MARGHERITA DI SAVAIA : LA RIUNIONE DI OGGI A MARGHERITA DI SAVOIA?
E’ SERVITA A COMPRENDERE LE “TANTE FACCE” DELLA MEDAGLIA.
INTANTO E’ STATA ACCERTATA UNA VERITA’:
ERANO GLI ALTRI A NON CONOSCERE LA LEGGE REGIONALE.
I PROBLEMI DEL COMMERCIO A MARGHERITA SONO TANTI E ATAVICI, LO HANNO DETTO GLI STESSI COMMERCIANTI, PREOCCUPATI PER LO STATO DI CRISI DEL SETTORE
Si è svolta oggi, alle ore 16,00, la riunione programmata presso il comune di Margherita di Savoia con all’ordine del giorno “la definizione dei parametri richiesti dalla Regione Puglia per il riconoscimento di città ad economia prevalentemente turistica”.
Per le Associazioni A.G.C.I. - Unimpresa hanno partecipato all’incontro i dirigenti sigg. Montaruli Savino e Palumbo Michele.
Presenti anche alcuni altri rappresentanti delle Associazioni, la responsabile dell’Ufficio Commercio e il competente Assessore comunale.
Ammessa a partecipare alla riunione anche una nutrita rappresentanza di singoli commercianti che hanno anche avuto la possibilità di intervenire nel dibattito.
Proprio gli stessi commercianti hanno lamentato una situazione di gravissima crisi che, in tutti i Settori, sta attraversando il piccolo commercio nel comune salinaro, nonostante la riconosciuta vocazione turistica della città e le tante aperture straordinarie domenicali e festive dei negozi durante i periodi di maggiore afflusso turistico.
Evidentemente la situazione non può essere ricondotta in maniera “riduttiva” a soluzioni semplicistiche ma ha radici più profonde.
Tornando alla riunione odierna, si è preso atto che l’ordinanza sindacale nr. 27/2010 emanata dal Sindaco, quella per intenderci che ha previsto l’”estensione” delle aperture straordinarie dei negozi a tutte le domeniche dell’anno e anche alle giornate del 1° gennaio – domenica di pasqua – 25 aprile – 1° maggio – 2 giugno – 15 agosto – 1° novembre – 25 dicembre, NON E’ STATA EMANATA NEL RISPETTO DELLA VIGENTE LEGGE REGIONALE, come ammesso anche dall’Assessore presente all’incontro, contravvenendo a quanto espressamente indicato all’art. 22 della Legge Regionale della Puglia 30 aprile 2009, n. 10 (Modifica all’art. 18 della l.r. 11/2003), pubblicata sul BURP della Regione Puglia nr. 65 suppl. del 30/04/2009. Quanto da noi affermato è supportato da una recente Sentenza del Consiglio di Stato.
Questo a dimostrazione che le “accuse” di non conoscere la legge, rivolteci a mezzo stampa da “autorevoli” personaggi, senza possibilità di replica, erano e rimangono del tutto strumentali, quindi vanno totalmente rigettate ai mittenti e loro supporters.
Nel corso della riunione odierna, quindi, si sarebbero dovuti “definire i parametri regionali per il riconoscimento dello Status”, lavorando affinché questi fossero rispettati, quindi valutare le condizioni affinché il riconoscimento andasse a buon fine.
Preso atto, quindi, della volontà di tutti i presenti, noi compresi, che la città di Margherita di Savoia deve legittimamente ambire all’ottenimento dello Status regionale, la responsabile del competente Ufficio comunale ha chiesto di entrare nel merito dell’analisi dei dati raccolti ma ciò non è stato reso possibile, quindi la riunione si è conclusa con un nulla di fatto.
Poiché non conosciamo i dati raccolti, pur certi che l’Ufficio abbia cominciato egregiamente il proprio lavoro, auspichiamo che l’incontro venga riaggiornato per tali valutazioni, in modo da verificare se ci siano o meno i presupposti per inoltrare l’istanza alla Regione Puglia ed ottenere il riconoscimento.
Altra curiosità emersa dalla riunione è l’aver verificato che già i commercianti presenti erano in disaccordo tra di loro circa la possibilità di tenere i negozi aperti tutte le domeniche ed in particolari giornate come Pasqua, Natale o altre, mentre erano d’accordo sulle aperture nei periodi di maggior afflusso turistico, proprio come già prevedeva la precedente ordinanza nr. 136 del 3.12.2009 del Commissario Straordinario, l’unica ad essere stata “concertata e sottoscritta” come vuole la legge.
Il problema è che gli stessi commercianti non erano a conoscenza di tale ordinanza del commissario prefettizio. Infatti hanno chiesto che si potesse aprire i negozi il 15 agosto quando per tale giornata l’ordinanza del commissario prefettizio già prevedeva l’apertura.
Infatti quell’ordinanza prevedeva le seguenti deroghe alle chiusure domenicali e festive obbligatorie 3-6-10 gennaio; 7-14 febbraio; 7-28 marzo; 5 aprile (pasquetta); 2-16-23-30 maggio; tutte le domeniche dei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre; 3-10-17-24-31 ottobre; 28 novembre; tutte le domeniche del mese di dicembre; l’8 dicembre (Immacolata); 26 dicembre.
Di fronte a questo “difetto” di comunicazione è emersa una nostra proposta oggettiva e di buon senso: avviare un vero e proprio Referendum tra i commercianti per verificare se vogliano o meno che venga data la facoltà ai negozi di restare aperti tutte le domeniche e le festività dell’anno, compresi Pasqua e Natale.
Questo sarebbe un metodo democratico per verificare la reale volontà degli operatori in quanto, per ciò che ci riguarda, riteniamo che debbano essere proprio loro a decidere e non altri al loro posto.
Un discorso a parte va fatto per quanto riguarda il rispetto dei Contratti Nazionali di Lavoro che prevedono espressamente una corretta remunerazione dei dipendenti, in caso di lavoro festivo.
Ma questa è un’altra storia, anch’essa “molto seria”, che tutti devono conoscere per comprendere il corretto rapporto tra costi/benefici, senza essere travolti dal vortice del populismo, della strumentalizzazione e di interessi che sono di tutt’altra natura.

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