Gentile ministro, Lei ha ipotecato circa 30.000 kmq di mare italiano
da sottoporre a estrazioni petrolifere soltanto per ricavarne le “esigue”
royalties a favore dello Stato???
Oppure ci sono altre motivazioni "occulte" che noi italiani
non conosciamo?
Secondo il suo stesso Ministero dello Sviluppo Economico nei fondali
dei mari italiani ci sarebbero 10,3 milioni di tonnellate di petrolio che,
stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno nazionale per sole 7
settimane.
E ci sono ancora circa una decina di richieste di Permessi di Ricerca Idrocarburi in mare che
nel complesso rischiano di allargare di altri 45mila kmq l'area del mare
italiano soggetta a perforazioni.
Questa spinta verso nuove trivellazioni, a suo dire, sarebbe volta a
creare 15 miliardi di euro di investimento e 25mila nuovi posti di lavoro.
Ma non sarebbe auspicabile una inversione di tendenza, puntando su una politica
fondata primariamente sullo sviluppo delle rinnovabili, sull’applicazione di
nuove tecnologie ecocompatibili nel
trasporto pubblico, un settore strategico per l’economia e la qualità
del vivere urbano, e sullo sviluppo efficiente dei vari settori che attualmente
dipendono solo ed esclusivamente dalle energie fossili?
I nostri vicini tedeschi e gli ingegneri
cinesi stanno portando avanti un programma di rinnovamento energetico per il
proprio paese, che verrà esteso commercialmente a tutta la terra, basando nuove
ricerche, in merito alle rinnovabili, sulla sintetizzazione in laboratorio
della fotosintesi clorofilliana: partiranno le produzioni di pannelli
fotovoltaici in DSSC che non saranno più soggetti a “lavoro a fatica” dunque
dureranno di più, saranno più efficienti e decisamente molto più versatili.
Ma a quale scopo dunque estrarre petrolio
se possediamo già delle chiavi per un cambiamento, verde e pulito?
Per quale motivo viene ancora incentivato
l’uso e l’abuso di un combustibile che danneggia il pianeta?
Perché non incentiviamo l’uso e l’acquisto
di veicoli elettrici e capillarmente non diffondiamo colonnine per ricaricare i
veicoli? Molti esempi ci giungono dalle case automobilistiche: loro affermano
che il motore elettrico rappresenterà il futuro. Alla luce delle loro dichiarazioni,
a cosa serve cercare, estrarre e consumare petrolio?A nostro parere è questa l’unica strada da intraprendere per perseguire una
crescita esponenziale del livello occupazionale nel nostro paese, con nuovi
posti di lavoro forse dieci volte superiori rispetto a quelli eventualmente ottenuti
mediante le nuove trivellazioni.
Anche l’ENEA concorda che l’Italia potrebbe
essere autonoma energeticamente e secondo il tecnico dell’ENEA dottor Fabrizio
Fabrizi: “l’Italia ha un potere energetico equivalente a mezzo barile di
petrolio al mq al Centro Italia ed un barile al mq al Sud”.
In conclusione, la richiesta è quella di
attivare tutte quelle iniziative che non mettano limiti allo sviluppo di tutte
le forme di energie rinnovabili ma ne favoriscano lo sviluppo illimitato,
prevedendo qualsiasi forma di finanziamento per i relativi incentivi che non si
renderanno più necessari entro un breve lasso di tempo, quando le rinnovabili
saranno operative in gran parte del territorio italiano.
Cambiare
si può, ce lo richiede anche la Corte Europea che, tra l’altro, ha recentemente
condannato l’Italia per non aver rispettato le direttive europee per quanto
riguarda le emissioni inquinanti delle industrie.
Movimento
Ambientalista BAT – Puglia
Nunzio
DI LAURO – Coordinatore del Movimento Ambientalista BAT
Luca
CAGNAZZO - Vicepresidente regionale Associazione Folgore
Roberto
CARESSA – presidente Associazione Demetra
Daniele
Felice SASSO – ex presidente provinciale Ambiente e/è Vita BAT
Giuseppe
DELEONIBUS – dottore in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio (già
portavoce del Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”)

Nessun commento:
Posta un commento