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News dalle Città della BAT

sabato 17 novembre 2012

BAT : RIORDINO DELLE PROVINCE, CONSIGLIO DI STATO RESPINGE I RICORSI, DOPO CHE LO AVEVA GIA’ FATTO IL TAR DEL LAZIO.

ANDRIA RESTA ALLA FINESTRA. RISPOSTE MAI GIUNTE SULLE REITERATE RICHIESTE DI REFERENDUM POPOLARE CHE DA MOLTI MESI I CITTADINI STANNO AVANZANDO.

NON SI HA NEANCHE IL CORAGGIO DI ANDARE IN CONSIGLIO COMUNALE PER DECIDERE DA CHE PARTE STARE.
TUTTO QUESTO E’ IMPERDONABILE PER UNA CLASSE DIRIGENTE E POLITICA CHE SI AUTODEFINISCE NUOVA E OPERATIVA.

Dopo lo slittamento a data da destinarsi della decisione della Corte Costituzionale sui ricorsi presentati da alcune Regioni italiane (la Puglia non c’è) contro il riordino territoriale delle province, arrivano altre batoste e dopo che il Tar del Lazio aveva respinto la richiesta di sospensione della Deliberazione del Consiglio dei ministri del 20 luglio 2012, recante "Determinazione dei criteri per il riordino delle Province", a norma dell'articolo 17, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95", pubblicata in Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 171 del 24 luglio 2012, avanzata dalle province di Lecco, Lodi, Rovigo,Treviso, arriva l’ultima sonora batosta ed ecco che proprio nella giornata di ieri 14 novembre 2012 (diamo sempre notizie fresche di giornata) è stata depositata la sentenza del Consiglio di Stato che ha così deciso in camera di consiglio:

“...per la riforma dell' ordinanza cautelare del T.A.R. LAZIO - ROMA: SEZIONE I n. 03669/2012, resa tra le parti, concernente determinazione dei criteri per il riordino delle province, considerato che appare del tutto condivisibile l’approccio del giudice di prime cure, che ha rilevato la carenza di lesività dell’atto impugnato attesa la sua naturale destinazione ad essere sostituito da un provvedimento di rango legislativo; considerato che il sopravvenire del decreto legge 5 novembre 2012 n. 188, relativo al processo di riordino delle Province, lungi dal giovare all’argomentazione della parte appellante, lascia trapelare addirittura il venir meno dell’interesse alla coltivazione del ricorso anche in prime cure P.Q.M. il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) respinge l'appello (Ricorso numero: 7664/2012). Condanna la Provincia di Treviso a rifondere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’interno ed al Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione, le spese della presente fase di giudizio che liquida in complessivi €. 3.000,00 (euro tremila) oltre I.V.A., C.N.A.P. e rimborso spese generali, come per legge.

Alla luce della situazione che, come da noi già ampiamente preannunciata, anche dal punto di vista giuridico appare del tutto sfavorevole a qualsiasi azione oltremodo dispendiosa per l’Ente, ancora una volta invitiamo i rappresentanti del territorio a smetterla di menarsela tra di loro e ad adottare con la massima urgenza i provvedimenti necessari per evitare che veramente fra qualche giorno ci troviamo nella Provincia di Capitanata senza aver avuto noi Cittadini la possibilità di operare scelte democratiche, legittime, condivise e previste dalla legge, lontane da posizioni politiche o parti-partitiche o addirittura personalistiche che fanno male soprattutto a chi le sta ponendo in essere e crea un precedente imperdonabile per una classe dirigente e politica che ama autodefinirsi nuova ed operativa.
Si abbia almeno il coraggio di andare immediatamente in consiglio comunale perchè ora sono caduti tutti gli alibi ed è giunta l’ora delle scelte, anche a costo di rompere quel fantomatico idillio fumoso che cinge chiome e capocce.


Coordinamento Associazioni Civiche Andriesi

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