Protestano i cittadini, nelle aree periferiche abbandono incontrollato e cassonetti inservibili. Le immagini e i dati del disagio. E intanto interviene l'ASL BT.
Abbandono
dei rifiuti nell’agro, amianto, bidoni straboccanti di immondizia: sono queste
le lamentele che in questi giorni stanno giungendo al Numero Verde. Sono le aree
periferiche cittadine le più penalizzate: nella zona di espansione verso
Molfetta è presente una discarica con residui di una vasca in cemento-amianto,
nei pressi del Dolmen della Chianca, recentemente dichiarato patrimonio UNESCO,
sono state abbandonate sul ciglio della strada lastre di eternit, che si stanno
progressivamente sbriciolando a causa di ripetuti tentativi di incendio, le
complanari della SS16 sono invase da cumuli di rifiuti di ogni genere, tra i
quali amianto, elettrodomestici e fusti di materiale chimico, mentre dal
quartiere S. Andrea abbiamo ricevuto centinaia di foto che documentano la
presenza di cassonetti squarciati, spazzatura che si accumula ai margini dei
bidoni, strade sporche. Non solo: chi ci ha inviato il report fotografico ha
voluto quantificare il disagio vissuto dai cittadini, che non hanno nessuna
intenzione di vedere la loro città trasformarsi in una discarica a cielo
aperto.
I
DATI
Nella
seconda metà del mese di luglio i segnalanti hanno monitorato tutti i cassonetti
per la raccolta dei rifiuti indifferenziati (colore verde) e dei differenziati
(colori marrone, giallo, rosso, blu e per indumenti) presenti nel popoloso
quartiere periferico di S. Andrea, fotografandoli ed attribuendo un punteggio al
loro stato: voto “3” per quelli ok, voto “2” per quelli disastrati (coperchi
spaccati, aperture difficoltose, sporcizia diffusa, indicazioni sul rifiuto da
conferire assente, etc) e voto “1” per quelli inidonei al servizio. I risultati
sono sorprendenti ed esaustivi della situazione: il punteggio medio ottenuto
dal servizio è 1.8, con “baratri” medi al di sotto di 1.6 per vetro,
carta e plastica. Non va meglio per i bidoni “verdi” che si attestano sul
punteggio di 1.7. Alzano la media i bidoncini piccoli, che sono una rarità nelle
strade cittadine.
Purtroppo
questa è la realtà di tutte le aree periferiche
cittadine.
Altro
dato importante è relativo al numero dei bidoni “verdi” dell’indifferenziato che
risultano essere quasi la metà del totale a disposizione del quartiere. Questo
spiega come mai i
cittadini che svolgono la selezione domestica dei rifiuti in modo corretto, con
l’intenzione di conferirli educatamente nei cassonetti
adibiti alla raccolta di vetro, carta, plastica ed alluminio spesso si trovano di fronte
all’impossibilità di farlo perché i cassonetti sono stracolmi ed insufficienti.
Inoltre manca l’indicazione sulla tipologia di rifiuto da conferire. Questo
aspetto assume particolare importanza in quanto nelle città pugliesi non esiste
un associazione univoca tra colore del cassonetto e tipologia di rifiuto.
Bisceglie in estate accoglie decina di migliaia di forestieri che nelle loro
città di origine hanno riferimenti diversi. Senza andar troppo lontano, nella
limitrofa Trani il colore “blu” è utilizzato per i sacchetti
dell’indifferenziato mentre a Bisceglie serve a contenere la carta. Similmente
per il colore verde che a Bisceglie diventa rosso e via
discorrendo.
All’allegoria
di colori si aggiunge la condizione disastrata del cassonetto, che spesso è
privo del pannello di chiusura, esponendo il recipiente della raccolta
differenziata alla contaminazione con il sacchetto dell’immondizia domestica.
Quando questo pannello di chiusura esiste, spesso il meccanismo di sollevamento
a pedale è rotto, per cui l’ingegnoso cittadino rimedia incastrando una mazza
che mantiene il coperchio alzato, mettendo a disposizione la spazzatura di topi,
animali randagi e insetti molesti.
ALCUNE
CONSIDERAZIONI
C’è
da chiedersi se il problema sia l’inciviltà di pochi cittadini o il servizio
inadeguato. Se
è vero che cartacce e rifiuti abbandonati dovunque potrebbero far pensare ad una
scarsa collaborazione da parte della popolazione, questo dubbio viene fugato
dalla galleria delle immagini che ci sono state recapitate, che sono più
eloquenti di qualsiasi altro discorso. Trincerarsi dietro numeri, che
evidenziano percentuali di raccolta differenziata al di sopra della media delle
città della provincia BAT, risulta essere uno sterile esercizio matematico se si
offre al cittadino un servizio opinabile, con l’utilizzo di materiale scadente
ed insufficiente. Se i cassonetti della differenziata fossero svuotati più
frequentemente o almeno fossero più numerosi e soprattutto efficienti,
probabilmente le percentuali sarebbero nettamente maggiori delle
attuali.
Non
gridiamo allo scandalo, ma consentiteci di esprimere tutte le nostre perplessità
e chiedere con forza che venga organizzato immediatamente un servizio di
vigilanza che impedisca l’abbandono dei rifiuti tossici e nocivi, che
rappresentano un pericolo per la salute e un danno irreversibile
all’ambiente.
NESSUN
RISCONTRO
Quanto
vi abbiamo raccontato è stato segnalato con fax all’Amministrazione Spina e agli
Organi di Controllo. Ma la vigilanza è attiva? Cosa fa la Polizia Locale
Municipale? Quante infrazioni ha rilevato? In assenza di loro riscontri
desideriamo ringraziare l’Ufficio Igiene Pubblica del Dipartimento di
Prevenzione dell’ASL BT che ha eseguito tempestivamente il sopralluogo in
contrada Serrone, nei pressi del Dolmen, confermando la presenza di lastre di
amianto, bottiglie di vetro e di plastica, pneumatici, residui vegetali ed una
carcassa di animale con sviluppo di odori nauseabondi. Immediata la richiesta di
bonifica urgente del sito di abbandono abusivo dei rifiuti, inviata con lettera
prot. 55449/927/SISP all’indirizzo del Dirigente della 6^ Ripartizione Vigilanza
A.A.P.P. Ambiente Igiene e Sanità del Comune di Bisceglie e, per conoscenza, a
Sindaco e Comando di Polizia Municipale.
La storia continua .……..
WWF
PUGLIA

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