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News dalle Città della BAT

venerdì 22 aprile 2011

BARLETTA : IL VOTO NON SI VENDE – IL VOTO NON SI COMPRA

Caro Direttore, le elezioni per le comunali avanzano, anzi, galoppano e sempre più assistiamo a frenetiche iniziative legate alla ricerca del consenso. Tra tante liste e tanti candidati Sindaci, molti si chiedono? Perché ci si presenta a candidato Sindaco o a candidato al Consiglio Comunale? Perché un Candidato al Consiglio Comunale è disposto a realizzare manifesti, comitati, striscioni, incontri ecc… Le risposte sono tante e le più controverse, a noi piace pensare che tutti sono guidati da un senso di responsabilità nei confronti degli altri e della propria città, ci piace pensare che tutti sono impegnati a far conoscere il loro pensiero o quello del Partito o Movimento di appartenenza, ci piace pensare che a tutti stà a cuore il concetto di Democrazia Partecipata e che tutti cercano il consenso solo ed esclusivamente attraverso la pubblicizzazione di programmi e progetti amministrativi. Questo è quello che ci piace pensare, poi c’è la sindrome di Andreotti che serpeggia nelle nostre menti il quale diceva: “A pensar male raramente si sbaglia” e quindi tormentati da questa lucifero pensiero, noi della Buona Politica, ci siamo impegnati a far conoscere a tutti che c’è un DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 maggio 1960, n. 570. Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle Amministrazioni comunali. (Pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 23 giugno 1960) (Omissis).Capo IX DELLE DISPOSIZIONI PENALI (1) Art. 86. (T.U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 77) che recita così: “Chiunque, per ottenere, a proprio od altrui vantaggio, la firma per una dichiarazione di presentazione di candidatura, il voto elettorale o l’astensione, dà, offre o promette qualunque utilità o più elettori, o, per accordo con essi, ad altre persone, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 309 a euro 2.065 (2), anche quando l’utilità promessa sia stata dissimulata sotto il titolo di indennità pecuniaria data all’elettore per spese di viaggio o di soggiorno e di pagamento di cibi e bevande o rimunerazione sotto pretesto di spese o servizi elettorali. La stessa pena si applica all’elettorato che, per dare o negare la firma o il voto, ha accettato offerte o promesse o ha ricevuto denaro o altra utilità”.


Siamo impegnati a renderlo pubblico e a dargli ampia pubblicità perché siamo fortemente convinti che “prevenire è meglio che curare” e che a nessuno è consentito dire: “non lo sapevo”.

La Segreteria de “La Buona Politica”

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