Basterebbe una semplice e sommaria ricerca
sui più noti motori della rete per vedere quanti e quante volte sono stati
lanciati appelli, sopratutto in forma preventiva, per episodi che poi
realmente, purtroppo, si sono verificati in città. Per capire quanto grande era
e sia ancora oggi l’allarme sociale derivante da un mix negativo di situazioni
messe insieme, esplosive è sufficiente analizzare l’ultimo, eclatante, episodio
criminoso cioè quello occorso a Don Peppino Lomuscio, il parroco di San Nicola
aggredito nell’androne della sua abitazione domenica scorsa attorno alle ore
22.15. Questo ennesimo episodio non può essere considerato né fatto passare
sottotono come passano sottotono o addirittura vengono tenuti celati i reiterati,
ripetuti e frequenti episodi che stanno coinvolgendo i minori di questa città
sempre più spesso trasportati d’urgenza per tutti gli “eccessi” che si
concedono ogni sera sotto gli occhi di tutti.
Quando accaduto quindi all’anziano parroco di
San Nicola, che pare sia addirittura stato aggredito da un malvivente che lo
avrebbe colpito con una pistola, da quanto riportato dalle cronache locali, per
vendetta di non veder assecondate le sue continue richieste di danaro che il
buon parroco elargiva con generosità pensando fosse destinato ai suoi primari
bisogni, ci riporta ad una realtà cui Andria non è nuova.
Non abbiamo mai dimenticato gli attacchi a
giornalisti e a sacerdoti negli anni passati. Quando ciò avvenne la reazione
istituzionale e del mondo associazionistico locale fu non forte ma fortissima e
grazie alle insistenze di chi ha scritto la storia dell’impegno civico e
sociale in questa città si riuscì ad ottenere che si svolgesse, il giorno 15
giugno 2006 nella Sala Consiliare del Comune di Andria, la riunione del
Comitato per l’Ordine Pubblico, cui fummo invitati e partecipammo quali
promotori di quell’iniziativa grazie al Comitato Quartiere Europa, con la
partecipazione dell’attento e sensibile allora Prefetto di Bari S.E. Dott.
Carlo Schilardi, dell’allora Questore di Bari Dott. Francesco Gratteri ed
autorevoli rappresentanti della Magistratura, tutti sollecitati a dare risposte
di fronte alla tensione sociale che metteva seriamente a rischio il futuro
della civile convivenza in città.
Quegli sforzi vennero molto apprezzati e
furono possibili proprio grazie alle sinergie messe in campo. Le Istituzioni
non solo parlavano tra di loro ma agivano pure in sintonia e nessuno veniva
emarginato o messo da parte perché ritenuto scomodo nella sua espressione di denuncia
pubblica.
Altri tempi? No, semplicemente tempi migliori
o forse altri uomini ed altre donne e quella che si chiama “fiducia” non era
stata ancora tutta persa, come invece pare che oggi stia avvenendo visto il
quasi totale disimpegno pubblico di intere fasce sociali, del mondo
associazionistico in generale, dei partiti, dei movimenti, delle agenzie
educative e forse anche di quella Chiesa che Papa Francesco vorrebbe sul campo
a sporcarsi le mani tra la gente, tra il popolo, tra le persone in difficoltà.
Andria è cambiata (in peggio), il mondo è
cambiato (in peggio) ed è cambiato anche chi dovrebbe essere grato ai tanti Don
Peppino per l’esempio di generosità e di impegno a favore della Comunità ed
invece di ringraziare, mettendosi in ginocchio, lo ha colpito non solo alla
testa ma diritto nel suo cuore e questo per un parroco di 79 anni che ha
dedicato tutta la sua vita a pensare agli altri è già un colpo mortale.
Noi siamo con Don Peppino, anche questa
volta.
Savino Montaruli
Presidente Associazione "Io Ci
Sono!"
