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News dalle Città della BAT

martedì 6 marzo 2012

ANDRIA: LE NUOVE FACCE DELLA POVERTA’

Il report sulla povertà diffuso da Casa Accoglienza Santa Maria Goretti, riferito all’anno 2011, consolida e avalla tutta la stima e l’ammirazione per l’attività svolta al servizio delle persone, quelle vere e bisognose, che non hanno Santi in Paradiso se non San Geremia e i tanti altri Santi che in maniera umile e senza gli obiettivi delle telecamere puntati addosso, fanno volontariato godendo della fortuna di ricevere molto di più di quanto possano dare.


Tornando alla “povera Andria” il report di Casa Accoglienza rappresenta solo una minima espressione del disagio vissuto da tantissimi concittadini; disagi che caratterizzano in negativo questa nostra comunità afflitta anche da enormi altri deficit, non solo economici ma anche culturali ed istituzionali.


Non voglio sicuramente rimarcare l’importanza dei dati diffusi e di quanto essi siano impressionanti ma voglio essere testimone di quanto queste povertà stiano mostrando facce nuove: quelle degli imprenditori e lavoratori che, fino a qualche anno fa, potevano contare su un lavoro qualificato, specializzato e anche ben remunerato, che oggi non c’è più. Gli imprenditori sono quelli che tutti vediamo ogni giorno, nei mercati, nei negozi e per le strade mentre i lavoratori che hanno perso l’occupazione sono le eccellenze che hanno lasciato anni fa la nostra città, “chiamati” al Centro e al Nord Italia non perché qualche politico ben “agganciato con la cricca” li abbia raccomandati o affidati alle mani di “buoni amici”. No, si tratta di specializzati nell’arte delle costruzioni, dell’edilizia, della metalmeccanica piuttosto che dei trasporti e comunque tutte persone che hanno fondato la loro esistenza e quella delle loro famiglie sul lavoro fatto di fatica ma anche sulla soddisfazione di portare a casa buoni salari e garantire una vita dignitosa ai propri cari.


Sono queste “le nuove anime sole” che oltre alla povertà stanno subendo la sempre più crescente oppressione dell’abbattimento morale e psicologico che prima o poi porta verso quel baratro chiamato depressione se non verso gesti estremi; un baratro aggravato ancor più dall’amara consapevolezza che il futuro non potrà mai ricostruire condizioni pari a quella dignità perduta.


Sono persone diverse da altre che, invece, hanno fatto dell’arte dell’arrangiarsi e del vivere alla giornata uno stile di vita, stando spesso ad attendere quel pesce lanciato dalla finestra di qualche alto palazzo o dallo studio professionale di uomini e donne importanti e purtroppo questa è la sempre più cruda realtà anche di tanti giovani, seppur dotati di ottime referenze e di qualificati titoli di studio, ai quali è stato insegnato che facendo la corte a persone che contano, prima o poi un posticino viene fuori, magari cominciando a fare il paggetto o la hostess in qualche manifestazione social-para-festival-politica fino ad occupare un comodo riparo in uno dei tanti uffici sparsi sull’intero territorio; vere e proprie macchine di occupazione pilotata e clientelare.


Stavamo parlando di povertà e di abbattimento morale e psicologico. Ebbene, chi vive tra la gente, tra i commercianti e ogni giorno ascolta tante storie, di tutti i generi, non può far finta di niente di fronte a questa forte richiesta di aiuto che non può rimanere inascoltata e qui non servono né cortei né pacche sulle spalle né tantomeno parole di circostanza. No, qui serve la consapevolezza che una Società è cambiata e continua a cambiare in un certo modo e che questi problemi sono di tutti e di ognuno perché all’improvviso e inaspettatamente possono colpire anche chi pensa di esserne immune.


Tutto questo continua però a scontrarsi con la cultura del “facciamo finta che...tutto va ben”


 Il Presidente: Savino Montaruli

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