Cerca nel blog

News dalle Città della BAT

Visualizzazione post con etichetta genitori tarantini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta genitori tarantini. Mostra tutti i post

martedì 31 ottobre 2017

TARANTO : Genitori tarantini - Onorevole Sergio Mattarella, Presidente di questa Repubblica italiana

A lungo abbiamo riflettuto sulla opportunità di scriverle ancora una volta, così sicuri del fatto che ci sarebbe arrivata, come al solito, la conferma di avvenuta ricezione da parte della segreteria del Quirinale.
Qualcuno del suo staff leggerà questa lettera considerando se sia il caso di chiedere nuovamente al Prefetto di Taranto di convocare i Genitori tarantini per sapere cosa questi vogliano ancora.
Che qualcuno al Quirinale legga oppure no questa nostra non è per noi importante. Questa volta, quello che chiediamo è che gli organi di informazione recepiscano queste parole e le diffondano.
A poco più di un mese dalla sua visita a Taranto, limitata ad un protocollo che prevedeva la sua presenza esclusivamente in due plessi dello stesso Istituto scolastico, puntuale come una bestemmia è arrivato il vento da Nord-Nord/Ovest. Per ben due volte in una settimana. Quattro giorni di offese alla città e ai cittadini dei quartieri più prossimi all’industria inquinante così difesa e protetta dallo Stato.
Offese alla salute soprattutto di categorie già deboli: bambini, anziani, immunodepressi, persone affette da problemi respiratori e cardiovascolari. Offese che si devono leggere come limitazioni di quei diritti fondamentali garantiti dalla stessa Costituzione che il Presidente della Repubblica dovrebbe tutelare e far rispettare.
Il 18 settembre, lei è venuto qui ad inaugurare il nuovo anno scolastico. Tutto, per quella occasione, è stato organizzato al meglio. La stessa Ilva, pur di non offendere i suoi onorevoli occhi, ha ridotto la produzione al minimo per ripulire il cielo sopra alla zona industriale. Sì, è successo anche questo, così che è stato dato anche agli occhi dei tarantini, dopo oltre cinquanta anni, di vedere un cielo pulito. Questo, per noi, non è stato un regalo: è stata una ulteriore insopportabile offesa. Le assicuriamo che, dopo la sua partenza da Taranto, l’inferno si è di nuovo scatenato, addirittura con più vigore.
Il suo discorso davanti a studenti, dirigenti scolastici, insegnanti, operatori della scuola e giornalisti non ha presentato una sola parola che già non avessimo previsto.
Cosa mancava, nel suo discorso? Mancava la presa in carico della situazione locale: “Ragazzi, pur riconoscendo che l’istruzione è garantita dalla Costituzione della nostra Repubblica, non meravigliatevi se, per garantire la vostra vita e la vostra salute, questo diritto potrà essere un giorno violato. Verrà fatto, ve lo assicuro, nel pieno interesse dell’intera Nazione, per garantire una produzione che comunque vi sta già uccidendo da decenni.”
Quel 18 di settembre, ad un gruppo di genitori veniva sequestrato dall’efficientissimo servizio d’ordine pubblico uno striscione che recitava semplicemente “Anche i bambini di Taranto vogliono vivere”. Nulla, secondo l’organizzazione, doveva “disturbare” l’onorevole ospite. Nulla!
Presidente, “i bambini di Taranto vogliono vivere” è solo un’ovvietà; ma è forse quella congiunzione iniziale che fa scuotere le coscienze, fa prendere atto che un’ovvietà viene negata.
“Anche i bambini di Taranto vogliono vivere” continueremo a gridarlo fino a che “anche” i bambini di Taranto potranno vivere come tutti gli altri bambini di questa Nazione.
Quei Genitori, nel momento in cui lei usciva dalla scuola per riprendere posto nella sua automobile presidenziale, le hanno dato le spalle al grido di “Taranto libera”. Speriamo che tra i ricordi che per sempre porterà dentro di sé resti anche l’immagine di quei tarantini che hanno manifestato così il proprio dissenso verso una politica nazionale che ancora miete vittime tra gli stessi italiani, sullo stesso patrio suolo, nell’evidente disinteresse del custode della Costituzione di questa Repubblica.
Infine, le vogliamo elencare le giornate considerate wind days dopo la sua visita nella nostra città (sito ufficiale ARPA Puglia), ricordando che un’ordinanza sindacale del 24 ottobre 2017 (n. 39) obbliga la chiusura delle scuole del quartiere Tamburi durante il manifestarsi di questi eventi:
21 settembre; 7 ottobre; 23 ottobre; 24 ottobre; 25 ottobre; 28 ottobre.

mercoledì 20 settembre 2017

TARANTO : Lettera aperta al Presidente della Repubblica italiana

 "Cerchiamo un luogo ridente ove occhi sensibili alla bellezza si riconfortino dopo la sozzura interminabile dei luoghi orribili; in cammino per Taranto!" Seneca, De Tranquillitate Animi, II, 13.
Taranto, 19 settembre 2017.
Il folle circo dell’ipocrisia è ormai lontano da Taranto, il presidente è tornato a Roma per dormire tranquillamente nel letto del suo palazzo e la Rai ha spento nuovamente i riflettori su Taranto, tirando, immaginiamo, un gran sospiro di sollievo.
E’ davvero duro accettare che il Capo della Repubblica democratica italiana arrivi a Taranto non con la tranquillità di camminare sul suolo che lui stesso rappresenta, ma scortato e protetto come il presidente di uno Stato estero. Mai visto un numero così incredibile di poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili urbani, agenti della Digos e dei Servizi segreti tutti insieme (compresi quelli armati che osservavano dai lastrici solari dei palazzi intorno alla scuola Falcone e quelli in borghese che passeggiavano tra i cittadini costretti dietro le transenne, registrando volti e comportamenti nel proprio cervello).
Sarà stato emozionante per i giovani studenti provenienti da tutt’Italia; un po’ meno per i loro accompagnatori che, vogliamo sperare, qualche domanda se la saranno fatta.
Guardando verso l’Ilva, il gran protettorato dello Stato, i nostri ospiti porteranno negli occhi e nei cuori l’immagine di un cielo così terso sotto lo splendente sole che tutte le immagini viste prima e che vedranno in futuro verranno considerate montaggi fotografici. Arriva il Presidente e Ilva ed Eni gli regalano un giorno di fermo della produzione, come nel medioevo i contadini onoravano i regnanti con ceste di prodotti della terra. A mente fredda, è stato proprio questo il più grande schiaffo, la più grande offesa che si potesse fare alla comunità tarantina. Da oggi, proprio come l’altro ieri, i bambini di Taranto torneranno nelle scuole sotto l’infernale cappa che ben conoscono e che i loro coetanei delle altre regioni non potranno raccontare. Ieri si poteva respirare, da oggi si torna alla “normalità” fatta di problemi all’apparato cardiovascolare e a quello respiratorio, fatta di wind days, fatta di “il lavoro debilita anche chi non ce l’ha”, “il lavoro nobilita, ma qui uccide pure”, “qui, anche il disoccupato ha lo stesso dovere di morire che ha un lavoratore”.
“Lasciate che i bambini, ben selezionati, vengano a me.” Poi, il discorso, ben limato dagli scribacchini del Quirinale, soppesato, parola per parola, per dargli l’effetto voluto: il papà che parla ai figli di istruzione e cultura. “A scuola si disegna il futuro. E’ questa l’essenza del mondo della scuola.” E ancora: “Cari ragazzi, si dice sovente, con una frase che è divenuta uno slogan, che il futuro vi appartiene, ma il futuro comincia in ogni momento. Lo costruite da oggi, giorno per giorno, con impegno, anche con fatica.” Un discorso preciso, diretto, fino ad una certa frase, posta a mo’ di domanda retorica che qui riportiamo integralmente: “Chi tra di voi assisterebbe alla distruzione di ciò con cui gioca, del tavolo dove mangia, del letto dove dorme senza provare un senso di ribellione, di sconforto, di delusione, di dispiacere? Quella distruzione rappresenterebbe una ferita, una violenza alla vostra vita di tutti i giorni.”
Sì, Presidente, ha ragione. Provi adesso a pensare quali sentimenti possono muovere chi assiste alla distruzione di un territorio straordinariamente bello, alla distruzione di vite, comprese quelle di bambini così piccoli da non sapere che esiste un tavolo dove mangiare, bambini così piccoli da non arrivare a conoscere neppure la sala giochi di un asilo nido, di bambini cui viene negato quel diritto alla vita e all’istruzione che lei ha voluto ricordare nel suo illuminato discorso. Provi a pensare a quanto dolore alberga in chi resta a piangere i propri morti, alle lacrime che accompagnano la malattia fino all’unica fine possibile.
Lei è venuto a Taranto e poi è tornato a Roma, scortato fino all’aeroporto di Grottaglie come un importante ospite straniero, così lontano dai tempi in cui il Presidente Pertini camminava tra la gente, seppure in situazioni molto più difficili di queste, come una figura istituzionale dovrebbe fare in uno stato democratico.
Della sua visita ci resterà soltanto il ricordo di aver visto per una volta il cielo limpido sull’Ilva, il suo protettorato, e di aver respirato finalmente aria pulita. O almeno questa è stata l’impressione.
E ci resterà per sempre la sensazione che, attraverso i tagli della censura, l’unica canzone che parla di una Taranto libera si sia trasformata, come nei tempi bui dell’Italia, in una canzonetta di regime, svuotandola del valore simbolico che aveva assunto per noi tarantini, con buona pace per la sua stessa affermazione: “A scuola si prepara il domani della nostra civiltà, della nostra democrazia.”
E’ venuto per onorare una scuola spesso vittima di atti di vandalismo in un città vandalizzata con il consenso dello Stato.
Dorma pure tranquillo nel suo letto, Presidente. A noi tarantini, questa tranquillità non è concessa. Dovremmo, come dice lei, provare un senso di ribellione, ma anche questo, a ben vedere, non ci è concesso.

mercoledì 13 settembre 2017

TARANTO : Lettera aperta al Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti

Dottor Claudio De Vincenti, Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno,
le sue affermazioni sul piano ambientale presentato dalla cordata Arcelor Mittal Marcegaglia per l’Ilva (“… è il più avanzato al mondo.”) non solo offende ancora una volta la comunità tarantina, ma sembra voler deridere, ridimensionare, addirittura annullare le osservazioni del tutto negative di Enti civici, Arpa Puglia, Ordini professionali, Sindacati, Associazioni, Rappresentanze politiche.
Lei, noto in tempi non così lontani per la sua “sensibilità”, per la sua “attenzione alla salute pubblica”, sembra affannosamente impegnato, alla pari dei suoi predecessori, a garantire il funzionamento di un’industria altamente nociva per la stessa salute pubblica, conducendo i tarantini tutti verso il baratro, pronto ad assestare il definitivo spintone che li faccia precipitare, risolvendo i problemi più grossi di questa nazione.
Non le interessa la conta dei malati, dei morti; non le interessano le percentuali di disoccupazione galoppanti, no. Come Ministro del Mezzogiorno vuole forse interessarsi del Mezzogiorno? Non esiste! Non in Italia.
“Il piano ambientale presentato dalla cordata Arcelor Mittal Marcegaglia per l’Ilva è il più avanzato al mondo.” Crediamo sia un nostro diritto ascoltare le sue argomentazioni. Venga, quindi, a Taranto, venga a spiegare ai tarantini, punto per punto, perché ritiene tale questo piano ambientale. Venga a farlo all’aperto, nel quartiere Tamburi, magari durante un Wind day. La ascolteremo con le orecchie aperte e le mascherine per proteggere le vie respiratorie. Oppure, venga a parlarne nel Cimitero monumentale “San Brunone”, tra i marmi una volta bianchi ed ora rossi di polvere di ferro, tra i campi contaminati dalla diossina, nell’assoluto disprezzo dei nostri morti da parte di una fabbrica e uno Stato indifferenti alle sofferenze di un’intera provincia.
Il suo curriculum parla di pubblicazioni tutte mirate all’economia. Economia. Economia. Economia. Una parola che sembra racchiudere tutto, a che non dice niente. Per esempio, quale economia si regge su malattie e morti?
Tuttavia, vorremmo prendere il buono che intravvediamo nella sua affermazione.
Se il piano presentato dalla cordata Arcelor Mittal Marcegaglia (“… il più avanzato al mondo.”) è così aspramente criticato da tutti gli attori chiamati a valutarlo, due sono le strade che lei può percorrere.
Come buon ministro, può definitivamente affermare che la strada giusta porta alla chiusura dell’industria e al ricollocamento del personale impiegato, ricevendo il plauso del popolo sovrano; al contrario, può infischiarsene e continuare sulla strada della strage di connazionali, dell’impoverimento di parte del territorio italiano, del futuro negato. In questo caso, parafrasando le sue parole, lei potrebbe apparire come il peggior ministro del mondo e per questa ragione pretenderemmo le sue scuse e le sue dimissioni.

Genitori tarantini

mercoledì 7 giugno 2017

TARANTO : Protesta dei Genitori Tarantini

Ancora una volta, i Genitori tarantini si ritrovano costretti a censurare il comportamento di giornalisti in cerca di scoop, a scapito del popolo tarantino. E’ successo nuovamente durante la trasmissione “Carta Bianca”, in onda ieri sera su Rai3.
Pur consci dei tagli necessari per la produzione di un servizio di tre minuti, i Genitori tarantini rilevano con amarezza come di frasi compiute si siano volute adoperare parti che insinuano nello spettatore il sospetto di una comunità divisa.
Per l’ennesima volta, i Genitori tarantini si vedono costretti a rimarcare il proprio pensiero: chiusura di tutte le fonti inquinanti insistenti sul territorio dell’intera provincia ionica, bonifica totale dei siti inquinati con l’utilizzo della mano d’opera attualmente impiegata nei siti stessi.
Stanchi di essere manovrati a piacimento di giornalisti senza scrupoli, i Genitori tarantini, da questo preciso momento, rilasceranno dichiarazioni solo ed esclusivamente in diretta.

venerdì 2 giugno 2017

PUGLIA : Ambra aveva sette anni e ancora tanti regali da aprire.

Ambra aveva sette anni e ancora qualche regalo da aprire prima di lasciare qui il suo corpo privo di respiro. Era figlia di disoccupati. Era figlia di Taranto, la città che ogni maledetto giorno, da cinquanta anni a questa parte, piange la scomparsa di cittadini, senza distinzione di sesso, età e ceto sociale, per interessi di pochi supportati dalla devastante applicazione della politica da parte di uomini e donne che dovrebbero chinare il capo davanti all’ennesimo, ingiustificabile lutto che ha colpito un’intera comunità.
Dovreste essere voi, signori con le più alte cariche che la democrazia prevede, a chinare il capo, oppressi da quel senso di vergogna che martella il cervello senza tregua.
Voi che, tornando a casa, accarezzate i vostri figli e i vostri nipoti immaginando di lavorare per il loro futuro.
Voi che, pur di non decidere, decidete che un’industria altamente inquinante debba essere venduta.
Voi che, pur di venderla, stendete tappeti rossi cosparsi di petali di immunità penale ai piedi dei nuovi acquirenti, ancora più violenti e menefreghisti dei precedenti.
Voi che dopo il danno elargite beffe a piene mani, disinteressandovi totalmente alla salute di cittadini dello Stato italiano.
Voi che, per non pagare, pagate il prossimo acquirente con l’accettazione di piani di esubero assolutamente inaccettabili, mortificando ancora di più un popolo che soffre per una già altissima ed insostenibile percentuale di disoccupazione.
Voi che con la vostra presunzione continuate a ferire un territorio talmente bello da togliere il fiato, negando uno sviluppo compatibile.
A voi, che avreste potuto cambiare il corso della storia e non avete voluto farlo, chiediamo se avete una coscienza, sicuri che mentirete ancora rispondendo “sì”.

lunedì 29 maggio 2017

TARANTO : Nuovo manifesto dei Genitori Tarantini

Una bella donna con lo sguardo triste e perso nel vuoto che abbraccia il figlio dagli occhi spaventati che respira attraverso una maschera con il filtro per l’aria.
Questa è l’immagine scelta dai Genitori tarantini per il manifesto che da oggi è visibile in Città vecchia, sulla Salita Sant’Eligio, proprio di fronte all’omonimo molo.
“E’ la metafora della stupenda provincia di Taranto, così bella da confondere, che ancora abbraccia tutti i suoi figli in un ulteriore tentativo di proteggerli.”
A lato della foto, una frase che lascia pochi dubbi, che richiama la memoria come primario mezzo per raggiungere quella consapevolezza che trasforma un popolo in una comunità.
“Noi non dimentichiamo” è il grido di guerra di chi ha visto ferire la propria madre, porta su di sé le stesse ferite e le vede nei propri figli. E’ l’invito ad usare l’arma più potente che il popolo ha a disposizione: il voto.
“Siamo con chi opera per il recupero della dignità e del rispetto del territorio tarantino; siamo con chi si adopera in ogni settore per la rinascita culturale e socio-economica della città; siamo con chi mette a disposizioni idee vincenti per riportare l’intera provincia alla sua naturale vocazione: il turismo. Ma siamo anche con chi non dimentica i problemi e li combatte con ogni mezzo.”
Tuttavia, c’è chi condanna le iniziative dei Genitori tarantini bollandole come “pubblicità negativa per Taranto”.
“E’ davvero incomprensibile, questa accusa. Su internet si trova tutto il bello e tutto il brutto che riguarda ogni posto del mondo. Solo qui a Taranto si vuole nascondere una verità che tutti conoscono sotto il proverbiale tappeto. Ci sono operatori economici che plaudono alle nostre iniziative; per altri, i Genitori tarantini sembrano essere i colpevoli dello scarso flusso turistico che attraversa la nostra provincia. Nella terra figlia di Sparta, ci sono Spartiati e Iloti,  c’è chi combatte e chi fa lo schiavo. E’ ancora così, purtroppo.”

venerdì 5 maggio 2017

TARANTO : Genitori tarantini sono stati ricevuti dal Prefetto, dott. Donato Cafagna

Ieri, 3 maggio 2017, i Genitori tarantini sono stati ricevuti dal Prefetto di Taranto, dott. Donato Cafagna. L’incontro, ad un mese esatto dalla prima convocazione, ha prodotto alcuni risultati. Tra questi, il più importante è stata la proposta da parte del Prefetto di istituire un tavolo tecnico e di confronto tra il commissario alle bonifiche, dott.ssa Vera Corbelli, i rappresentanti di ARPA Puglia, della ASL di Taranto e dei Genitori tarantini.
Vista l’urgenza dei temi proposti dai Genitori tarantini, gli stessi si dichiarano certi che il primo incontro verrà organizzato dal Prefetto in tempi strettissimi.
Tuttavia, sicuri del fatto che la salute dei bambini di Taranto meriti la primaria attenzione di tutte le più alte Istituzioni dello Stato, i Genitori tarantini non abbandonano l’idea di poter incontrare il Presidente della Repubblica, magari durante la sua visita che sembra essere stata organizzata per l’apertura dell’anno scolastico 2017/2018 alla Scuola Pirandello, nel quartiere Paolo VI.
“Una comunità,” affermano i Genitori tarantini, “non si arrende davanti ad ogni tipo di violenza: da quella  spicciola seppur grave ad opera di giovani tarantini a quella continua ed offensiva del diritto alla vita e alla salute da parte dei Governi che si sono succeduti negli ultimi cinque anni, impegnati in una macabra gara a suon di decreti legge pro-Ilva.”

giovedì 26 gennaio 2017

PUGLIA : Lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Paolo Gentiloni

Onorevole Paolo Gentiloni,
sembra proprio che, da cinque anni a questa parte, un Governo italiano non si possa definire tale senza aver promulgato almeno un decreto legge a favore dell’industria dell’acciaio. Quello da Lei presieduto non intende sottrarsi a questa criminale catena di Sant’Antonio.
Se ne discuterà tra qualche giorno in Parlamento. Una discussione pro forma, come sempre è successo in passato, visto che il risultato sarà lo stesso. Vincerà la proposta del Governo, grazie a quei “voti di appartenenza” che sballottano la democrazia  di qua e di là, contenuta in una camicia di forza e trascinata da infermieri senza cuore: il più semplice modo per assicurarsi una poltrona senza grandi patemi d’animo.
Scegliere tra un S.I.N. da recuperare, priorità di ogni governo “buono”, e una industria che qualcuno ha voluto chiamare “strategica” non dovrebbe essere difficile; eppure, ancora una volta, si decide di sbagliare (uno sport in cui i politici italiani eccellono ormai da decenni).
Cosa c’è di “strategico”, in questa operazione, Onorevole Gentiloni? Forse i dati epidemiologici in Suo possesso non Le mostrano la strada da intraprendere? Forse le assurde ed insopportabili percentuali di morti e malattie riconducibili alle emissioni venefiche della grande industria che la provincia di Taranto deve incolonnare, giorno dopo giorno, non intaccano minimamente le coscienze dei nostri governanti? Forse le strutture ospedaliere (insufficienti per numero, apparecchiature e operatori ad affrontare l’emergenza sanitaria) insistenti sul territorio tarantino secondo Lei soddisfano appieno le esigenze della popolazione? Forse i dati sulla disoccupazione, legata a doppio filo alla monocultura industriale, non risultano preoccupanti? Forse è normale che, nei giorni di vento tra maestrale e tramontana, si limitino le libertà individuali pur di non disturbare chi dovrebbe rispettare le leggi? Forse è “strategico” macchiarsi di delitti verso indifesi connazionali per garantire e proteggere  gli interessi di pochi?
Signor Primo Ministro, in barba ai precedenti decreti e alle prescrizioni dell’A.I.A., è ancora in pieno svolgimento l’attività di sloping dell’acciaieria tarantina. Questo, oltre a causare danni alla salute dei cittadini, ferisce ancora una volta la  popolazione, alla luce di una dichiarazione rilasciata davanti al gip da uno dei cinque fiduciari dei Riva che qui riportiamo: “Io ho vissuto a Genova dove non potevamo assolutamente fare nessuno, nessunissimo slopping perché ci avrebbero chiuso”.   A Taranto invece anche le nubi rosse e nocive sembrano essere autorizzate per legge. 
Le ricordiamo che la Corte europea per i Diritti dell’Uomo, su denuncia di 180 tarantini, ha aperto una procedura d’urgenza contro lo Stato italiano per violazione degli articoli 2 (“diritto alla vita”) e 8 (“diritto al rispetto della vita privata e familiare”). Evidentemente, in Europa c’è chi pensa che qualcosa non vada come dovrebbe, visto che su questi punti l’Italia sarà chiamata a rispondere.
Riteniamo i Governi degli ultimi anni responsabili della drammatica situazione che si è creata. Agli innocenti bambini di Taranto, vittime sacrificali del malaffare e della timida gestione della cosa pubblica, non viene consentito di crescere come i loro coetanei di altre province. Spesso, purtroppo, non gli viene consentito di vivere. Ancor più spesso non gli viene consentito di nascere. Nelle menti delle loro madri si è ormai formata l’idea di avvelenarli di diossina con il più naturale dei gesti: l’allattamento al seno.
Ai nostri figli stiamo raccontando e continueremo a raccontare la verità. Queste parole, insieme a quelle scritte in questo ultimo anno alle autorità di vari livelli, resteranno documenti storici, atti d’accusa verso chi poteva cambiare le cose e pavidamente non lo ha fatto. Il Suo predecessore, ridicola maschera carnevalesca, si è defilato, ma il coraggio è figlio della giustizia e da questa alimentato. Per chi ha in sé alto il senso della giustizia, dovrebbe essere facile fare scelte coraggiose.
In una precedente lettera Le abbiamo chiesto di venire a Taranto, assaporarne la bellezza, respirarne, libero da preconcetti e forzature, il naturale futuro. Le abbiamo chiesto di venire a Taranto per conoscerne la Storia plurimillenaria, in barba a chi la ritiene, con inconcepibile limitatezza di vedute, “una città a vocazione industriale”.
Se alle cose antiche dedichiamo cura e restauro, queste acquisteranno maggiore valore; le cose vecchie e dannose, al contrario, si devono gettare, una volta per tutte. Taranto è città antica, l’Ilva è un industria vecchia e dannosa. Chiediamo che venga chiusa. Per sempre.

Genitori Tarantini