
ANDRIA : NESSUNO STRUMENTALIZZI IL REFERENDUM.
QUANDO LO ABBIAMO CHIESTO NOI SULLA SESTA PROVINCIA I POLITICI CI HANNO RISPOSTO CHE AVREBBERO DECISO DA SOLI.
ORA IL CONSIGLIO DECIDA!
E’ vergognoso l’uso strumentale del nobile istituto del Referendum Popolare da parte di alcuni politici e loro fedelissimi seguaci.
Sulla Sesta Provincia siamo stati proprio noi, in tempi non sospetti, a chiedere il Referendum, così come accadde nel comune di Corato.
Premesso che nutriamo profondi dubbi sulle Province, in generale, ritenendo che siano solo ulteriore incubatore di clientelismo e sperpero di denaro pubblico, non escludendo l’avvio di un’azione referendaria proprio sull’abrogazione della provincia Barletta – Andria – Trani, così come ci chiedono tantissimi cittadini, onesti e giudiziosi, oggi ricorre l’ipotesi referendaria sulla designazione della Sede Legale.
E’ a dir poco umiliante che si utilizzi solo oggi questa possibilità quando, invece, quella stessa Classe Politica arrogante e autoreferenziale, in maniera presuntuosa e autoritaria, avocò a sé il pieno potere decisionale, temendo di perdere le tante poltrone che si profilavano all’orizzonte.
Oggi quella Classe Politica non può rimangiarsi tutto ciò e deve dimostrare di essere in grado di decidere.
Se si dovesse ricorrere oggi al referendum “solo” sulla Sede Legale sarebbe una pesante sconfitta per tutto il Consiglio Provinciale, per gli elettori, per gli eletti e per tutti i Partiti Politici.
Non che avessimo qualche dubbio circa l’incapacità dei nostri politici “di periferia” di guardare lontano e di superare campanilismi e divisioni, ma oggi è un importante momento di verità.
Attenti, quindi, a non cedere a Lobby di potere occulto e a personaggi in cerca di visibilità da utilizzare in imminenti campagne elettorali che si susseguono come le partite dei mondiali di calcio.
Basta. La gente è stanca e non ha bisogno di abili giocatori di dama. La gente ha bisogno, invece, di giocatori di scacchi in grado di assicurare a questo territorio condizioni di progresso e di sviluppo.
Tutto il resto lo lasciamo a nullafacenti e perditempo.
Così come sono stati bravi a decidere le spartizioni politiche, oggi, i pubblici amministratori devono essere capaci di decidere, senza cedere a tentazioni che stanno già ulteriormente frantumando i rapporti tra gli eletti negli stessi Partiti o Coalizioni.
Se è questo il modo di governare l’Ente Pubblico, anche provinciale, allora meglio che ognuno di essi cominci a cercarsi un lavoro, VERO e FATICOSO.
Noi siamo persone attente e chi pensava di avere campo libero nel decidere sulla pelle degli altri si sbagliava. DI GROSSO.
Andria, 27 aprile 2010
Ufficio di Coordinamento Audax
Nessun commento:
Posta un commento