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domenica 18 novembre 2012

ANDRIA : REFERENDUM POPOLARE. QUANTO TEMPO ANCORA?


Lo prevede lo Statuto del comune di Andria e lo prevede da dieci anni, come lo prevede anche lo Statuto della Provincia di Barletta – Andria – Trani.
In entrambi i casi l’Istituto Democratico del Referendum Popolare è stato disatteso e il “caso Andria” rimane nella storia civica dei comuni italiani come quello più deplorevole anche perchè consumatosi tra l’indifferenza e la mancanza di volontà piuttosto che il “timore del giudizio Popolare” posti in essere da tutti gli schieramenti politici di qualsiasi estrazione e appartenenza.
Molti assessori sono stati “fulminati” quando hanno tentato solamente di attuare quei minimi strumenti di partecipazione civile previsti dallo Statuto comunale e il mio auspicio è che l’ennesimo “annuncio”, questa volta da parte dell’attuale assessore agli Istituti di Partecipazione della città di Andria, non sia solo la manifestazione di una volontà o di un buon proposito ma che su questo impegno sia disposto a giocarsi “per intero” la recente prestigiosa nomina.
E’ vero, il Referendum Popolare Consultivo, in realtà, non è stato pensato proprio per dare voce ai cittadini, almeno nella città di Andria. Infatti basti pensare al grosso limite imposto dalla “politica” rispetto al fatto che “la richiesta referendaria di iniziativa popolare è soggetta a giudizio di ammissibilità. Tale giudizio viene espresso, con parere motivato, entro trenta giorni da una Commissione di garanti, composta dal Consigliere anziano che la presiede, dal Difensore Civico se in carica, Conferenza dei Capigruppo e con la partecipazione del Segretario Generale”.
A parte il fatto che i politici andriesi hanno ampiamente dimostrato che, per loro, il Difensore Civico non serve perché queste funzioni, sempre a loro avviso, sono “egregiamente” svolte dai rappresentanti del Popolo (sempre loro), tutto il “potere” di valutare l’ammissibilità o meno della richiesta referendaria quindi il giudizio di ammissibilità rimane, praticamente, sempre nelle mani “sapienti” dei politici senza neanche la previsione, in seno alla Commissione di garanti, di rappresentanti eletti democraticamente dal Forum delle Associazioni iscritte all’Albo piuttosto che dalle quattro Consulte Comunali.
All’Assessore “nuovo” porgo tutti i miei migliori auguri per questo lungo e tortuoso cammino che ha annunciato di voler intraprendere, augurandomi che non faccia la fine di quelli che lo hanno preceduto su questo arduo terreno e che possa dotare la città di una seppur parvenza di libera partecipazione che oramai è altresì superata dagli eventi visto che “la rivoluzione” è in corso e non la si può più fermare.
Come dire, questa volta il Popolo pare che abbia capito prima dei politici che hanno paura della Democrazia e del Libero Pensiero.


Dott. Diritto Negato
Difensore Civico (Virtuale)
di Andria

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