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sabato 28 febbraio 2015

ANDRIA : ALL'EPOCA DEGLI ACCORPAMENTI SCOLASTICI, TAGLI UGUALE POVERTA'!

Oggi, il problema del recupero dei valori morali, civile e sociali è di estrema urgenza. Tutte le istituzioni, nessuna esclusa, sono chiamate a svolgere il ruolo specifico per cui sono nate: lo Stato, la Chiesa, la famiglia, la scuola. Occorre che lo Stato sia più stabile e più responsabile. I partiti politici, in primis, devono tornare a svolgere la loro funzione di servizio sia nei confronti dei propri tesserati sia nei confronti di tutti i cittadini.
Occorre che la Chiesa sia esempio di onestà, solidarietà, sobrietà. La famiglia torni ad essere un porto più sicuro per i giovani. Troppi separati e troppi divorziati minacciano la sua solidità.
Anche quello della Scuola è un ruolo delicatissimo. Luogo di educazione, nonché di istruzione – formazione. Educare al rispetto della famiglia e dello Stato. Educare al bello, al sapere, alla salvaguardia della natura e dell'ambiente. Educare alla difesa del grandissimo patrimonio storico, culturale, artistico e architettonico, ereditato dai nostri antenati. Tralascio, per ora, l'altro delicatissimo ruolo di istruzione – formazione.
Oggi, per me, la cosa più grave è la tendenza all'accorpamento degli istituti scolastici in macro-unità, affidate a pochi presidi o dirigenti scolastici che dir si voglia. In Andria è già in atto da alcuni anni. Ai dirigenti scolastici del 3° millennio si richiedono competenze molto più vaste rispetto al passato prossimo. Competenze giuridiche, burocratiche, amministrative, didattiche, pedagogiche, economiche e finanziarie. Deve essere un vero e proprio manager!? Ma proprio per ciò è assai deleterio affidare a una sola persona una popolazione scolastica doppia, se non tripla, rispetto al passato. L'accorpamento rende ancora più difficile lo svolgimento pieno del suo mandato. Tagliare i costi della Scuola produce sì un risparmio di risorse, ma gli effetti negativi sono incalcolabili. I dirigenti scolastici del 3° millennio sono costretti a un superlavoro immane e intricatissimo. Perciò alcuni rifiutano di aprire le porte della scuola alla società civile. Limitano all'essenziale la conoscenza e il sapere. Ad esempio, alcuni dirigenti delle Scuole Statali di Andria, primarie e secondarie di primo grado in particolare, vietano la conoscenza del centro storico. Troppo lavoro, trappa onerosità! D'altronde molti docenti sono forestieri: non conoscono la nostra città, ignorano del tutto (non per colpa loro!) il grande patrimonio storico, culturale, religioso, artistico, architettonico, dell'Andria federiciana, medioevale e rinascimentale.
Quali sono le conseguenze?
Molti preadolescenti corrono di sera nel borgo antico, in Piazza Vittorio Emanuele (Piazza Catuma), im Piazza Duomi, in Via Vaglio e Piazza La Corte e dintorni. Ma non perchè attratti dalla bellezza e dal fascino unici del centro storico. Corrono nel “quadrilatero” perchè trovano uno “spazio” ad hoc, ideali per le loro libagioni di birra e alcool, peggio ancora per il consumo di spinellui e droga, per ascoltare musica a tutto volume, per evadere dalla piatta e grigia quotidianità della propria casa e famiglia. Sono ragazzi che ignorano quanto sia grande il nostro patrimonio culturale e storico (nessuno ne ha parlato a scuola!). Per loro i quartieri storici di San Domenico, Sant'Agostino, San Nicola, restano un tabù, deserti oggi come ieri! La scuola non li ha educati e i risultati sono quelli che noi adulti vediamo in giro! E' una generazione nata oggi, nel periodo dell'accorpamento, del taglio della spesa pubblica scolastica, dell'austerità eccessiva e deleteria!

Riccardo Suriano

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