
TRINITAPOLI : L' elenco dei sacrifici chiesti ai cittadini è lungo e margini per intervenire sempre minori..... nella speranza che qualcuno si inventi interventi immediati per provare a risollevare le sorti di una cittadina sempre più in difficoltà.
Visto le condizioni non ottimali del bilancio comunale. L' elenco dei sacrifici chiesti ai cittadini è lungo e margini per intervenire sempre minori. Di fatto stiamo perdendo e polverizzando le uniche risorse che rappresentavano il vanto del nostro paese: il potenziale turistico, non ancora sfruttato a pieno (zona umida, prodotti tipici e accesso al mare) e l’agricoltura, che ormai sta cominciando a essere ritenuta defunta anche dai più ottimisti. Entro sette anni potremmo perdere almeno il 40 % della nostra capacità di produrre ricchezza (vedi tutte le domande di espiantare vigneti e terreni abbandonati) questo significa altri posti di lavoro persi definitivamente che si aggiungeranno a quelli attuali, nella speranza che qualcuno si inventi come proporre l’assorbimento o il riciclo attraverso altri nuovi settori (e quali sarebbero di grazia ? ). Interventi immediati per provare a risollevare chi sta morendo ce ne sono: e non ci vuole tanta fantasia per inventarli, basta semplicemente andare a ad attuare quelle iniziative che sono previste dal piano strategico Vision 2020. Ridurre drasticamente i costi di chi ci governa( limitare all’osso le spese per trasferte di rappresentanza, diminuire i consumi, ecc… ), la difesa integrale del vero prodotto artigianale trinitapolese (vino,carciofi, frutta, verdura, pane) e favorire lo sviluppo del turismo sostenibile svilupparlo in modo tale da mantenere vitale l’area turistica per un tempo illimitato, non alterare l’ambiente (naturale, sociale ed artistico; quindi no rigassificatori o centrali a biomasse) e non ostacolare o inibire lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche. I cittadini sono soffocati ormai da una crisi che non si risolve da sola, ma chiede insistentemente l’intervento della politica fatta di programmi seri e non improvvisati. La redazione del BAT Comunica con queste osservazioni non intende attaccare una parte politica o gli amministratori, ma cerca solo di porre sul tavolo degli amministratori dei problemi politici reali. Riteniamo dannoso per se stessi e la comunità ignorare che si è fatto poco per migliorare la situazione socio-economica di Trinitapoli negli ultimi quattro anni. Ci siamo permessi di abbozzare delle proposte costruttive sperando che i partiti di maggioranza come di opposizione, prendano in considerazione “almeno i temi” e tirino fuori loro, un progetto di governo del paese mettendo al centro del dibattito politico gli obbiettivi da raggiungere e le priorità. La nostra paura è che visto che gli amministratori non sono riusciti fin ora a valorizzare e sfruttare economicamente al meglio un patrimonio in termini di ricchezza che tutti gli altri ci invidiano, ci si affidi ad operatori e soggetti economici che siano interessati ad impossessarsi di queste risorse, acquistandole o rilevandone i diritti di sfruttamento per i prossimi anni a venire (vedi rete del gas oppure il parco archeologico e quant’altro sia possibile vendere o dare in gestione per pagare i debiti contratti dal comune). Noi riteniamo che questo non può e non deve avvenire, perché crediamo che i trinitapolesi possono e devono valorizzare attraverso i propri amministratori i mezzi straordinari a prova di crisi che il nostro territorio ci mette a disposizione. E’ ormai ora che un paese come Trinitapoli si attrezzi per sfruttare in pieno il patrimonio di arte, tradizione e cultura, capace di muovere migliaia di turisti. Riteniamo che in un momento storico in cui la manifattura è stata importante per oltre un secolo, ma ora in Italia ci sono meno operai, riteniamo che l’agricoltura di qualità si l’unico settore che non si può de localizzare in Cina, quindi bisogna potenziarlo e rilanciarlo. Un’idea molto ambiziosa ma realizzabile, potrebbe essere un mercato ortofrutticolo all’ingrosso. Se queste proposte sembreranno pazzie per i luminari della politica locale ricordate che qualche decennio fa Trinitapoli era già provvista di aziende agricole che erano capaci di sfamare migliaia di famiglie, forse ciò che manza è la volontà dei cittadini di chiudere con classi dirigenti del passato ed aprirsi a nuovi dirigenti che mettano le idee alla base del dibattito politico. Ai cittadini l’ardua sentenza!!!
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