Quello che emerge dal voto
sul bilancio in Consiglio Comunale è l'immagine di un’amministrazione avvitata da quasi un anno e
mezzo in una spirale tecnicista che produce solo tasse e balzelli e non
affronta i problemi strutturali che attanagliano il nostro territorio.
Il Sindaco Cascella può
affermare quello che vuole però è un dato di fatto che la pressione fiscale è
aumentata nella nostra città (partendo dall’anno scorso con l’aumento
dell’Irpef e della Tarsu) soprattutto per rimediare ai debiti nel bilancio
comunale creati dalla coalizione che lo sostiene, senza nessuna idea di equità,
giustizia sociale e senza nessun progetto di lungo respiro.
Ridurre la Tasi forse fino ad un massimo
del 50% per chi abita nella 167 o la Tari del 50% per i lidi
balneari è più uno spot per l’imminente campagna elettorale per le regionali
che un provvedimento di giustizia sociale.
Per chi abita nella 167 forse
la Tasi andava
completamente azzerata visto che in quella zona della città di servizi non se
ne vede neanche l’ombra.
Per quanto riguarda la Tari siamo arrivati al
paradosso con il Dirigente Nigro, il quale in Consiglio Comunale ha affermato
che con i rifiuti vale il principio che “chi inquina paga”, dimenticandosi
forse che i cittadini di questa città stanno facendo uno sforzo notevole con la
raccolta differenziata per permettere al nostro Comune di recuperare materia
attraverso il riciclo e conferire il meno possibile in discarica.
Ma questo sforzo non viene
premiato utilizzando il principio secondo cui “meno indifferenziato produci e
meno paghi”, mentre si preferiscono interventi una tantum che non hanno nessun
significato.
A questo punto vorremmo
chiedere al Sindaco Cascella qual è lo scopo della raccolta differenziata. Serve
solo ad evitare l’ecotassa? Quale sarebbe il reale beneficio che ne traggono i
cittadini?
Ma il voto in Consiglio
Comunale non ha riguardato solo l’approvazione di un bilancio che non ha visto uno straccio di
discussione pubblica, ma ha riprodotto il progetto della svendita degli
immobili pubblici, provvedimento passato anche con i voti dell’opposizione di
centro-destra.
La riproposizione della "valorizzazione"
e alienazione degli immobili (provvedimento già inserito nello scorso bilancio)
quest’anno si arricchisce di un nuovo tassello con la stesura di un regolamento
da parte dell’amministrazione.
Un regolamento redatto senza
nessun processo partecipativo dove la classe politica si arroga il diritto di
privare la collettività di beni e immobili di notevole pregio artistico.
Questo provvedimento una
volta passato in Consiglio Comunale aprirà la strada alla fase esecutiva della
spoliazione del nostro patrimonio, alienandolo o “valorizzandolo” fino a un
periodo massimo di 50 anni e che potrebbe in futuro stravolgere totalmente beni
di notevole pregio storico e artistico.
Infatti nel regolamento la
vendita di questi immobili è subordinata all’eliminazione del vincolo da parte
degli enti competenti (leggasi Sovrintendenza).
Ancora una volta si fa un
regalo a chi ha già saccheggiato questo territorio, dando continuità a quel
processo di privatizzazione di pezzi della nostra città.
Per questo siamo qui ancora
una volta a chiedere che questo provvedimento venga ritirato e che si apra una
seria e convinta fase di dibattito e di partecipazione con i cittadini e i
movimenti per tentare di uscire dall’austerità imposta dalla classe politica
fatta di tasse e dismissioni, e immaginare un diverso e più inclusivo modello
di sviluppo sociale ed economico di questa città.
Francesco Caputo-Collettivo EXIT

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