Cerca nel blog

News dalle Città della BAT

Visualizzazione post con etichetta usura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta usura. Mostra tutti i post

mercoledì 4 novembre 2015

BISCEGLIE : “SPORTELLO DIRITTI E LEGALITA’”, UNA MANO D’AIUTO ALLE VITTIME D’USURA

“Sportello dei Diritti” (associazione nazionale senza fine di lucro, rappresentata a livello locale da Giuseppe Papagni) e “Notos. Associazione per il Sud” (con il sostegno di “Banca Etica”, “Libera” e “Interesse Uomo”) collaborano nella gestione del progetto  “Sportello diritti e legalità”.
Lo sportello offre un servizio di ascolto, consulenza ed assistenza legale per la tutela dei diritti fondamentali, garantiti dalla Costituzione italiana, dalla Carta e dalla Convenzione europea, dai Patti internazionali e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo.
Il servizio si rivolge a persone in difficoltà, a causa delle proprie condizioni economiche e sociali, spesso determinate dalla mancanza di lavoro, ma anche ad enti privati ed associazioni che perseguono scopi non lucrativi e di utilità sociale.
In particolare, grazie alla collaborazione con Banca Etica e con la Fondazione Nazionale Antiusura “Interesse Uomo”, lo Sportello svolge, oltre l’attività di tutela dei diritti dei cittadini a 360°, un servizio di orientamento ed informazione in favore delle vittime dell’estorsione e dell’usura.
Secondo gli ultimi dati, in Italia l’usura produce un giro d’affari di 20 miliardi di euro all’anno, costringendo numerosissime aziende a chiudere a causa di problemi finanziari ad essa connessi. Oltre all’usura, quale  attività tipica mafiosa, esiste anche un problema di “usura bancaria” che si sviluppa nei casi in cui  i tassi di interesse passivi applicati agli utenti dalle banche sono superiori al tasso soglia fissato trimestralmente dalla Banca d’Italia.
Per  questo motivo lo “Sportello diritti e legalità”, lanciando un segnale d’allarme sul fenomeno, con l’ausilio di professionisti che mettono a disposizione il proprio impegno e  le proprie competenze, offre una mano d’aiuto alle persone che vivono particolari situazioni di disagio economico derivanti dalla piaga dell’usura.
Chiunque abbia necessità di assistenza ed informazioni potrà contattare telefonicamente lo Sportello ai numeri 393.1868413 / 3471029974 – fax 080.2471289 per concordare un incontro presso la sede di Bisceglie in via Monte Grappa n.15 ovvero inviare una e-mail all’indirizzo sportellodeidiritti.bisceglie@gmail.com.

                                                                                              Giuseppe Papagni


mercoledì 4 giugno 2014

CANOSA DI PUGLIA : Accusati di usura gli vengono sequestrati beni per un milione di euro

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per il valore di un milione di euro, emesso dal Gip del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura della Repubblica. Si tratta di sette unità immobiliari tra appartamenti, garage e locali commerciali, due autovetture e 5 conti correnti riconducibili a un 49enne pluripregiudicato del luogo, al momento detenuto presso la casa circondariale di Trani.
L’’uomo, ai primi di maggio, unitamente a un 59enne canosino,  è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Barletta che, nel corso di un blitz antiusura, hanno eseguito un provvedimento restrittivo a carico dei due presunti responsabili di usura ed estorsione in concorso, commessi nei confronti di imprenditori in difficoltà economiche ai quali  avrebbero prestato ingenti somme di denaro applicando dei tassi di interesse fino al 20% mensile.
Le indagini svolte dai Carabinieri avrebbero consentito di appurare l’illecita provenienza del patrimonio dell’’uomo nonché la fittizia intestazione di tali beni a familiari e prestanome.

giovedì 31 ottobre 2013

BAT : PICCOLE IMPRESE, CHIUDERE E’ PIU’ DIFFICILE CHE APRIRE. ALTO E' IL RISCHI USURA !

LE SITUAZIONI DEBITORIE FANNO AUMENTARE IL RISCHIO DI CADERE NELLA TRAPPOLA DELL’USURA.

Stanno boccheggiando e tirando gli ultimi respiri ma prima della morte definitiva le micro e piccolissime imprese, quelle che sarebbero in grado di mettere al tappeto l’intera nazione, quelle che rappresentano numeri talmente elevati da far concorrenza al più grande partito politico italiano, quelle che diventano bersaglio di attenzione estrema da parte di avventurieri e cercatori di consensi elettorali durante le elezioni, quelle che non hanno mai avuto il coraggio e la consapevolezza della propria forza, tentano di evitare la disfatta totale ma di fronte a sé trovano quegli stessi personaggi, magari sotto vesti diverse, che si trasformano in carnefici.
A fronte di questa estrema situazione di crisi il danno definitivo paradossalmente non è più neanche la chiusura definitiva delle aziende ma la loro condizione di indebitamento difficilmente risanabile. Chiudere una impresa oggi è diventato addirittura più difficile che aprila perché ci sono “i sospesi” cui far fronte e quei “sospesi”, oltre che verso i fornitori di merci e prodotti invenduti o venduti a prezzo di costo quindi senza alcuna forma di ricarico o di utile, sono sopratutto verso gli Enti impositori, comuni in primis, i quali invece di concentrare la loro attenzione e comprendere il significato e le conseguenze di un’evasione da parte dei cittadini delle tasse e delle imposte locali continua ad accanirsi sulle piccole imprese e continua, nonostante tutto quello che accade ogni giorno, ad inviare cartelle di pagamento con cifre astronomiche ed impensabili per servizi mai resi e per condizioni ambientali disastrose.
Casi limite come quello di “Foggia” sono emblematici in tal senso. Richieste di pagamento per una semplice occupazione di suolo pubblico nel mercato settimanale, trasferito in estrema periferia per capricci politici e ormai diventato da quello più florido ed importante del meridione d’Italia quello più insignificante con centinaia di rinunce da parte dei commercianti ambulanti, per sole 52 giornate di mercato l’anno e per pochi metri quadrati di occupazione, che sfiorano i mille euro ai quali si aggiungano altri tributi per servizi assolutamente inesistenti o scadenti. Una condizione di assoluta improponibilità che in caso di mancato pagamento determina anche il conseguente avvio di procedimento per la revoca dei posteggi proprio come l’eterna beffa di Equitalia quando per riscuotere i crediti metteva il fermo alla circolazione dei mezzi utilizzati per l’esercizio dell’attività senza considerare che se a un ambulante fermi l’autocarro è difficile che possa lavorare e se non lavora è difficile che ti possa pagare ma sappiamo con quale quoziente intellettivo e con quali finalità ha esercitato e continua ad esercitare il proprio ruolo Equitalia quindi non è il caso di soffermarci oltre.
Questa ed altre situazioni di pari natura sono estremamente delicate e sono le prime ad indurre i soggetti in forte stato di difficoltà a tentare di reperire risorse per far fronte al pagamento dei debiti aziendali al di fuori del “mercato ufficiale” con la conseguenza che è facile, facilissimo, in queste situazioni cadere nella trappola mortale del prestito ad usura visto che nonostante i proclami, le commissioni prefettizie, comunali, provinciali e condominiali le banche hanno continuato a stringere i cordoni della borsa e a non mollare un solo centesimo a favore dei progetti e per far fronte alle difficoltà delle piccole imprese morenti.
Un rischio diventato realtà in molti settori ed ambiti produttivi con intere aziende cadute nelle mani degli usurai e famiglie distrutte.
Il rischio sottovalutazione è ancora fortissimo e i quasi totalmente assenti interventi preventivi sono i maggiori alleati di questa forma di criminalità più o meno organizzata.



                                                                                              Il Presidente Unimpresa Bat

                                                                                                    f.to Savino Montaruli