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sabato 24 settembre 2016

BISCEGLIE : Domenica la figlia di Moro in piazza

Domenica 25 settembre, alle ore 11, 00 in piazza San Francesco, l’amministrazione comunale di Bisceglie e il Centro Studi “Aldo Moro” organizzano un momento di riflessione in occasione del 100° anniversario della nascita di Aldo Moro.
Interverrà  la sen. Maria Fida Moro, primogenita dello statista pugliese, che si soffermerà davanti alla lapide commemorativa del padre che l’amministrazione comunale ha affisso qualche mese fa all’inizio della strada a lui intitolata.
Interverranno l’on. Gero Grassi, il consigliere regionale, Ruggiero Mennea, e il Sindaco di Bisceglie, Francesco Spina.

giovedì 26 maggio 2016

ANDRIA : Busto dedicato ad Aldo Moro e agli uomini della scorta trucidati

Un contributo alla memoria delle generazioni di oggi e del futuro, un esempio duraturo di vite spese per la democrazia, fino al sacrificio personale. Questo il significato della cerimonia di scopertura del gruppo marmoreo dedicato ad Aldo Moro, e agli uomini della sua scorta, tenutasi ieri pomeriggio ad Andria.
Scoperto dal Sindaco di Andria, avv. Nicola Giorgino e dal Sottosegretario ai Beni Culturali, on.le Antimo Cesaro, il gruppo marmoreo (il busto bronzeo di Mario Colonna e la base con le iscrizioni dei nomi dei 5 uomini della scorta del prof. Pietro de Scisciolo) è stato benedetto dal Vescovo Diocesano, mons. Luigi Mansi. Ai lati del gruppo marmoreo, in alta uniforme, due rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri ed altrettanti della Polizia di Stato, a simboleggiare il sacrificio degli uomini della scorta che appartenevano ai due Corpi.
“Ricordare Aldo Moro- ha detto il Sottosegretario Cesaro- è ricordare anche i doveri degli italiani. L’Italia è un paese che vede la moltiplicazione dei diritti, delle pretese, non i doveri che sono l’altra faccia di una stessa medaglia. E tra i nostri doveri c’è anche quello di ricordare Moro creando migliori condizioni anche per i nostri giovani, valorizzando le cose migliori della nostra Italia e non scoprire così, per esempio, che il 38% del patrimonio archeologico della Sicilia è utilizzato solo in parte e dunque non si traduce in opportunità anche lavorativa. Su queste prospettive di impegno si muoveva Aldo Moro, statista non politicante e quindi tutti dobbiamo riscoprire i doveri e ritornare alla politica dell’impegno rimboccandoci le maniche e dunque dando l’esempio. I giovani tanto cari ad Aldo Moro sono dunque i nostri interlocutori perchè devono essere un presidio di legalità sui doveri e sui diritti”.
Spiegando il senso dell’iniziativa il Sindaco di Andria, avv. Nicola Giorgino, ha sottolineato che il ricordo di Aldo Moro “non è un esercizio di nostalgia o di retorica, ma è la scelta di fissare, nel tempo, l’esperienza di quest’uomo ed i valori per i quali si è sempre mosso, non solo diritti ma anche il dovere, il senso di responsabilità, il civismo (fù lui, all’epoca Ministro della Pubblica Istruzione a rendere obbligatorio, nel 1955, l’insegnamento dell’Educazione Civica) il rispetto delle regole prima delle rivendicazioni, dei diritti. Lo sforzo con il quale ci misuriamo tutti, noi pubblici amministratori, è proprio questo: diritti per tutti, ma anche doveri per tutti. Per tutto questo e quindi nel nome di Aldo Moro è stato facile, ma insieme impegnativo, accettare la proposta della Federazione dei Centri Studi Aldo Moro e Renato Dell’Andro e quindi consentire che Andria ne ospitasse il busto bronzeo insieme al cippo”.
Alla cerimonia, alla quale hanno partecipato anche i consiglieri regionali Nino Marmo e Francesco Ventola, ha portato il suo saluto, delegata del Presidente della provincia Barletta-Andria-Trani, l’avvocato Giovanna Bruno, consigliere provinciale. “Con questa iniziativa-ha detto- coniughiamo il ricordo alla cultura, la memoria della tragedia di via Fani all’inno alla vita. Per questo non è casuale la presenza di una rappresentanza di alunni, quelli dell’istituto Verdi-Cafaro, per sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza dell’approfondimento di figure di alto spessore morale , di spiccato senso del dovere e delle istituzioni, di dedizione totale alla causa del miglioramento politico-sociale del nostro Paese. E qui il pensiero non solo per Aldo Moro, ma anche per gli uomini della sua scorta strappati a questa vita terrena. Il testamento di Aldo Moro e la citazione inserita alla base del gruppo marmoreo (“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e della libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”) siano da guida a tutti perchè Aldo Moro è patrimonio di tutta l’Italia, è un uomo-ha concluso l’avv. Bruno che è anche presidente della sezione di Andria del Centro Studi dedicato allo statista pugliese- senza più confini temporali o colori politici di appartenenza. E’ un uomo che ha incarnato la politica del servizio e del servire. Non possiamo dimenticare”.
Per illustrare le caratteristiche intrinseche della scultura è intervenuto l’ing. Luigi Ferlicchia, Presidente della Federazione dei Centri Studi Aldo Moro e Renato dell’Andro, che ha proposto la donazione al comune di Andria del busto bronzeo e del cippo marmoreo. “Abbiamo voluto e vogliamo ricordare una eredità pesante, per certi versi intransigente, quella di uno statista la cui vita ed il cui esempio sono solo cronologicamente lontani perchè invece sono vicinissimi ed attualissimi.Egli ha contribuito a costruire, sul campo, un sistema democratico pluralista che poneva al centro la persona ed il rispetto per l’individuo e contemporaneamente la complessità dello Stato come somma di istituzioni tutte poste al servizio della comunità. E quando, qui sta la sua attualità, divenne tutto molto complesso, e le distinzioni ideologiche stavano radicalizzandosi oltre i limiti di una corretta lotta politica, non esitò a lavorare per un equilibrio politico più avanzato. Questa cerimonia e questa scultura sono la raffigurazione plastica di questi valori. Ringrazio il Sindaco Giorgino e la città di Andria per aver voluto accogliere nella casa comunale la scultura e tutto quanto essa significa”.
La cerimonia è stata introdotta e conclusa dal coro di voci bianche “Fantasie di Note” dell’I.C. Verdi-Cafaro, diretto dal Maestro Gaetano Pistillo. In apertura l’inno nazionale di Goffredo Mameli ed in chiusura l’Inno alla Gioia di Beethoven.
Alla fine foto ricordo di tutte le autorità presenti, compreso il Prefetto della Bat, dott. ssa Clara Minerva, il Sindaco di Barletta, rappresentanti degli altri comuni della provincia, i comandanti delle Forze dell’Ordine (Compagnia dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato) con i bambini del coro della Verdi-Cafaro.

martedì 24 giugno 2014

ANDRIA : Caso Moro, serve fare chiarezza sul più grande omicidio politico della Repubblica

Grande ed entusiasta la partecipazione registrata sabato scorso, presso la sala convegni della biblioteca comunale G. Ceci, per l’incontro promosso dal Partito Democratico di Andria finalizzato a dibattere su Chi e perché ha ucciso Aldo Moro?. Tra i relatori, il vicepresidente del Pd alla Camera, on. Gero Grassi (deputato pugliese già sindaco di Terlizzi, promotore dell’iniziativa per una nuova commissione d’inchiesta), Carlo Maria Capristo – procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trani, Giuseppe Tiani - segretario generali SIAP e Ruggiero Mennea - consigliere regionale del PD. Ha introdotto l'incontro Lorenzo Marchio Rossi, capogruppo consiliare e organizzatore dell'iniziativa cittadina.
Far luce sui “buchi neri” della vicenda del più grave omicidio politico della Repubblica. È questo che il Pd intende perseguire in merito alla strage di via Fani e sull'omicidio di Aldo Moro. La nuova gestione Renzi ha portato alla nomina di una Commissione d’inchiesta finalizzata a fare chiarezza  sull’uccisione di uno dei più grandi statisti che l’Italia abbia mai avuto. La gente ha voglia di una politica nuova e, il modo di interpretare anche questi casi, che in passato sono stati bui e nebulosi, è un buon input di cambiamento anche per Andria, pronta a dare un nuovo segnale alla politica.
Durante il convegno, è stato presentato un sunto di 350 pagine sulle 800mila che rappresentano il processo Moro. Si è parlato dei punti oscuri circa l’ultima settimana e sull’ipotesi che possa esserci stata una cessione del rapito da parte delle Brigate Rosse a soggetti terzi. Ci si è soffermati anche sulle mancate estradizioni dei due latitanti accusati dell’uccisione di Aldo Moro. Pagine di citazioni, documenti, relazioni per il Parlamento, sentenze..... tutto materiale sul quale si è discusso. Il dossier presentato dall’On. Gero Grassi raccoglie tutti i nodi che ben 5 processi non hanno sciolto, lasciando sulla triste vicenda ancora profonda incertezza. Si farà mai luce sull’uccisione di Moro? Crediamo che sia un’esigenza della nostra Repubblica sgombrare il campo da qualsiasi dubbio sulla vicenda. Tutta questa storia ha ancora dei coni d’ombra malgrado siano passati 36 anni. Siamo convinti che, con l’iniziativa di declassamento dei segreti della Presidenza del Consiglio, qualcosa in più riusciremo a scoprirla. La verità, anche a distanza di parecchi anni, dev’essere coltivata e raggiunta.

La segreteria PD
Maria Carbone

martedì 17 giugno 2014

ANDRIA : Chi e perché ha ucciso Aldo Moro

Il racconto della vicenda del presidente DC rapito e ucciso dalle Brigate Rosse attraverso la lettura dei documenti di Stato

Si terrà sabato 21 giugno c.a. alle ore 18.30, presso la sala convegni della biblioteca comunale G. Ceci, in piazza Sant’Agostiono,  un convegno intitolato: «Chi e perché ha ucciso Aldo Moro?».
Tra i relatori, il vicepresidente del Pd alla Camera, on. Gero Grassi (deputato pugliese già sindaco di Terlizzi, promotore dell’iniziativa per una nuova commissione d’inchiesta); Carlo Maria Capristo – procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trani; Giuseppe Tiani - segretario generali SIAP e Ruggiero Mennea - consigliere regionale Pd.
Dopo l’introduzione di Lorenzo Marchio Rossi – capogruppo Pd Andria, interverranno gli ospiti che forniranno, attraverso la lettura dei documenti di Stato, la loro opinione sulla vicenda del presidente DC rapito e ucciso dalle Brigate Rosse.   
«A 36 anni dal tragico avvenimento, attraverso questo incontro, ci si propone di mantenere vivo il ricordo sulla vicenda che segnò un momento decisivo di cambiamento per il Paese - dice Lorenzo Marchio Rossi -  . In un momento non meno difficile per il nostro paese, l’evento di sabato è un’importante occasione di confronto, su una delle vicende che hanno segnato indelebilmente la storia della nostra nazione e sulla quale, a distanza di molti anni, non si è ancora riusciti a far luce».

Capogruppo consiliare PD
dott. Lorenzo Marchio Rossi


La segreteria PD
Maria Carbone

domenica 11 maggio 2014

BISCEGLIE : "GIORNATA DELLA MEMORIA DELLE VITTIME DEL TERRORISMO"

BISCEGLIE NON DIMENTICA ALDO MORO E GLI UOMINI DELLA SUA SCORTA

"Bisceglie non dimentica. Vogliamo mantenere vivo ed onorare il ricordo degli uomini caduti vittime della barbarie omicida del terrorismo. Questa mattima ci siamo riuniti per un momento di riflessione presso la lapide che ricorda Aldo Moro, un Padre della nostra Replubblica, grande propugnatore di valori etici, civili e politici, uomo del dialogo e del rispetto delle idee altrui che pagò con l'estremo sacrificio la sua alta integrità morale e politica. Abbiamo poi ricordato i "Martiri di Via Fani": Oreste Leonardi, Raffaele Jozzino, Francesco Zizzi, Giulio Rivera, Domenico Ricci, gli uomini della sua scorta, assassinati dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978, giorno del rapimento di Moro." Francesco Spina, Sindaco di Bisceglie

sabato 15 marzo 2014

MINERVINO MURGE : “Chi e perché ha ucciso Aldo Moro”: convegno a 36 anni dalla scomparsa

MORO MINERVINO MURGE-p1Un convegno per non dimenticare il grande statista pugliese a quasi quarant’anni dalla sua scomparsa per mano delle Brigate Rosse. Si terrà sabato 15 marzo 2014 alle ore 18,30 presso il Palazzo Comunale la conferenza dal titolo “Chi e perché ha ucciso Aldo Moro”.

Il racconto della vicenda del Presidente DC rapito e ucciso dalle Brigate Rosse attraverso la lettura dei documenti di Stato. Per l’occasione interverranno: ilsindaco Rino Superbo; il consigliere regionale Ruggiero Mennea; ilsindaco di Bari Michele Emiliano e l’onorevole Gero Grassi Vicepresidente Gruppo PD presso la Camera dei Deputati.
Sarà un’ occasione per comprendere alcuni di quelli che furono i motivi, tuttora avvolti da una densa nube di mistero, che portarono all’uccisione del Presidente Moro.
L’invito a partecipare è rivolto all’intera cittadinanza, un invito per non dimenticare una delle figure più alte e carismatiche della politica italiana del secolo scorso.