Ci
rivolgiamo ai presidi, direttori e docenti delle scuole per invitarli a
prestare attenzione sulle modalità con la quale avviene la composizione delle
nuove sezioni. Da anni si registra in buona parte delle scuole, istituti e
licei l’antipatico vezzo di suddividere i ragazzi in classi create ad hoc. Dove
gli studenti più capaci (e i più raccomandabili) sono raggruppati tutti nella
stessa sezione a dispetto di quelli senza referenze, che occupano il resto
delle classi. Assistere ancora nel 2012 a delle “lotte di classe”, nella quale
stavolta sono coinvolti dei ragazzi è semplicemente inqualificabile. Specialmente
considerando che la scuola pubblica ha il dovere sacrosanto di garantire a
tutti gli studenti pari trattamento. Una scuola che vuole farsi portatrice di
valori culturali e poi si riduce a tali meschinità parte senz’altro con il
piede sbagliato. La stessa Adele Corradi, giunta recentemente a Barletta per
presentare un libro sulla sua esperienza di insegnante nella scuola di Barbiana,
ha giudicato ciò una vergogna alla quale reagire senza se e senza ma.
Minimizzare il problema o scaricarlo sui genitori che propongono i loro figli a
determinati docenti non può far altro che perpetrare il malcostume. Ci auguriamo
dunque che il sistema scolastico mostri il polso della propria autorevolezza e
non ceda a meschini compromessi clientelari. Non ci si limiti a propugnare nelle
aule di scuola o in chiacchiere da salotto buoni principi ma si diventi
promotori di ciò che dovrebbe essere un concetto acquisito e scontato: una
scuola pubblica per tutti, che non crea studenti di serie A e studenti di serie
B.

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