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mercoledì 28 giugno 2017

ANDRIA : CAMERA DI COMMERCIO, SI PREPARA IL FUNERALE

In queste ore in Corso Europa Unita, nel cuore del Quartiere Europa, si sta preparando il funerale dello Sportello di Andria della Camera di Commercio.
Proprio mentre le oltre diecimila imprese andriesi iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Bari stanno versando il diritto annuale in scadenza proprio il 30 giugno, in concomitanza con la chiusura dello sportello; proprio mentre i nominati “rappresentanti delle imprese”, compresi coloro che con il loro silenzio hanno scritto anche questa orrenda pagina di triste storia locale, decidono di spendere quei soldi, parte di quei soldi, per il funerale, in queste ore si stanno preparando i pacchi con la documentazione da trasferire alla sede distaccata di Barletta che, ovviamente, resterà invece operativa e dove anche quelle oltre diecimila imprese andriesi, oltre ad utenti, consulenti ed altri fruitori dovranno recarsi dal primo luglio in avanti.
Chi parteciperà a quel funerale?
Parteciperanno sicuramente tutti i consiglieri comunali della città di Andria che hanno votato l’ordine del giorno con il quale si impegnava il sindaco ad intercedere per evitarne quella chiusura. L’esito? Nessuno lo conosce.
Parteciperanno i tanti rappresentanti di quegli Ordini Professionali che sono restati in letargo a guardare ed a subire passivamente così come vi parteciperanno coloro che, grazie all’esistenza di quel giocattolo dispensatore di benefici, continuano a girovagare promuovendo il territorio e l’economia locale con il sol scopo di invitare le poche imprese sane ancora in vita a delocalizzare altrove, magari in Moldova. Parteciperanno alcuni sedicenti sindacalisti locali i cui appelli non sono neppure stati ascoltati in famiglia così come vi parteciperanno coloro che praticano abitualmente l’arte del compromesso, della compensazione e del tornaconto personale ottenuto in funzione di ruoli e impegni mai documentati né mai lasciati nella memoria collettiva.
Lo Sportello di Andria chiude a causa di una necessaria riorganizzazione della Camera, così dicono e scrivono, ma non si riorganizzano le spartizioni dei fondi camerali che continuano scientificamente ad essere deliberati, ancora in pieno conflitto di interessi.
Andria perde un altro pezzo della sua economia locale, della sua identità e della sua dignità.
Andria perde anche il “diritto di difesa”. Eppure in quelle comode poltrone in legno pregiato, a Palazzo San Francesco, siedono quasi tutti avvocati.
Al funerale, a questo funerale, noi non ci saremo ma lo pagheremo, con i nostri soldi.



*Presidente UNIBAT

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