Nella prima fase di predisposizione del bilancio di previsione 2012, ho constatato quanto la manovra “Salva Italia”, incida profondamente sulla struttura del bilancio dei Comuni, in quanto prevede grandi novità sia sul fronte delle entrate tributarie che dei trasferimenti erariali, creando al contempo notevoli incertezze a causa dell’assenza di dati certi di riferimento.
Oggi, quindi, tutti i Comuni si trovano nell’impossibilità di definire i nuovi bilanci di previsione, perché, vista l’incertezza applicativa, non riescono a quantificare le nuove entrate tributarie ed i trasferimenti. L’incertezza riguarda sia l’applicazione della normativa, che riguarda il cosiddetto Fondo Sperimentale di Riequilibrio, ma soprattutto il tema dell’Ici-Imu, che sta creando legittima apprensione anche tra i cittadini. Inoltre sempre sul fronte delle entrate, nella predisposizione del bilancio si dovrà tener conto della partecipazione dei comuni alla lotta all’evasione fiscale e soltanto il 27 febbraio scorso è stato pubblicato il provvedimento che specifica le modalità di accesso alle banche dati dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps a cui seguiranno, speriamo nel breve, apposite convenzioni di cooperazione informatica.
A partire da gennaio, non solo il nostro, ma la maggior parte dei Comuni stanno gestendo il bilancio in esercizio provvisorio, sulla base degli stanziamenti assestati del bilancio 2011 con tutte le difficoltà, anche nei confronti dei servizi ai cittadini, che questo comporta.
Purtroppo l’introduzione dell’”IMU sperimentale” non crea benefici alle casse comunali. Infatti nonostante la sua denominazione, non si può definire imposta comunale, perché buona parte del suo gettito (il 50% delle entrate per gli immobili diversi dalla prima casa) non finirà nelle casse del Comune. Le amministrazioni tutte saranno quindi chiamati a mettere la faccia su un’operazione che non porterà risorse ai Comuni, ma allo Stato. Da una parte viene concessa l’applicazione di una imposta locale, ma dall’altra viene sottratto una buona parte del gettito dallo Stato. Nel nostro caso, per il Comune di Barletta, dalle stime fatte dall’Ufficio Tributi, il gettito di IMU da corrispondere allo Stato ammonta a oltre 10 milioni di euro (10.713.00,00). Si tratta di somme rilevanti che verranno versate direttamente dai cittadini barlettani allo Stato e quindi non corrisposte al Comune qualunque sia l’aliquota applicata. La verità è allora che questa imposta non risolverà il problema dell’autonomia finanziaria dei Comuni.
C’è poi da considerare l’assurdo vincolo del rispetto del Patto di stabilità che ci impedisce, nonostante che il nostro Comune abbia sempre presentato bilanci positivi, di utilizzare fondi che potremmo spendere per gli investimenti e la manutenzione del territorio e per far ripartire l’economia facendo lavorare le imprese. Per poi non dimenticare l’introduzione dal 2013 della RES, che unificherà una tassa sul servizio di gestione dei rifiuti urbani e un prelievo attribuito ai servizi locali indivisibili dei comuni, la quale porterà una modifica sostanziale sulla tassazione dei rifiuti, soprattutto con un aggravio di costi per i possessori di immobili, dovendo nella sua determinazione i comuni prevedere la copertura del 100% del costo del servizio. Tutto questo in un periodo di crisi economica finanziaria che investe direttamente o indirettamente cittadini e imprese.
Ed è per questo che con il Sindaco Maffei, nella predisposizione del bilancio di previsione 2012/2014 (che io definirei “sperimentale”), e soprattutto non appena saranno emanati i dispositivi di attuazione della nuova normativa, abbiamo deciso di promuovere una serie di incontri pubblici ed iniziative tese ad illustrare la situazione del Bilancio di previsione ai cittadini, alle organizzazioni sindacali, alle categorie economiche e alle associazioni, al fine di rendere partecipe la cittadinanza delle scelte di politica economica che l’amministrazione si troverà a fare nei prossimi mesi.
Michele Mazzarisi
Assessore Comunale Risorse Economiche-Finanziarie
Oggi, quindi, tutti i Comuni si trovano nell’impossibilità di definire i nuovi bilanci di previsione, perché, vista l’incertezza applicativa, non riescono a quantificare le nuove entrate tributarie ed i trasferimenti. L’incertezza riguarda sia l’applicazione della normativa, che riguarda il cosiddetto Fondo Sperimentale di Riequilibrio, ma soprattutto il tema dell’Ici-Imu, che sta creando legittima apprensione anche tra i cittadini. Inoltre sempre sul fronte delle entrate, nella predisposizione del bilancio si dovrà tener conto della partecipazione dei comuni alla lotta all’evasione fiscale e soltanto il 27 febbraio scorso è stato pubblicato il provvedimento che specifica le modalità di accesso alle banche dati dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps a cui seguiranno, speriamo nel breve, apposite convenzioni di cooperazione informatica.
A partire da gennaio, non solo il nostro, ma la maggior parte dei Comuni stanno gestendo il bilancio in esercizio provvisorio, sulla base degli stanziamenti assestati del bilancio 2011 con tutte le difficoltà, anche nei confronti dei servizi ai cittadini, che questo comporta.
Purtroppo l’introduzione dell’”IMU sperimentale” non crea benefici alle casse comunali. Infatti nonostante la sua denominazione, non si può definire imposta comunale, perché buona parte del suo gettito (il 50% delle entrate per gli immobili diversi dalla prima casa) non finirà nelle casse del Comune. Le amministrazioni tutte saranno quindi chiamati a mettere la faccia su un’operazione che non porterà risorse ai Comuni, ma allo Stato. Da una parte viene concessa l’applicazione di una imposta locale, ma dall’altra viene sottratto una buona parte del gettito dallo Stato. Nel nostro caso, per il Comune di Barletta, dalle stime fatte dall’Ufficio Tributi, il gettito di IMU da corrispondere allo Stato ammonta a oltre 10 milioni di euro (10.713.00,00). Si tratta di somme rilevanti che verranno versate direttamente dai cittadini barlettani allo Stato e quindi non corrisposte al Comune qualunque sia l’aliquota applicata. La verità è allora che questa imposta non risolverà il problema dell’autonomia finanziaria dei Comuni.
C’è poi da considerare l’assurdo vincolo del rispetto del Patto di stabilità che ci impedisce, nonostante che il nostro Comune abbia sempre presentato bilanci positivi, di utilizzare fondi che potremmo spendere per gli investimenti e la manutenzione del territorio e per far ripartire l’economia facendo lavorare le imprese. Per poi non dimenticare l’introduzione dal 2013 della RES, che unificherà una tassa sul servizio di gestione dei rifiuti urbani e un prelievo attribuito ai servizi locali indivisibili dei comuni, la quale porterà una modifica sostanziale sulla tassazione dei rifiuti, soprattutto con un aggravio di costi per i possessori di immobili, dovendo nella sua determinazione i comuni prevedere la copertura del 100% del costo del servizio. Tutto questo in un periodo di crisi economica finanziaria che investe direttamente o indirettamente cittadini e imprese.
Ed è per questo che con il Sindaco Maffei, nella predisposizione del bilancio di previsione 2012/2014 (che io definirei “sperimentale”), e soprattutto non appena saranno emanati i dispositivi di attuazione della nuova normativa, abbiamo deciso di promuovere una serie di incontri pubblici ed iniziative tese ad illustrare la situazione del Bilancio di previsione ai cittadini, alle organizzazioni sindacali, alle categorie economiche e alle associazioni, al fine di rendere partecipe la cittadinanza delle scelte di politica economica che l’amministrazione si troverà a fare nei prossimi mesi.
Michele Mazzarisi
Assessore Comunale Risorse Economiche-Finanziarie

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