
BARLETTA : Barletta, è bene ricordarlo, è il solo capoluogo che non gode della possibilità di avere una centrale di rilevamento degli agenti inquinanti fissa
Per chi come noi non ha la memoria formato mignòn il tema ambientale è stato abbondantemente tralasciato dall'agenda politica di questi ultimi giorni in favore di uno psicodramma collettivo che porta il nome di “Andria sede legale della BAT”.
Prima che il Sindaco lanciasse la “questione biomasse”, molto prima che i vari network cittadini si ponessero il problema ambientale come proposta politica, noi di SEL denunciavamo il mancato controllo sugli alimenti (e sulla loro conformità alla legge) che quotidianamente vengono venduti abusivamente agli angoli di strada e nei negozi legittimamente licenziati alla vendita degli stessi.
Barletta, è bene ricordarlo, è il solo capoluogo che non gode della possibilità di avere una centrale di rilevamento degli agenti inquinanti fissa; il problema è ancor più grave quando poi si apprende (come di recente si è fatto) che nella zona adiacente la Cementeria, oramai in pieno centro città, si registra un aumento vertiginoso delle leucemie e tumori che merita addirittura un approfondimento da parte dell'ARPA.
Pochi sanno forse che ogni ASL, attraverso il piano attuativo locale (PAL), propone interventi di prevenzione, analizza i bisogni del territorio e pianifica finanziamenti, il tutto in un corposo documento che, nonostante sia reso pubblico, viene costantemente ignorato dalle istituzioni e dai mass media locali.
La nostra ASLBAT ha pianificato per Barletta (nel PAL 2008 – 2010) la realizzazione di una auspicabile “medicina sostenibile” attraverso la promozione della salute e l'uguaglianza nella fruizione delle prestazioni di salute; il PAL identifica testualmente a pag. 27 il “fattore ambientale” (qualità dell'aria, dell'acqua e degli alimenti) come “fattore modificabile” attraverso scelte, spesso politiche, che riverberano direttamente sulla salute dei cittadini.
A questo punto ci chiediamo, dov'è il controllo del territorio che l'amministrazione fa o dovrebbe fare per la effettiva tutela della salute dei dei cittadini? Quante forze mette in campo la Polizia Municipale in merito? Se queste ultime non fossero sufficienti come mai da tempo non si bandisce un concorso pubblico a tempo indeterminato per sopperire alle mancanze?
Certamente la ASL non è esente da responsabilità sul tema; apprendiamo dalla documentazione pubblica che in un settore determinante come quello della “igiene alimentazione e nutrizione” si contano un numero complessivo di 21 dipendenti (per la verità per circa la metà dei giorni dell'anno assenti dal loro posto di lavoro) e ci chiediamo: quanti controlli fanno in un anno tali pubblici dipendenti così importanti per la nostra salute? Quante “micro – imprese” (abusive e non) violano costantemente le norme igieniche esponendo i loro prodotti a 20 cm dai gas di scarico delle auto e di queste quante vengono multate?
A questo punto si impongono due proposte urgenti a questa classe politica: la prima è di eliminare quel maledetto asse della morte composto da Timac e Cementeria, oramai in centro città, spostandolo in una zona realmente periferica (come quella di via Canosa mai sfruttata a livello industriale) da realizzarsi con fondi eventualmente europei e regionali se non come priorità comunale in nome della salute dei cittadini; la seconda è quella di avviare una seria lotta ai reati ambientali posto che, come abbiamo appreso mesi addietro, alcune industrie hanno addirittura inquinato la falda acquifera (vedi la Alupoint).
Data la gravità di questo stato di cose non è possibile procrastinare il problema, si deve agire adesso, la politica deve tornare ad essere credibile e in questa delicatissima battaglia.
Natale Binetti
Sinistra Ecologia Libertà – Barletta
Prima che il Sindaco lanciasse la “questione biomasse”, molto prima che i vari network cittadini si ponessero il problema ambientale come proposta politica, noi di SEL denunciavamo il mancato controllo sugli alimenti (e sulla loro conformità alla legge) che quotidianamente vengono venduti abusivamente agli angoli di strada e nei negozi legittimamente licenziati alla vendita degli stessi.
Barletta, è bene ricordarlo, è il solo capoluogo che non gode della possibilità di avere una centrale di rilevamento degli agenti inquinanti fissa; il problema è ancor più grave quando poi si apprende (come di recente si è fatto) che nella zona adiacente la Cementeria, oramai in pieno centro città, si registra un aumento vertiginoso delle leucemie e tumori che merita addirittura un approfondimento da parte dell'ARPA.
Pochi sanno forse che ogni ASL, attraverso il piano attuativo locale (PAL), propone interventi di prevenzione, analizza i bisogni del territorio e pianifica finanziamenti, il tutto in un corposo documento che, nonostante sia reso pubblico, viene costantemente ignorato dalle istituzioni e dai mass media locali.
La nostra ASLBAT ha pianificato per Barletta (nel PAL 2008 – 2010) la realizzazione di una auspicabile “medicina sostenibile” attraverso la promozione della salute e l'uguaglianza nella fruizione delle prestazioni di salute; il PAL identifica testualmente a pag. 27 il “fattore ambientale” (qualità dell'aria, dell'acqua e degli alimenti) come “fattore modificabile” attraverso scelte, spesso politiche, che riverberano direttamente sulla salute dei cittadini.
A questo punto ci chiediamo, dov'è il controllo del territorio che l'amministrazione fa o dovrebbe fare per la effettiva tutela della salute dei dei cittadini? Quante forze mette in campo la Polizia Municipale in merito? Se queste ultime non fossero sufficienti come mai da tempo non si bandisce un concorso pubblico a tempo indeterminato per sopperire alle mancanze?
Certamente la ASL non è esente da responsabilità sul tema; apprendiamo dalla documentazione pubblica che in un settore determinante come quello della “igiene alimentazione e nutrizione” si contano un numero complessivo di 21 dipendenti (per la verità per circa la metà dei giorni dell'anno assenti dal loro posto di lavoro) e ci chiediamo: quanti controlli fanno in un anno tali pubblici dipendenti così importanti per la nostra salute? Quante “micro – imprese” (abusive e non) violano costantemente le norme igieniche esponendo i loro prodotti a 20 cm dai gas di scarico delle auto e di queste quante vengono multate?
A questo punto si impongono due proposte urgenti a questa classe politica: la prima è di eliminare quel maledetto asse della morte composto da Timac e Cementeria, oramai in centro città, spostandolo in una zona realmente periferica (come quella di via Canosa mai sfruttata a livello industriale) da realizzarsi con fondi eventualmente europei e regionali se non come priorità comunale in nome della salute dei cittadini; la seconda è quella di avviare una seria lotta ai reati ambientali posto che, come abbiamo appreso mesi addietro, alcune industrie hanno addirittura inquinato la falda acquifera (vedi la Alupoint).
Data la gravità di questo stato di cose non è possibile procrastinare il problema, si deve agire adesso, la politica deve tornare ad essere credibile e in questa delicatissima battaglia.
Natale Binetti
Sinistra Ecologia Libertà – Barletta
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