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News dalle Città della BAT

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mercoledì 19 febbraio 2014

BAT : AUMENTA PAUROSAMENTE L’INDEBITAMENTO DELLE IMPRESE.

2 COMMERCIANTI SU 5 NON HANNO POTUTO PAGARE LA RATA INPS SCADUTA IL 17 FEBBRAIO. RISCHIO USURA SEMPRE IN AGGUATO.

Cresce il clima di tensione negli ambienti imprenditoriali anche della Provincia di Barletta-Andria-Trani e non si tratta della semplice voglia di sventolare fuoritempo una bandiera ma di qualcosa di molto più importante e preoccupante cioè la sopravvivenza stessa delle imprese, non solo di quelle di piccole e piccolissime dimensioni, di fronte ad un accanimento senza precedenti frutto di una scientifica strategia studiata a tavolino e consumatasi nell’indifferenza se non nella complicità di chi ha seduto a certi tavoli cedendo di volta in volta a condizioni compensative che mai hanno visto al centro dell’interesse generale quello diffuso delle imprese.
Purtroppo la realtà è questa ed è amarissima da assimilare.
L’aumento ingiustificato, irrazionale ed inatteso della Tares con tutto quello che arriverà con la nuova tassazione già dal 2014; la predisposizione di veri e propri “tariffari pratiche” inventati dalle amministrazioni locali per far cassa e le strategie del terrore che si stanno attuando mediante la divulgazione di notizie come quella del divieto di esposizione all’esterno dei locali di prodotti alimentari fanno parte di quella strategia che ha come obiettivo finale la distruzione totale della micro e piccola impresa a tutto vantaggio della grande distribuzione organizzata anch’essa sofferente a causa della crisi ed in cerca dell’ennesima ancora di salvezza che arriverà, anche questa volta a discapito dei piccoli commercianti sempre “invitati” ad abbandonare il mercato.
Intanto i dati cominciano ad essere oltremodo preoccupanti ed ecco che mentre si allunga il debito maturato per canoni di locazione non versati, ben 2 commercianti su 5 non hanno potuto pagare neanche la rata INPS dei contributi previdenziali scaduta lo scorso 17 febbraio.
Se qualcuno pensava che il problema fosse solo la chiusura delle imprese si sbagliava e continua ad essere cieco oltre che incompetente. Il problema vero, in realtà, è dato dal forte e crescente indebitamento delle imprese che addirittura non sono neanche in condizione di chiudere definitivamente proprio a causa dei debiti contratti e il numero crescente di suicidi legati a questa condizione ne è la dimostrazione più lampante e drammatica. Quei “morti di debiti”, di burocrazia e di mala politica in piazza, a sventolare le bandiere, non hanno potuto esserci ma nessuno se ne è né ricordato, né preoccupato anche perché, altrimenti, si sarebbero dovuti individuare i “mandanti” di quei suicidi e lì la cosa sarebbe diventata esplosiva.
Questa condizione di indebitamento significa il crescente aumento del rischio di cadere nelle mani di usurai, cravattari e strozzini sempre pronti a rilevare aziende in difficoltà ma anche a “crescere” nella loro figura e nel loro intento di essere sempre più sostituti dei canali ufficiali dell’erogazione del credito ormai chiusi da anni, sempre nella totale indifferenza di chi, anche con i banchieri, continua  a sedersi ai tavoli di programmazione, di spartizione e distruzione.
 

                                                                                                                      Il Presidente
                                                                                                            UNIMPRESA BAT

f.to Savino Montaruli

mercoledì 13 novembre 2013

TRANI : La ripresa economica delle imprese locali riparte dalla Cina ?

C'è anche la Cina tra i mercati cui la Provincia di Barletta - Andria - Trani guarda con interesse per accompagnare le imprese locali in un percorso di internazionalizzazione e ripresa economica.
Oggi pomeriggio, presso la sede di Viale De Gemmis a Trani, ricca giornata formativa ed informativa per illustrare vantaggi ed opportunità per le aziende disposte a promuovere i propri prodotti nel mercato orientale.
Grande partecipazione da parte delle imprese locali (che abbracciavano prevalentemente i settori agroalimentare e tessile-calzaturiero) i cui rappresentanti hanno potuto approfondire con l'Amministratore delegato di Co-Export (Conrsozio per l'Internazionalizzazione dell'impresa), Matteo Copreni, le prospettive e gli strumenti di supporto per l'inserimento, l’espansione e il consolidamento della propria attività in Cina.
«Stiamo lavorando per aiutare le nostre imprese ad innovarsi ed a conquistare nuovi mercati - ha affermato l'Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Barletta - Andria - Trani Antonia Spina -. Lo abbiamo fatto dapprima incentivando la nascita di Reti di Impresa sul territorio, quale strumento di crescita e ripresa economica, poi con attività di formazione ed informazione per le aziende disposte ad affrontare la sfida dell'internazionalizzazione. I nostri imprenditori hanno capacità e potenzialità per affacciarsi verso mercati esteri; noi vogliamo essere al loro fianco per fornirgli tutte le notizie necessarie per affrontare questo percorso: i segreti, gli eventuali impedimenti, i vantaggi e le opportunità».
«Ogni imprenditore può tentare di affacciarsi al mercato estero, ma non tutti possono farlo con una copertura istituzionale che gli consenta di incontrare le persone giuste nei contesti giusti. E' questo il servizio che abbiamo voluto erogare in favore del nostro tessuto imprenditoriale - ha invece commentato il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani Francesco Ventola -. Per questo mi sento di dire che la parola "internazionalizzazione" è ormai una realtà nel nostro territorio: una sfida vinta e sulla quale continueremo a puntare. Ringrazio l'Assessore Spina per l'impegno e la tenacia profusi in questo percorso: le esigue risorse economiche annualmente a disposizione del suo Assessorato sarebbero appena sufficienti per acquistare uno stand in una delle tante fiere che generalmente si organizzano. Averle destinate per accompagnare le nostre imprese verso nuove frontiere è stata certamente la scelta più giusta».


giovedì 31 ottobre 2013

BAT : PICCOLE IMPRESE, CHIUDERE E’ PIU’ DIFFICILE CHE APRIRE. ALTO E' IL RISCHI USURA !

LE SITUAZIONI DEBITORIE FANNO AUMENTARE IL RISCHIO DI CADERE NELLA TRAPPOLA DELL’USURA.

Stanno boccheggiando e tirando gli ultimi respiri ma prima della morte definitiva le micro e piccolissime imprese, quelle che sarebbero in grado di mettere al tappeto l’intera nazione, quelle che rappresentano numeri talmente elevati da far concorrenza al più grande partito politico italiano, quelle che diventano bersaglio di attenzione estrema da parte di avventurieri e cercatori di consensi elettorali durante le elezioni, quelle che non hanno mai avuto il coraggio e la consapevolezza della propria forza, tentano di evitare la disfatta totale ma di fronte a sé trovano quegli stessi personaggi, magari sotto vesti diverse, che si trasformano in carnefici.
A fronte di questa estrema situazione di crisi il danno definitivo paradossalmente non è più neanche la chiusura definitiva delle aziende ma la loro condizione di indebitamento difficilmente risanabile. Chiudere una impresa oggi è diventato addirittura più difficile che aprila perché ci sono “i sospesi” cui far fronte e quei “sospesi”, oltre che verso i fornitori di merci e prodotti invenduti o venduti a prezzo di costo quindi senza alcuna forma di ricarico o di utile, sono sopratutto verso gli Enti impositori, comuni in primis, i quali invece di concentrare la loro attenzione e comprendere il significato e le conseguenze di un’evasione da parte dei cittadini delle tasse e delle imposte locali continua ad accanirsi sulle piccole imprese e continua, nonostante tutto quello che accade ogni giorno, ad inviare cartelle di pagamento con cifre astronomiche ed impensabili per servizi mai resi e per condizioni ambientali disastrose.
Casi limite come quello di “Foggia” sono emblematici in tal senso. Richieste di pagamento per una semplice occupazione di suolo pubblico nel mercato settimanale, trasferito in estrema periferia per capricci politici e ormai diventato da quello più florido ed importante del meridione d’Italia quello più insignificante con centinaia di rinunce da parte dei commercianti ambulanti, per sole 52 giornate di mercato l’anno e per pochi metri quadrati di occupazione, che sfiorano i mille euro ai quali si aggiungano altri tributi per servizi assolutamente inesistenti o scadenti. Una condizione di assoluta improponibilità che in caso di mancato pagamento determina anche il conseguente avvio di procedimento per la revoca dei posteggi proprio come l’eterna beffa di Equitalia quando per riscuotere i crediti metteva il fermo alla circolazione dei mezzi utilizzati per l’esercizio dell’attività senza considerare che se a un ambulante fermi l’autocarro è difficile che possa lavorare e se non lavora è difficile che ti possa pagare ma sappiamo con quale quoziente intellettivo e con quali finalità ha esercitato e continua ad esercitare il proprio ruolo Equitalia quindi non è il caso di soffermarci oltre.
Questa ed altre situazioni di pari natura sono estremamente delicate e sono le prime ad indurre i soggetti in forte stato di difficoltà a tentare di reperire risorse per far fronte al pagamento dei debiti aziendali al di fuori del “mercato ufficiale” con la conseguenza che è facile, facilissimo, in queste situazioni cadere nella trappola mortale del prestito ad usura visto che nonostante i proclami, le commissioni prefettizie, comunali, provinciali e condominiali le banche hanno continuato a stringere i cordoni della borsa e a non mollare un solo centesimo a favore dei progetti e per far fronte alle difficoltà delle piccole imprese morenti.
Un rischio diventato realtà in molti settori ed ambiti produttivi con intere aziende cadute nelle mani degli usurai e famiglie distrutte.
Il rischio sottovalutazione è ancora fortissimo e i quasi totalmente assenti interventi preventivi sono i maggiori alleati di questa forma di criminalità più o meno organizzata.



                                                                                              Il Presidente Unimpresa Bat

                                                                                                    f.to Savino Montaruli