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News dalle Città della BAT

sabato 3 novembre 2012

BISCEGLIE : Provincie, la città va al referendum.

Se è possibile, è anche più determinato del presidente della Bat, Francesco Ventola, ad evitare l’accorpamento della Sesta Provincia a Foggia. Nicola Giorgino, sindaco di Andria da due anni e mezzo, dice: «Non mi arrendo a questa situazione. La maggior parte, forse, non ha capito che con queste riforme si affamano i cittadini perché le nuove province allargate o le città metropolitana impediranno alle singole comunità di assumere provvedimenti. E i danneggiati – sottolinea – saranno le fasce più deboli della popolazione, quelle a cui devono essere garantiti i servizi essenziali». La battaglia di Giorgino, esponente di punta del Pdl della Bat, è solo agli inizi. Coordinatore dell’assemblea dei sindaci, la sua posizione è come quella di Ventola: mai con Foggia, ma nemmeno nella città metropolitana di Bari. Ad Andria, dove la Bat ha sede legale, la rivendicazione rimane quella di una provincia allargata, che faccia da cuscinetto tra Foggia e Bari.
Giorgino non lesina critiche a tutti i consiglieri regionali che, dopo la relazione sul riordino dell’assessore Marida Dentamaro il 22 ottobre scorso, di fatto non hanno fatto nulla per cambiare il destino delle province pugliesi. «E’ stato un riordino fatto con due pesi e due misure», dice il primo cittadino di Andria. «C’erano esponenti regionali che dovevano garantire Taranto e qualcun altro che spingeva sulla città metropolitana allargata fino alla Murgia, per ambizioni politiche personali. Il punto è che non si sono resi conto che la città metropolitana di Bari non ha alcun senso, dal momento che arriva a comprendere realtà autonome come Altamura. Bari – aggiunge – non è Milano e nemmeno Roma». Se Giorgino è determinato, molto più prudente appare il suo collega di Bisceglie, Francesco Spina, alla guida della città che fa da spartiacque tra l’area metropolitana e la nuova Provincia Foggia-Bat.
«Attendiamo la pubblicazione del decreto – spiega il sindaco della Puglia prima di tutto – per capire giuridicamente cosa implica questo decreto. Poi riunirò il Consiglio che dovrà decidere se ricorrere alla consultazione popolare per deliberare in che provincia stare, nel caso in cui non sia possibile una terza via. La mia amministrazione ha dotato la città, con lo statuto, dello strumento referendario. Quindi, è possibile che ricorriamo al referendum, cosa che il mio predecessore non ha ritenuto di fare». Spina non lo dice, ma a Bisceglie sarebbero più propensi a transitare nell’area metropolitana di Bari pur di non stare con Foggia. «Se ci sarà un’opinione univoca del Consiglio, allora non ricorreremo al referendum che ha dei costi», dice.
La vicina Molfetta è tra i pochi Comuni del Barese ad aver espresso, attraverso una delibera del Consiglio comunale, il “no” all’entrata nell’area metropolitana. La città, in base alla geografia disegnata dal Consiglio dei ministri, starebbe però nell’area metropolitana. Per il sindaco dimissionario di Molfetta, il senatore Antonio Azzollini, la partita però è ancora tutta da giocare. «Se dovessi esprimermi con una battuta – dice l’esponente del Pdl – direi che “non è successo niente”. Il decreto del Consiglio dei ministri era un atto dovuto. Ora si apre tutta la partita dell’iter parlamentare, con la possibilità di presentare gli emendamenti. Noi abbiamo espresso un orientamento, per ora. Quando ci dovesse essere la soppressione effettiva della Provincia di Bari, c’è la possibilità per le città di presentare ricorso in base all’ex articolo 133 della Costituzione. Sentita la Regione – ricorda – si può costituire una nuova provincia purché questa risponda ai requisiti di estensione e popolazione previsti. Immaginare una grande Provincia del Nord Barese, è sicuramente l’ipotesi più logica». All’area metropolitana di Bari aderirebbe, invece, Trani pur di non stare con Foggia. «Premesso che questo riordino è un’assoluta aberrazione – dice il sindaco Luigi Riserbato, in quota alla Puglia prima di tutto – credo che nell’iter parlamentare ci siano possibilità di manovra. Di certo mai con Foggia, però. Al massimo con Bari, dal momento che in fin dei conti siamo baresi».
Se a Nord di Bari il riordino non piace a nessuno, anche a Sud non sono tutti contenti. E, ora, dopo l’annessione di Avetrana alla provincia di Lecce, a incalzare è anche Manduria. Un comitato locale ha raccolto duemila firme per chiedere il referendum popolare con cui ottenere il passaggio nel Leccese. Solo che il Comune è commissariato e il commissario prefettizio, Aldo Lombardo, ha girato le firme raccolte dal comitato alla Regione perché decida.


Carmen Carbonara

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