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News dalle Città della BAT

giovedì 21 aprile 2011

ANDRIA : LE ZONE PEDONALI. UNA LUNGA STORIA DI AMORE/ODIO. OGGI PARLIAMO DI VIA REGINA MARGHERITA

Odi et Amo avrebbe detto Catullo e proprio in questo modo potremmo definire una delle questioni più antiche e più dibattute nella nostra città. Il primo esperimento in materia di Zone a Traffico Limitato risale al 1994. Tutto ciò che è successo da allora ad oggi è risaputo, quindi lo risparmiamo.


Oggi il dibattito su questo argomento sembra riaccendersi ed ecco che mentre rimane tutta da verificare la situazione determinatasi su Corso Cavour nella parte interessata dai cedimenti stradali, scoppia un’emergenza direttamente connessa a questa nuova situazione.

Via Regina Margherita, alla pari di altre arterie stradali adiacenti, non può più sopportare questa enorme mole di traffico veicolare, anche pesante; non si tratta solo di una questione commerciale ma anche di carattere ambientale, con i relativi risvolti economici sulle imprese.

Forse sarebbe il caso di tornare immediatamente ad aprire quel tavolo di lavoro mai chiusosi ma anche mai produttivo che vide anche noi protagonisti nel corso degli anni e proprio noi presentammo una concreta proposta progettuale di “Oasi Urbana”, coinvolgendo in questo progetto proprio la stessa via Regina Margherita oltre che Corso Cavour, via De Gasperi ed aree adiacenti.

Anche in merito agli aspetti tecnici è il caso di ricordare che solo qualche anno fa si stava discutendo di “come spendere i tanti soldi disponibili” destinati all’arredo urbano di Via Regina Margherita: Zona Pedonale pura, Zona A Traffico Pedonale Privilegiato; panchine e larghi marciapiedi; corsie a scorrimento lento per le esigenze dei residenti; materiali edilizi da usare e quelli da scartare. Questi erano i dilemmi, tutti risolvibili, sui quali si stava giungendo a soluzioni condivise anche dai commercianti e residenti.

Poi tutto di nuovo bloccato e ritorno al passato.

Oggi chi non ha avuto coraggio fino a l’altro ieri è stato soccorso dagli eventi e dall’imprevedibile. Ne approfitti, si munisca del necessario coraggio e affronti immediatamente anche questa questione di elevato valore urbanistico, economico e sociale.

Dopo decenni, ancora una volta per fortuna siamo qui, ancora disponibili a collaborare ma mai più disponibili “a giocare” perché sembra che a giocare qualcuno ne abbia preso gusto e non vuole ancora mollare.

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