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lunedì 19 giugno 2017

TRANI : Nella steppa dei magredi vola il tranese Michele Dinardo

L’atleta della Trani Marathon ha percorso i 100 km della difficile gara friulana

Un’avventura in un viaggio straordinario, è quella che ha vissuto l’atleta della Trani Marathon Michele Dinardo, percorrendo i 100 km della decima edizione del Magraid 2017.

Il Magraid è una manifestazione che unisce sport, beneficienza ed attenzione all’ambiente, promuovendo turisticamente i magredi “la terra magra”, una distesa di 10000 ettari contraddistinti da sassi ed acqua, un sito di interesse comunitario in una zona di protezione speciale: la steppa italiana, un ecosistema unico grazie alla permeabilità del terreno alluvionale ed alla scarsità delle piogge. I comuni interessati dalla gara sono stati Cordenons, San Giorgio della Richinvelda, San Quirino, Zoppola, Arba, Vivaro, Spilimbergo, Sequals, tutti in Provincia di Pordenone.

In questo fantastico sito la Asd Triathlon Team Pezzutti di Pordenone organizza da dieci anni una gara a tappe di 100 km, quest’anno svoltasi dal 16 al 18 giugno, con campo base allestito a Parareit di Cordenons, dove gli atleti hanno vissuto, quando non hanno corso. Atleti che per tre giorni si sono estraniati dal mondo ed hanno vissuto di sensazioni irripetibili immersi nella natura, tra fauna e flora uniche al mondo.

La prima tappa denominata la “Steppa”, di 20 km, si è svolta in notturna, la sera del 16 giugno, i finisher sono stati 114, con l’ultramaratoneta Giorgio CALCATERRA (CALCATERRA SPORT ASD) che è arrivato primo chiudendo la frazione in 1h13’, tra le donne prima Lorena PIASTRA (TX FITNESS S.S.D. ARL), che ha chiuso la frazione in 1h37’, il nostro concittadino “macinachilometri” Michele Dinardo è arrivato 89°, chiudendo la frazione in 1h58.

La seconda tappa la “Grave”, la più dura di 55 km, è partita alle 10 mattino del 17 giugno per terminare dopo 4h36’ per Giorgio CALCATERRA, primo degli atleti arrivati, tra le donne la vittoria è andata ancora a Lorena PIASTRA, che ha concluso la frazione in 5h48’, Michele Dinardo, invece, ha chiuso al 62° posto in 8h17’. Questa tappa è stata caratterizzata dal gran caldo ed ha visto 18 atleti ritirarsi.

La terza tappa la “Risorgive”, è stata la tappa conclusiva da 25 km, svoltasi domenica 18 giugno, la frazione è stata vinta da Gabriele ORLANDO (ATLETICA BUJA) che ha chiuso la frazione in 1h50’, tra le donne vittoria di Carlotta MONTANERA (TEAM ICARUS SKY) conclusa in 2h29’. Il nostro Michele Dinardo ha chiuso la frazione in 71° posizione in 3h09’. Quest’ultima tappa ha visto arrivare 101 atleti.

Nella classifica finale, che è stata redatta con la sommatoria dei tempi delle tre tappe, vittoria per Giorgio CALCATERRA, tre volte campione del mondo sulla distanza dei 100 km e vincitore delle ultime dodici edizioni della più famosa ultramaratona quella del “passatore”. Re Giorgio è stato incoronato vincitore dopo aver percorso i 100 km in 7h49’, la regina del Magraid 2017, invece, è stata Lorena PIASTRA che ha concluso le tre tappe in 10h00’. Il nostro Michele Dinardo nella classifica finale è arrivato 67° dopo aver percorso complessivamente i 100 km in 13h26’04”.

Dei 122 atleti ai nastri di partenza solo in 95 hanno portato a termine la gara, questo sottolinea ancora di più l’importante impresa dell’atleta tranese della Trani Marathon Michele Dinardo, da tutti soprannominato “il macinachilometri”, un atleta che interpreta ogni gara come un viaggio intenso verso il superamento di nuovi limiti. Siamo certi che Michele, dopo aver apprezzato i materassi di ghiaia che hanno trasformato i greti del Friuli, stia già pensando ad una nuova avventura, ad un nuovo viaggio da vivere intensamente.

Infine, una citazione d’obbligo per l’organizzazione che durante la manifestazione sportiva è stata anche impegnata a raccogliere fondi a favore di A.N.D.O.S. onlus, Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, Comitato di Pordenone.

L’Ufficio Stampa

A.S.D. Trani Marathon

mercoledì 3 maggio 2017

TRANI : Nuovo record per l’Ultramaratoneta tranese Michele Dinardo

Supera i 60 km nella “Sei ore di Corato” e si classifica al secondo posto di categoria


Michele Dinardo, atleta della Trani Marathon, domenica scorsa nell’ambito della “Sei ore coratina” ha percorso 60768 metri ed è salito per la prima volta sul podio, arrivando secondo di categoria, in una gara su strada organizzata dall’Atletica Amatori, nell’ambito di un circuito di 1230 metri nel centro cittadino di Corato, in cui 135 atleti hanno corso consecutivamente per sei ore.
Un traguardo significativo per Michele, che ha percorso più di 50 giri e che può avere un grande senso sia per chi lo consegue e sia per chi, dagli spalti, osserva e riflette su quello sforzo.
Gli interrogativi che ci si può porre di fronte a degli atleti che compiono uno sforzo di questo genere possono essere numerosi e tuttavia riassumibili a un paio di domande madri:
- chi glielo fa fare?
- come si riesce ad affrontare un qualcosa di così faticoso?
Probabilmente le risposte che si potrebbero dare alla prima domanda sarebbero tutte riferibili a cose astratte, tipo: la voglia di mettersi alla prova, di vedere quanto più in là si riesce a spostare il momento del “non ce la faccio più”, dell’arrivare fino al limite di se stessi e constatare che quel limite è solo un muretto su cui si può salire per guardare dove altro ancora ci si potrebbe spingere. Cose che si possono elaborare anche stando serenamente seduti su di un divano davanti ad una tazza di tè.
La risposta alla seconda domanda ha bisogno invece di ancorarsi a parole poco astratte e tuttavia più difficili da definire perché fuori dalla portata delle comuni esperienze di vita. Ci sono sforzi giornalieri dosati sulla prospettiva del traguardo: si corre ogni giorno un po’ di più per avvicinarsi ai 60 km; ci sono sveglie che suonano a orari improbabili - ed è in quei momenti che è difficile fare a pugni con il sonno perché il sonno ha sempre delle braccia più lunghe delle proprie – con condizioni metereologiche spesso avverse; c’è una conoscenza di sé che è molto poco celebrale ma molto corporale e, si sa, la mente mente, nel senso che dice menzogne, e il corpo parla, e un atleta che è in grado di correre per 60 km sicuramente conosce il proprio corpo e il suo occulto linguaggio.
Certo, senza quella spinta interiore che viene solo da una passione robusta come granito il corpo sarebbe come la carrozzeria di una macchina senza motore. Poi ovviamente senza il carburante della determinazione la macchina non andrebbe da nessuna parte, invece Michele va. E si sa che il sostegno degli amici soffia e alimenta il fuoco dell’adrenalina.

Ora non ci resta che aspettare la prossima impresa del nostro “Parrucchiere macina-chilometri”, come recitava uno striscione appeso ad un balcone, che, siamo certi, non tarderà ad arrivare.