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mercoledì 28 ottobre 2015

BAT : Adottato il Bilancio all’unanimità. Spina. “Conti del 2015 perfettamente in ordine”

Passano tutti all’unanimità i provvedimenti all’ordine del giorno del Consiglio provinciale odierno. Dal Bilancio di Previsione 2015 al Piano delle Opere Pubbliche per il Triennio 2015-2017, passando per il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per il triennio 2015-2017.

«Un gesto di grande responsabilità da parte di un Consiglio provinciale che opera a costo zero e continua a lavorare nell’esclusivo interesse del territorio, superando ogni steccato di carattere partitico e mettendo davanti a tutto il bene della collettività - ha commentato il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani Francesco Spina -. Conosciamo tutti le difficoltà economiche con cui le Province sono costrette a misurarsi dopo il riordino sancito dalla Legge Del Rio ed i continui tagli di risorse da parte del Governo centrale; per questo, riuscire a chiudere un Bilancio di previsione moderno e perfettamente armonizzato non può che qualificare l’azione della classe dirigente della nostra Provincia».

«Si tratta di una manovra da circa 120 milioni di euro - ha affermato il Presidente Spina illustrando il Bilancio nella seduta di Consiglio -, che ottiene il parere favorevole dei Revisori dei Conti e che guarda con attenzione a settori prioritari quali l’edilizia scolastica, cui abbiamo destinato circa 30 milioni di euro, la viabilità (45 milioni di euro), le politiche sociali e la formazione professionale (5 milioni di euro) e l’ambiente (3 milioni e mezzo di euro). Per tutto l’anno siamo riusciti a garantire gli stipendi per i nostri dipendenti ed altri servizi essenziali come la manutenzione di scuole e strade, il riscaldamento dei nostri istituti scolastici e l’assistenza specialistica per studenti diversamente abili. Il tutto nonostante siamo stati costretti a trasferire allo stato ben 13 milioni di euro, quale effetto del Dl n. 66 del 2014 e dell’ultima Legge di Stabilità. E’ stata un’impresa ma ci siamo riusciti; grazie all’approccio costruttivo e propositivo delle organizzazioni sindacali (con cui abbiamo condiviso manovre, relative al personale, oculate e rispettose dei lavoratori) ed alla collaborazione di Dirigenti e dipendenti encomiabili, dei quali vado fiero e che qualificano ulteriormente una Provincia vero esempio di sana e corretta gestione amministrativa».

Il Bilancio passerà ora al vaglio dell’Assemblea dei Sindaci, in programma lunedì 2 novembre.
Ok unanime anche per il Piano delle Opere Pubbliche per il Triennio 2015-2017. «Un provvedimento con cui abbiamo stanziato oltre 37 milioni di euro per l’edilizia scolastica e ben 147 milioni di euro per la viabilità - ha aggiunto il Presidente Spina -. Abbiamo previsto la realizzazione di alcune nuove scuole e la manutenzione dei plessi scolastici in tutte le dieci città, oltre che il rifacimento di tante strade garantendo la stessa attenzione a tutte le comunità a cominciare da realtà più piccole e lontane».

Approvato, sempre col voto favorevole dell’intera assemblea, anche il Piano delle alienzioni e valorizzazioni immobiliari per il triennio 2015-2017, che «prevede - come ha ricordato il Presidente Spina - la vendita dell’azienda agricola provinciale “Papparicotta” di Andria. Una scelta dettata non da motivazioni politiche o di carattere economico, ma al fatto che la gestione di tali strutture non rientra più nelle competenze delle Province».


Il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani Francesco Spina ha poi concluso: «in un contesto in cui tra le Province regna un inevitabile stato confusionale, per via di riforme complesse e poco chiare, noi riusciamo a sistemare scuole e strade, a realizzare nuove grandi opere come la Trani-Andria; dopo cinquant’anni consegniamo banchi nuovi di zecca nelle nostre scuole, interveniamo in maniera efficace ed incessante per la tutela del nostro ambiente e della salute dei cittadini. Ci siamo dotati di un Piano Anticorruzione che ci rende modello di legalità e trasparenza, individuato peraltro dalla Prefettura quale esempio di buone pratiche per interventi di prevenzione della corruzione. Continuiamo ad erogare servizi prioritari per la comunità, anche grazie a stringenti politiche di contenimento della spesa come il taglio dei costi di fitto delle sedi provinciali e, nel complesso, ad una gestione oculata all’insegna della efficienza, della trasparenza e della legalità»

venerdì 9 ottobre 2015

BAT : Scuole, una priorità assoluta nel Bilancio della Provincia

37.196.917,93 euro. Sono le risorse economiche programmate dalla Provincia di Barletta - Andria - Trani, nell’ambito del Piano delle Opere Pubbliche per il Triennio 2015-2018, per gli interventi sul patrimonio scolastico di propria competenza.
Il provvedimento è stato approvato in queste ore dal Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani Francesco Spina e nei prossimi giorni sarà sottoposto al parere del Consiglio provinciale.
Agli 11.855.597,93 euro già stanziati per il primo anno, con l’Elenco Annuale per l’esercizio 2015, si aggiungono infatti i 15.761.320 euro stimati per il 2016 ed i  9.579.999 euro per il 2017.

Tra gli interventi previsti per il 2015, ad Andria i lavori di recupero e risanamento conservativo dell’Istituto Tecnico Agrario “Umberto I” (per un importo di 2.010.597,93 euro), il recupero e la riqualificazione strutturale dell’Istituto “Carafa” (720mila euro), il recupero dei lastrici solari e la riqualificazione delle aree esterne ed aree interne dell’Itis “Jannuzzi” (750mila euro) ed i lavori di riqualificazione delle aree esterne del Liceo Classico “Troya” (500mila euro). A Barletta il recupero e la riqualificazione strutturale dell’Ipsia “Archimede” (1milione di euro), il risanamento conservativo del Liceo “Cafiero” (750mila euro) ed il recupero e la riqualificazione strutturale del Polivalente “Nervi, Fermi, Cassandro” (600mila euro). A Bisceglie il recupero ed il risanamento conservativo dell’Ipsiam “Cosmai” (1milione di euro) ed il recupero e la riqualificazione strutturale dell’Itc “Dell’Olio” (600mila euro). A Canosa di Puglia il recupero e la riqualificazione strutturale del Liceo “Fermi” (Itc “Einaudi”) per 800mila euro. A Minervino Murge i lavori di allestimento dell’auditorium e sistemazioni esterne del Liceo “Fermi” (250mila euro). A San Ferdinando di Puglia i lavori di costruzione di un auditorium nell’area di pertinenza dell'Istituto “Dell’Aquila” (ex Silone) per 1 milione e 200mila euro. A Trani il risanamento conservativo del Liceo “Valdemaro Vecchi” (125mila euro). A questi interventi si aggiungono, sempre per l’anno 2015, l’ammodernamento delle attrezzature e delle dotazioni tecnologiche (forniture) per vari edifici scolastici (per un importo complessivo di 600mila euro), i lavori di somma urgenza (per 200mila euro) e la manutenzione ordinaria (750mila euro).

Per il 2016, invece, ad Andria previsti i lavori di messa a norma degli impianti sportivi a servizio degli istituti Carafa (200mila euro), “Colasanto” (200mila euro), “Jannuzzi” (200mila euro), “Lotti” (200mila euro), “Nuzzi” (200mila euro) e “Troya” (200mila euro), i lavori di riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità non strutturale nella sezione distaccata dell’istituto “Colasanto-Archimede” (96.340 euro), il recupero dei lastrici solari e la riqualificazione delle aree esterne ed aree interne dell’Istituto “Lotti” (1milione e 500mila euro), la messa a norma e la riqualificazione energetica degli impianti termici (266.640 euro) dell’Istituto “Lotti”, l’efficientamento energetico del Liceo “Troya” (1milione e 450mila euro) ed i lavori di messa a norma e riqualificazione energetica degli impianti termici del Liceo “Troya” (333.300 euro). A Barletta i lavori di messa a norma degli impianti sportivi al servizio degli istituti “Archimede” (200mila euro), “Cafiero” (200mila euro), “Garrone” (200mila euro), “Nervi” (200mila euro) e “Cassandro” (200mila euro), il recupero dei lastrici solari e la riqualificazione delle aree esterne ed aree interne del Liceo “Casardi” (1 milione di euro) e la realizzazione di un Campo polivalente all'aperto a servizio del Liceo “Cafiero” (200mila euro). A Bisceglie la messa a norma degli impianti sportivi al servizio degli istituti Ipsiam “Cosmai” (sede centrale, ex Vespucci, fronte mare, per 200mila euro) ed Itc “Dell’Olio” (200mila euro), la riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità non strutturale del Liceo “Da Vinci” (160.790,00 euro) ed il recupero dei lastrici solari con riqualificazione delle aree esterne ed aree interne dell’Itc “Dell’Olio” (1milione e 500mila euro). A Canosa di Puglia la riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità non strutturale dell’Itc “Einaudi” (514.910 euro), la riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità non strutturale del Liceo “Fermi” (160.790 euro) ed i lavori di riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità non strutturale dell’istituto “Garrone” (643.800 euro). A Margherita di Savoia la riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità non strutturale dell’Ipssar Alberghiero (5.860 euro) ed il recupero dei lastrici solari con riqualificazione delle aree esterne ed aree interne del Liceo “Aldo Moro” (1milione di euro). A Minervino Murge l’efficientamento energetico del Liceo “Fermi” (500mila euro). A San Ferdinando di Puglia i lavori di riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità non strutturale dell’Istituto “Silone” (65.100 euro). All’Itis “Fermi” di Spinazzola i lavori di sistemazione della recinzione, degli infissi esterni, e manutenzione piano interrato (750mila euro) e di riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità non strutturale (63.790 euro). A Trani i lavori di messa a norma degli impianti sportivi al servizio degli istituti “Moro” (200mila euro), “Vecchi” (200mila euro) e “Desanctis” (200mila euro), il recupero dei lastrici solari con riqualificazione delle aree esterne ed aree interne del Liceo “Vecchi” (250mila euro) e l’ampliamento del Liceo “Vecchi” (1milione di euro). A Trinitapoli il recupero dei lastrici solari e la riqualificazione delle aree esterne ed aree interne della sede centrale del Liceo “Staffa” (150mila euro). A questi interventi si aggiungono, sempre per l’anno 2016, l’ammodernamento delle attrezzature e delle dotazioni tecnologiche (forniture) per vari edifici scolastici (per un importo complessivo di 600mila euro), i lavori di somma urgenza (per 200mila euro) e la manutenzione ordinaria (750mila euro).

Per il 2017 ad Andria previsti l’efficientamento energetico dell’Ita “Umberto I” (1 milione e 500mila euro) ed i lavori di recupero di parte degli interrati dell’Istituto “Lotti” (750mila euro); a Barletta l’efficientamento energetico dell’Ipsia “Archimede” (1 milione e 450mila euro) e del Polivalente “Nervi-Fermi-Cassandro” (1 milione e 480mila euro); a Canosa di Puglia l’efficientamento energetico del Liceo “Fermi” (1 milione e 500mila euro); a Trinitapoli la manutenzione straordinaria e l’adeguamento a norme della sede centrale del Liceo “Staffa” (500mila euro). A questi interventi si aggiungono, sempre per l’anno 2017, l’ammodernamento delle attrezzature e delle dotazioni tecnologiche (forniture) per vari edifici scolastici (per un importo complessivo di 600mila euro), i lavori di somma urgenza (per 200mila euro) e la manutenzione ordinaria (750mila euro).

«La Provincia di Barletta - Andria - Trani non solo non rinuncia alle proprie competenze in materia di edilizia scolastica ma, anzi, mette a disposizione del territorio ben 11.855.597,93 euro di lavori che saranno eseguiti, per il solo anno 2015, sul patrimonio scolastico del territorio - ha affermato il Presidente Francesco Spina -. A questi si aggiungono i 15.761.320,00 euro programmati per il 2016 ed i  9.579.999,00 euro per il 2017, per i quali si attende la definizione del trasferimento delle risorse dal Governo centrale e dalla Regione. Nonostante le difficoltà economiche con cui siamo costretti a far fronte, con questo provvedimento, che a breve passerà al vaglio del Consiglio provinciale, offriremo ai nostri giovani strutture più salubri e qualificate in cui formarsi».

L’Ufficio Stampa

Enrico Aiello

giovedì 16 aprile 2015

BARLETTA : Una sceneggiatura ben architettata nelle modalità e nella tempistica

Come da copione ampiamente prevedibile, il sindaco dimissionario Pasquale Cascella è tornato sui suoi passi dopo aver incassato l’approvazione del Bilancio di previsione 2015. Una sceneggiatura ben architettata nelle modalità e nella tempistica, ma che purtroppo resta appunto tale: una prova di recitazione di una ritrovata coesione della maggioranza che staremo a vedere quanto durerà. Barletta sarà pure il primo comune della Provincia BAT ad aver approvato il documento contabile dell’anno in corso, ma se per raggiungere questo obiettivo è stato necessario ricorrere a certi stratagemmi come la paventata fine anticipata della consiliatura, non mi pare ci sia di che rallegrarsi.
Sul piano politico, infatti, i venti giorni trascorsi tra le dimissioni e la revoca non sono serviti a sciogliere alcun nodo né a superare sostanziali criticità. Lo stesso Bilancio approvato non è frutto di un percorso di condivisione e partecipazione tra le forze di maggioranza, ma puro atto di contabilità affidato soprattutto alla competenza del dirigente, in mancanza come è noto dell’attribuzione della relativa delega assessorile, ricoperta dal Sindaco, per giunta dimissionario. Una situazione quindi al limite del paradosso, priva della necessaria forte impronta politica che un provvedimento cardine di un’amministrazione come il bilancio di previsione dovrebbe avere.
Eppure oggi la maggioranza plaude alla “prova di maturità” superata: davvero singolare questa “maturità” che viene fuori all’improvviso soltanto in zona Cesarini a un passo dalla perdita della poltrona… Non tarderà comunque ad arrivare il prossimo banco di prova per il centrosinistra e con le premesse viste finora non mi pare che per la città si possa prevedere nulla di positivo. 

mercoledì 24 dicembre 2014

BARLETTA : SEDUTA DI GIUNTA DEL 23 DICEMBRE 2014

Il bilancio di previsione è stato esaminato dalla Giunta comunale in vista di una specifica riunione programmata per il 30 dicembre in modo da rispettare i tempi di approvazione entro l’anno, nonostante la possibilità di avvalersi della proroga concessa dal legislatore al 31 marzo prossimo.
Il bilancio è stato redatto nell’ottica imposta dal legislatore sulle politiche di contenimento delle spese correnti conformandolo alle novità dell’armonizzazione stabilite a decorrere, appunto, dal 1° gennaio 2015, prevedendo la restrizione delle spese effettive di circa 3,5 milioni di euro anche considerando l’obbligo di iscrizione di fondi rischi per il potenziale mancato gettito.
Una lettura più dettagliata del provvedimento – che nei limiti del possibile considera l’attuale situazione di difficoltà che caratterizza le categorie con redditi bassi – evidenzia interventi che riducono in maniera significativa la pressione fiscale.
Ci si orienta alla riduzione della TASI dal 3,3 per mille al 2,70 per mille, confermando la sola detrazione di € 40,00 per ogni figlio a carico. Resta confermato l’azzeramento delle aliquote per gli immobili diversi dalle abitazioni principali. Inoltre, sale al 50% la riduzione delle aliquote TASI sul 2015 per le famiglie residenti nella nuova zona 167. Riduzione anche della TARI, che grazie al contenimento delle spese e ai proventi derivanti dalla vendita dei rifiuti differenziati conferma sostanzialmente i primi annunciati effetti positivi della raccolta porta a porta. Per andare incontro alle esigenze delle famiglie più bisognose, nel 2015 saranno applicate le agevolazioni per scaglioni di reddito ISEE previste dal regolamento, confermando le misure per le famiglie con ISEE al di sotto di 8 mila euro con presenza di disabili. Nel bilancio 2015 saranno, quindi, stanziati 1,2 milioni di euro, a fronte dei 450 mila euro del 2014. Si conferma, inoltre, l’agevolazione del 50% per gli stabilimenti balneari. Si mantengono ferme sia l’IMU, sia l’addizionale comunale IRPEF.
Tra le entrate extra-tributarie, invece, si prevede un milione di euro di proventi per la concessione di nicchie e loculi, grazie alla relativa spesa di investimento da finanziare con gli avanzi di amministrazione del 2014.
Infine, sono confermate le tariffe per i servizi a domanda individuale, con l’azzeramento del contributo di 4 euro, in tema di trasporto pubblico,a carico degli anziani.
Per la prosecuzione dell’iter si resta ora in attesa che la legge di Stabilità per il 2015, appena approvata dal Parlamento, sia pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, per poi procedere agli opportuni ed eventuali adeguamenti.
La Giunta ha poi esaminato e approvato le seguenti delibere:


Progetto di informatizzazione dello Sportello Unico per l’Edilizia Digitale (SUED)
E’ stato disposto l’avvio del progetto di informatizzazione dello Sportello Unico per l’Edilizia Digitale  (SUED) che consente l’inoltro di tutte le nuove istanze e comunicazioni, comprese quelle per l’accreditamento degli utenti a partire dal 1° gennaio 2015. Tramite la piattaforma digitale sarà possibile inoltrare le pratiche edilizie per via telematica, previa registrazione, e seguirne l’iter. Il portale, accessibile 24 ore su 24, consente il coinvolgimento diretto dei professionisti che quotidianamente si rapportano con lo Sportello per la presentazione delle pratiche edilizie, garantendo così i principi di trasparenza e tracciabilità.

Regolamento sull’ordinamento e la organizzazione dei dati territoriali del Comune di Barletta
E’ stato approvato il regolamento sull’ordinamento e l’organizzazione dei dati territoriali del Comune di Barletta che regola il funzionamento dell’Ufficio Anagrafe comunale e la cooperazione applicativa fra gli altri uffici, comprendente le direttive finalizzate alla efficienza, efficacia e salvaguardia del patrimonio informatico e informativo dell’ente,  che rende possibile la diffusione omogenea, la standardizzazione, la gerarchizzazione e la valorizzazione dei servizi nella Pubblica Amministrazione locale.

Determinazione dei prezzi di cessione delle aree fabbricabili da destinare a residenza e al terziario commerciale
E’ stato fissato  il criterio di determinazione del prezzo di cessione delle aree per l’anno 2015. Nello specifico, € 109.66 /mq per le aree corrispondenti ai volumi ceduti in proprietà, €   65.80 /mq per le aree corrispondenti ai volumi in diritto di superficie ed € 113,06 /mq per gli edifici commerciali e direzionali previsti nell’intersettore.

Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari
La Giunta ha approvato il Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari, da allegare al Bilancio di Previsione 2015, determinando la conseguente classificazione del patrimonio disponibile e la destinazione urbanistica.

Concerto di Albano

L’Amministrazione ha espresso sostegno con la concessione del Palazzetto dello Sport – “Paladisfida M. Borgia” alla proposta progettuale presentata dal presidente del Club Rotary International - Distretto 2120 -  Sezione di Barletta, per la realizzazione di un concerto con finalità benefiche dell’artista Albano Carrisi, in programma il 24 gennaio 2015.

giovedì 2 ottobre 2014

BISCEGLIE : Approvato il riequilibrio di bilancio. Azzerati i debiti fuori bilancio

Approvato quasi all’unanimità, con soli due voti contrari, il riequilibrio 2014 del bilancio comunale.
Lo rende noto un comunicato diffuso da Palazzo di città al termine dei lavori consiliari. 
«Con tale manovra - si legge nella nota - vengono consolidati gli eccellenti risultati economico- finanziari del Comune di Bisceglie che dal 2012 risulta l’unico Comune ad aver adottato e mantenuto il cosiddetto bilancio sperimentale. Con il riequilibrio il Comune di Bisceglie prende atto e registra anche importanti scelte tributarie. Bisceglie si conferma, innanzitutto, uno dei Comuni con la pressione tributaria pro-capite più bassa d’Italia. Il gettito complessivo della tassa rifiuti (Tari) aumenta solo del 5%, nonostante l’aumento dei costi dovuto alla biostabilizzazione resasi necessaria nel ciclo di smaltimento dei rifiuti».
«In particolare - prosegue la nota -, le tariffe non penalizzeranno le famiglie più numerose e le imprese e, anzi, chi farà la raccolta differenziata presso il centro autorizzato potrà non pagare completamente la tassa. È prevista l’istituzione della raccolta differenziata porta a porta anche nel quartiere Seminario, e questo determinerà sicuramente un abbattimento dei costi nel prossimo futuro. Con il riequilibrio approvato sono stati azzerati completamente i debiti fuori bilancio dovuti principalmente alle somme urgenze e alle cause pendenti».

giovedì 18 settembre 2014

BARLETTA : L’Austerità si fa con Tasse e Dismissioni!

Quello che emerge dal voto sul bilancio in Consiglio Comunale è l'immagine di  un’amministrazione avvitata da quasi un anno e mezzo in una spirale tecnicista che produce solo tasse e balzelli e non affronta i problemi strutturali che attanagliano il nostro territorio.
Il Sindaco Cascella può affermare quello che vuole però è un dato di fatto che la pressione fiscale è aumentata nella nostra città (partendo dall’anno scorso con l’aumento dell’Irpef e della Tarsu) soprattutto per rimediare ai debiti nel bilancio comunale creati dalla coalizione che lo sostiene, senza nessuna idea di equità, giustizia sociale e senza nessun progetto di lungo respiro.
Ridurre la Tasi forse fino ad un massimo del 50% per chi abita nella 167 o  la Tari del 50% per i lidi balneari è più uno spot per l’imminente campagna elettorale per le regionali che un provvedimento di giustizia sociale.
Per chi abita nella 167 forse la Tasi andava completamente azzerata visto che in quella zona della città di servizi non se ne vede neanche l’ombra.
Per quanto riguarda la Tari siamo arrivati al paradosso con il Dirigente Nigro, il quale in Consiglio Comunale ha affermato che con i rifiuti vale il principio che “chi inquina paga”, dimenticandosi forse che i cittadini di questa città stanno facendo uno sforzo notevole con la raccolta differenziata per permettere al nostro Comune di recuperare materia attraverso il riciclo e conferire il meno possibile in discarica.
Ma questo sforzo non viene premiato utilizzando il principio secondo cui “meno indifferenziato produci e meno paghi”, mentre si preferiscono interventi una tantum che non hanno nessun significato.
A questo punto vorremmo chiedere al Sindaco Cascella qual è lo scopo della raccolta differenziata. Serve solo ad evitare l’ecotassa? Quale sarebbe il reale beneficio che ne traggono i cittadini?
Ma il voto in Consiglio Comunale non ha riguardato solo l’approvazione di un  bilancio che non ha visto uno straccio di discussione pubblica, ma ha riprodotto il progetto della svendita degli immobili pubblici, provvedimento passato anche con i voti dell’opposizione di centro-destra.
La riproposizione della "valorizzazione" e alienazione degli immobili (provvedimento già inserito nello scorso bilancio) quest’anno si arricchisce di un nuovo tassello con la stesura di un regolamento da parte dell’amministrazione.
Un regolamento redatto senza nessun processo partecipativo dove la classe politica si arroga il diritto di privare la collettività di beni e immobili di notevole pregio artistico.
Questo provvedimento una volta passato in Consiglio Comunale aprirà la strada alla fase esecutiva della spoliazione del nostro patrimonio, alienandolo o “valorizzandolo” fino a un periodo massimo di 50 anni e che potrebbe in futuro stravolgere totalmente beni di notevole pregio storico e artistico.
Infatti nel regolamento la vendita di questi immobili è subordinata all’eliminazione del vincolo da parte degli enti competenti (leggasi Sovrintendenza).
Ancora una volta si fa un regalo a chi ha già saccheggiato questo territorio, dando continuità a quel processo di privatizzazione di pezzi della nostra città.
Per questo siamo qui ancora una volta a chiedere che questo provvedimento venga ritirato e che si apra una seria e convinta fase di dibattito e di partecipazione con i cittadini e i movimenti per tentare di uscire dall’austerità imposta dalla classe politica fatta di tasse e dismissioni, e immaginare un diverso e più inclusivo modello di sviluppo sociale ed economico di questa città.

Francesco Caputo-Collettivo EXIT

      

   

sabato 13 settembre 2014

ANDRIA : Operazione verità sul bilancio del Comune

La crisi finanziaria e operativa del Comune di Andria è sotto gli occhi di tutti. La città e la economia sono alla deriva, gli investimenti fermi, i pagamenti strozzati e nessuna ripresa o reazione si intravede all’orizzonte.
Da questa amministrazione non c’è da aspettarsi ormai più nulla, se non che facciamo al più presto posto ad un governo per la rinascita della nostra città.
Una “operazione verità” sul bilancio e sul Comune di Andria non è più rinviabile. Tra qualche mese sarà troppo tardi per rimediare al fallimento in atto. Non è interesse solo di una parte politica, ma un diritto e un dovere di ogni consigliere comunale quello di conoscere la situazione effettiva e, se ci sono, i modi per risanare e ripartire. Oltre che essere un diritto ed una necessità per la comunità, quello di sapere e reagire.
Ci preme evidenziare quali debbano essere le linee da seguire per fare chiarezza una volta per tutte e cercare, con atti concreti e con il supporto di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, di riprendere il controllo della situazione economico-finanziaria:

1.  Eliminare dai  residui attivi tutte le voci inesigibili, secondo le indicazioni anche della Corte dei Conti, e far emergere la reale consistenza del disavanzo di amministrazione;
2. Evidenziare la consistenza dei debiti fuori bilancio, a cominciare da quelli dotati di titolo esecutivo,  per conoscere esattamente il rischio finanziario e  operare accantonamenti per fronteggiarlo;
3. Individuare i  valori patrimoniali utilizzabili per far fronte alla crisi;
4. Avviare una seria spending review per ridurre la spesa e liberare margini per gli investimenti;
5. Rivedere la base di calcolo delle imposte, specie per la TARI ex TARSU/TARES, secondo le richieste della petizione popolare;
6. Avviare le azioni per il recupero di risorse, vedi le 10 proposte del PD;
7. Approvare il bilancio 2014 con i presupposti di verità. Il bilancio è, ormai, inutile come strumento di programmazione, essendo  a fine anno. La sua vera funzione è chiarire e far ripartire l’opera di risanamento subito, prima che sia troppo tardi per l’ente e per la città.

martedì 5 agosto 2014

BISCEGLIE : La manovra di bilancio è "Priva di scelte coraggiose"

AngaranoNonostante il merito, riconosciuto anche dall’opposizione, di aver anticipato l’usuale tempistica per l’approvazione della manovra di bilancio, le perplessità restano. A sviscerarle in una nota è il consigliere comunale del Pd Angelantonio Angarano.

Sebbene si accolga con favore lo sforzo dell’Amministrazione di imboccare finalmente, dopo tante battaglie del PD sul tema e una pronuncia della Corte dei Conti, la strada di una rappresentazione di bilancio più corretta e trasparente, non si può non evidenziare che è solo un primo passo.
Scoprire in anticipo le carte su quasi un milione e mezzo di debiti fuori bilancio non equivale a dimostrare di aver raccolto appieno le istanze di una chiara attività di programmazione ed analisi dei bisogni della cittadini.  Infatti lamentiamo ancora l’assenza di un confronto sulla visione della città che vogliamo. Assistiamo ancora una volta all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione a integrale copertura dei debiti.
Non si affrontano i nodi di Bisceglie Approdi o della Farmacia comunale che hanno bilanci in costante perdita; non si raccolgono le istanze dei residenti della zona 167 che meriterebbero un quartiere più pulito, più “verde” (gli alberi piantati a giugno sono già tutti secchi), servito almeno da una “circolare” e non assediato da branchi di randagi; non si può parlare di turismo se poi non diamo un parcheggio ai diportisti (il Bastione e’ occupato dai “materiali” dei lavori nel centro storico) o teniamo chiuso l’unico bar della darsena o, peggio ancora, non consegnamo i lavori del waterfront al 30 giugno come, troppo ottimisticamente, promesso.
Il turismo è affidato alla sola programmazione dell’Estate biscegliese che, ad onor del vero, è più che dignitosa e si lascia alle spalle la miriade di sagre di quartiere degli anni passati. Ma il nodo politico non è una critica fine a sè stessa sull’Estate biscegliese in sè o la cifra, forse esagerata, per trasformare il paese un set di cinecittà, quanto che si utilizza la tassazione locale per finanziare il tutto: l’Estate sulle tasche dei biscegliesi.
Per questo motivo le aliquote votate in Consiglio dalla maggioranza hanno ormai raggiunto i massimi livelli e pesano ugualmente sulle tasche di tutti i cittadini; ce ne accorgeremo a fine anno con i conguagli e le scadenze. Allora, forse sarebbe stato più virtuoso trovare quei soldi attenuando gli sprechi e realizzando politiche di rigore, altrimenti è forte la tentazione di pensare che ancora una volta non si faccia appieno l’interesse della collettività.
Sarebbe stato più utile diminuire a tutti le tasse locali o utilizzare i soldi degli aumenti per sfruttare la “libertà” che lo Stato lascia agli enti locali per modulare come meglio ritiene la imposizione attraverso agevolazioni o riduzioni al fine di realizzare una sempre maggiore equità sociale.
Penso ad agevolazioni della TARI per le giovani coppie, le famiglie numerose con basso reddito, le famiglie di ultrasessantacinquenni o che hanno un portatore di handicap, per i commercianti che hanno subito disagi perchè si trovano ad avere la loro attività a ridosso di aree interessate da lavori pubblici (penso, ad esempio, alle attività su via la marina e Nazario Sauro): niente di tutto ciò.
Insomma ancora una volta una “manovra” senz’anima e scelte davvero coraggiose; la vera novità è che l’hanno anticipata all’estate.

venerdì 2 maggio 2014

ANDRIA : «L’Amministrazione si è impegnata in un puro esercizio di galleggiamento»

Il Bilancio consuntivo 2013 del nostro Comune, purtroppo, ricalca in maniera quasi speculare, quello dell’anno precedente, riproponendo ed, a volte, accentuando, tutte le criticità che erano già chiaramente emerse nel consuntivo precedente e di cui l’Amministrazione sembra non aver tenuto minimamente conto.
Si può chiaramente dedurre che quest’anno, ancor più che in quello precedente, l’Amministrazione si è  impegnata in un puro e semplice esercizio di “galleggiamento”.
Praticamente inesistenti l’azione e la progettualità politica. Non solo! il primo dato preoccupante da evidenziare è un enorme avanzo di gestione che, ben lungi da costituire un fatto positivo, evidenzia, in modo chiaro ed inequivocabile ciò che da tempo stiamo denunciando, ossia la oggettiva situazione di estrema difficoltà in cui versa questa Amministrazione.
Se, infatti, guardiamo la gestione corrente, si registra quello che ormai è diventato il consueto rapporto, estremamente basso, tra le somme accertate e quelle effettivamente incassate. In altri termini, è del tutto evidente che, vista anche l’estrema difficoltà economica in cui versano numerosissime famiglie andriesi, si fa fatica ad incassare il dovuto. Ma questo era chiaro  e facilmente prevedibile; solo l’Amministrazione, a quanto pare, non se ne era resa conto ed ha continuato a spendere, in maniera irresponsabile, somme non incassate.
L’ammontare della crescita cronica dei residui attivi e passivi di parte corrente sta raggiungendo livelli ormai rilevantissimi.
La questione risulta ancora più preoccupante se consideriamo che la situazione di cassa nel 2013 è letteralmente precipitata, visto che, al netto delle anticipazioni ricevute e già utilizzate, e delle somme vincolare, la reale disponibilità ammonta a poco più di un milione!
Da tutto questo quadro drammatico affiora netta la sensazione che, in alcuni casi, per fronteggiare spese ormai improcrastinabili, l’Amministrazione potrebbe aver utilizzato somme attingendo da capitali di bilancio diversi da quelli deputati. Tra l’altro, ci risulta che ancora oggi, l’ordine cronologico di spesa non corrisponde all’ordine di effettivo pagamento e questo si verifica anche quando si tratta di trasferimenti relativi a spese con vincoli di destinazione. Non è forse quello che continua ad accadere per i servizi del Piano Sociale di Zona, per il quale il Comune incassa le somme della Regione e non eroga prontamente?
Non è per questo che numerose cooperative sociali attendono da tempo pagamenti per servizi già erogati? Si tratta, ovviamente, di scelte politiche messe in campo da un’Amministrazione che sembra relegare agli ultimi posti coloro che rappresentano l’anima pulsante dell’economia sociale, locale.
Il fatto ancora più allarmante è che, nonostante il mutuo ventennale già sottoscritto con la CDPP e la cospicua anticipazione ricevuta ed utilizzata, le casse comunali sono praticamente vuote e l’Amministrazione continua a rinviare i pagamenti ai fornitori! Dove si vuole arrivare? E’ da irresponsabili continuare su questa scia! L’economia locale è già drammaticamente in crisi, non può essere messa ulteriormente in ginocchio dall’azione dissennata di questa Amministrazione! Considerazioni ancora più sconfortanti, emergono con riferimento alla parte relativa alle entrate e alle uscite in conto capitale, dove lo squilibrio fra investimenti previsti ed effettivamente effettuati è tale da aver indotto il collegio dei revisori dei conti a richiamare l’amministrazione ad una programmazione fondata su basi meno aleatorie. Ma, ci hanno abituati all’effimero!
D’altro canto è sufficiente esaminare l’entità del riaccertamento dei residui effettuato dall’Amministrazione per trovare, se ve ne fosse bisogno, una conferma a quanto detto sinora; si parla di oltre 10 milioni di euro fra le entrate e 12 milioni di euro fra le uscite, con riserva di effettuare a breve un ulteriore accertamento. In definitiva, le entrate stimate nei precedenti esercizi si stanno rivelando, in maniera significativa, insussistenti. E le spese previste? E le somme già spese?
Si potrebbe continuare all’infinito, ma è ormai del tutto evidente che la situazione economia del Comune di Andria è drammaticamente preoccupante! Bisogna, urgentemente, correre al riparo e mettere in campo tutte le azioni necessarie per evitare il peggio!


                                                                                              La Segretaria

Maria Carbone

giovedì 28 novembre 2013

TRINITAPOLI : Bilancio approvato, il sindaco afferma : “Io resto qui , fino all’estremo sacrificio”. Ma sarebbe utile ?


Ieri a Trinitapoli si è tenuta una seduta importantissima del consiglio comunale, infatti si è approvato il bilancio di previsione 2013 che sostanzialmente decreterà la sorte del nostro comune, oramai totalmente, nelle mani della Corte dei Conti.
Aldilà del rischio, molto più che reale, di un dissesto finanziario, ieri si è provato a discutere di responsabilità politiche.
Questo argomento dal maggio 2011, è stato il cavallo di battaglia, delle due opposizioni e della maggioranza.
Ieri il sindaco in una dichiarazione accorata si è preso tutte le responsabilità politiche dei propri atti amministrativi, ed inoltre si dichiara pronto “all’estremo sacrificio”, pur di mantenere fede al mandato datogli dagli elettori. Infatti il sindaco faceva notare che con il dissesto , egli rischia in prima persona l’incandidabilità per 10 anni e l’interdizione dai pubblici uffici. Questo per un Avvocato di successo come lui, sarebbe un colpo mortale ,dal punto di vista professionale.
L’unico rammarico suo e condiviso da tutta la sua maggioranza è il fatto di non aver trasmesso le carte alla procura, il giorno dopo essersi insediati.
L’opposizione invece la pensa diversamente e addebita il rischio del dissesto, prevalentemente alla cattiva gestione degli ultimi due anni e mezzo.
La verità amministrativa è un po’ complessa da riassumere in poche righe, certo la sentenza della Corte dei Conti parla di responsabilità accertate che vengono dal 2009, come anche le cause degli espropri che dissanguano  il bilancio comunale vengono dagli anni 80 e 90. Come altrettanto accertato è che difficilmente , una sola carta verrà inviata alla procura. Nonostante i proclami.
Infatti il presidente di Forza Italia è il padre del sindaco . Il quale è stato vice sindaco di Barisciano,  Di Gennaro e anche assessore del sindaco Silvestro Miccoli correva l’anno 1988. Per non parlare dell’Attuale super assessore Tedesco , anche lui in giunta con Di Gennaro e Barisciano. Ma questa francamente è una storia già raccontata tante volte.

Quello che vogliamo provare a spiegarvi è dal nostro punto di vista, l’inutilità del gesto estremo del sindaco.
Infatti , questa crisi di bilancio , non può essere risolta solo con manovre tecniche. Il vero problema è soprattutto politico.
La nostra comunità, non a caso, riponeva molte speranze nell’attuale maggioranza.
L’intera campagna elettorale era basata sulla rinascita, questa rinascita secondo noi,  non poteva esserci a prescindere dai conti. Oggi giorno è provato che l’incremento della ricchezza procapite non coincide con la percezione del benessere dei cittadini, anzi e inversamente proporzionale. In poche parole , più guadagniamo e più insoddisfatti ci sentiamo. L’azione politica della lista Rinascita Trinitapolese era basata su fondamenti politici completamente fallimentari in partenza. Infatti si parlava di famiglia cristiana, la quale è in forte crisi in tutto l’occidente, un terzo dei matrimoni fallisce, per non parlare delle violenze domestiche. Si parlava di legge e sicurezza, infatti solo ieri si è riusciti a far rispettare la legge al parlamento italiano, facendo decadere Berlusconi.
Si parlava di fare impresa, attirando nuovi investitori : L’occidente è l’unica zona del mondo in recessione e Trinitapoli è in Europa. La crescita e il benessere si sta spostando inesorabilmente altrove. Si ostentava ricchezza e benessere, quando nessuno era in grado di poterla garantire agli altri e forse nel lungo tempo neanche a se stessi. Si parlava insomma di una società basata sulla fede in Dio, quando la nostra società in realtà è basata sul denaro e il mercato. Noi riteniamo che il sindaco non debba sacrificarsi, perché è semplicemente inutile. Qualsiasi decisione della Corte dei Conti non cambia nulla, il fallimento della sua gestione aldilà dei conti è politico. Per politica noi ed il sindaco dovremmo intendere,  un mezzo per far star meglio la gente. Ma la gente non crede ai valori che il sindaco ostenta e proclama. La gente crede solo al benessere ed al potere, che il Dio denaro ha di procurarlo.
 Infatti, non a caso, due imprenditori hanno raccolto 1200 voti, cioè un terzo dei voti complessivi della sua lista. Questo ci porta a concludere che : Se una politica è fallimentare nelle sue fondamenta ideologiche , anche la sua applicazione pratica lo dovrà essere. Forse si farebbe molto meglio a dire alla gente semplicemente che siamo in recessione da 5 anni , che la crisi non è passeggera, ma sistemica e che tutti se ne devono fare una ragione.
E’ vero signor Sindaco Francesco Di Feo che lei ha vinto le elezioni, ma i suoi avversari affermavano nel 2011, e cito la seconda classificata Anna Maria Tarantino : “ Non prometto nulla, speriamo di garantire i servizi essenziali”.  Questo a nostro parere l’ha penalizzata elettoralmente, ma lasciamo alla maggioranza, l'arduo compito, di essere d’accordo con "la poco amata" Tarantino nel 2013. 
Giustamente non sappiamo quanto paga, ai fini pratici elettorali, questa posizione politico-programmatica della Tarantino, ma certo può essere un punto di partenza per la gestione presente del bilancio.

"Che facciamo lo staff del sindaco, lo togliamo ?

In conclusione, aldilà dei conti comunali , nei prossimi anni i cittadini ed il comune potrà vivere per il necessario, non per accumulare soldi e beni. Quindi anche se sconfitti nettamente nelle urne, le opposizioni hanno vinto politicamente e moralmente ?

E Forse, vivere con meno, porterà maggior felicità ?

 Visto che, con più soldi si vive infelici e insoddisfatti !


martedì 26 novembre 2013

BARLETTA : Il bilancio comunale grava sui poveri

Quello che i consiglieri comunali hanno votato nella scorso consiglio comunale erano una serie di provvedimenti che incideranno fortemente sulla vita materiale delle fasce più deboli della popolazione.
Infatti con il voto favorevole dei consiglieri si è materializzato in Consiglio Comunale  un partito unico della crisi e dell’austerity all’interno della maggioranza guidata dal Sindaco Cascella che ha deciso di far pagare gli effetti devastanti della crisi economica interamente ai cittadini. Non solo nell’immediato, attraverso una serie di aumenti, ma anche scaricandone il peso sulle future generazioni attraverso la privatizzazione di porzioni di patrimonio pubblico.
Nelle prossime settimane ci troveremo una serie di aumenti sia per la Tares che per l’Irpef, aumenti che andranno a colpire pesantemente i lavoratori dipendenti, i pensionati, i piccoli commercianti, aggravandone  le già fragili condizioni di vita.
Proprio sulla Tares, nella sua componente che riguarda i rifiuti, in Consiglio Comunale abbiamo toccato con mano l’inadeguatezza dell’assessore all’ambiente Pisicchio, incapace di dare risposte adeguate per quanto riguarda il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti.
Da tempo come Collettivo all’interno del Coordinamento Rifiuti Zero abbiamo posto sul tavolo dell’assessore l’adozione della Strategia Rifiuti Zero con la necessità di coinvolgere nel progetto i commercianti attraverso una serie di incentivi e  di prevedere per tutti il passaggio dalla tassa alla tariffa attraverso un principio molto semplice: più differenzi e meno paghi.
Anche il voto favorevole al piano di alienazione e valorizzazione degli immobili da parte della maggioranza, nonostante l’impegno preso dal Sindaco nel redigere un nuovo piano e un  nuovo regolamento (impegno preso esclusivamente a parole e non inserito come emendamento all’ordine del giorno) dimostra quanto il centro-sinistra sia pervaso dall’idea che i beni comuni, patrimonio della collettività, debbano essere soggetti ad un processo di smantellamento e privatizzazione.
Non si può continuare ad utilizzare i beni comuni come cassa da cui attingere risorse per sopperire a un disastro finanziario frutto di decennali politiche fallimentari creato dalla stessa classe politica che ora ci chiede sacrifici.
Come più volte abbiamo denunciato, questo avviene in una città dove mancano spazi sociali,dove non vengono valorizzati i percorsi di cooperazione, dove ancora una volta il partito della speculazione è più forte di qualsiasi esigenza collettiva.
Per questo come Collettivo EXIT, insieme ad altre realtà sociali, abbiamo deciso di promuovere un percorso di mobilitazione contro questi provvedimenti, ricordando a chi governa la città che Barletta non si svende.


Francesco Caputo-Collettivo EXIT 

domenica 24 novembre 2013

BARLETTA : Approvato Bilancio 2013. Rizzi (Pdac), «Scelte gravi, gli aumenti colpiscono lavoratori e pensionati»

comizio btApprovato nel corso di una seduta-fiume, protrattasi dalle 11 della mattina del 22 novembre fino alle 5 del mattino seguente, il Bilancio di previsione 2013 del Comune di Barletta. Critiche al documento contabile vengono mosse non solo dall’opposizione di centrodestra, ma anche dal coordinatore regionale di Alternativa comunista, Michele Rizzi, che durante lo svolgimento dell’assemblea consiliare ha tenuto un comizio pubblico in piazza Caduti.

“Le decisioni prese nell’ultimo Consiglio comunale e votate dalla maggioranza di centrosinistra sono di una gravità impressionante. Tra emendamenti e bilancio, il centrosinistra guidato da sindaco Cascella decide di colpire lavoratori e pensionati con l’aumento dell’irpef comunale, ancora lavoratori e piccoli commercianti con la tares, e provvede alla svendita degli immobili comunali, svendendo un pezzo del patrimonio storico ed artistico di questa città”, dichiara Rizzi.
“Ci vengono a raccontare che devono appianare quasi 10 milioni di debiti che ha creato la stessa maggioranza nella precedente consiliatura e lo fanno facendoli pagare ai più deboli, proprio coloro che vivono sempre più gli effetti delle crisi economica capitalista, che vivono sempre più le difficoltà economiche. Proprio in contemporanea con il consiglio della vergogna, noi di alternativa comunista abbiamo tenuto un comizio pubblico in Piazza caduti per spiegare la nostra opposzione alle decisioni che andavano prendendo in Consiglio comunale, la nostra indignazione verso un politica economica che colpisce i più deboli già allo stremo. E l’abbiamo fatto proprio da Piazza Caduti, dove durante la campagna elettorale si alternavano attori vari, personaggi dello spettacolo come Renzi, presidenti di Regione, segretari, ecc. che venivano a raccontare il benessere che avrebbe portato la vittoria del centrosinistra”, aggiunge polemico .
“Adesso, il quadro è chiaro. Ed è chiaro su chi ha bluffato. Noi di Alternativa comunista certamente no. Anche per questo, proseguiremo la nostra opposizione politica con nuovi comizi pubblici e organizzando una grande manifestazione cittadina contro la svendita del patrimonio immobiliare e contro la stangata della tassazione a carico di lavoratori e pensionati con le altre realtà politiche e associative che si oppongono coerentemente (e non con le manfrine ridicole a cui abbiamo assistito in consiglio comunale) alle loro politiche antipopolari”, conclude la nota.

giovedì 10 ottobre 2013

TRANI : Bilancio 2013, gli emendamenti del PD a sostegno di famiglia, lavoro e cultura

Il Consiglio Comunale di giovedì 10 ottobre (dalle ore 16.30 a Palazzo Palmieri) è stato chiamato ad approvare il bilancio di previsione del 2013. Sull'argomento interviene il gruppo cittadino del Partito Democratico: «E' certo singolare che il più importante documento di programmazione del 2013, venga discusso ad ottobre dello stesso anno, ossia quando la maggior parte delle scelte sono state compiute. Ed è ancora più discutibile che venga portato all'attenzione dei consiglieri senza aver allegato la Relazione dei Revisori dei Conti come è ormai costume di questa Amministrazione. Anche il documento in sé tuttavia rappresenta in modo compiuto lo stile di un'Amministrazione abituata a gestire i conti pubblici in modo confuso e poco rigoroso».

Secondo il PD dal 2011 al 2013 le spese correnti per il Comune di Trani sono aumentate di quasi 11 milioni di euro (da circa 35 milioni a 46 milioni). Per far fronte a tali spese, naturalmente, la pressione tributaria è aumentata nel corso di questi due anni da 21 milioni a 29 milioni. «Tutti ricordiamo il pesante aumento dell'Imu dell'anno passato e le difficoltà in cui ha gettato le imprese di questa città (che hanno pagato l'aliquota massima) e le famiglie meno abbienti. L'anno scorso la maggioranza aveva giustificato l'aumento delle spese con la necessità di far fronte ad impegni assunti dalla precedente Amministrazione in modo forse troppo disinvolto, ma quest'anno ci piacerebbe sapere perché anziché diminuire, le spese sono addirittura aumentate. Nessuno, ad oggi, è in grado di spiegare questo abnorme andamento delle spese che non è giustificato da alcun intervento amministrativo. A fronte di questa impennata di spese è ancora più difficile comprendere come mai, invece, l'Amministrazione preveda di tagliare la cultura. Il Comune dovrebbe vigilare maggiormente sull'andamento della spesa e procedere gradualmente alla riduzione delle imposte aggiuntive con cui ha inutilmente appesantito i bilanci di imprese e famiglie».

In attesa di spiegazioni e in mancanza della Relazione dei Revisori, il segretario cittadino del Partito Democratico Maurizio Di Palma e i consiglieri comunali Mimmo De Laurentis e Carlo Avantario hanno formulato qualche emendamento volto a favorire le imprese, le famiglie e la cultura.

Scaglioni progressivi sull'addizionale IRPEF - Il Comune incassa annualmente un'addizionale comunale all'Irpef pari al 6 per mille. Questa addizionale, tuttavia, è la medesima per qualsiasi reddito e non rispetta i criteri di progressività cui è ispirato il nostro ordinamento fiscale né i più elementari principi di solidarietà ed equità nei confronti dei percettori di redditi bassi. Abbiamo proposto perciò di prevedere una diversa percentuale di addizionale per ogni scaglione di reddito in modo che chi percepisce redditi bassi paghi di meno e chi invece abbia la disponibilità di redditi più alti paghi percentualmente di più. Al primo scaglione di imposta quindi corrisponde una percentuale dello 0,04% che aumenta di un punto percentuale nei successivi scaglioni sino allo 0.08 % dell'ultimo, il più alto. Abbiamo proposto inoltre che l'esenzione per l'addizionale vada a beneficio di quanti dichiarino un reddito inferiore ad € 10.000,00 l'anno (ora la soglia è € 7.500,00).

Revisione dell'aliquota IMU sugli immobili destinati ad attività di impresa - L'anno scorso il Comune ha adottato l'aliquota massima per gli immobili destinati all'attività di impresa, salvo ritoccare in extremis solo quella degli immobili destinati ad attività artigiane. Si trattava di una misura ingiusta e inopportuna: ingiusta perché gli immobili assoggettati ad imposta non sono certo beni voluttuari o produttivi di rendita, ma stabilmente destinati alla produzione e al commercio (opifici, capannoni, negozi…); inopportuna perché, in questo momento di crisi, le imprese meriterebbero una fiscalità di vantaggio e non certo un inasprimento della pressione tributaria. Attualmente l'Amministrazione propone l'estensione della riduzione anche agli immobili destinati ad attività commerciali. Abbiamo proposto di chiudere il cerchio stabilendo che anche gli immobili destinati alla produzione industriale (capannoni, uffici...) godano della stessa aliquota, proponendo per tutti una prima riduzione dell'aliquota, dallo 0,96 allo 0,90. Si tratta di una prima misura dettata soprattutto da esigenze di equità, ma siamo convinti che occorra una più corposa riduzione per le imposte a carico di chi esercita un'attività economica.

Integrazione affitti – L'anno scorso avevamo rilevato che se il Comune avesse speso appena € 120.000,00 per le famiglie in affitto, avrebbe ricevuto dalla Regione in premio ulteriori somme da destinare allo stesso scopo. L'Amministrazione, si noti, ha perso quei finanziamenti consapevolmente perché l'anno scorso la maggioranza consiliare ha espressamente bocciato la nostra proposta di stanziare quei € 120.000,00. L'aiuto alle famiglie meno abbienti non è evidentemente una priorità per questa Amministrazione. Lo è per noi e ci auguriamo - visto l'aumento delle spese previste - che per quest'anno l'Amministrazione voglia stanziare almeno questa somma modesta a vantaggio delle famiglie in difficoltà.

Revoca dei tagli alla cultura - L'Amministrazione ha ingiustificatamente tagliato fondi destinati alle attività culturali, pur avendo aumentato in modo abnorme la spesa. Non stupisce che un centrodestra che è stato capace di ridurre al minimo l'investimento in formazione, ricerca e beni culturali nel nostro Paese, riproduca queste pratiche a livello locale. E' nostro preciso compito però ribadire che la cultura – tutta la cultura – può essere, sia sul piano nazionale che nei territori – il vero volano dello sviluppo di questo Paese. Abbiamo proposto pertanto di revocare i tagli stanziando € 60.000,00 per acquisti e prestazioni di servizi in favore delle istituzioni culturali della nostra città.

Tutti gli emendamenti prevedono una copertura, consistente in un ridimensionamento di alcuni capitoli di spesa che inspiegabilmente hanno subito un notevole incremento rispetto all'ultimo esercizio di riferimento.