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mercoledì 22 aprile 2015

MARGHERITA DI SAVOIA : Incontro Cursillos Cristianità “Il Dio con noi dei vicini e dei lontani”

Il Movimento diocesano dei Cursillos di Cristianità (MCC), propone un incontro-dibattito, aperto a tutti, presso la Parrocchia San Pio di Pietrelcina in Margherita di Savoia, giovedì 23 aprile alle ore 19.20 sul tema: “Il Dio con noi dei vicini e dei lontani”.
“La serata vuole essere in primis un’occasione semplice e familiare per confrontarci e prendere coscienza che nonostante le vicissitudini della vita il nostro Dio è il Dio «che pur nella sua intoccabile trascendenza (per la Bibbia egli è sempre “il totalmente Altro”), l’Emmanuele, sceglie di “essere con” l’uomo percorrendo le sue stesse strade, inserendosi nel tracciato fragile e sofferto del tempo» (G. Ravasi, Il volto di un Dio vicino, p.7)- dichiarano i referenti del Movimento don Emanuele Tupputi e Antonella Loffredo- Mediante la visione di un video suggestivo saremo invitati a comprendere che il nostro Dio è un Dio che si fa prossimo ai vicini nella fede, cosi come ai lontani dalla fede; mostrandosi un Padre attento e premuroso che, nell’incarnazione del Figlio Gesù Cristo, offre e realizza per tutti l’opera di salvezza, rispettando la libertà e i tempi di ogni anima; «invia il suo Spirito nei nostri cuori, per farci suoi figli, per trasformarci e per renderci capaci di rispondere con la nostra vita al suo amore» (Papa Francesco, Evangelii gaudium, 112) e diviene un “Dio con noi”.
«Questa notizia non può lasciarci indifferenti…Noi dobbiamo svegliarci… Svegliarsi significa sviluppare la sensibilità per Dio; per i segnali silenziosi con cui Egli vuole guidarci; per i molteplici indizi della sua presenza. Ci sono persone che dicono di essere “religiosamente prive di orecchio musicale”. La capacità percettiva per Dio sembra quasi una dote che ad alcuni è rifiutata. E in effetti, la nostra maniera di pensare ed agire, la mentalità del mondo odierno, la gamma delle nostre varie esperienze sono adatte a ridurre la sensibilità per Dio, a renderci “privi di orecchio musicale” per lui. E tuttavia in ogni anima è presente, in modo nascosto o aperto, l’attesa di Dio, la capacità di incontrarlo…La maggior parte di noi uomini moderni vive lontana da Gesù Cristo, da Colui che si è fatto uomo, dal Dio venuto in mezzo a noi. Viviamo in filosofie, in affari e occupazioni che ci riempiono totalmente…In molteplici modi Dio deve ripetutamente spingerci e darci una mano, affinché possiamo trovare l’uscita dal groviglio dei nostri pensieri e dei nostri impegni e trovare la via verso di lui. Ma per tutti c’è una via. Per tutti il Signore dispone segnali adatti a ciascuno. Egli chiama tutti noi, perché anche noi si possa dire: Orsù, “attraversiamo”, andiamo verso quel Dio, che ci è venuto incontro. Sì, Dio si è incamminato verso di noi. Da soli non potremmo giungere fino a Lui. La via supera le nostre forze. Ma Dio è disceso. Egli ci viene incontro. Egli ha percorso la parte più lunga del cammino. Ora ci chiede: Venite e vedete quanto vi amo. Venite e vedete che io sono qui» (Benedetto XVI, omelia di Natale, 25 dicembre 2009).
Altresì, questo momento di confronto esistenziale e spirituale vuole essere “una nuova tappa evangelizzatrice” che si pone nel solco di una pastorale in chiave dialogica e missionaria sapendo «abbandonare il comodo criterio pastorale del si è fatto sempre cosi» (EG, 33) per essere una una comunità cristiana di uomini e donne in uscita, non autoreferenziale, che si metta al servizio degli uomini creando ponti di vicinanza e di amicizia con tutti vicini, tiepidi e lontani dalla fede (cfr. EG, 24).
Una comunità di cercatori della verità in uscita che sappia «promuovere e curare una formazione qualificata che crei persone capaci di scendere nella notte senza essere invase dal buio e perdersi; di ascoltare l’illusione di tanti, senza lasciarsi sedurre; di accogliere le delusioni, senza disperarsi e precipitare nell’amarezza; di toccare la disintegrazione altrui, senza lasciarsi sciogliere e scomporsi nella propria identità» (Papa Francesco, Discorso all’Episcopato del Brasile, 27 luglio 2013, 4).
Infine ci piace terminare questa lettera con un invito particolare:
«a tutti quelli che si sentono lontani da Dio e dalla Chiesa «a quelli che sono timorosi e indifferenti: il Signore chiama anche te, ti chiama ad essere parte del suo popolo e lo fa con grande rispetto e amore!» (Evangelii Gaudium, 113). Il Signore ti chiama. Il Signore ti cerca. Il Signore ti aspetta. Il Signore non fa proselitismo, dà amore, e questo amore ti cerca, ti aspetta, te che in questo momento non credi o sei lontano. E questo è l’amore di Dio» (Papa Francesco, Angelus del 6 gennaio 2014). Vi ringraziamo per l’attenzione e la disponibilità che mostrerete nel farvi portavoci dell’iniziativa nelle vostre realtà pastorali e nel partecipare a questo momento di confronto e fraterna comunione”.

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