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giovedì 19 ottobre 2017

GLI UNICI 10 PAESI DOVE MCDONALD'S È STATO UN FALLIMENTO

McDonald's, un marchio che tutti conosciamo e tra i più famosi al mondo. A noi non piace affatto, ma molte persone lo apprezzano per il suo cibo saporito, ipercalorico e a basso costo tanto da riuscire a diffondersi in ogni città del mondo, tentando anche di adattarsi alle specificità del luogo. Ma non proprio in tutte tutte. In alcuni Stati non ha ottenuto il successo sperato per diversi motivi ed è stato costretto a chiudere
Generalmente McDonald apre con facilità i suoi punti vendita un po’ in tutto il mondo, ma esistono dei luoghi in cui, nonostante la lotta per accaparrarsi una fetta di mercato, non è riuscito a fare breccia nel cuore, anzi nello stomaco, delle persone. I motivi in realtà sono diversi da caso a caso, fatto sta che esistono dei Paesi in cui questo fast food non esiste proprio.
Ecco quali sono le 10 nazioni nel mondo in cui McDonald è stato un fallimento:

1. Bermuda

Le catene di fast food estere non sono ben accette alle Bermuda tanto che nel Territorio britannico dei Caraibi sono vietate. L’unico McDonald’s che esisteva sull’isola è oggi chiuso, la sede del Mc era stata aperta nel 1985 presso la Stazione Air US Naval, ovvero in suolo americano ma quando la base nel 1995 ha chiuso, anche il ristorante non aveva più motivo di esistere.

2. Iran

McDonald's esisteva in Iran prima dell’avvento della Repubblica Islamica che poi non ha più gradito la sua presenza. La sede è stata chiusa nel 1979 dopo la rivoluzione e da allora l'azienda non è riuscita ancora a tornare. Ci sono state in realtà delle avvisaglie che una sede McDonald’s potesse aprire nuovamente a Teheran, ma per il momento è ancora tutto fermo.

3. Macedonia

In Macedonia McDonald's aveva sette ristoranti dislocati soprattutto nella capitale Skopje. Ma nel 2013 tutte le sedi del fast food furono chiuse dopo che il gruppo che gestiva il franchising ha perso la sua licenza. Niente più McDonald's neanche qui dunque.

4. Islanda

L'ascesa di McDonald's sull'isola è andata di pari passo con il boom economico che l'Islanda ha sperimentato per alcuni anni. Le cose sono cambiate quando il paese è stato colpito duramente dalla crisi del credito, a quel punto la catena di fast food è stata eliminata. Ma non era certo perché non veniva apprezzata dalle persone. Pensate che attualmente l'ultimo hamburger di McDonald's servito nel paese è conservato in una teca di vetro al Bus Hostel di Reykjavik!

5. Corea del Nord

Il fatto che non esista McDonald's in Corea del Nord non sorprende più di tanto. Tutto quanto appartenga all’”Occidente capitalistico” non è certo gradito in questo paese. Si vocifera però che nel 2011 l’elite del regime utilizzò l’Air Koryo per farsi recapitare pasti di McDonald’s dalla Corea del Sud.

6. Bolivia

McDonald's se ne è andato dal paese sudamericano nel 2002 in seguito alle scarse vendite nei suoi punti vendita. Sembra che i boliviani non apprezzassero gli hamburger preparati da una multinazionale americana, ci fu insomma una sorta di disprezzo generale per l’azienda in tutto il paese. L'ex presidente Evo Morales in proposito aveva dichiarato: “McDonald non è interessato alla salute degli esseri umani, solo al guadagno e profitto delle imprese". Ci sono però voci di corridoio che parlano di un possibile ritorno.

7. Giamaica

Ad ottobre 2005 tutti i fast food di McDonald's sull'isola chiudevano i battenti. Le ragioni del fallimento sembrano essere state diverse, tra queste il fatto che gli hamburger non fossero abbastanza grandi da saziare l'appetito dei giamaicani affamati ma anche una mancanza di investimenti.

8. Montenegro

Sembra che questo paese dell'Europa dell’Est abbia impedito a McDonald's di costruire un fast food nella capitale, Podgorica, per evitare la globalizzazione. Tuttavia la notizia ha spinto il governo del Montenegro a rilasciare un comunicato stampa in cui si assicura che "a nessuna società, nemmeno McDonald's, è vietato fare affari in Montenegro". Fatto sta però che la catena in questo paese non esiste.

9. Barbados

L'unico ristorante McDonald's che ha operato sull'isola dei Caraibi è ora un ufficio di servizi finanziari. Il fast food aveva aperto nel 1996 ma chiuse in breve tempo dopo aver lottato contro un mercato decisamente ostile. 

10. Ghana

Il paese dell'Africa occidentale ha accolto con favore, in questi ultimi anni, un certo numero di altri fast food nella sua capitale Accra ma non McDonald's. Non si conosce bene il motivo.
Francesca Biagioli
Fonte Green Me

giovedì 5 ottobre 2017

DIETA DELL’UVA: COME FUNZIONA, SCHEMA MENÙ SETTIMANALE, COSA MANGIARE E CONTROINDICAZIONI

In autunno molte persone scelgono di seguire la dieta dell’uva con lo scopo di disintossicarsi e perdere qualche chilo. Ma come funziona esattamente questa dieta e quali le possibili controindicazioni?
Iniziamo col dire che esistono diverse versioni della dieta dell’uva, alcune che utilizzano esclusivamente questo frutto per alcuni giorni e altre invece in cui è permesso inserire altre tipologie di alimenti anche se l’uva rimane comunque il pilastro dell’alimentazione giornaliera.
L’uva è considerata una grande alleata della salute già dai tempi antichi tanto che greci e romani praticavano una vera e propria terapia a base di questo frutto (ampeloterapia), appunto la dieta dell’uva che oggi è stata un po' modificata diventando meno rigida e restrittiva.

Dieta dell’uva, come funziona

La dieta dell’uva sfrutta le proprietà disintossicanti e diuretiche di questo frutto per favorire l’eliminazione delle tossine e aiutare la perdita di peso. Il tutto senza soffrire la fame e mantenendo sempre il giusto livello di principi nutritivi. Ricordiamo infatti che l’uva è ricca di sostanze utili al nostro organismo: grandi quantità di acqua, vitamine, sali minerali e antiossidanti come flavonoidi e polifenoli tra cui il resveratrolo, utile a fluidificare il sangue e ad abbassare il colesterolo.
Questa dieta promette non solo perdita di peso (circa 2 kg in una settimana) ma anche disintossicazione, eliminazione dei liquidi in eccesso, difese immunitarie più forti e migliore aspetto della pelle.
Si può seguire la dieta dell'uva per depurarsi e sgonfiarsi per un week end o 2/3 giorni in mezzo alla settimana oppure per una settimana intera o due. Nel primo caso c’è chi consuma anche solo uva (naturalmente in grandi quantità nel corso della giornata) mentre a chi decide di seguirla per un’intera settimana si consiglia in genere di aggiungere anche altri tipi di alimenti. A seconda dei casi si possono consumare yogurt magro, latte di soia o formaggio vegetale, pasta, riso, pane integrale, carne, pesce, uova o affettati.
La cura dell’uva o ampeloterapia finalizzata alla pura disintossicazione, invece, prevede di consumare esclusivamente succo d’uva o acini interi (si deve mangiare tutto, buccia e semi compresi) per 2-3 giorni se fatta in autonomia o più a lungo ma solo se sotto controllo medico.

Dieta dell’uva, cosa mangiare

La dieta dell’uva propone ovviamente di mangiare grandi quantità di questo frutto così com’è o sotto forma di centrifugati.
  • Il quantitativo giornaliero parte da circa 250-500 grammi il primo giorno per arrivare gradualmente fino a 1-2 kg di uva.
  • Si inizia con un week end disintossicante in cui il menù è principalmente composto da alimenti semiliquidi e si sta il più possibile rilassati
  • Durante la settimana il menù è meno rigido (si possono inserire alcuni alimenti) e si riprende una moderata attività fisica.
  • Dal lunedì al venerdì la dieta prevede circa 1300 kcal mentre nel week end l’apporto calorico è più basso, circa 900 kcal.
  • Durante la settimana a pranzo si possono mangiare pasta o riso integrali (70-80 grammi) e la sera un secondo proteico a scelta.
  • Tutti i pasti, compresa colazione, finiscono con una porzione di uva
  • Gli spuntini sono a base di uva
Sarebbe importante, soprattutto per favorire la disintossicazione dell’organismo acquistare sempre uva biologica.

Dieta dell’uva, schema settimanale

Vi proponiamo un menù settimanale della dieta dell’uva a titolo esemplificativo. Vi raccomandiamo però, se volete sperimentare questo regime alimentare o perdere peso, di affidarvi ad un professionista per avere un piano personalizzato e calibrato sulle vostre specifiche esigenze. Si inizia in questo caso dal week end disintossicante.
SABATO
Colazione: centrifugato di verdure, latte di soia e uva
Pranzo: verdure e uva
Cena: verdure e uva
DOMENICA
Colazione: centrifugato di verdure, latte di soia e uva
Pranzo: verdure e uva
Cena: verdure e uva
LUNEDI’
Colazione: pane integrale, latte di soia o vegetale e uva
Pranzo: pasta integrale con olio extravergine di oliva e uva
Cena: petto di pollo e uva
MARTEDI’
Colazione: pane integrale, latte di soia o vegetale e uva
Pranzo: riso integrale con olio extravergine di oliva e uva
Cena: uova e uva
MERCOLEDI’
Colazione: pane integrale, latte di soia o vegetale e uva
Pranzo: pasta integrale con olio extravergine di oliva e uva
Cena: pesce al forno e uva
GIOVEDI’
Colazione: pane integrale, latte di soia o vegetale e uva
Pranzo: riso integrale con olio extravergine di oliva e uva
Cena: affettati e uva
VENERDI’
Colazione: pane integrale, latte di soia o vegetale e uva
Pranzo: pasta integrale con olio extravergine di oliva e uva
Cena: feta di tacchino e uva
Per gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio si può optare per succo d’uva fresco o uva in grappoli. Nel week end gli spuntini possono essere di più sempre a base di uva oppure con tè verde.
uva succo

 

Dieta dell’uva, controindicazioni

Se fatta per poco tempo da una persona in salute la dieta dell’uva non presenta grandi controindicazioni. E’ sconsigliata invece a chi soffre di diabete o deve tenere sotto controllo la glicemia, così come alle mamme in dolce attesa o che allattano. In caso di qualsiasi problema di salute rivolgetevi sempre al vostro medico prima di intraprendere questo regime alimentare.

Dieta dell’uva, il parere dell’esperto

Abbiamo chiesto a Lia Provenzibiologa nutrizionista, un parere sulla dieta dell’uva. Ecco cosa ci ha detto:
“Questa dieta è consigliata a chi vuole seguire un regime di disintossicazione e ridurre l’apporto calorico, purché sia di breve durata e il soggetto sia seguito da un buon Biologo Nutrizionista, che terrà conto dell’equilibrio nutrizionale del paziente stesso. La dieta dell’uva è così strutturata per liberare il corpo dalle tossine, evitando di produrne altre, una sorta di “stop” per riassestare l’organismo affaticato, ormai sottoposto a lavorare quotidianamente con grandi quantità di cibo e spesso di scarsa qualità. Il fegato è l’organo principale di detossificazione, è l’organo attraverso cui arriva tutto il sangue dall’intestino e perciò è bene almeno una volta nella vita “resettarlo”. La pulizia del fegato è utile per riequilibrare il nostro corpo migliorandone la funzionalità, pulendolo dalle scorie. La dieta dell’uva infatti, è priva di proteine animali e poverissima di farinacei, che sono abbondantemente utilizzati nell’alimentazione di un italiano medio. (mi riferisco soprattutto alla dieta del weekend). L’uva è poi l’elemento principale della dieta proposta: essa contiene in particolare un elemento importante, il resveratrolo”.
Che proprietà ha il resveratrolo?
“Il resveratrolo è un fenolo non flavonoide, presente nella buccia dell'acino d'uva (e utilizzato in difesa ai funghi e batteri). Diversi studi scientifici hanno notato che questa sostanza è in grado: di aumentare la sintesi di antiossidanti come la SOD (superossido dismutasi), glutatione perossidasi, tioredossina ed emossigenasi; diminuiscono così i radicali liberi e aumentano i livelli di Ossido Nitrico, implicato nel controllo del tono vascolare (e molto altro). Di ridurre l’espressione di un fattore vasocostrittore, l’endotelina, e di aumentare la trascrizione dell’enzima eNos necessario alla formazione dell’Ossido Nitrico stesso nelle nostre cellule. Il risultato dell’assunzione di resveratrolo, dunque, è il miglioramento dell’assetto vascolare e la prevenzione di malattie vascolari, come l’aterosclerosi. A tal proposito, il resveratrolo è in grado di aumentare l’efflusso di colesterolo, fungendo da “spazzino” per le arterie, diminuisce i livelli circolanti di citochine e in generale riduce gli stati infiammatori: praticamente un vero e proprio elemento di prevenzione dell’aterosclerosi, una malattia che blocca i vasi sanguigni a causa della presenza di colesterolo e infiammazione e purtroppo, molti individui ne sono a rischio. Altri effetti del resveratrolo: stimola la biogenesi mitocondriale, ma cosa sono i mitocondri? sono organelli che si trovano all’interno delle nostre cellule e che sono addetti alla produzione di energia. Quindi ha un’importante effetto. Inoltre, è stato notato tramite test in vitro che il resveratrolo riduce la senescenza in cellule sottoposte a stress”.
Quali sono le controindicazioni della dieta dell’uva?
“Data la presenza dell’uva come alimento principale, si sconsiglia tale dieta al soggetto diabetico o a chi possiede una familiarità per il diabete, e chi in generale segue una dieta ipoglicemica: infatti le grosse quantità di uva, che contiene molto zucchero, innalzerebbero l’indice glicemico e quindi la richiesta di insulina, e darebbe grossi problemi. Inoltre, l’apporto ridotto di calorie della dieta complessiva, è sconsigliata per i bambini, sportivi, donne in gravidanza e in allattamento, che hanno bisogno di un’alimentazione più attenta, a meno che sia rivisitata e definita dal Nutrizionista”.
Articoli scientifici dei benefici del resveratrolo contenuto nell’uva:
  • “Red wine polyphenol enhance endothelial Nitric Oxide synthase expression and subsequent nitric Oxide release from endothelial cells”, Leikert et al., Circulation, 106-13(1614-7)2002
  • “Grapes and Cardiovascular Disease”, Dohadwala e Vita, The Journal of Nutrition 139:1788-93, 2009
  • “Red Wine intake prevents nuclear factor-kB activation in periphal blood mononuclearcells of healthy volunteersduring postprandial lipemia”, L.M. Blanco-Colio et.al, Circulation 102, 1020-26 (2000)
  • “Resveratrol induce mitochondrial biogenesis in endothelial cells”, Csiszar et al., Am.J Physiol Heart Circ Physiol 297:H13-H20, 2009.
Francesca Biagioli
Fonte Green Me

lunedì 19 ottobre 2015

PUGLIA : Emergenza Xylella, per Agrinsieme Puglia il Piano Silletti va applicato senza perdere altro tempo

Agrinsieme Puglia, il coordinamento delle organizzazioni agricole C.I.A. (Confederazione italiana agricoltori), Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative settore agroalimentare (Legacoop, Confcooperative, Agci ) e Copagri, ribadisce la necessità di attuare immediatamente, senza perdere altro tempo, il Piano redatto dal Commissario delegato per fronteggiare l’emergenza Xylella fastidiosaGiuseppe Silletti, ed approvato dal Dipartimento della Protezione civile.
Il Piano va attuato senza creare alibi, anche se nello stesso si riscontrano delle criticità, soprattutto relativamente alla delimitazione delle aree e alla quantificazione degli indennizzi agli agricoltori.
Il riferimento per le organizzazioni che fanno capo ad Agrinsieme rimane la scienza e, dunque, quello che la scienza, attualmente, impone di fare per contenere l’avanzamento del batterio. 
L’obiettivo prioritario deve essere, secondo Agrinsieme Puglia, quello di scongiurare che l’infezione si propaghi ad altre zone della Puglia per evitare di compromettere ulteriormente l’intera economia agricola e non solo dell’intera regione.
Secondo Agrinsieme Puglia il Piano Silletti va applicato e vanno messi in mora tutti coloro i quali non lo applicano o non lo fanno applicare.
Agrinsieme Puglia chiede, però, che agli agricoltori danneggiati venga riservata maggiore attenzione e vengano destinati degli indennizzi equi. E’ necessario, infatti, che gli indennizzi stabiliti dal Piano Silletti vengano concretamente rideterminati considerando la perdita per gli agricoltori non solo della pianta, ma anche il mancato reddito per gli anni successivi, ed il valore che ogni pianta di ulivo riveste per ciascun proprietario e possessore.
Agrinsieme Puglia, inoltre, evidenzia come gli indennizzi complessivi destinati a ciascun azienda agricola non possono essere legati al cosiddetto “de minimis (l’indennizzo non può essere confuso con un contributo), e chiede, pertanto, al Ministro Martina di riconsiderare tale assurda imposizione.
Che si applichi subito il Piano, dunque, e che si proceda, appena possibile, alla sua rimodulazione tenendo conto delle criticità evidenziate.
Agrinsieme Puglia ribadisce, altresì, la necessità di stanziare, da parte delle istituzioni preposte, consistenti risorse economiche da destinare anche al sostegno delle attività di ricerca finalizzate a combattere meglio l’infezione e a ricercare specie resistenti.
Sul fronte politico ed economico Agrinsieme Puglia evidenzia come sia necessario iniziare subito a discutere del futuro da assicurare alle aziende agricole e ai territori danneggiati dal batterio, in termini di reimpianto di nuove specie o varietà coltivabili e consentite, al fine di evitare la desertificazione e consentire agli agricoltori danneggiati di poter continuare a ricavare un reddito dai loro terreni.
A tal riguardo, infine, Agrinsieme Puglia ribadisce la necessità di intervenire sul blocco dell’esportazioni delle barbatelle perché le evidenze scientifiche, come i test di patogenicità, hanno dimostrato definitivamente che il ceppo del batterio non attacca la vite. E’ necessario sbloccare una misura drastica e ingiustificata che sta generando solo danni su danni. 

martedì 1 settembre 2015

BAT : In Puglia nasce “l'Agricoltura Social Lending”, un modo per investire in maniera sicura, etica e sempre remunerativa

Il progetto Agricoltura Social Lending ( ASL ) , nasce dall’iniziativa di NaturaSolidale.com in collaborazione con I Gruppi di Acquisto Solidale della Puglia e giovani imprenditori agricoli pugliesi.

Che cosa è l’Agricoltura Social Lending

E’ una forma di prestito/investimento solidale direttamente erogato ai produttori da parte dei consumatori.
In pratica i consumatori decidono di versare una somma di denaro, direttamente ai piccoli produttori agricoli (come da art 3 lettera e) della L.R. 43/12 Puglia ). I quali si impegna a rimborsare i consumatori con prodotti a filiera corta, a chilometro zero e di qualità.

Come funziona  l’Agricoltura Social Lending

I produttori entro sei mesi prima del raccolto o della lavorazione di un prodotto, decidono di offrire ai consumatori una quota del loro futuro raccolto a prezzi vantaggiosi. In questo modo i consumatori potranno assicurarsi un prezzo finale molto competitivo al momento del raccolto. D’altra parte il produttore riuscirà a saltare tutti i passaggi di filiera, otterrà un finanziamento super agevolato e sarà sicuro di aver venduto il proprio prodotto.

Parliamo di cifre. Quanto ci guadagna il produttore  e quanto ci risparmia/guadagna il consumatore

Prendiamo in esame un prodotto come le percoche di Loconia. Sappiamo che il prezzo finale pagato dai commercianti ai piccoli produttori, in media negli ultimi anni,  non supera i 0,40 cent/€ al KG. I consumatori finali non trovano nei mercati generali le percoche a meno di 1,20 € al KG. Con il progetto Agricoltura Social Lending , il consumatore paga con almeno sei mesi di anticipo, il Kg di percoche a 0,75 €, assicurando un incremento del prezzo finale al piccolo produttore del 45 % circa, il tutto non alla fine del raccolto ma in anticipo. Il consumatore d’altra parte si assicura un risparmio del 38%. Il tutto al riparo dai rialzi o ribassi del mercato, i quali gravano esclusivamente ed in negativo sul produttore e sul consumatore finale.

Come faccio ad aderire al progetto ?

Per aderire al progetto è semplicissimo, lo si può fare in forma aggregata, naturalmente tramite Gruppi di Acquisto Solidale oppure in forma singola. A breve sarà disponibile l’elenco dei produttori con i relativi prodotti che è possibile acquistare. Tra il consumatore ed il piccolo produttore si firma un vero e proprio contratto di vendita, con pagamento anticipato.
Il consumatore ha l’obbligo di versare anticipatamente la somma che si decide di investire e il produttore ha l’obbligo di rimborsare entro il primo raccolto disponibile il corrispondente in prodotti. In caso di calamità naturali è previsto il rimborso in denaro del 75 % della somma investita e il 25 % rimane come credito del consumatore verso il produttore, per l’anno successivo, da rimborsare in prodotti.

Per aderire al progetto visita il sito : http://www.naturasolidale.com/
(contatto  WhatsApp): Cell. 3319896722

Rete GAS (Gruppi d’Aquisto Solidale) Puglia
Ass. Vento di Maestrale
UCS Economia Solidale arl




venerdì 19 giugno 2015

SPINAZZOLA : Convegno "La Murgia a tavola a Km 0" organizzato dal GAL Murgia Più



Sabato 20 Giugno alle ore 16:00 a Spinazzola, presso la Masseria Didattica San Vincenzo, si terrà il Convegno organizzato dal GAL Murgia Più, “La Murgia a Tavola a Km 0”

Programma del Convegno:
Saluto del Sindaco di Spinazzola, Nicola Di Tullio
Saluto del Presidente del GAL Murgia Più, Michele Armienti
Presentazione del progetto “in Campagna con Gusto”, Giovanni Martellini, Coop SVINT

Interventi:
Michelangelo De Palma, Agriplan s.r.l. - Il progetto di cooperazione “La Rete degli Itinerari Enogastronomici Transnazionali – TEI. Net”

Daniela Guida, Agrinpro s.r.l. - Recupero, caratterizzazione, salvaguardia e valorizzazione di leguminose e cereali da granella e foraggio in Puglia - SaVeGraINPuglia

Nicola Faccilongo, Innovagritech s.r.l. - Il rurale ed il sistema educativo

Michele Uva, Presidente rete GAS Puglia – Nuovi modelli: i Gruppi di Acquisto Solidale

Interventi e dibattito

 
Modera: Luigi Boccaccio, Direttore GAL Murgia Più

lunedì 23 marzo 2015

VINITALY 2015 : VIAGGIA IN PUGLIA E NON SOLO CON #itipicidipuglia

Per chi sarà a Verona per il Vinitaly 2015, I Tipici di Puglia (www.itipicidipuglia.it) pubblica un elenco di cantine da scoprire con gusto.

La Puglia presenta vini di qualità che rispettano i differenti terroir e valorizzano i numerosi vitigni autoctoni di una terra assai variegata da nord a sud.

L’alto promontorio roccioso e verdeggiante del Gargano ed i colli preappenninici della Daunia rinfrescano l’estesa pianura del Tavoliere delle Puglie che nasce in Capitanata – Foggia – e termina con le alture di Castel del Monte e la Terra di Bari, particolarmente importante è la mitigazione dovuta al mare Adriatico; in questo macroterritorio a farla da padrone sono il Bombino Bianco – per fini bollicine – il Bombino Nero – ottimi i rosati – ed il Nero di Troia – corposi ed eleganti rossi.

Un importante promontorio su cui si alleva la vite è l’Altopiano delle Murge, collocato al confine con la Basilicata e su cui sorge anche Matera, roccia carsica e macchia mediterranea si alternano a pascoli in altura, boschi e vallate fertili; questa è terra di vini bianchi minerali e complessi e di rossi davvero eleganti, il Primitivo su tutti.

La Valle d’Itria è il cuore di Puglia, congiunge le province di Bari, Brindisi e Taranto e presenta un microclima davvero particolare dovuto alla continua presenza di venti provenienti dai due mari Jonio e Adriatico, è terra vocata ai bianchi –Verdeca, Bianco d’Alessano e Fiano Minutolo.

Le terre tarantine che dalla Murgia e dalla Valle d’Itria scendono fino al golfo di Taranto, sono rinomate per essere laTerra del Vino Primitivo, rosso corposo e di altissimo pregio.

Il Salento è un triangolo che comprende le province di Brindisi, Lecce e parte di quella di Taranto, è una penisola fertile in cui ha trovato massima espressione il Negroamaro, vitigno a bacca rossa da cui viene prodotto anche vino rosato – tra i migliori al mondo si dice – molto presenti anche la Malvasia Nera e tra i vitigni a bacca bianca il Fiano e laVerdeca.

Differenti Terroir si esaltano nel calice. Cantine e Produttori raccontano la loro passione attraverso la degustazione. Sono questi i valori aggiunti dei vini Pugliesi, unici, da degustare e da scoprire anche attraverso il Viaggio.

Per chi sarà a Verona per il Vinitaly 2015, ecco un elenco di cantine desiderose di farsi conoscere dagli amici de I Tipici di Puglia (www.itipicidipuglia.it)
Importante specificare che non è una selezione o una classifica delle migliori cantine, bensì un semplice elenco di aziende che hanno scritto a I Tipici di Puglia per invitare quanti degli Amici e dei Fan partecipassero alla kermesse veronese, è una lista di realtà eterogenee che producono eccellenza e che rappresentano l’intero territorio Pugliese.
Ecco l’itinerario per un autentico viaggio tra vini e territori, da Nord a Sud della Puglia al Vinitaly 2015.

CANTINE TEANUM – San Paolo di Civitate (Foggia) – PADIGLIONE 11 STAND D5
AGRICOLA LADOGANA – Ortanova (Foggia) – PADIGLIONE 11 STAND 22 VINITALY BIO
ANTICA CANTINA – San Severo (Foggia) – PADIGLIONE 11 STAND 39
CANTINA ARIANO – San Severo (Foggia) – PADIGLIONE 11 ISOLA C5 STAND 44
CANTINE D’ALFONSO DEL SORDO – San Severo (Foggia) – PADIGLIONE 11 STAND F 2
PODERE 29 – Margherita di Savoia (BAT) – PADIGLIONE 11 ISOLA B2 STAND 21
COLLI DELLA MURGIA – Gravina in Puglia (Bari) – PADIGLIONE 11 ISOLA A2 STAND 15
TENUTA VIGLIONE – Santeramo in colle (Bari) – PADIGLIONE 11 ISOLA G4
CANTINA GENTILE – Cassano delle Murge (Bari) – PADIGLIONE 11 ISOLA E1/F1/G1 BOX 09
CANTINE IMPERATORE – Adelfia (Bari) – PADIGLIONE 11 STAND 48
CANTINE POLVANERA – Gioia del Collea (Bari) – PADIGLIONE 11 STAND
I PASTINI – Locorotondo (Bari) – PADIGLIONE 11 CORRIDOIO D3/D4 STAND 42
CANTINE DI MARCO – Martina Franca (Taranto) – PADIGLIONE 11 ISOLA E2
MASSERIA TRULLO DI PEZZA – Torricella (Taranto) – PADIGLIONE 11 ISOLA E1/F1/G1 BOX 8
ERMINIO CAMPA VITICOLTORE – Torricella (Taranto) – PADIGLIONE 11 ISOLA E3/E4 BOX 43
VARVAGLIONE VIGNE E VINI – Leporano (Taranto) – PADIGLIONE 11 ISOLA C3
CONSORZIO PRODUTTORI VINI MANDURIA – Manduria (Taranto) – PADIGLIONE 11 STAND C3
SOLOPERTO – Manduria (Taranto) – PADIGLIONE 11 ISOLE C3
SERGIO BOTRUGNO – Brindisi – PADIGLIONE 11 ISOLA B2 BOX 17
CANDIDO WINES – San Donaci (Brindisi) – PADIGLIONE 7 STAND D4
CANTINA SAN DONACI – San Donaci (Brindisi) – PADIGLIONE 11 STAND C3-C4
PAOLO LEO – San Donaci (Brindisi) – PADIGLIONE 11 AREA B5
CLAUDIO QUARTA VIGNAIOLO – Guagnano (Lecce) – PADIGLIONE 11 ISOLA G3 – G4
ROMALDO GRECO – Seclì (Lecce) PADIGLIONE 9 STAND D 17 / E 16 (area Matura Group)
CONTI ZECCA – Leverano (Lecce) Padiglione 11 Stand F3
LEONE DE CASTRIS – Salice Salentino (Brindisi) – PADIGLIONE 7 STAND E5
CUPERTINUM – Copertino (Lecce) – PADIGLIONE 11 AREA F2
DUCA CARLO GUARINI – Scorrano (Lecce) – PADIGLIONE 11 STAND D4

OLEIFICIO L’AURICARRO – Palo del Colle (Bari) – SOL&AGRIFOOD TENSOSTRUTTURA C STAND B52

lunedì 7 luglio 2014

PUGLIA : Primo incontro regionale dei Gruppi di Acquisto Salidali. "La Rete GAS Puglia si amplia e si rinnova"

Dopo una riunione fiume di 3 ore la Rete GAS Puglia, chiude il suo primo incontro regionale tra coordinatori di Gruppi di Acquisto Solidale della Puglia, che vedeva coinvolte, per la prima volta, tutte e sei le provincie pugliesi.
A presiedere l'incontro il Presidente Michele Uva, il quale ha aperto i lavori, presentando all'assemblea i nuovi GAS di Foggia, Cerignola, Manfredonia, Lucera, Barletta, Bisceglie, Trani, Massafra, Brindisi, Lecce e Bari.
"In questo primo incontro estivo, a cui seguiranno altri nei prossimi giorni, si procede ad avviare quel percorso di rinnovamento e apertura che dura da oltre 4 anni nel mondo dei GAS della Puglia è che vede Rete GAS Puglia come interlocutore sempre aperto, ad integrare nuove comunità. Le quali, si rivedono nella cultura dei Gruppi di Acquisto Solidale, e ne vogliono applicare i principi sul loro territorio di appartenenza.
Oggi diamo il benvenuto a questi nuovi GAS, che hanno deciso di aderire alla nostra Rete. Siamo felici di allargare le nostre collaborazioni, ma sopratutto siamo felici di integrare nella nostra comunità, associazioni strutturate ed organizzate, capaci di perseguire il loro scopo sociale, in maniera sinergica con gli altri.
All'interno dei nuovi GAS , infatti non ci sono produttori, ma solo ed esclusivamente consumatori. I nuovi GAS sono totalmente indipendenti e autonomi nella scelta dei propri produttori, non sono punti di vendita e non fanno intermediazione. I GAS che aderiscono a rete GAS Puglia, non perseguono scopi di lucro e non nascondono al proprio interno attività commerciali. I nostri GAS vogliono aiutare l'economia locale e quindi se stessi, tramite il loro impegno totalmente gratuito. "
All'interno dell'Assemblea si è discusso anche del ruolo dei coordinatori e dell'importanza di condividere esperienze comuni di acquisto per prodotti, che non vengono prodotti in Puglia. Inoltre si è discusso del ruolo del coordinatore come collante tra i singoli GAS e la Rete GAS  Puglia. E' stato confermato nel ruolo di responsabile eventi della Rete GAS Puglia Gerardo Tedesco. Il quale afferma : " Sono contento che il duro lavoro svolto in questi quattro anni, mi sia stato riconosciuto. Il mio obbiettivo è quello di creare una nuova rete di coordinatori, giovani e dinamici. Infatti i GAS locali hanno bisogno di giovani, che con il loro impegno e lavoro continuativo, diano corpo ai vari progetti, che in maniera non organica, fino ad oggi sono stati sviluppati da singoli GAS, in singole realtà. Entro fine Luglio, avremo una nuova mappatura dei GAS della Puglia, con una rete di contatti e coordinatori, quasi totalmente rinnovata. Il ruolo del Coordinatore oggi all'interno del GAS, non è solo quello di raccogliere ordini e ridistribuire i prodotti, ma anche e sopratutto, quello di condividere esperienze ed informazioni, non solo con gli altri GAS pugliesi , ma anche con quelli di altre regioni. Infatti ogni singolo GAS , tramite il suo coordinatore, proporrà un report sulla qualità dei prodotti, un feedback sui produttori locali, da cui si rifornisce e una garanzia di trasparenza, sui listini applicati al loro GAS. Tutto questo porterà una trasparenza nei rapporti commerciali ed una garanzia di qualità auto certificata, senza precedenti. Ci tengo a precisare, che il nostro concetto di auto certificazione, non ha nulla a che fare, con le certificazioni biologiche, le quali seguono regole scientifiche indispensabili per valutare la salubrità del prodotto. La nostra è un auto certificazione di testimonianza di qualità, senza nessun valore scientifico legale, ma puramente individualistico. Inoltre all'interno dei nostri GAS è rigorosamente vietato vendere prodotti, che vengono auto prodotti e diffidiamo chiunque dal farlo, pena l'esclusione dalla Rete.
Se un gasista per esempio, vuole produrre una torta , può regalarla ai soci, ma non rivederla, se ha certe aspirazioni , farebbe bene ad aprirsi una legale attività commerciale. "

All'interno dell'assemblea è stata proposta la nomina di referenti provinciali, che avranno il compito di effettuare un lavoro di formazione/affiancamento per i nuovi GAS, infatti si è deciso che i coordinatori di GAS più esperti che collegialmente verranno nominati responsabili provinciali, in base alle provincie di appartenenza. Il tutto verrà ufficializzato al prossimo incontro regionale, che si terrà il 19 Luglio a Bari.

Ufficio Stampa
Rete GAS Puglia

mercoledì 23 aprile 2014

BAT : Solidarietà per chi ha bisogno del necessario o per chi necessita del superfluo ?

La notizia ha dell'incredibile  e non per un motivo soltanto, ma andiamo per gradi.

Il premier Renzi lancia un appello ai Sindaci di tutta Italia per segnalare le emergenze presenti nei rispettivi comuni.
Due i sindaci protagonisti della vicenda: Michele Griffo del Comune di Trentola Ducenta (CE) e Gianluigi Cristina, sindaco di Pisano Novarese (NO).
Un gesto di solidarietà, quello del Sindaco trentolese, che evidenzierebbe uno Spirito di Carità cristiana e di grande sensibilità al servizio del "povero" comune del novarese le cui scuole, materna ed elementare, sono state messe in sicurezza negli ultimi dieci anni al 90%. Per concludere l’opera e portare la sicurezza al 100 %, servono 11.500 euro.
Evidenzierebbe si, se le scuole del comune di Trentola fossero tutte in sicurezza al 100 %,altrimenti il paradosso sarebbe evidente anche ad un non vedente.
Il gap negativo tra nord e sud del Belpaese è noto a tutti, tranne che , visibilmente, ai due sindaci; l'uno, discutibilmente folgorato sulla via di Ducenta dallo Spirito di Santa Claus, e l'altro, come cita testualmente l'articolo de "LA STAMPA" di Novara, “pervaso dal senso pratico sabaudo: se ci danno i soldi, li prendiamo” (ad onor del vero, 154 anni fa li hanno presi anche se non volevamo darglieli), ma si sa, Giovan Battista Vico docet, “corsi e ricorsi storici” .sempre però a favore di una "povera" parte della penisola italiana a nord, tanto per cambiare.
A questo punto, la Corte dei Conti avrebbe parecchio da controllare; non resta che sperare nel rinsavimento dei due sindaci, l'uno nel rifiutare la generosa offerta, iniziando sin d'ora a rinunciare al famigerato "senso pratico sabaudo", l'altro nel destinarla più legittimamente ad una delle scuole del comune di Trentola o comunque a coloro i quali hanno formalmente realizzato la cifra "de quo" con le imposte comunali, i cittadini di Trentola Ducenta.
Insorgenza – Movimento Duosiciliano

Francesco Romano

lunedì 3 marzo 2014

ANDRIA : «L’ambiente, la salute e la giustizia si devono intersecare, altrimenti l’economia non ha futuro».

«L’ambiente, la salute e la giustizia si devono intersecare, altrimenti l’economia non ha futuro». Lo ha affermato con determinazione il Presidente della Rete Gas  della Puglia Michele Uva, intervenuto alla tavola rotonda organizzata dalla Provincia di Barletta - Andria - Trani presso l’Istituto Tecnico Agrario “Umberto I” di Andria, per illustrare i risultati raggiunti, le sfide del presente e gli orizzonti futuri dei Gruppi di Acquisto Solidale.
Un incontro messo a punto dai Settori Sviluppo Produttivo (Dirigente Caterina Navach) e Agricoltura (Dirigente Francesco Greco) della Provincia, per confrontarsi su una nuova dimensione di relazionalità economica che ha ormai raggiunto i 18 anni di vita e intende ampliare il raggio di azione per progetti sempre più concreti e in armonia con il territorio, le associazioni e gli Enti Locali. 
«Il GAS è un laboratorio di democrazia partecipata in cui le decisioni si prendono insieme e il livello di consapevolezza di quello che succede all’interno del gruppo è molto alto» ha proseguito Michele Uva, evidenziando le priorità della rete basate sul consumo critico ed etico, sulla realizzazione di una concezione più umana dell’economia, sulla collaborazione e sulla responsabilità. Esempi di acquisto collettivo finalizzati alla valorizzazione di un canale di vendita alternativo alla grande distribuzione e alla concreta promozione e scelta di produzioni locali, biologiche e naturali. 
In tale direzione si sono espressi anche Leonardo Fornario (GAS Trinitapoli) e Gerardo Tedesco (GAS Barletta), circostanziando gli interventi alle proprie esperienze. In Puglia sono stati censiti 70 gruppi e alcuni sono protagonisti di progetti mirati alla efficace formazione dei distretti di economia solidale, come il Progetto Re-Investiamo, che a Barletta interessa da tempo alcune aziende manifatturiere che forniscono a prezzi contenuti abbigliamento professionale (divise da cuoco, da ricevimento e da sala) a istituti scolastici del circondario.  «La difesa e la qualità dell’economia locale, infatti, entrano in contatto con le attività produttive del territorio senza trascurarne alcuna e le nostre aziende sono un esempio nella filiera del tessile» hanno sottolineato Grazia Mennea e Carla Mennea delle Aziende Mete e Menros di Barletta, che hanno intrapreso con grande motivazione il percorso del Progetto Re-Investiamo. Particolarmente interessante si è rivelato, nel corso della tavola rotonda, il confronto con i produttori locali chiamati in causa per illustrare le ragioni di un rinnovato patto di solidarietà coniugabile con i principi della filiera corta e della rete di relazioni. Fra le esperienze positive anche quella di Filomena Damiano titolare dell’Azienda Agricola e di Ristorazione Filomena Damiano & C. di Canosa di Puglia.
Il pubblico, costituito dalle scolaresche dell’Ita “Umberto I” di Andria, dell’IISS “Einaudi” di Canosa di Puglia e dell’IISS Alberghiero di Margherita di Savoia, ha prestato molta attenzione all’iniziativa. «Un appuntamento di alto contenuto culturale e sociale teso alla formazione dei giovani pronti a raccogliere, nel loro cammino didattico, insegnamenti di pratiche di economia e sostenibilità ambientale con il supporto delle testimonianze dei componenti della Rete GAS Puglia e dei produttori locali» ha commentato il Dirigente Scolastico dell’Ita Riccardo Liso, intervenuto all’evento moderato dalla giornalista Nunzia Saccotelli.

L’incontro è stato organizzato nell’ambito del Progetto IBat, l’innovativo Sistema Informativo Provinciale di cui la Provincia di Barletta - Andria - Trani si è dotata grazie all’Associazione Temporanea d’Imprese SEPI S.p.A di Canosa di Puglia, Consorzio Corum di Roma ed Esalab S.r.l. di Pesaro. «Un confronto utile per tutti - ha dichiarato Cosma Anna Ardillo Amministratore Unico SEPI S.p.A. -. In nome della genuinità della terra pugliese e di una maggiore rete di scambi e relazioni è possibile costruire una forma più umana di economia con stili di vita più sobri. Saper comunicare le proprie esperienze di acquisto solidale è basilare per un futuro più giusto ed ecosostenibile».

mercoledì 26 febbraio 2014

ANDRIA : Tavola rotonda Gas (Gruppi di Acquisto Solidale) Venerdì 28 Febbraio ore 10.00

La realizzazione di una concezione più umana dell’economia, un’etica del consumare in modo più responsabile e la costruzione di reti di collaborazione costituiscono il filo conduttore dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), esperienze di acquisto collettivo orientate secondo criteri di solidarietà e finalizzate alla  valorizzazione di un canale di vendita alternativo alla grande distribuzione e alla concreta promozione e scelta di produzioni locali, biologiche e naturali.
La Provincia di Barletta - Andria - Trani, da sempre attenta alle politiche economiche e sociali del territorio, ha organizzato per venerdì 28 febbraio alle ore 10.00, presso l’Istituto Tecnico Agrario “Umberto I” di Andria, una tavola rotonda sull’argomento, per fare il punto sui risultati raggiunti, le sfide del presente e gli orizzonti futuri dei Gruppi di Acquisto Solidale.
“Gruppi di Acquisto Solidale: esempi di sostenibilità economica” è il tema dell’incontro messo a punto dai Settori Sviluppo Produttivo (Dirigente Caterina Navach) e Agricoltura (Dirigente Francesco Greco) della Provincia di Barletta - Andria - Trani, che vedrà la partecipazione della Rete GAS Puglia e dei produttori locali per confrontarsi sulla nuova dimensione di “relazionalità economica”, che ha ormai raggiunto i suoi 18 anni di vita e in una crescente prospettiva dinamica intende sempre più progettare in maniera pragmatica in armonia con gli Enti del Territorio.
Alla tavola rotonda interverrà il Coordinatore delle Attività Didattiche dell’Ita “Umberto I” di Andria Riccardo Liso. Saranno presenti, inoltre, le scolaresche dell’IISS “Einaudi” di Canosa di Puglia e dell’IISS Alberghiero di Margherita di Savoia, in considerazione della valenza culturale che l’appuntamento può offrire alla formazione dei giovani, al fine di ampliare la diffusione di nuove pratiche di economia e sostenibilità ambientale.
L’incontro, in programma venerdì 28 febbraio, rientra nel Progetto IBat, l’innovativo Sistema Informativo Provinciale di cui la Provincia di Barletta - Andria - Trani si è dotata grazie all’Associazione Temporanea d’Imprese SEPI S.p.A di Canosa di Puglia, Consorzio Corum di Roma ed Esalab S.r.l. di Pesaro.
In nome della genuinità della terra pugliese e di una maggiore rete di scambi e relazioni è possibile costruire una forma più umana di economia con stili di vita più sobri; di qui l’atteso confronto tra produttori e componenti della Rete GAS Puglia, utile per misurarsi con gli indirizzi e le progettualità dell’Ente Provincia.