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News dalle Città della BAT

venerdì 9 marzo 2012

BAT : L'università privata che pagano i cittadini, ma chi è povero dovrà continuare ad andare a BARI.

“la provincia Barletta – Andria – Trani sosterrà l’iniziativa attraverso un impegno finanziario di € 500.000. Il contributo dei Comuni aderenti al Patto Territoriale Nord Barese Ofantino invece ammonterà complessivamente a € 200.000 .”



Questo è ciò che si legge sul sito del Patto Nord Barese Ofantino e l’iniziativa in questione è l’apertura di un polo universitario nella provincia BAT, che avrà sede lungo la Strada Provinciale Trani – Andria. La gioia dei molti ragazzi della nostra provincia, che sognano di smettere di doversi recare all’università di Bari, Foggia o a volte di altre città ogni mattina, è soltanto un’illusione. Il polo universitario in questione è rappresentato dalla LUM ( Libera Università Mediterranea ), università privata e di conseguenza inaccessibile a tutti.


La Rete degli Studenti Medi di Barletta, coadiuvata dalla Rete degli Studenti Medi BAT, si impegna ormai da anni a registrare le testimonianze degli alunni che vedono il loro diritto allo studio minacciato soprattutto da edifici scolastici fatiscenti, spesso anche pericolanti. In alcune scuole mancano infissi, sistemi elettrici e tubature sono mal funzionanti, in altre non si sono potuti effettuare i test anti-sismici in quanto non sono del tutto stati messi in sicurezza.


Alla luce di ciò è comprensibile immaginare il perché di come apprendere questa notizia, per chi cerca di tutelare il diritto allo studio e alla sicurezza degli studenti, sia un pugno allo stomaco, come lo è registrare un immobilismo quasi storico da parte della provincia nei confronti di questa scottante tematica.


“Avremmo potuto destinare i 500.000€ in allestimento di cartelloni, di eventi estivi o natalizi invece, abbiamo preferito consentire ai nostri giovani di studiare a pochi chilometri da casa, senza dover più sostenere enormi costi per studiare fuori” afferma il presidente della provincia Francesco Ventola. Anche se sfugge il passaggio logico per il quale per rimediare ad un costo parecchio gravoso sulle famiglie del territorio ( quale quello dei trasporti per raggiungere il luogo di studio al quale si aggiunge il gravoso prezzo dei libri di testo )si decida di finanziare una università privata, la cui retta annua potrà addirittura esser superiore ai vari costi. Tuttavia volendo tralasciare l’incostituzionalità del finanziamento pubblico ad un’università privata (art. 34), tanto per essere più pragmatici, si sarebbero potuti destinare quei 700.000 € per la messa in sicurezza di parte dei numerosi edifici pubblici scolastici disastrati sul nostro territorio, per garantire la sicurezza delle migliaia di studenti di scuole medie e superiori o magari finanziare la sperimentazione del reddito di formazione, già in vigore a Barletta, diffondendola negli altri comuni della provincia.


La Rete degli Studenti Medi si impegnerà, con altre associazioni presenti sul territorio, a promuovere una libera cultura gratuita ed accessibile a tutti, con iniziative che coinvolgano la collettività, svolte nelle piazze o per le strade della nostra città nel più prossimo futuro; inoltre promuoveremo l’idea che gli individui e gli enti pubblici, che promuovono una cultura di serie A e una di serie B e che la formazione tanto più vale quanto più viene pagata, sono sempre più enti ed individui pericolosi.





Rete degli Studenti Medi Barletta

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