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giovedì 23 agosto 2012

TRANI : LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO CORRADO PASSERA


Gentile ministro, Lei ha ipotecato circa 30.000 kmq di mare italiano da sottoporre a estrazioni petrolifere soltanto per ricavarne le “esigue” royalties a favore dello Stato???

Oppure ci sono altre motivazioni "occulte" che noi italiani non  conosciamo?
 Secondo il suo stesso Ministero dello Sviluppo Economico nei fondali dei mari italiani ci sarebbero 10,3 milioni di tonnellate di petrolio che, stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno nazionale per sole 7 settimane.
 E ci sono ancora circa una decina di richieste di  Permessi di Ricerca Idrocarburi in mare che nel complesso rischiano di allargare di altri 45mila kmq l'area del mare italiano soggetta a perforazioni.
 Questa spinta verso nuove trivellazioni, a suo dire, sarebbe volta a creare 15 miliardi di euro di investimento e 25mila nuovi posti di lavoro.
Ma non sarebbe auspicabile una inversione di tendenza, puntando su una politica fondata primariamente sullo sviluppo delle rinnovabili, sull’applicazione di nuove tecnologie ecocompatibili nel  trasporto pubblico, un settore strategico per l’economia e la qualità del vivere urbano, e sullo sviluppo efficiente dei vari settori che attualmente dipendono solo ed esclusivamente dalle energie fossili?

I nostri vicini tedeschi e gli ingegneri cinesi stanno portando avanti un programma di rinnovamento energetico per il proprio paese, che verrà esteso commercialmente a tutta la terra, basando nuove ricerche, in merito alle rinnovabili, sulla sintetizzazione in laboratorio della fotosintesi clorofilliana: partiranno le produzioni di pannelli fotovoltaici in DSSC che non saranno più soggetti a “lavoro a fatica” dunque dureranno di più, saranno più efficienti e decisamente molto più versatili.
Ma a quale scopo dunque estrarre petrolio se possediamo già delle chiavi per un cambiamento, verde e pulito?
Per quale motivo viene ancora incentivato l’uso e l’abuso di un combustibile che danneggia il pianeta?

Perché non incentiviamo l’uso e l’acquisto di veicoli elettrici e capillarmente non diffondiamo colonnine per ricaricare i veicoli? Molti esempi ci giungono dalle case automobilistiche: loro affermano che il motore elettrico rappresenterà il futuro. Alla luce delle loro dichiarazioni, a cosa serve cercare, estrarre e consumare petrolio?A nostro parere è questa l’unica strada da intraprendere per perseguire una crescita esponenziale del livello occupazionale nel nostro paese, con nuovi posti di lavoro forse dieci volte superiori rispetto a quelli eventualmente ottenuti mediante le nuove trivellazioni.
Anche l’ENEA concorda che l’Italia potrebbe essere autonoma energeticamente e secondo il tecnico dell’ENEA dottor Fabrizio Fabrizi: “l’Italia ha un potere energetico equivalente a mezzo barile di petrolio al mq al Centro Italia ed un barile al mq al Sud”.
 In conclusione, la richiesta è quella di attivare tutte quelle iniziative che non mettano limiti allo sviluppo di tutte le forme di energie rinnovabili ma ne favoriscano lo sviluppo illimitato, prevedendo qualsiasi forma di finanziamento per i relativi incentivi che non si renderanno più necessari entro un breve lasso di tempo, quando le rinnovabili saranno operative in gran parte del territorio italiano.

Cambiare si può, ce lo richiede anche la Corte Europea che, tra l’altro, ha recentemente condannato l’Italia per non aver rispettato le direttive europee per quanto riguarda le emissioni inquinanti delle industrie.
Movimento Ambientalista BAT – Puglia
Nunzio DI LAURO – Coordinatore del Movimento Ambientalista BAT
Luca CAGNAZZO - Vicepresidente regionale Associazione Folgore
Roberto CARESSA – presidente Associazione Demetra
Daniele Felice SASSO – ex presidente provinciale Ambiente e/è Vita BAT
Giuseppe DELEONIBUS – dottore in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio (già portavoce del Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”) 

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