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mercoledì 27 aprile 2011

TRANI : Lettera aperta a Pinuccio Tarantini, Sindaco di Trani

Caro Sindaco Pinuccio Tarantini,


leggo con estrema amarezza ed incredulità le tue parole pubblicate su un importante e popolare quotidiano. Tu, dott. Tarantini, avresti affermato: “il mercato per la città rappresenta un costo, non un guadagno. A guadagnarci sono i commercianti, di cui quasi nessuno è tranese, quindi chiedo alle associazioni di categoria di collaborare con noi a questa cura dimagrante”.

Non mi dilungherò sulle tue dichiarazioni secondo le quali quasi nessuno degli ambulanti sarebbe tranese e soprattutto sarà facile verificare che nessuna cura dimagrante ci sarà in quanto coloro che non sono attualmente in regola con il versamento dei tributi avranno tutta la possibilità di avvalersi del ravvedimento e di regolarizzare la propria posizione, anche in modo rateale, quindi alla fine probabilmente si riuscirà “a recuperare” solo qualche posteggio che risulterà essere stato lasciato libero in maniera volontaria. A parte questi “dettagli tecnici”, mi preme, invece, tornare a riflettere sulle tue parole nei confronti del mercato e di coloro che lo animano e lo sostengono. Se tu affermi che il mercato rappresenta un costo per la città, allora mi aspetto che tu, come hai fatto per la sede del Patto Territoriale di Barletta ma come “non hai fatto” con gli uffici privati distaccati della Provincia a Trani, dica chiaramente il tuo pensiero sugli sprechi “reali”, da qualunque parte essi vengano. Il mercato è un servizio per la città e per i cittadini e il suo valore storico, commerciale e sociale non ha pari. Questo lo devi sapere anche tu, Sindaco Tarantini, e lo sai.

Sull’elemento “discriminate” rispetto al fatto che la maggior parte degli Operatori del mercato di Trani non sono tranesi, non oso neanche avviare una discussione sociologica nel merito, anche se mi piacerebbe un confronto pubblico con te, anche su questo argomento e su quel concetto di globalità e di globalizzazione che in tanti hanno interpretato a proprio piacimento, provocando oggi danni irreparabili, anche al nostro territorio e alle nostre Comunità.

Anche sul concetto di “guadagno” da parte dei commercianti mi piacerebbe analizzare in maniera molto dettagliata il rapporto costi/ricavi relativo ad un’attività di commercio su aree pubbliche per dimostrare, senza tanta fatica, che i ricchi sono individuabili in ben altre categorie, seppur meno laboriose degli ambulanti.

Caro Pinuccio, se ritieni che questi argomenti siano sufficientemente importanti, come io credo, per avviare una seria e produttiva discussione in merito, ti invito sin da ora a partecipare all’Assemblea Pubblica che si terrà a Trani, sperando che venga concessa la Sala degli Uffici della Provincia di Largo de Gemmis, da tempo richiesta senza ancora riscontro.

Sai che chi ti scrive ha saputo guadagnarsi una certa reputazione nel campo Sindacale e questo non perché lo ha voluto qualche politico o qualche personaggio famoso ma solo perché ho sempre posto alla base dell’esercizio delle mie funzioni un’imprescindibile ed inviolabile condizione: perseguire gli interessi collettivi delle Categorie e mai utilizzare il potere della rappresentanza per finalità di piccoli gruppi o peggio ancora per tornaconti personali. Questo sicuramente per te deve rappresentare garanzia di obiettività e di sereno confronto. Stanne certo.

Leonardo Ingravallo

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