È stato un consiglio carico di tensioni e polemiche, caratterizzato da situazioni per lunghi tratti ingovernabili che hanno coinvolto, talvolta, anche il pubblico.
Il consigliere di minoranza Giuseppe Brandi (“Trinitapoli da vivere”) ha dichiarato, nel corso dei lavori, di sentirsi minacciato in aula, informando che si sarebbe recato presso la caserma dei Carabinieri, “soprattutto - ha specificato - a tutela dei propri familiari”.
L’intervento è giunto al termine di una interruzione dei lavori a seguito di un battibecco con un consigliere, nel frattempo altro episodio "curioso" era la sostituzione del vice presidente Mino Albore nei confronti del quale Anna Maria Tarantino aveva presentato una mozione di sfiducia relativa, in quanto aveva convocato il consiglio comunale senza procedere alla riunione dei capigruppo.
Albore si è giustificato con il fatto che il consiglio comunale andava convocato entro 20 giorni. Ma le minoranze ricordavano che fosse “prassi” la preventiva conferenza dei capigruppo, anche per fissare data e ora della seduta.
In apertura dei lavori, in verità, sembrava che la questione fosse rientrata, a seguito di un incontro tra i consiglieri di minoranza e il vice presidente, in cui era stata concordata, al rientro in aula, la dichiarazione che si fosse trattato di un mero equivoco. Ma Albore ci ripensava e difendeva la legittimità della scelta di non aver convocato i capigruppo. Di qui, la mozione nei confronti di Albore che lasciava la presidenza (sostituito da Di Benedetto) “per difendermi - specificava - dalle accuse”.
Il risultato è l'auto-allontanamento di Albore convinto che si parlasse della sua sfiducia, mentre dopo che veniva sostituito dal consigliere anziano Di Benedetto , si procedeva come se nulla fosse e lo stesso Albore rimaneva in aula come consigliere senza che nessuno abbiettasse l'irregolarità della situazione.
Il risultato è l'auto-allontanamento di Albore convinto che si parlasse della sua sfiducia, mentre dopo che veniva sostituito dal consigliere anziano Di Benedetto , si procedeva come se nulla fosse e lo stesso Albore rimaneva in aula come consigliere senza che nessuno abbiettasse l'irregolarità della situazione.
Da parte sua, il sindaco, Francesco di Feo, interveniva per ricordare un principio: “se qualcuno ritiene che siano state violate leggi o regolamenti può ricorrere agli organi preposti, senza dilungarsi in sterili polemiche”. Un principio sposato in pieno da Brandi.
Infatti il consiglio con presidente Giacinto Di benedetto come consigliere anziano potrebbe esere annullato visto che il regolamento non prevede da anni questa prassi e sopratutto con il vice-presidente Albore in aula, infatti è francamente un mistero e non si capisce perchè non debba presiedere o perchè si sia auto-allontanato in quanto non si è discusso di nulla sulla sua presunta sfiducia.
Infatti il consiglio con presidente Giacinto Di benedetto come consigliere anziano potrebbe esere annullato visto che il regolamento non prevede da anni questa prassi e sopratutto con il vice-presidente Albore in aula, infatti è francamente un mistero e non si capisce perchè non debba presiedere o perchè si sia auto-allontanato in quanto non si è discusso di nulla sulla sua presunta sfiducia.
Intanto, il dibattito è proceduto a ruota libera, finchè, dopo quasi 5 ore, le minoranze che avevano proposto la mozione sui voucher l’hanno illustrata. In sede di dichiarazione di voto, Albore ha portato un lungo attacco al consigliere regionale Arcangelo Sannicandro che lo aveva criticato sul giornale locale di SEL "il Peperoncino rosso" . Ciò ha provocato la reazione di Brandi che ha condannato con fermezza l’accaduto, ricordando che non è lecito e corretto parlare di persone assenti in consiglio, infatti tale comportamento è del tutto scorretto politicamente perchè non dà all'accusato la possibilità di difendersi ed inoltre rende il consiglio comunale uno strumento di propaganda politica contro gli avversari , tutto questo dovrebbe essere fatto notare alle autorità competenti ma principalmente dovrebbe essere automatico per tutto il consiglio comunale chiedere un passo indietro ad Arbore . Analoga solidarietà è venuta da Donato Piccinino e Anna Maria Tarantino.
Alla fine la maggioranza ha bocciato la mozione delle opposizioni sui voucher. In conclusione restano dubbi sulla regolarità del consiglio comunale e sopratutto sulle conseguenze di quanto avvenuto.

Nessun commento:
Posta un commento