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mercoledì 30 marzo 2016

BARLETTA : Legambiente e i sindaci pugliesi per un futuro 100% rinnovabile

“Le fonti fossili rappresentano il passato. Per questo al referendum del 17 aprile chiediamo ai primi cittadini di sostenere la battaglia del Sì per dire #StopTrivelle, per ripensare il sistema energetico in una direzione più moderna, pulita e democratica”
In Puglia il 21,5% dell'energia totale arriva da fonti rinnovabili pari al 45% dei consumi totali regionali. Il contributo delle energie pulite copre il fabbisogno di 2,2 milioni di famiglie 
Tutti i numeri della rivoluzione energetica regionale


Negli ultimi dieci anni le fonti rinnovabili hanno contribuito a cambiare il sistema energetico italiano. Da nord a sud del Paese l'alternativa alle trivellazioni di petrolio e gas esiste già. La Puglia è una delle regioni italiane pronte a fare un salto di qualità in avanti nella gestione del sistema energetico ma anche nel contributo rispetto agli accordi della COP21. In questa regione ilcontributo delle fonti rinnovabili è già pari al fabbisogno di oltre 2,2 milioni di famiglie, 1,9 volte superiore al consumo domestico regionale e 1,7 volte di quello terziario.
Legambiente rilancia la sfida per spingere un modello energetico che ha al centro il territorioInnovativo, pulito e democratico che tiene assieme la sfida del clima con quella del lavoro e dell'innovazione.

Un appello lanciato questa mattina a Barletta a bordo del Treno Verde che ha ripreso il suo viaggio per la Penisola per monitorare la qualità dell’aria e l’inquinamento acustico, ma anche per parlare di smart cities, ecoquartieri, mobilità nuova e stili di vita.
L’inaugurazione della tappa pugliese è stata l’occasione per presentare anche in questa regione la Staffetta dei sindaci, la campagna lanciata da Legambiente per chiedere ai primi cittadini italiani di sostenere il Sì al referendum del 17 aprile per poter decidere come progettare lo sviluppo energetico futuro sul proprio territorio. Al taglio del nastro della tappa del convoglio ambientalista erano presenti Antonio Di Vincenzo, Assessore alle Politiche della sostenibilità ambientale del Comune di Barletta, Domenico Santorsola, Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia; Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia; Katiuscia Eroe, Responsabile Energia Legambiente e i sindaci di Vieste, Isole Tremiti, Peschici, Margherita di Savoia, Andria, Trani, Bisceglie e Polignano a Mare che hanno firmato il Manifesto dell’Autoproduzione da fonti rinnovabili, a cui hanno già aderito oltre 400 sindaci da tutta Italia.
«Con la sottoscrizione del Manifesto per l'autoproduzione da fonti rinnovabili – commenta Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – chiediamo ai sindaci pugliesi di schierarsi in prima linea contro le politiche petrolifere insensate del Governo nazionale, per costruire un futuro incentrato sulle fonti rinnovabili e sull'efficienza energetica. Le fonti fossili rappresentano il passato, soprattutto in una regione come la Puglia che produce il 21,5% dell'energia totale da fonti rinnovabili pari al 45% dei consumi totali regionali. Per questo abbiamo ragione di ritenere che questa possa rappresentare la strada più efficace e praticabile per ripensare il sistema energetico in una direzione più moderna, pulita e democratica. Sono già molti gli amministratori che hanno aderito alla nostra "staffetta" per dire 'no' a un'Italia ancora schiava del petrolio. La sfida passa per alcune scelte coraggiose capaci di accompagnare un'innovazione diffusa sul territorio e di creare opportunità di risparmio energetico e in bolletta oltre che nuove opportunità lavorative».

«Attraverso le fonti rinnovabili si possono ridurre i 51 miliardi di bolletta energetica italiana, spesi per importare fonti fossili, aiutare famiglie e imprese a risparmiare e prodursi da soli l’elettricità e il calore di cui hanno bisogno, ridurre inquinamento e emissioni di gas serra – spiega Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente -. In questa prospettiva si crea più lavoro, perché in un modello distribuito si sposta il baricentro verso la gestione e manutenzione con vantaggi per i territori; si muovono investimenti in ricerca e in una innovazione che oggi ha al centro sistemi di accumulo e di gestione dell’energia attraverso smart grid e applicazioni nella mobilità elettrica. Impianti solari termici e fotovoltaici, eolici, da biomasse, geotermici, mini idroelettrici integrati nel paesaggio e con sistemi efficienti sono oggi una opportunità straordinaria per dare risposta alla crisi economica creando opportunità per i territori e per le famiglie da una riduzione delle bollette e da ambienti più vivibili. E’ questa l’alternativa alla dipendenza dalle fonti fossili, l’unica strada possibile per arrivare ad avere un Paese libero da gas, petrolio e carbone».

Sono 258 i Comuni pugliesi censiti da Legambiente a fine 2014, e tutti presentano almeno una tecnologia da fonte rinnovabile sul proprio territorio.
In particolare sono 224 i Comuni che presentano pannelli solari termici per un’estensione di 25.298 mq. Una cifra sicuramente sottostimata rispetto al potenziale installato, come questa risulta essere anche la tecnologia più difficile da monitorare proprio perché non legata alla rete.
257 i Comuni che possiedono sul proprio territori un impianto fotovoltaico, per una potenza complessiva di 2.572 MW e un’incidenza sui consumi regionali del 20%. 115 i Comuni dell’eolico con 2.339,3 MW installati e un’incidenza sui consumi del 25%6 i Comuni dell’idroelettrico e 34 quelli delle bioenergie.

Sono, invece, 136 i Comuni pugliesi che già oggi producono più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie residenti e che potremmo definire in teoria 100% rinnovabili. In teoria perché l’energia prodotta dalle diverse tecnologie non viene consumata in loco, ma scambiata con la rete, che nel 2014 ha perso 1.824,9 GWh di energia, più dei consumi dell’intera Provincia di Foggia o Barletta-Andria-Trani.
I 136 Comuni sono distribuiti in tutte le Province, 46 vengono da quella di Lecce, sia con piccole realtà come Melpignano con 2,2 MW di pannelli solari fotovoltaici, sia con grandi realtà come Lecce che raggiunge questo risultato grazie a 56 MW di pannelli solari fotovoltaici e 36 MW di eolico. Sono invece 43 i Comuni “100% rinnovabili elettrici” in Provincia di Foggia, 20 in quella di Taranto, 13 in quella di Bari, 11 nella Provincia di Brindisi e 3 in quella di Barletta-Andria-Trani.

Qui è possibile scaricare il Manifesto dell’Autoproduzione

venerdì 25 marzo 2016

BARLETTA : Il Treno Verde arriva in città, Tappa alla stazione centrale da mercoledì 30 marzo a venerdì 1 aprile

Monitoraggio di smog e rumore, iniziative, dibattiti e la mostra itinerante aperta a scuole e cittadini

Farà tappa da mercoledì 30 aprile a Barletta il tour del Treno Verde 2016, lo storico convoglio di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con la partecipazione delMinistero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, che ha ripreso il suo viaggio per la Penisola per monitorare la qualità dell’aria e l’inquinamento acustico, ma anche per parlare di smart cities, ecoquartieri, mobilità nuova e stili di vita.
Il Treno Verde sarà in sosta al binario 1 tronco della stazione centrale di Barletta, fino a venerdì 1 aprile. La mostra itinerante sarà aperta dalle 9.00 alle 13.00 per le classi prenotate e dalle 16.00 alle 19.00 per il pubblico.
Dopo l’edizione speciale dello scorso anno dedicata all’agricoltura di qualità in occasione di Expo Milano, quest’anno il convoglio ambientalista tornerà ad occuparsi di inquinamento atmosferico e acustico attraverso un nuovo ed innovativo monitoraggio (su rumore e inquinamento atmosferico) per informare i cittadini sul tema; ma anche per promuovere tante buone pratiche a partire dalle città, sempre più esposte ai cambiamenti climatici e soffocate dallo smog. Ma si darà spazio anche e soprattutto alle esperienze virtuose anti-smog messe in atto intanto da quei Comuni che hanno avuto il coraggio di scommettere sulla rigenerazione urbana, sull’efficienza energetica, sul verde urbano e sulla mobilità sostenibile.
Novità 2016 – In questo viaggio, il convoglio ambientalista si avvarrà di una nuova collaborazione, quella con VALORIZZA brand di Studio SMA e Gemmlab, e con il contributo scientifico La Sapienza e CNR, per realizzare un monitoraggio scientifico (rumore e inquinamento atmosferico) in postazioni fisse e itineranti. Grazie ad una strumentazione portatile in ogni città vengono misurati in continuo i valori di PM10, PM2,5 e PM1 e di rumore. I dati saranno confrontati anche con i rilievi eseguiti con una centralina fissa che rileverà la qualità dell’aria, su diversi parametri, per tutta la durata della tappa. Due sono gli obiettivi principali: scattare un’istantanea del quartiere preso in esame, mettendo in evidenza le differenze di esposizione all’inquinamento nei luoghi più frequentati del quotidiano e sui percorsi abitudinari necessari per gli spostamenti (parchi urbani, aree perdonali, strade trafficate o percorsi casa scuola); informare in tempo reale i cittadini attraverso la pubblicazione dei risultati del monitoraggio sul portale www.trenoverde.it facilmente accessibile e consultabile. La mappatura realizzata sarà, quindi, la base da cui partire per ragionare sulle criticità e sulle soluzioni per migliorare la qualità dell’aria, la mobilità e il benessere, ma anche per definire le priorità degli interventi urbani utili alla pianificazione e alla progettazione di smart cities. Sempre sul portale trenoverde.it è disponibile l’innovativo sistema Hopes (Home Pollution Embedded System), un prototipo messo a punto dal Dipartimento di Ingegneria astronautica, elettrica ed energetica dell’Università Sapienza di Roma a cui è possibile collegarsi per vedere in qualsiasi momento la qualità dell’aria durante i giorni della tappa del Treno Verde. Si tratta di un sistema che consentirà al cittadino, una volta a regime, di conoscere in tempo reale i livelli di inquinamento nella propria zona.
Oltre al monitoraggio, cittadini e studenti, come sempre, potranno salire a bordo del Treno Verde per visitare la mostra didattica e interattiva allestita all’interno delle quattro carrozze, ognuna dedicata a un tema diverso, ma con un unico filo conduttore: quello delle buone esperienze che, in Italia e all’estero, hanno già raccolto la sfida della rigenerazione urbana, attraverso la partecipazione dei cittadini.

La prima carrozza è dedicata al mondo: qui il visitatore potrà leggere e scoprire i tanti planisferi interattivi, installati sulle pareti del vagone, per capire insieme i fattori legati ai mutamenti climatici e le conseguenze che causa il surriscaldamento globale. La “città sarà, invece, il tema della seconda carrozza incentrata sui centri urbani per parlare di quelle città che hanno raccolto la sfida della rigenerazione urbana e hanno puntato su energia pulita, mobilità dolce, edilizia sostenibile. Dalle città agli ecoquartieri il passo è breve, per questo la terza carrozza e la quarta carrozza saranno dedicate rispettivamente ai quartieri a basse emissioni e ad alta qualità di vita e ai condomini, dove i cittadini sono sempre più smart. In questa carrozza saranno raccontate le esperienze e tecnologie da utilizzare anche in casa per ridurre lo smog. Tra queste ad esempio quella proposta da Airlite, una pittura antinquinamento 100% naturale che grazie all’energia della luce scompone gli agenti inquinanti facendoli diventare molecole di sale, eliminando così batteri, virus e cattivi odori.
Infine, ed in particolare agli studenti, è riservato uno speciale percorso didattico sui mutamenti climatici, realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Il programma completo del Treno Verde a Barletta
BINARIO I TRONCO STAZIONE CENTRALE

lunedì 2 marzo 2015

PUGLIA : Il meglio della Puglia verso Expo Milano

A bordo del Treno Verde gli Ambasciatori del territorio
Dal grano, all’olio, alla burrata e ai pomodori: ecco le realtà che valorizzano i territori

Vendola firma il Manifesto della Nuova Agricoltura
Legambiente: “L’Italia è il primo Paese in Europa per prodotti tipici certificati. Con questa iniziativa vogliamo valorizzare tutte quelle esperienze che rappresentano un modello vincente e concreto di economia sostenibile. Auspichiamo che la Regione Puglia favorisca l’accesso dei giovani all’agricoltura e contrasti l’abbandono e il consumo dei nostri suoli agricoli rilanciando nel contempo l’occupazione”


Dall’olio degli olivi secolari pugliesi, ai legumi tradizionali dell'Alta Murgia, grano duro e cerali, pomodori e cetrioli e ancora una grande varietà di formaggi tra cui il Pallone di Gravina e la burrata di Andria. Tutto coltivato e prodotto con metodi biologici e da aziende che hanno scelto di innovare il loro processo di produzione e trasformazione rispettando la biodiversità dei luoghi, l’ambiente e la qualità delle materie prime. Il vero fiore all’occhiello della Puglia.
Sono queste alcune delle eccellenze dell’agricoltura di qualità pugliese consegnate al Treno Verde dagli Ambasciatori del Territorio che questa mattina hanno inaugurato la tappa di Bari del convoglio ambientalista (in sosta al binario 1 ovest della stazione centrale fino a domani, martedì 3 marzo). Prodotti ed esperienze che accompagneranno il viaggio2015 dellastorica campagna nazionale di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato dedicato all’agricoltura e all’alimentazione in vista di Expo Milano, l’esposizione universale su alimentazione e nutrizione in programma dal primo maggio nel capoluogo lombardo.
Gli Ambasciatori del Territorio, iniziativa promossa da Legambiente e Alce Nero, ha avuto per protagonisti i primi agricoltori e realtà agricole che producono nel rispetto del patrimonio ambientale, sociale e culturale dei loro territori. Insieme a loro Legambiente ha presentato il suo Manifesto della Nuova Agricoltura, sottoscritto a bordo del Treno anche da Nichi Vendola, presidente Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, assessore all'Agricoltura della Regione Puglia; Cesare Veronico, presidente Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Con loro Legambiente ha, inoltre, lanciato il “Progetto Conversione”, una sfida che si pone come obiettivo quello di aumentare le produzioni biologiche in Italia nei prossimi 6 anni, estendendole dal 10% al 20% della superficie agricola entro il 2020.
“L’Italia è il primo Paese in Europa per prodotti tipici certificati. Con l’iniziativa di oggi  vogliamo valorizzare gli ambasciatori del territorio pugliesi, ossia agricoltori e aziende agricole, che producono nel rispetto del patrimonio ambientale sociale e culturale dei loro territori. Esperienze che rappresentano un modello vincente e concreto di economia sostenibile” - commentaFrancesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - A proposito di esperienze concrete auspichiamo che la Regione Puglia elimini ogni ostacolo per l’attuazione immediata della legge che favorisce l’accesso dei giovani all’agricoltura e contrasti l’abbandono e il consumo dei nostri suoli agricoli rilanciando nel contempo l’occupazione”.
“L’agricoltura oggi può essere il più importante alleato per le attuali sfide ambientali e per lo sviluppo dell’economia verde. Una nuova agricoltura, che delineiamo nel nostro Manifesto, già all’opera, praticata da molti agricoltori italiani ed europei, attenti ai processi naturali e alla complessità e specificità locale degli ecosistemi e capaci di innovare, sia sperimentando nuove tecnologie che attingendo agli antichi saperi della cultura rurale – dichiara Davide Sabbadin, portavoce del Treno Verde -. Un’agricoltura che può destare impegno professionale e passione nei giovani, riportandoli a questo antico mestiere, che richiede professionalità e cultura adeguata all’altezza delle sfide e che può garantisce cibo buono e salute, tutela delle risorse naturali e della varietà genetica, tutela dei saperi e dei sapori che rendono unico e irripetibile ogni territorio italiano, ospitalità, bellezza del paesaggio”.