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martedì 22 novembre 2016

BAT : Bimbo di 18 mesi ingoia hashish e va in coma. Salvato dai medici

A 18 mesi ha ingoiato dell'hashish e per questo ha rischiato di andare in overdose. I medici lo hanno salvato prontamente grazie al tempestivo intervento dei genitori che lo hanno trasportato in ospedale. Secondo l'Adnkronos, sarebbero stati loro stessi a dire subito ai medici che il piccolo aveva ingoiato la pericolosa sostanza. 

Non è certamente la prima volta che un bambino assume inavvertitamente sostanze stupefacenti. Casi tragici, in Italia come nel resto del mondo, si sono verificati anche con liquori lasciati incustoditi dai genitori. 
Questa volta il fatto, che per fortuna si è concluso nel migliore dei modi, è avvenuto in Puglia, nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Il bambino di un anno e mezzo è stato ricoverato, dopo un primo intervento al pronto soccorso, all'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. Adesso, secondo quanto riportano le agenzie, sarebbe fuori pericolo.
Stando a una prima ricostruzione dei fatti, come scrive il quotidiano La Repubblica, formulate anche sulla base delle dichiarazioni dei genitori, il bimbo avrebbe trovato in casa il pezzo di droga e, senza che i genitori se ne accorgessero, l'avrebbe messo in bocca finendo in stato di incoscienza. Fortunatamente si è riusciti ad evitare il peggio.
La pericolosità dell'hashish è nota da molto tempo.Secondo un'ipotesi il nome assassino deriverebbe da al-Hashishiyyun, cioè "coloro che sono dediti all'hashish" (che deriva a sua volta da ašiš, "canapa") , di cui si sarebbe servito il vecchio della montagna per provocare l'inebriamento dei suoi fedeli. 

martedì 16 febbraio 2016

TRINITAPOLI : Tragedia al termine di una partita di calcetto Muore un ragazzo di tredici anni

Francesco Pio Molinaro, di 13 anni, è morto ieri sera dopo essere stato colto da malore al termine di una partita di calcetto. La tragedia è avvenuta nello spogliatoio di una struttura sportiva del quartiere Padre Pio di Trinitapoli, a Barletta-Andria-Trani. Sono stati subito chiamati i soccorsi.
I genitori hanno denunciato la mancanza, nella struttura, di defibrillatori.
Secondo quanto racconta uno zio del 13enne, inoltre, non vi era il defibrillatore neppure nell’ambulanza che è intervenuta sul posto e il mezzo – aggiunge l’uomo – “non era medicalizzato”.

Sarà l’autopsia disposta dalla procura di Trani, che indaga per omicidio colposo, a stabilire se un defibrillatore avrebbe potuto salvare la vita al bambino.