
BAT : prossima a approvazione in Consiglio Provinciale dello Statuto della Sesta Provincia Barletta Andria Trani.
L’attribuzione della sede legale della Provincia Barletta Andria Trani è una fondamentale verifica della coesione e della lealtà esistente nei rapporti tra le Istituzioni di questo territorio.
A pochi giorni dalla oramai imminente seduta del Consiglio Provinciale ritengo opportuno manifestare il mio pensiero che spero possa trovare ampia condivisione in tutto l’arco istituzionale nelle forze politiche rappresentate in seno al Consiglio, a partire da quelle del Centro Destra.
Ho la presunzione di rappresentare le istanze di tutta la comunità della nuova Provincia, ma soprattutto di riaffermare la coerenza del mio percorso politico e istituzionale sin dall’insediamento della Commissione Statutaria, di cui ho avuto l’onore in qualità di Vice Presidente di esserne membro.
La Commissione Statuto, ha saputo sviluppare un ampio dibattito tra i Gruppi Consiliari, le forze politiche ed i propri componenti, abbiamo lavorato alacremente, con saggezza e spirito costituente, all'insegna di una vasta condivisione delle norme tra i Gruppi Consiliari.
Questo costituisce motivo di soddisfazione per l'intero Consiglio, non solo in relazione al lavoro svolto, ma anche per i risultati complessivamente raggiunti; soprattutto se si tiene conto della difficile fase costitutiva della Sesta Provincia, che certamente non è stata di aiuto ai lavori complessi come quelli della costituzione statutaria.
La questione di fondo che si è posta sin dall'inizio all'attenzione della Commissione, è stata quella di ricercare una soluzione che mitigasse o attenuasse il dibattito relativo alla sede legale della Provincia.
Nella determinazione di questa difficile scelta esprimo alcuni principi e proposte supportate dalla stessa legge istitutiva:
- la prima riguarda la necessità di ricercare in Consiglio Provinciale un voto unanime e complessivo di tutte le forze politiche presenti. Lo Statuto per la Provincia è come la Costituzione per lo Stato, ragion per cui non può essere approvato da una maggioranza formatasi temporaneamente o legata al contesto storico politico attuale. (Guai se così avvenisse!);
- il Consiglio Provinciale rappresenta l’intera comunità del nostro territorio e non può rifarsi a logiche cittadine, ritengo il Principio della policentricità (che risiede nel nome) fondamentale nell’assegnazione delle sedi istituzionali.
A Barletta (storicamente città capofila così come previsto dalla legge istitutiva n.148 dell’ 11 giugno 2004) potremmo riconoscergli la sede legale con la Presidenza, ad Andria la sede della Giunta provinciale e a Trani il Consiglio Provinciale (mi piacerebbe conoscere pubblicamente la volontà del Sindaco Tarantini e dei miei colleghi consiglieri provinciali tranesi sul tema).
- lo stesso principio riteniamo sia indispensabile utilizzare nell’assegnazione dei vari Enti e Istituzioni di cui la nuova Provincia dovrà in seguito dotarsi, allargando l’insediamento degli stessi alle altre città aderenti, secondo le varie vocazioni.
Le Comunità di San Ferdinando, Trinitapoli, Margherita di Savoia, Minervino Murge, Canosa di Puglia, Spinazzola e Bisceglie non devono e non possono essere sacrificate sull’altare di un decisionismo momentaneo che risulterebbe agli occhi del Popolo subdolo e pretestuoso, né tantomeno i loro rappresentanti in Consiglio Provinciale dovranno anteporre alla Storia, al sacrificio di tanti (Borgia, Borraccino, don Filannino, Avv. Di Lecce) e alle necessità dell’intera comunità territoriale, le ambizioni personali o delle Forze politiche che rappresentano.
La Provincia nasce con lo spirito di rafforzare il rapporto partecipativo e il confronto tra l'Ente Provincia e le Autonomie Locali, al fine di concorrere insieme al processo di sviluppo della stessa.
La proposta di Statuto ha altresì previsto un rafforzamento nei rapporti tra l'Ente Provincia e le autonomie funzionali (forze sociali, imprenditoriali e del volontariato) in particolare nella partecipazione attiva al processo di programmazione.
Altresì da risalto "al metodo della concertazione" che insieme agli strumenti di partecipazione popolare, quali la petizione e il referendum consultivo rendono forte il legame democratico dei processi decisionali.
Se viceversa il Consiglio dovesse trovarsi, nel corso dei lavori, impossibilitato a ratificare un provvedimento che sintetizzi l’univoco indirizzo, sarebbe giusto affidare legittimamente la scelta della sede legale alla consultazione popolare.
La designazione della sede legale della Provincia è un test decisivo per verificare la maturità della classe politica che rappresenta il nuovo Ente.
Valutazioni sbagliate potranno ingenerare problemi di equilibrio che rischiano di mettere in gioco credibilità proprie e dello schieramento politico di appartenenza.
Il Consigliere Provinciale
Luigi Antonucci
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