Saranno presenti
la Presidente nazionale Maria Teresa Bellucci e il vice Presidente Regionale
Andrea Barchetta
L’incontro,
fissato per Lunedì 23 Marzo alle ore 19,00 presso l’Officina San Domenico di
Andria (centro storico), sarà una importante occasione per conoscere meglio il
Modavi, le sue attività, i suoi obiettivi e le sue realtà locali alla presenza
del Presidente nazionale Maria Teresa Bellucci e del vice Presidente Regionale
Andrea Barchetta.
Il
MODAVI Onlus – Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano è stato
fondato nel 1996. Nato come Associazione di Volontariato, dal 2004, è iscritto
all’Albo Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale. Dal 2006, altresì,
è iscritto all’Albo Nazionale degli Enti di Servizio Civile come ente di
secondo livello; dal 2007 è anche ONG – Organizzazione Non Governativa,
riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri; dal 2008 è accreditato presso
l’Agenzia Nazionale per i Giovani come organizzazione di invio, ospitalità e
coordinamento nell’ambito del Servizio Volontario Europeo.
Al
centro di tutto c’è la PERSONA. Per questo motivo, il MODAVI Onlus difende la dignità
e la qualità della vita in ogni sua fase del ciclo vitale e in ciascun ambito
del suo sviluppo: dal concepimento alla senilità, dalla sicurezza ambientale
alla solidarietà tra i popoli.
Infatti
essere cittadini attivi significa DONARE un po’ di sé stessi al prossimo: a chi
è in condizione di disagio, a chi ne ha più bisogno. Per il MODAVI Onlus, i
valori del volontariato, della partecipazione e della cittadinanza attiva sono
fondamentali. Il lavoro nobilita l’uomo e questo è ancora più vero se, in cambio
di impegno e dedizione, non si cerca di ottenere nulla se non la speranza di
aver contribuito al bene comune.
MODAVI
Onlus vuol dire anche EDUCAZIONE, il cui compito principale è, soprattutto,
quello di formare la persona e favorire lo sviluppo dinamico per mezzo del
quale si forma se stessi per diventare persone.
Costruire
i cittadini del domani è un DOVERE di ogni educatore. Educare, oggi, è molto
difficile poiché gli sforzi per formare persone che antepongono il bene comune
agli egoismi, che rispettano e aiutano gli altri, spesso, sono vanificati da
modelli dis-educativi di vita atomizzanti ed illusori, quelli che si
concretizzino nella felicità intesa come avidità di denaro, nel potere,
nell’emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza, lo sfruttamento della
persona e dell’ambiente che ci circonda. A questa degenerazione vogliamo
contrapporre l’educazione al rispetto, alla solidarietà e alla cultura.
L’educazione dovrebbe promuovere l’idea che la comunità è una sola famiglia,
dove ciascuna persona è operosa nel soddisfare bisogni ed interessi comuni.

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