Un’impresa. Non ci sono altre parole per definire la salvezza in extremis del Neroazzurro Stellato dopo un anno a dir poco tribolato, concluso con la passerella contro il Norba Conversano e un 4-0 senza storia.
Ricapitoliamo: prima dei novanta minuti finali, il Fc Giovinazzo occupava la sest’ultima posizione – l’ultima utile per evitare i play-out – con 22 punti, mentre la formazione biscegliese sperava nel sorpasso a 21 punti, con l’ultima giornata che si preannunciava un thriller. Ma il fiato sospeso durava solo 12 secondi, il tempo per Galasso di rubare palla dopo il fischio iniziale, vincere un paio di rimpalli e aggirare il portiere per il vantaggio biscegliese. Una partita in discesa solo per il risultato, perché l’ansia da prestazione costringeva i padroni di casa a una prestazione opaca e contratta. Ancora 7 minuti e Galasso riusciva a ripetersi su una corta respinta del portiere sul diagonale di Ciannarella. A questo punto, con il risultato virtualmente in cassaforte, era solo il tarantolato mister Mannatrizio a sbracciarsi per evitare cali di tensione e una beffa che a questo punto sarebbe risultata atroce.
Da Giovinazzo, dove era di scena un Modugno alla ricerca dei 3 punti che significavano promozione diretta, le notizie non erano confortanti: capolista subito in vantaggio ma immediatamente raggiunta su rigore dai padroni di casa e un pareggio che lasciava aperte tutte le possibilità. La svolta arrivava alla mezz’ora: prima Terrone triplicava con un destro al volo da distanza ravvicinata, poi Cassanelli al 42’ chiudeva definitivamente i conti dopo una pregevole azione manovrata; ma le buone notizie arrivavano dall’altro campo, con il Modugno che riusciva a finire in vantaggio il primo tempo.
Tutto troppo bello, tutto troppo facile: anche se nell’intervallo la tensione si tagliava a fette, soprattutto nella dirigenza che dagli spalti riceveva aggiornamenti da Giovinazzo. Il presidentissimo D’Addato, che ha terminato la partita stravolto, commenta quei momenti: “In tribuna avevamo il fiato corto più dei giocatori in campo, la paura che la vittoria del Giovinazzo vanificasse la nostra remuntada era palpabile”. Il secondo tempo a Bisceglie si dimostrava pura accademia, con menzione speciale per l’ottimo Simeone che riusciva con un paio di interventi plastici a mantenere inviolata la sua porta. Nel frattempo il Modugno dilagava e mostrava la manita al povero Giovinazzo: il fischio finale sul punteggio di 5 a 1 dava il via alle due feste e alla grigliata con dirigenti e avversari fuori dagli spogliatoi del Di Liddo: il patron Ruggieri ci conferma 40 kg di carne, 50 ruote di focaccia, pane a volontà anche se sul numero di birre si finge smemorato: “Ero indeciso se organizzare una sorpresa alla squadra o cedere alla scaramanzia, ma alla fine ho deciso di organizzare un terzo tempo come si deve e i fatti mi hanno dato ragione.
La grigliata con la squadra e gli amici del Conversano, i gavettoni (a farne le spese oltre al patron soprattutto il presidente D’Addato, capitan Monopoli e lo storico custode Giacinto, ndr) e gli scherzi con i ragazzi ci hanno fatto vivere una sana giornata di sport, figlia di un risultato che ci ha dato una gioia incontenibile, proprio perché arrivata allo scadere e in maniera insperata. Ora guardiamo avanti, con questo telaio e magari qualche innesto si può legittimamente pensare a qualcosa in più della salvezza”. Mister Mannatrizio, subentrato a metà stagione e ormai specialista in salvezze all’ultima giornata, gongola: “La vittoria è dei ragazzi e tutto il merito va a loro. La svolta è stata proprio il 3 a 2 contro il Giovinazzo: quei 3 punti ci hanno dato la fiducia in noi stessi e ci hanno fatto tornare la voglia di giocare a calcio. Ma non parlerei di fortuna, nonostante la debacle dei nostri avversari diretti che hanno perso le ultime 5 partite: ne avessimo avuta noi un pizzico in più saremmo già salvi da un pezzo”. Alla domanda se resterà a Bisceglie la prossima stagione, Mannatrizio glissa: “È stata un’esperienza importante dal punto di vista tecnico e soprattutto umano, mi ha fatto piacere collaborare con i ragazzi in un ambiente sano e sportivo. Ora godiamoci la salvezza, ma devo confessare che mi stimola vedere questa dirigenza alle prese con un progetto importante”. Le grandi manovre per la prossima stagione sembrano quindi cominciate: e chissà che i neroazzurri non ambiscano proprio al grande salto per raggiungere i cugini della Stella Rossa in Prima categoria.
Prof. Pino Scandamarro
Ricapitoliamo: prima dei novanta minuti finali, il Fc Giovinazzo occupava la sest’ultima posizione – l’ultima utile per evitare i play-out – con 22 punti, mentre la formazione biscegliese sperava nel sorpasso a 21 punti, con l’ultima giornata che si preannunciava un thriller. Ma il fiato sospeso durava solo 12 secondi, il tempo per Galasso di rubare palla dopo il fischio iniziale, vincere un paio di rimpalli e aggirare il portiere per il vantaggio biscegliese. Una partita in discesa solo per il risultato, perché l’ansia da prestazione costringeva i padroni di casa a una prestazione opaca e contratta. Ancora 7 minuti e Galasso riusciva a ripetersi su una corta respinta del portiere sul diagonale di Ciannarella. A questo punto, con il risultato virtualmente in cassaforte, era solo il tarantolato mister Mannatrizio a sbracciarsi per evitare cali di tensione e una beffa che a questo punto sarebbe risultata atroce.
Da Giovinazzo, dove era di scena un Modugno alla ricerca dei 3 punti che significavano promozione diretta, le notizie non erano confortanti: capolista subito in vantaggio ma immediatamente raggiunta su rigore dai padroni di casa e un pareggio che lasciava aperte tutte le possibilità. La svolta arrivava alla mezz’ora: prima Terrone triplicava con un destro al volo da distanza ravvicinata, poi Cassanelli al 42’ chiudeva definitivamente i conti dopo una pregevole azione manovrata; ma le buone notizie arrivavano dall’altro campo, con il Modugno che riusciva a finire in vantaggio il primo tempo.
Tutto troppo bello, tutto troppo facile: anche se nell’intervallo la tensione si tagliava a fette, soprattutto nella dirigenza che dagli spalti riceveva aggiornamenti da Giovinazzo. Il presidentissimo D’Addato, che ha terminato la partita stravolto, commenta quei momenti: “In tribuna avevamo il fiato corto più dei giocatori in campo, la paura che la vittoria del Giovinazzo vanificasse la nostra remuntada era palpabile”. Il secondo tempo a Bisceglie si dimostrava pura accademia, con menzione speciale per l’ottimo Simeone che riusciva con un paio di interventi plastici a mantenere inviolata la sua porta. Nel frattempo il Modugno dilagava e mostrava la manita al povero Giovinazzo: il fischio finale sul punteggio di 5 a 1 dava il via alle due feste e alla grigliata con dirigenti e avversari fuori dagli spogliatoi del Di Liddo: il patron Ruggieri ci conferma 40 kg di carne, 50 ruote di focaccia, pane a volontà anche se sul numero di birre si finge smemorato: “Ero indeciso se organizzare una sorpresa alla squadra o cedere alla scaramanzia, ma alla fine ho deciso di organizzare un terzo tempo come si deve e i fatti mi hanno dato ragione.
La grigliata con la squadra e gli amici del Conversano, i gavettoni (a farne le spese oltre al patron soprattutto il presidente D’Addato, capitan Monopoli e lo storico custode Giacinto, ndr) e gli scherzi con i ragazzi ci hanno fatto vivere una sana giornata di sport, figlia di un risultato che ci ha dato una gioia incontenibile, proprio perché arrivata allo scadere e in maniera insperata. Ora guardiamo avanti, con questo telaio e magari qualche innesto si può legittimamente pensare a qualcosa in più della salvezza”. Mister Mannatrizio, subentrato a metà stagione e ormai specialista in salvezze all’ultima giornata, gongola: “La vittoria è dei ragazzi e tutto il merito va a loro. La svolta è stata proprio il 3 a 2 contro il Giovinazzo: quei 3 punti ci hanno dato la fiducia in noi stessi e ci hanno fatto tornare la voglia di giocare a calcio. Ma non parlerei di fortuna, nonostante la debacle dei nostri avversari diretti che hanno perso le ultime 5 partite: ne avessimo avuta noi un pizzico in più saremmo già salvi da un pezzo”. Alla domanda se resterà a Bisceglie la prossima stagione, Mannatrizio glissa: “È stata un’esperienza importante dal punto di vista tecnico e soprattutto umano, mi ha fatto piacere collaborare con i ragazzi in un ambiente sano e sportivo. Ora godiamoci la salvezza, ma devo confessare che mi stimola vedere questa dirigenza alle prese con un progetto importante”. Le grandi manovre per la prossima stagione sembrano quindi cominciate: e chissà che i neroazzurri non ambiscano proprio al grande salto per raggiungere i cugini della Stella Rossa in Prima categoria.
Prof. Pino Scandamarro

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