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News dalle Città della BAT

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lunedì 29 maggio 2017

BARLETTA : IL PICCOLO COMMERCIO E’ SOTTO ATTACCO.

IL COMUNE APPROVA IL TARIFFARIO PRATICHE AMMINISTRATIVE.
MONTARULI (UNIBAT): “SCONCERTANTE IL SILENZIO SU PROVVEDIMENTI CHE INCIDONO IN MODO COSI’ IMPORTANTE SULLE PICCOLE IMPRESE”

Ad Andria avvenne nel 2013 quando, ai tempi in cui nonostante le risorse pubbliche abbondassero, almeno apparentemente per non fermare il flusso di elargizioni disinvolte, la Giunta comunale cittadina deliberò il provvedimento nr. 270 con il quale si approvava il tariffario da applicarsi anche ai servizi SUAP – Attività Produttive per le piccole imprese. Nello spirito di emulazione, con le stesse modalità, con le stesse motivazioni ma con l’aggravante di un ulteriore inasprimento delle “pene” la città di Barletta imita la cugina confinante e la Giunta comunale in data 28 febbraio 2017 con deliberazione nr. 22, poi il Consiglio comunale con deliberazione nr. 21 del 27 marzo 2017, approva identica Deliberazione prevedendo che anche le piccole imprese, quelle per intenderci che non riescono più a pagare l’Inps, i posteggi nei mercati, le tasse locali e centrali e che sono a fortissimo rischio di ricorso a prestiti ad usura o fuori dal mercato legale per far fronte ai minimi bisogni aziendali e familiari, debbano pagare un’ulteriore gabella per l’esercizio della propria attività commerciale o artigianale. Poiché bisogna rincarare la dose rispetto a quanto fatto dal vicino comune di Andria, se non altro per poi consentire a questo comune di rimodulare al rialzo le sue tariffe del 2013 giustificando l’aumento col fatto che a Barletta si paga di più (stessa tecnica usata per la Tassa Rifiuti!!!), le tariffe determinate dal comune eracliano sono ben più elevate rispetto a quelle della città federiciana. Nascondendosi e trincerandosi dietro la causale “diritti di istruttoria”, quando in verità l’istruttoria vera e propria la fa il consulente o l’associazione che di fatto predispone tutti gli atti che gli uffici comunali ricevono già belli e pronti per vie telematiche, senza neanche più lo sforzo per l’impiegato di memoria fantozziana o alla Totò che appone il timbro facendo attenzione a non sporcarsi il polsino della camicia bianca utilizzando una mezza manica di protezione, il comune ha ben pensato di far pagare ai piccoli negozi ben 100 euro per pratiche di aperture, trasferimenti, ampliamenti o riduzioni di superfici di vendita, subingressi; per il commercio ambulante altri 100 euro per nuova attività ed addirittura anche per subingresso introducendo una nuova tassa che altrove, anche dove il tariffario è stato approvato, come la città di Andria, non si paga assolutamente e NON SI DEVE PAGARE! Per le attività di pubblico esercizio quindi bar – ristoranti – pizzerie ed esercizi similari di somministrazione di alimenti e bevande ancora 100 euro per aperture, trasferimenti, ampliamenti, subingressi mentre per l’occupazione suolo pubblico (dehors) il comune incassa ben 50 euro, naturalmente oltre a quanto dovuto per tassa occupazione di suolo pubblico. Per le attività ricettive - alberghi e strutture alberghiere, stabilimenti balneari - aperture, subingressi, variazioni di superficie, i diritti di istruttoria ammontano a ben 200,00 euro, tondi tondi. Reintestazioni, variazioni di titolarità e per modifiche societarie vengono chiesti 100,00 euro e per il rinnovo licenza 50,00 euro. Poi ci sono le tariffe per servizi non qualificati altrove come la partecipazione a fiere, feste di quartiere, festicciole di parrocchie, sagre, fornacellate e bruschettate con pagamento di ben 50,00 euro per ogni domanda (tenete conto che molti ambulanti fanno numerose istanze per partecipare a varie manifestazioni comunali nel corso dell’anno) come pure 50,00 euro debbono pagarsi per comunicazione, sospensione esercizio attività o comunicazioni per forme speciali di vendita.
Anche a Barletta, come accaduto per la cugina Andria, città solo apparentemente governata da schieramento politico opposto, il tutto si è consumato nel silenzio assoluto della politica, degli organi amministrativi e soprattutto del mondo polisindacalista che fa sempre finta di non sapere nulla e che se fosse vero che veramente non sapesse nulla sarebbe un’ulteriore aggravante visto che sono sul posto ma non ricordiamo alcun intervento nel merito, almeno pubblico. In questi giorni ai nostri tantissimi associati con interessi commerciali nella città della Sfida giungono note dolenti da parte dell’Ufficio Attività Produttive del comune di Barletta. A coloro che hanno già presentato domanda di partecipazione alla Festa Patronale 2017, per esempio, viene comunicato che è stata approvata la determinazione e soprattutto si chiede la corresponsione del pagamento dei 50,00 euro entro dieci giorni pena l’archiviazione della pratica e la non partecipazione alla Festa. Da considerare, cosa non trascurabile, che i 50,00 euro vengono richiesti in fase di istruttoria quindi qualora il richiedente non dovesse rientrare in graduatoria, nel caso degli ambulanti, perderebbe soldi e possibilità di lavoro. Che genialata!
Che dire! Bella, bellissima operazione finanziaria. Complimenti anche al comune di Barletta per il suo supporto morale, economico e sociale ad una categoria, quella del piccolo commercio, moribonda e senza più ossigeno. Forse ai piani medio/alti dei palazzi non si sono accorti di questa situazione e stanno rincarando la dose.
Altro che D.U.C., D.I.C., D.O.C. e DONALD DUCK..
Chissà se in quelle riunioni con pochi intimi qualcuno abbia anche parlato delle nuove gabelle.

Il Presidente UNIBAT

Savino Montaruli

lunedì 7 dicembre 2015

BARLETTA : COMMERCIO DUE NOTIZIE. UNA CATTIVA, UNA BUONA

NEGOZI OLTRAGGIATI DA UN GESTO INTIMIDATORIO MA ANCHE UNA FORTE VOLONTA’ DI COLLABORARE CON LE ISTITUZIONI. DUE SEGNALI IMPORTANTI IN UNA CITTA’ CHE VUOLE CAMBIARE, CHE DEVE CAMBIARE PER TORNARE AD ESSERE LA NUMERO UNO

La scorsa settimana due notizie hanno interessato la città di Barletta ma entrambe, a mio avviso, sono passate sottotono, nonostante l’una fosse molto grave, l’altra molto gratificante. La notizia grave, che praticamente ha visto il silenzio assoluto sulla stampa anche delle Associazioni di Categoria, dei Partiti e Movimenti politici e finanche delle Istituzioni, riguarda un gesto intimidatorio occorso ai commercianti di via Sante, nei pressi del centralissimo corso Vittorio Emanuele. Un avvenimento tanto inatteso quanto preoccupante, da certi punti di vista, considerato che, quasi contemporaneamente il Questore di Bari allarmava tutti, proprio tutti, anche se pure in questa circostanza il silenzio dei Sodalizi è stato pressoché assoluto e molto “significativo”, denunciando pubblicamente, in Prefettura, l’enorme diffondersi di pratiche illegali legate ai taglieggiamenti ai danni dei commercianti e questo nella città di Barletta, anche nella città di Barletta, è un dato che pur sempre sottaciuto ha visto ripetuti interventi da parte dei massimi dirigenti delle Associazioni Antiracket che hanno pesantemente concentrato più volte la loro attenzione su questa città al punto da volerne istituire una sede la cui nascita non avrebbe avuto alcun senso proprio a Barletta e avrebbe significato, altrimenti, un altro “spreco” istituzionale  e niente più ma voglio ancora pensare che non sia così.
Commercianti quindi “intimoriti” e danneggiati e Istituzioni silenti: un binomio micidiale e funesto caratterizzato, neanche a farlo apposta, da quel viscido segnale lasciato dall’olio nero simile a catrame versato da vandali ignoti, che auspico possano essere “solo” dei vandali e non altro cioè quel pauroso segnale di un diffuso malessere sociale ed economico che vede Barletta essere forse la città più a rischio insieme ad Andria, Canosa, Bisceglie e Trani.
Mentre i Carabinieri si stanno occupando del fattaccio, arriva la notizia buona e questa riguarda una Rivoluzione Culturale resa possibile grazie ad un singolo episodio che si è verificato nella Sala del Consiglio Comunale di Barletta il 20 ottobre scorso quando, durante un incontro organizzato dal comune al quale erano state invitate le Associazioni di Categoria, si stava predisponendo il Programma del Natale barlettano 2015 con la modifica sostanziale della rete viaria e l’avvio della sperimentazione del Park & Ride.
In quell’occasione si erano poste le basi per procedere speditamente verso un riproposizione di un canovaccio già ampiamente noto e “collaudato” quindi in pratica le Associazioni di Categoria che diventavano uniche “referenti” dell’Amministrazione Comunale, presentazione dei progetti e bla, bla, bla.
In quella circostanza compresi che avrebbe potuto essere l’occasione buona, straordinaria per tentare un cambiamento di mentalità radicale e dirompente quindi la mia proposta, condivisa anche dagli altri colleghi presenti, quindi Confcommercio, Confesercenti, Batcommercio2010/C.N.A. Puglia e Ristoratori, di “allargare” quella “solita ma non solida base” coinvolgendo, invece, direttamente gli Operatori commerciali, artigianali e la base operativa dell’economia locale.
Di fronte a questa mia proposta mi resi conto di un improvviso silenzio in sala, nonostante la presenza di numerosi rappresentanti e fu proprio analizzando quel breve ma significativo silenzio che compresi il loro timore di un confronto pubblico e allargato. Il timore di affrontare direttamente la voce di chi i problemi li vive sulla propria pelle e di chi spesso subisce ed ha sempre subito le altrui decisioni, non sempre ispirate al bene comune e all’interesse generale quindi qualcosa che evidentemente, a Barletta, non era mai accaduto, in quella forma, prima di allora.
Fui io a suggerire e proporre che la successiva riunione avesse le caratteristiche di Assemblea Plenaria e questo avvenne nell’Auditorium della Sala della Polizia Municipale a Barletta alcuni giorni dopo, il 30 ottobre. In quell’occasione, negli occhi dell’Assessore Lanotte, dell’Assessore Divincenzo, della Dirigente Scommegna e degli altri rappresentanti istituzionali seduti al tavolo lessi inequivocabilmente l’enorme compiacimento e la soddisfazione nel vedere, per la prima volta nella storia, una sala gremita all’inverosimile con qualunque posto e spazio occupato. Una partecipazione democratica allargata che vide insieme Rappresentanti di Associazioni di Categoria, in verità molto attaccate e contestate ma anche singoli cittadini che diedero un fortissimo segnale di positiva e razionale partecipazione ed attivismo. Oggi leggiamo titoli giornalistici che recitano: “Barletta, gli esercenti fanno rete e si autotassano per le luminarie, i negozianti collaborano con l’amministrazione”. “Una fruttuosa sinergia”, così è stata giudicata la collaborazione tra i Commercianti barlettani e l’Amministrazione comunale. Espressioni come questa, in passato, non se ne trovano perché nessuno ha cercato questo e forse anche perché questo richiede impegno e libertà d’animo perché se devi affrontare argomenti che riguardano la collettività non puoi essere “condizionato” quindi la Rivoluzione Culturale, a Barletta, è incominciata e questa Rivoluzione deve coincidere, deve per forza coincidere, con la rinuncia da parte di taluni a privilegi e vantaggi spesso ottenuti in nome di una collettività inconsapevole e più spesso ancora  senza alcun merito, con risultati discutibili, molto discutibili. Se dopo l’incontro del 30 ottobre 2015 a Barletta è nata una nuova Comunità e una nuova collaborazione pubblico/privato, senza primogeniture e soprattutto senza preconcetti e senza pre-esclusioni questo è un risultato che non va vanificato e di questo risultato sento di esserne orgoglioso avendo contribuito al suo conseguimento, nel mio piccolo, insieme a qualche altro volenteroso, rompendo schemi precostituiti e dannosi.
Questa Rete nata spontaneamente non va assolutamente vanificata né messa in discussione ed è per questo che bisogna immediatamente rigettare qualsiasi tentativo di demolizione di qualcosa costruito con semplicità ma anche con strategia, fatica e qualche rinuncia.
Questo “dono” natalizio sia quindi un segnale di cambiamento che la politica barlettana, i burocrati barlettani, chi comanda a Barletta non può e non deve trascurare perché sarebbe diabolico e distruttivo e perché non sarebbe compreso oltre ad essere un modo per impedire che Barletta torni a rappresentare ciò che è sempre stata cioè un punto di riferimento del territorio, cosa che oggi, da tempo, da troppo tempo non lo è più e i motivi non sono poi neanche tanto ignoti.
Basta mettere in moto la ragione per comprendere questi motivi, per comprenderli tutti.



                                                                 UNIMPRESA Provincia Barletta Andria Trani
                                                                                                            Il Presidente

                                                                                                  f.to Savino MONTARULI

venerdì 21 agosto 2015

BAT : LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO, SALTANO TUTTE LE REGOLE.

LO SANCISCE ANCHE IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO DI AGOSTO 2015.
LE DIFFICOLTA’ DEGLI ENTI PUBBLICI AD ADEGUARE LE PROPRIE NORME REGOLAMENTARI.

Sulle liberalizzazioni delle attività commerciali, orari e modalità di esercizio più volte si è cercato di introdurre elementi che potessero, almeno in parte, far sussistere determinati limiti e condizioni ma anche questi ultimi tentativi sono ora definitivamente caduti quindi la deregulation è totale salvo l’imposizione di taluni limiti ma solo in funzione di elementi a tutela della salute, dell'ambiente e dei beni culturali che potrebbero limitare la libera apertura di strutture commerciali ma anche in questo caso questi limiti sono ampiamente disattesi dalla realtà e basti fare riferimento all’esercizio abusivo dell’attività del commercio su aree pubbliche del settore alimentare, frutta e verdura ed ortaggi per averne la riprova.
Qualche giorno fa, con parere della Sezione Seconda del 4 agosto 2015 n. 2287, il Consiglio di Stato è tornato sul tema ed ha riaffermato che “la liberalizzazione degli esercizi commerciali, voluta dal legislatore a partire dal 2009, non può trovare ostacoli che non siano quelli della tutela della salute dei lavoratori e dell'ambiente, ivi incluso l'ambiente urbano e dei beni culturali".
In Puglia devono essere stati in molti a non accorgersi del pasticciaccio che si stava combinando ed ecco che in piena campagna elettorale i politici “uscenti” ed i loro supporters sindacalisti propagandisti hanno pensato di emanare “frettolosamente” un “Codice del Commercio”, immediatamente impugnato dal Consiglio dei Ministri perché, come da noi riportato alcuni mesi fa sui maggiori Organi di Informazione nazionali, numerose norme violano l’articolo 117, primo comma, della Costituzione, che impone il rispetto dei vincoli comunitari nell’esercizio del potere legislativo delle Regioni e lo stesso articolo 117, al secondo comma, lettera e), della Costituzione che riserva allo Stato la competenza in materia di tutela della concorrenza.
In pratica con la Delibera del Consiglio dei Ministri nr. 68 del 19 giugno 2015 si impugna la legge regionale 16 aprile 2015, n. 24, il cosiddetto “Codice del commercio” in quanto presenta profili di illegittimità costituzionale proprio sul tema delle liberalizzazioni.
Tornando al Parere del Consiglio di Stato, sez. II sentenza 4 agosto 2015 n. 2287 è proprio il secondo comma dell'art.31 del D.L. n. 201/2011 a stabilire che "costituisce principio generale dell'ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura", esclusi ovviamente la tutela della salute dei lavoratori, dell'ambiente e dei beni culturali ed afferma a chiare lettere che: “qualsiasi provvedimento amministrativo limitativo dell'iniziativa commerciale privata, non motivato con riferimento alla tutela dei predetti beni, è illegittimo e va annullato.”
Una bella gatta da pelare anche per quei comuni (praticamente tutti) che non hanno adeguato i propri Piani del Commercio, tenendo conto che molti di essi non ne sono neanche in possesso come nel caso di Andria, o sono vecchi, inadeguati, da rifare e pasticciati, come nel caso di altri comuni anche della Bat, come quello di Barletta o di Trani.
E’ inoltre perlomeno curioso che politici e dirigenti abbiano completamente dimenticato che la legge prevede che “Le Regioni e gli enti locali adeguino i propri ordinamenti alle prescrizioni entro il 30 settembre 2012”, cosa mai avvenuta o addirittura avvenuta in trasgressione della citata norma.
Distratti o incapaci? Forse peggio ancora.                                                    


  Il Presidente


Savino Montaruli

martedì 21 ottobre 2014

BAT : PRESTAZIONI OCCASIONALI NON RETRIBUITE RESE DAL FAMILIARE NELL’AMBITO DEL COMMERCIO

DELL’ARTIGIANATO E DELL’AGRICOLTURA

Il Ministero del Lavoro, con propria circolare del 10 giugno 2013 n°37, ha fornito le indicazioni sulla corretta interpretazione della normativa relativa alle prestazioni di natura occasionale rese dal familiare nei settori del commercio dell’artigianato e dell’agricoltura.
Si ammette, infatti, la possibilità per l’imprenditore rientrante nei settori di cui sopra, di utilizzare l’attività dei propri familiari, parenti o affini a titolo di collaborazione meramente occasionale, non retribuita, senza necessità di assolvere obblighi nei confronti dell’Istituto Previdenziale.
Si intendono per parenti, gli ascendenti e i collaterali del’imprenditore sino al terzo grado e per affini gli ascendenti e i collaterali del coniuge sino al terzo grado.
 Diversa disposizione vale per il settore dell’agricoltura che contempla i rapporti di parentela e affinità sino al quarto grado.
La parentela o il vincolo coniugale da cui deriva l’affinità, devono essere riferiti all’imprenditore individuale o associato, sia in forma di società a carattere personale (S.n.c. e S.a.s.) sia di società a responsabilità limitata.
La circolare, individua due categorie di familiari le cui prestazioni lavorative possono essere ritenute, sulla base di una presunzione relativa di natura occasionale.
Pertanto, si fa riferimento a prestazioni resa nell’impresa da:
-        Familiari, parenti e affini titolari di trattamento pensionistico;
-        Familiari, parenti e affini impiegati full-time presso altro datore di lavoro,
In tali ipotesi, le prestazioni vengono considerate quali collaborazioni occasionali di tipo gratuito, escluse dall’obbligo di iscrizione presso l’Ente Previdenziale e non riconducibili all’area della subordinazione.
La presunzione appare tuttavia superabile in presenza degli indici sintomatici di una prestazione di lavoro subordinato, tra i quali: potere direttivo del datore di lavoro, stabile inserimento  in un’organizzazione di lavoro , un orario di lavoro e una retribuzione predeterminata, tali indici dovranno essere dimostrati mediante puntuale e idonea documentazione probatoria di carattere oggettivo e incontrovertibili.
Il quadro normativo di riferimento è così costituito:
-        Art. 21 comma 6 ter d.lgs. n°269/2013 per il settore dell’artigianato;
-        Art. 74 del dlgs. N°276/2003 per il settore dell’agricoltura;
-        Art. 29 della L. n°160/1975 per il settore del commercio.

La circolare individua l’occasionalità e la non abitualità della prestazione quale elemento comune e derimente al fine di escludere l’obbligo di iscrizione all’Ente Previdenziale e il conseguente versamento contributivo relativo all’attività svolta dal familiare a titolo gratuito all’interno dei tre settori.
Tale occasionalità e non abitualità viene determinata sulla base di un parametro convenzionale di natura quantitativa di 90 giorni, intesi come frazionabili in ore, ossia 720 ore annue nel corso dell’anno solare.
Il mancato rispetto del parametro quantitativo dovrà, evidentemente, essere dimostrato dal personale ispettivo mediante la rigorosa acquisizione di elementi di natura documentale o testimoniale, in assenza del quale non potrà ritenersi provato il superamento del limite di cui sopra.
Sempre il Ministero del Lavoro, ha precisato che le indicazioni di cui alla circolare n°37/2013 sono riferite agli obblighi di carattere previdenziale nei confronti dell’I.N.P.S.
In relazione agli obblighi I.N.A.I.L., restano ferme le indicazioni dell’Istituto che hanno inteso evidenziare la sussistenza di tali obblighi ogni qualvolta la prestazione sia ricorrente e non meramente accidentale.
Al fine di fornire un parametro oggettivo il Ministero del Lavoro di concerto con l’I.N.A.I.L., ritiene che vada considerata accidentale una prestazione resa uno/due volte nell’arco dello stesso mese a condizione che nell’anno le prestazioni effettuate non siano superiori a dieci giornate lavorative.

Confesercenti provinciale Barletta Andria Trani e l’ufficio legale del C.A.T. Imprese Nord-Baresi è a disposizione per ogni chiarimento.

dott. Raffaele Landriscina                           Avv. Vincenzo Pappolla
  direttore                                                     coordinatore
         Confesercenti Prov.le                                             Ufficio Legale
Barletta Andria Trani                                Confesercenti Prov.le BAT

                                       

venerdì 13 dicembre 2013

BISCEGLIE : IL COMUNE AI PRIMI POSTI IN PUGLIA PER IL SOSTEGNO AL COMMERCIO.

DALLA REGIONE ARRIVA UN IMPORTANTE FINANZIAMENTO.

Con Determinazione del Dirigente Servizio Attività Economiche e Consumatori n. 253 del 26.11.2013 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 160 del 05.12.2013  all’associazione “Bisceglieviva” è stato concesso un finanziamento di 50.000 euro  per la riqualificazione di alcune zone della città in virtu di un rapporto di collaborazione e di progettazione con la Amministrazione Comunale di Bisceglie. 
L’intervento tende a favorire lo sviluppo delle attività commerciali e dei servizi pubblici, lo sviluppo occupazionale e il miglioramento ambientale. Grande soddisfazione è  stata espressa dal presidente di “Bisceglieviva”,  Nicola Papagni   che reputa tale finanziamento  il  frutto di un sano rapporto di collaborazione tra associazioni di categoria e istituzioni pubbliche e che ritiene la realizzazione di questo progetto  un piccolo ma significativo   sostegno  al commercio cittadino in un momento di così grave crisi economica e sociale.  Il sindaco Spina ha espresso soddisfazione per il fatto che alla grave crisi politica  nazionale,  la città di Bisceglie risponda  con un concreto e puntuale sostegno alle attività produttive.  

“Il Comune di Bisceglie - ha dichiarato il sindaco - ha assunto   una serie di iniziative importanti per promuovere le attività commerciali in questo periodo tra le quali l’allestimento quasi completamente a proprie spese, forse unico comune pugliese, delle luminarie natalizie nelle principali vie cittadine e un programma di manifestazioni  sociali, culturali e ricreative in tutti i quartieri della città. Lo sgravio per i commercianti in termini di TARES  (una delle più base di Puglia per il commercio)  e l’esenzione completa dell’IMU sulla prima casa, unitamente alla social card da  spendere nei esercizi commerciali cittadini, hanno liberato risorse economiche importanti  e favorito il commercio cittadino. Il Comune di Bisceglie chiaramente non può risolvere  i problemi nazionali ma i commercianti biscegliesi hanno capito e sanno bene che l’istituzione comunale e la classe dirigente di questa città si distingue per concretezza e senso di responsabilità,  ed è al loro fianco senza “se” e senza “ma” per garantire in questo importantissimo periodo prenatalizio il diritto di ogni commerciante  di  esercitare liberamente e senza intimidazioni la propria attività lavorativa e imprenditoriale”. 

martedì 3 dicembre 2013

BARLETTA : DURANTE L’INCONTRO DELL’ASSESSORE AL COMMERCIO SI E’ PARLATO DI MERCATI E DI PROGRAMMAZIONE.

Si è svolto la mattina del giorno lunedì 2 dicembre, presso la sede comunale, l’incontro ufficiale tra l’Assessore alle Attività Produttive ed Economiche del comune di Barletta, Antonio DIVINCENZO e alcune rappresentanze sindacali del commercio.
Un incontro mirato ed approfondito che è partito dall’analisi della realtà esistente nella città di Barletta per arrivare agli strumenti di programmazione predisposti ma mai ancora entrati in vigore come il Piano del Commercio a sede fissa e soprattutto quello del Commercio su Aree Pubbliche, con un ritardo accumulato di oltre dieci anni sulla scadenza ultima imposta dalla Regione Puglia.
L’Assessore Divincenzo si è mostrato molto deciso a collaborare in sinergia con tutte le Associazioni di Categoria e con quanti rappresentino realmente le istanze del territorio.
Si è discusso soprattutto del mercato settimanale del sabato, anche in relazione al recente incremento dell’azione di controllo da parte della Polizia Municipale; controlli che hanno allarmato gli operatori che si sono visti multare pur avendo chiesto, da anni ormai, una rimodulazione delle superfici dei posteggi ma senza aver avuto risposte. Un mercato che va riqualificato e riordinato in quanto le situazioni di abusivismo commerciale, di vendite di prodotti contraffatti e di condizioni precarie inducono ad una profonda rivisitazione dell’attuale dislocazione, senza escludere anche l’eventuale avvio di procedimento per un completo e totale trasferimento in altra area più idonea e rispettosa delle vigenti disposizioni normative.
In seguito agli interventi del presidente dell’Associazione/Comitato BATCOMMERCIO2010/CNA, Vincenzo BERARDINO, del presidente di UNIMPRESA BAT, Savino MONTARULI e del Delegato sig. Giuseppe MOSCHETTO, l’Assessore ha garantito ampia concertazione e soprattutto l’avvio delle necessarie fasi di confronto affinché anche Barletta possa dotarsi di quegli strumenti dei quali ancora ne sente profonda necessità e che le consentano di guardare al futuro in modo organico e protesi verso una crescita ed uno sviluppo da tutti auspicati e proficuo per l’intero territorio provinciale che ne trarrebbe vantaggi da molti punti di vista.
I prossimi incontri saranno di natura operativa per la definizione delle fasi di preliminari all’approvazione dei Piani Commerciali.

                                                             


                               UNIMPRESA BAT