Recentemente è ritornata
nuovamente, sotto i riflettori dei media, l’attenzione sul sito di Grottelline
a Spinazzola. Il sito che presente notevole interesse dal punto di vista
storico ambientale sta per essere trasformato in una mega discarica, mentre al
contrario andrebbe tutelato e valorizzato proprio come sito SIC (Sito
d’importanza Comunitario) allo scopo di preservarlo per le future generazioni.
La tutela ambientale nella
nostra Regione, apertamente a parole è condivisa da tutte le forze politiche, “
purchè non si tocchi il mio orticello “, mentre poi nei fatti “ quando si tocca il mio orticello “ viene
calpestata e disattesa e a ben riflettere cosa se ne fa oggi la regione, di una
discarica se deve perseguire l’obiettivo del 65 % di raccolta differenziata ?
Quella dei siti SIC, nella
nostra regione, è un’altra amara pagina
di come l’ambiente sia continuamente calpestato, infatti la tutela dei siti SIC
in Puglia è stata sempre sottovalutata come se essi al pari delle aree parco
non siano dei siti da tutelare e valorizzare per i quali sono stati incassati
finanziamenti europei e poi ci si è dimenticati della loro esistenza. Dalla
loro istituzione ufficiale, avvenuta nel 2005 ad oggi, in quasi nessuna delle
predette aree comunitarie sono stati realizzati i Piani di Gestione, in grado
di coniugare sviluppo e tutela del territorio.
Recentemente, (e
fortunatamente), si incomincia a diffondere anche una cultura più europeista di
denuncia alla Commissione Europea per la mancata tutela e valorizzazione per le
aree Sito d’interesse comunitario e Zone di protezione speciali per le quali le
Regioni e lo Stato hanno poco da tergiversare poiché se non forniscono le
dovute spiegazioni, rischiano procedura d’infrazione che in termini pratici
significa sanzioni in termini di mancati finanziamenti provenienti da
Bruxelles, e in questi tempi di vacche magre gli aiuti europei valgono il
doppio.
Inviare una denuncia alla
Commissione Europea è relativamente molto facile, sicuramente molto di più che
farla alle nostre Istituzione. Tutto può essere effettuato nella nostra lingua
e per via telematica, basta un semplice indirizzo mail, non serve la
p.e.c., e non bisogna neanche spendere
nulla in diritti, bolli e balzelli vari, tipici della nostra burocrazia.
Credo che come cittadini
europei, il ricorso alla Commissione Europea, rappresenti un nostro diritto al
quale poterci appellare per le vessazioni subite dalle nostre Istituzioni.
Sul sito della Commissione
Europea al link: http://ec.europa.eu è possibile trovare tutte le indicazioni su
come effettuare la denuncia e sicuramente il semestre di Presidenza europeo
italiano, prossimo, è sicuramente un’ottima opportunità per noi cittadini
europei di vedere riconosciuti i nostri diritti, soprattutto in campo
ambientale.
Ruggiero Maria Dellisanti

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