I Consiglieri di opposizione del centrodestra chiedono la urgente convocazione del Consiglio Comunale.
Con la proposta di un Ordine del Giorno apposito, i Consiglieri comunali di centrodestra hanno sollecitato l’attenzione ed adempimenti concreti per scongiurare la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace, chiusura che si aggiungerebbe a quella già prevista della sede di Canosa del Tribunale.
Si ricorderà, che a seguito del Decreto Legge n. 138, convertito nella legge n. 148 del 14 settembre 2011 - con il quale è stata disposta la riorganizzazione degli Uffici Giudiziari sul territorio nazionale, al fine di realizzare risparmi di spesa ed incremento di efficienza -, il precedente Consiglio comunale cittadino si è occupato del rischio connesso alla soppressione dell’Ufficio Giudiziario di Canosa nonché quello del Giudice di Pace.
Infatti il timore dei possibili effetti della prevista riorganizzazione, ha indotto l’Assemblea, ad adottare la deliberazione n. 9 del 20 marzo 2012, con la quale, nel riaffermare e ribadire la necessità del mantenimento della locale presidio degli Uffici Giudiziari, ha espresso il fermo dissenso a fronte del rischio chiusura.
Debita informativa formale è stata conseguente trasmessa nei confronti del Ministero di Giustizia, presidenti della Regione, Provincia di Bari, Bat e Foggia, della Corte di Appello di Bari, del Procuratore generale della Corte di Appello di Bari, del presidente del Tribunale di Trani, del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Trani e del presidente dell’associazione Avvocati di Canosa-Minervino e Spinazzola “Angelo Palmieri”, nonché dei sindaci di Minervino e Spinazzola, per gli adempimenti e la conoscenza del caso.
Con i Decreti Legislativi del 07.09.2012, nn. 155 e 156 (pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 213 del 12.09.2012), oltre disporre la chiusura della Sezione del Tribunale di Canosa è stata disposta anche la soppressione, tra l’altro, dell’Ufficio del Giudice di Pace di Canosa.
Non può non ribadirsi a riguardo che, la soppressione anche dell’Ufficio del Giudice di Pace di Canosa, costituirebbe un ulteriore ed ancor più grave discriminazione della Comunità e della amministrazione della giustizia locale
Tanto, in danno sia degli operatori legali e dei singoli cittadini, costituendo, altresì, fonte di possibile maggiore esposizione di un vasto territorio alla criminalità organizzata e a tutte le forme di illegalità.
Per tali ragioni si ritiene di dover richiamare la facoltà attribuita agli enti locali – e quindi al Comune di Canosa - dal comma 2 dell’art. 3 del richiamato D. Lgs. 156/2012 in virtù della quale “Entro sessanta giorni dalla pubblicazione di cui al comma 1 gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possono richiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace, con competenza sui rispettivi territori, di cui e' proposta la soppressione, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che sara' messo a disposizione dagli enti medesimi”.
La speranza è quella che, sia il Consiglio Comunale, sia l’Amministrazione La Salvia, vogliano condividere l’adozione di urgenti ed adeguati provvedimenti, nell’imminenza della scadenza del termine previsto.
Avv. Cristina Saccinto
Con la proposta di un Ordine del Giorno apposito, i Consiglieri comunali di centrodestra hanno sollecitato l’attenzione ed adempimenti concreti per scongiurare la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace, chiusura che si aggiungerebbe a quella già prevista della sede di Canosa del Tribunale.
Si ricorderà, che a seguito del Decreto Legge n. 138, convertito nella legge n. 148 del 14 settembre 2011 - con il quale è stata disposta la riorganizzazione degli Uffici Giudiziari sul territorio nazionale, al fine di realizzare risparmi di spesa ed incremento di efficienza -, il precedente Consiglio comunale cittadino si è occupato del rischio connesso alla soppressione dell’Ufficio Giudiziario di Canosa nonché quello del Giudice di Pace.
Infatti il timore dei possibili effetti della prevista riorganizzazione, ha indotto l’Assemblea, ad adottare la deliberazione n. 9 del 20 marzo 2012, con la quale, nel riaffermare e ribadire la necessità del mantenimento della locale presidio degli Uffici Giudiziari, ha espresso il fermo dissenso a fronte del rischio chiusura.
Debita informativa formale è stata conseguente trasmessa nei confronti del Ministero di Giustizia, presidenti della Regione, Provincia di Bari, Bat e Foggia, della Corte di Appello di Bari, del Procuratore generale della Corte di Appello di Bari, del presidente del Tribunale di Trani, del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Trani e del presidente dell’associazione Avvocati di Canosa-Minervino e Spinazzola “Angelo Palmieri”, nonché dei sindaci di Minervino e Spinazzola, per gli adempimenti e la conoscenza del caso.
Con i Decreti Legislativi del 07.09.2012, nn. 155 e 156 (pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 213 del 12.09.2012), oltre disporre la chiusura della Sezione del Tribunale di Canosa è stata disposta anche la soppressione, tra l’altro, dell’Ufficio del Giudice di Pace di Canosa.
Non può non ribadirsi a riguardo che, la soppressione anche dell’Ufficio del Giudice di Pace di Canosa, costituirebbe un ulteriore ed ancor più grave discriminazione della Comunità e della amministrazione della giustizia locale
Tanto, in danno sia degli operatori legali e dei singoli cittadini, costituendo, altresì, fonte di possibile maggiore esposizione di un vasto territorio alla criminalità organizzata e a tutte le forme di illegalità.
Per tali ragioni si ritiene di dover richiamare la facoltà attribuita agli enti locali – e quindi al Comune di Canosa - dal comma 2 dell’art. 3 del richiamato D. Lgs. 156/2012 in virtù della quale “Entro sessanta giorni dalla pubblicazione di cui al comma 1 gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possono richiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace, con competenza sui rispettivi territori, di cui e' proposta la soppressione, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che sara' messo a disposizione dagli enti medesimi”.
La speranza è quella che, sia il Consiglio Comunale, sia l’Amministrazione La Salvia, vogliano condividere l’adozione di urgenti ed adeguati provvedimenti, nell’imminenza della scadenza del termine previsto.
Avv. Cristina Saccinto

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