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lunedì 11 novembre 2013

BAT : Il 25 Novembre 2013 - Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Come sapete il prossimo 25 Novembre ricorre la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Questo appuntamento mondiale, istituito dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1999, ricorda, per tutti, il brutale assassinio di tre sorelle rivoluzionarie dominicane avvenuto nel 1960 per mano dell’allora dittatore Trujillo.

            Da allora la vita di migliaia e migliaia di ragazze e di donne continua ad essere spezzata, fisicamente, affettivamente, psicologicamente.

            La giornata internazionale contro la violenza di genere, quindi, è un’occasione per tutte/i noi per riaffermare, innanzitutto, il bisogno di riportare al centro del dibattito politico e culturale il tema della violenza di genere e dei diritti che quella violenza, non solo fisica, viola, lede drammaticamente.

            Per la nostra categoria ( intendendo in questo senso tanto le donne quanto, a maggior ragione, gli uomini) è anche l’occasione per rafforzare una profonda riflessione culturale, sindacale e politica, anche su ciò che attiene il tema dei servizi pubblici ai quali le donne colpite dalla violenza sessista si rivolgono per chiedere aiuto, per ottenere protezione, per riconquistare la  propria libertà.

            Un tema, questo, che deve interrogare, innanzitutto chi, governando malamente questo paese per oltre vent’anni, ha prodotto un profondo indebolimento strutturale, organizzativo, finanziario di quei servizi alla persona, oggi sempre più in difficoltà nel garantire prestazioni e principi di accoglienza adeguati alla gravità della situazione “italiana”.
           
            Ma deve saper interrogare anche noi, le nostre modalità di lavoro, di relazione con le responsabilità politiche ed istituzionali dell’intero sistema dei servizi, le nostre capacità di incidere, pur in questo drammatico quadro di difficoltà, per migliorare la qualità del lavoro, dell’offerta e della organizzazione di quelle strutture tipicamente deputate alla trattazione del tema delle discriminazioni di genere e della violenza.
           
            In questi casi, infatti, l’accoglienza e la professionalità degli operatori sono determinanti: incontrare lavoratori e lavoratrici informate e formate vuol dire predisporre le strutture all’ascolto e all’accompagnamento verso percorsi garantiti e solidali, verso un futuro finalmente libero dalle costrizioni di una cultura patriarcale e maschilista.
            Ecco, la giornata del 25 prossimo deve caratterizzarsi, nella nostra categoria, per un chiaro impegno a fare dei nostri servizi alla persona, dai pronto soccorso ai consultori, i veri protagonisti   del cambiamento. 

            Un punto di riflessione e di azione precisa lo merita la questione dei centri antiviolenza: dobbiamo porci l’obiettivo di costruire le condizioni affinché l’offerta di servizi alle donne, pur come dicevamo in una situazione di forte sofferenza generale, venga oltremodo ampliata proprio con la presenza strutturata di centri antiviolenza da prevedere in ogni provincia del Paese.  

            Ed infine la formazione di genere:  deve tornare ad essere considerata  la leva attraverso la quale, coinvolgendo gli operatori di tutti i servizi, uomini e donne, si ristabilisce un principio di civiltà anche nell’organizzare pratiche dell’accoglienza che diventino parte strutturale dell’agire professionale in tutti i luoghi di lavoro: l’accoglienza deve poter diventare “spontanea” e deve poter essere garantita da tutte le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici a tutte le cittadine e i cittadini che a noi si rivolgono.

            Quindi il  25 novembre dobbiamo essere in grado di  dare un segnale  forte di cambiamento in questa direzione e, affinché ciò si realizzi, bisogna coinvolgere tutte le nostre lavoratrici e lavoratori dei posti di lavoro, le nostre RSU, mettendo in campo tutte le iniziative sindacali possibili: assemblee, confronti, dibattiti, volantinaggi, fermate simboliche sul posto di lavoro e altro, caratterizzando, anche visivamente, il senso della giornata stessa .

            Stiamo predisponendo materiali “di categoria” (spille, adesivi e manifesto) che provino ad aiutare tutte noi a rendere più che mai chiaro il messaggio che la giornata intende lanciare a livello mondiale.

            Questa è una giornata “simbolo” e proprio per questo va valorizzata e messa in chiaro il più possibile, consapevoli che il ruolo della nostra categoria sul tema della violenza sulle donne è, purtroppo, più lungo e faticoso, ma non per questo, meno meritevole di un investimento culturale politico ed organizzativo che dobbiamo quotidianamente interpretare come “normalmente” straordinario.

            Buon lavoro.



       Concetta Basile                                                                        Rossana Dettori

Segretaria Nazionale FP Cgil                                                     Segretaria Generale Fp Cgil 

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