalla cultura (vedi Premio cavalieri di Malta o piccole manifestazioni culturali che non hanno seguito ma che costano parecchio). l’assessore alla cultura dovrebbe rimettere la sua delega visto i risultati scadenti:è la nostra opinione e dei nostri cittadini
Quei soldi potrebbero essere orientati per sponsorizzare i nostri prodotti con fiere e campagne pubblicitarie.
riteniamo che le sagre “La strada dei sapori, la sagra della cartelate e la sagra del carciofo “ vadano riproposte e finanziate adeguatamente.
Interessante sarebbe poi, in alternativa, trovare una formula che possa coniugare lo sviluppo del territorio da entrambi i punti di vista, culturale e produttivo.
Una nuova sfida per la crescita della nostra terra, che speriamo verrà in qualche modo accolta!

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