Andria invasa dai totem pubblicitari di tutte le dimensioni, di tutte le forme e posizionati in tutti i luoghi; spesso senza alcuna targa identificativa; costruiti in materiali assolutamente fuori norma, in metallo con spigolature e sporgenze lasciate incautamente senza protezione; posizionati davanti a scivoli e passaggi per disabili; in molti casi divelti e lasciati sui marciapiedi in maniera disordinata. Insomma un’indecenza unica che non sappiamo come possa mai essere tollerata in una città, Andria, amministrata da avvocati e professionisti del diritto. Senza nulla togliere al legittimo diritto al lavoro, anche di quello dei posizionatori di totem pubblicitari, come cittadini siamo veramente stanchi di sopportare questi capricci e accontentamenti vari. Si applichi immediatamente il regolamento e si metta fine a questa brutta ed ambigua storia, così come non si può pensare che alberi, pali dell’illuminazione e qualsiasi punto in cui è possibile appoggiare un banner pubblicitario vengano occupati quasi fosse una proprietà privata.
Ricordiamo ancora chiaramente la solerzia dei vigili urbani tanto ligi al proprio lavoro quando venivano a rimuovere e a sequestrare un nostro cavalletto in puro legno, discreto e poco appariscente, posizionato in viale Crispi con messaggi stampati rivolti all’attenzione dei cittadini per informali di quelle notizie riguardanti la città di Andria, la villa comunale e la recinzione, gli sprechi della politica, il ruolo della città nella sesta provincia e altri argomenti fastidiosi. E’ accaduto anche a me essere manipolato e sballottato da un punto all’altro per poter posizionare un semplice tavolino per la raccolta delle firme contro gli aumenti Tarsu e per l’abolizione delle Province. Anche questi argomenti talmente scomodi da far mettere in moto la potente macchina del veto alle altrui libere e democratiche iniziative.
Ed ora? E’ vero che noi non eravamo sponsorizzati né appoggiati né accattivati con alcun personaggio famoso della città ma è anche vero che un minimo di giustizia deve pur esserci.
Una cosa è certa. Si stanno mettendo in campo tantissime prove generali di iniziative e di promozione. Fino ad ora bisogna dire che risultati non se ne vedono, perché ciò che la gente sta chiedendo è il lavoro e le opportunità di lavoro per tutti e non fumo negli occhi.
Se non c’è lavoro, se la gente non riesce più neanche a portare a casa il minimo per sopravvivere allora aivoglia a pubblicizzare. Qui i soldi sono finiti e se ne sono accorti soprattutto i commercianti della città che continuano a galleggiare, sperando che non arrivi un’onda ancor più lunga e alta che travolga tutti.
Cosa si sta facendo per evitarlo? A mio avviso poco o niente e la cosa ancor più grave sarebbe nascondere i tanti problemi della città che pure qualcuno tenta di far emergere e di evidenziare. Si sta, invece, tentando di far prevalere la cultura della fiction televisiva che tutto trasforma e tutto nasconde.
Anche questo però sta diventando un tentativo ormai poco credibile e gli incontri promossi da politici ed amministratori, sempre più deserti, sono la dimostrazione che questa politica ha toccato il limite e che nessuno sembra più starle dietro, neanche i più affezionados, tranne i servi sciocchi che aspettano il pagamento di cambiali firmate in bianco.
con dovuta efficienza
Vincenzo Santovito - Presidente L.A.C.

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