Si definisce un marito attento nei confronti di sua moglie
Renata. Insieme hanno due figli Francesco di 15 anni e Luca di 6 ai quali cerca
di trasmettere i valori del sacrificio e dell'onestà. Magari il pubblico
immagina che Emilio Solfrizzi sia nella vita privata come il Paolo di “tutti
pazzi per amore” fortunata serie di raiuno ignorando il suo lato malinconico
con cui ha imparato a convivere. Spesso però il suo pubblico gli manifesta
affetto in maniera eccessiva come quella volta in cui un signore gli ha aperto
la porta del bagno per chiedergli un autografo...
Da quando sei diventato un attore nazional popolare la
gente ti dimostra affetto talvolta anche in maniera invadente, qual è la tua
reazione in questi casi?
La popolarità che ti consegna ad una condizione di privilegio
spesso per altri è una condanna, come per i miei figli perchè non posso
condividere con loro un momento che sia soltanto nostro, per questo ci sono dei
momenti in cui ne farei volentieri a meno. Non è sempre facile gestire
l'eccesso di affetto mentre amo molto il garbo, la battuta e mi fa molto
piacere quando la gente si avvicina a me considerandomi uno di famiglia, non distante
da loro. Non amo, ti ripeto, l'eccesso, se ad esempio una persona per strada mi
da una gran pacca sulla spalla la patisco.
In passato interpretavi un personaggio cafoncello chiamato
Piero Scamarcio, sai che Riccardo Scamarcio veniva preso in giro per via
di quel personaggio?
Sì, ci siamo incontrati, abbiamo molto scherzato su questo e
una sera in cui eravamo insieme a Sergio Rubini mi disse ironicamente che gli
avevo rovinato la vita perchè lo sfottevano tutti per via di quel personaggio.
Tuttavia ha dimostrato di essere più forte degli sfottò e la sua carriera ne è
la dimostrazione.
Ivan Cotroneo sceneggiatore di “tutti pazzi per amore” ha
detto che sta scrivendo la quarta serie, tu ci sarai o hai paura di rimanere
imprigionato in quel ruolo?
E' una notizia che mi stai dando tu, non ne sono al corrente.
Comunque è un problema che non mi pongo perchè non mi è giunta nessuna proposta
pertanto per costume mio personale mi pongo il problema quando esso si pone.
La terza serie pur avendo vinto tutte le serate in termini
d'ascolto, ha però subito un calo, questo t'interessa o vivi in maniera
distaccata il responso dell'auditel?
Provo a fregarmene degli ascolti ma spesso sono gli altri che
mi chiamano per dirmeli, per cui non posso prescindere da questo perchè
l'insuccesso è legato al numero dei telespettatori anche se questo prescinde
dalla qualità del prodotto. Devo dire che a 50 anni mi godo il privilegio di
fare bene una cosa rispetto al risultato, ovviamente sono molto contento quando
i risultati sono positivi.
Hai recitato al cinema con Belen Rodriguez in “se sei così
ti dico sì” che idea ti sei fatto di lei?
Mi sono fatto un'idea della persona e non di quello che
scrivono i giornali. L'ho trovata molto responsabile, voleva fare bene ,
arrivava sempre puntuale , non faceva capricci, quindi non ho avuto nulla da
ridire.
Ma all'inizio quando hai saputo che doveva essere la
protagonista femminile del tuo film, come hai reagito?
Sai, non vivo di giudizi precostituiti e non me ne
precostituisco perchè mi auguro che lo stesso la gente faccia con me.
Quali progetti lavorativi hai nell' imminente?
Inizierò a girare a luglio il film di Sergio Rubini “mi
rifaccio vivo” con Neri Marcorè ma della trama non posso ancora anticipare
nulla.
Parlando un po' della tua vita privata, che marito sei?
Provo a essere un marito attento.
Con i tuoi figli sei permissivo o autoritario?
Sono sia l'uno che l'altro. Ci sono dei valori che ho la
pretesa di trasmetterli. Ci sono delle cose su cui sono più intransigente, più
duro e contrariamente a quello che si vede nella società di oggi, sono i valori
della fatica, del sacrificio, dell'impegno. Sono cose che mi piacerebbe loro
prendessero come esempio.
Immagino siano valori che ti hanno trasmesso i tuoi
genitori...
Sì, mio padre mi diceva che se ti impegni e studi dei
risultati li otterrai. Oggi è un po' più difficile credere realmente che se ti
impegni, se fatichi, non vedrai passarti avanti senza che abbiano faticato.
Oggi c'è la politica del minimo impegno per il massimo risultato.
Viviamo un periodo economico non molto felice, come lo
spieghi a tuo figlio di 16 anni?
Ho una vita quotidiana normale, come quella di tutti, tendo a
responsabilizzarlo. Spero e faccio di tutto perchè si autonomizzi il prima
possibile e si renda conto della fatica che ci vuole
per guadagnare dei soldi, per imporsi nella vita, faticarli e
usarli onestamente. Ha una dotazione economica da parte nostra finita la quale se gli finisce la ricarica
del telefonino sarà che ne rimarrà senza e quindi deve imparare a gestirsi.
Hai compiuto da poco 50 anni sei soddisfatto della tua
vita sino a qui?
Soddisfatto è una parola difficile da interpretare. Non amo
nemmeno guardarmi indietro, sono spesso gli altri che mi obbligano a farlo. E'
vero che i 50 anni sono un momento per fare un bilancio ma ho ancora molti
obiettivi da raggiungere, come artista
ho ancora la pancia vuota, ho fame di nuove esperienze, di nuove sfide perchè
sono un tipo che si annoia molto volentieri.
A tal proposito ti sei mai chiesto da dove nasce questa
tua malinconia?
Devo dire che ho imparato ad accettarmi per come sono, con
tutti i miei limiti, i miei difetti , i miei pregi. E' una componente
importante di me che sfogo suonando il pianoforte o su un palco facendo ridere
la gente. Amo molto la gente che mi fa ridere. Essere malinconici non significa
essere musoni, bensì significa avere bisogno di momenti per sé, di riflessione.
Non sono solito farmi domande perchè le risposte non sempre ci sono e danno il
senso dell'inutilità della domanda.
di Davide Dimiccoli

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