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lunedì 23 luglio 2012

Emilio Solfrizzi "La popolarità che ti consegna ad una condizione di privilegio spesso per altri è una condanna"


Si definisce un marito attento nei confronti di sua moglie Renata. Insieme hanno due figli Francesco di 15 anni e Luca di 6 ai quali cerca di trasmettere i valori del sacrificio e dell'onestà. Magari il pubblico immagina che Emilio Solfrizzi sia nella vita privata come il Paolo di “tutti pazzi per amore” fortunata serie di raiuno ignorando il suo lato malinconico con cui ha imparato a convivere. Spesso però il suo pubblico gli manifesta affetto in maniera eccessiva come quella volta in cui un signore gli ha aperto la porta del bagno per chiedergli un autografo...
Da quando sei diventato un attore nazional popolare la gente ti dimostra affetto talvolta anche in maniera invadente, qual è la tua reazione in questi casi?
La popolarità che ti consegna ad una condizione di privilegio spesso per altri è una condanna, come per i miei figli perchè non posso condividere con loro un momento che sia soltanto nostro, per questo ci sono dei momenti in cui ne farei volentieri a meno. Non è sempre facile gestire l'eccesso di affetto mentre amo molto il garbo, la battuta e mi fa molto piacere quando la gente si avvicina a me considerandomi uno di famiglia, non distante da loro. Non amo, ti ripeto, l'eccesso, se ad esempio una persona per strada mi da una gran pacca sulla spalla la patisco.
In passato interpretavi un personaggio cafoncello chiamato Piero Scamarcio, sai che Riccardo Scamarcio veniva preso in giro per via di quel personaggio?
Sì, ci siamo incontrati, abbiamo molto scherzato su questo e una sera in cui eravamo insieme a Sergio Rubini mi disse ironicamente che gli avevo rovinato la vita perchè lo sfottevano tutti per via di quel personaggio. Tuttavia ha dimostrato di essere più forte degli sfottò e la sua carriera ne è la dimostrazione.
Ivan Cotroneo sceneggiatore di “tutti pazzi per amore” ha detto che sta scrivendo la quarta serie, tu ci sarai o hai paura di rimanere imprigionato in quel ruolo?
E' una notizia che mi stai dando tu, non ne sono al corrente. Comunque è un problema che non mi pongo perchè non mi è giunta nessuna proposta pertanto per costume mio personale mi pongo il problema quando esso si pone.
La terza serie pur avendo vinto tutte le serate in termini d'ascolto, ha però subito un calo, questo t'interessa o vivi in maniera distaccata il responso dell'auditel?
Provo a fregarmene degli ascolti ma spesso sono gli altri che mi chiamano per dirmeli, per cui non posso prescindere da questo perchè l'insuccesso è legato al numero dei telespettatori anche se questo prescinde dalla qualità del prodotto. Devo dire che a 50 anni mi godo il privilegio di fare bene una cosa rispetto al risultato, ovviamente sono molto contento quando i risultati sono positivi.
Hai recitato al cinema con Belen Rodriguez in “se sei così ti dico sì” che idea ti sei fatto di lei?
Mi sono fatto un'idea della persona e non di quello che scrivono i giornali. L'ho trovata molto responsabile, voleva fare bene , arrivava sempre puntuale , non faceva capricci, quindi non ho avuto nulla da ridire.
Ma all'inizio quando hai saputo che doveva essere la protagonista femminile del tuo film, come hai reagito?
Sai, non vivo di giudizi precostituiti e non me ne precostituisco perchè mi auguro che lo stesso la gente faccia con me.
Quali progetti lavorativi hai nell' imminente?
Inizierò a girare a luglio il film di Sergio Rubini “mi rifaccio vivo” con Neri Marcorè ma della trama non posso ancora anticipare nulla.
Parlando un po' della tua vita privata, che marito sei?
Provo a essere un marito attento.
Con i tuoi figli sei permissivo o autoritario?
Sono sia l'uno che l'altro. Ci sono dei valori che ho la pretesa di trasmetterli. Ci sono delle cose su cui sono più intransigente, più duro e contrariamente a quello che si vede nella società di oggi, sono i valori della fatica, del sacrificio, dell'impegno. Sono cose che mi piacerebbe loro prendessero come esempio.
Immagino siano valori che ti hanno trasmesso i tuoi genitori...
Sì, mio padre mi diceva che se ti impegni e studi dei risultati li otterrai. Oggi è un po' più difficile credere realmente che se ti impegni, se fatichi, non vedrai passarti avanti senza che abbiano faticato. Oggi c'è la politica del minimo impegno per il massimo risultato.
Viviamo un periodo economico non molto felice, come lo spieghi a tuo figlio di 16 anni?
Ho una vita quotidiana normale, come quella di tutti, tendo a responsabilizzarlo. Spero e faccio di tutto perchè si autonomizzi il prima possibile e si renda conto della fatica che ci vuole
per guadagnare dei soldi, per imporsi nella vita, faticarli e usarli onestamente. Ha una dotazione economica da parte nostra  finita la quale se gli finisce la ricarica del telefonino sarà che ne rimarrà senza e quindi deve imparare a gestirsi.
Hai compiuto da poco 50 anni sei soddisfatto della tua vita sino a qui?
Soddisfatto è una parola difficile da interpretare. Non amo nemmeno guardarmi indietro, sono spesso gli altri che mi obbligano a farlo. E' vero che i 50 anni sono un momento per fare un bilancio ma ho ancora molti obiettivi da raggiungere,  come artista ho ancora la pancia vuota, ho fame di nuove esperienze, di nuove sfide perchè sono un tipo che si annoia molto volentieri.
A tal proposito ti sei mai chiesto da dove nasce questa tua malinconia?
Devo dire che ho imparato ad accettarmi per come sono, con tutti i miei limiti, i miei difetti , i miei pregi. E' una componente importante di me che sfogo suonando il pianoforte o su un palco facendo ridere la gente. Amo molto la gente che mi fa ridere. Essere malinconici non significa essere musoni, bensì significa avere bisogno di momenti per sé, di riflessione. Non sono solito farmi domande perchè le risposte non sempre ci sono e danno il senso dell'inutilità della domanda.

di Davide Dimiccoli

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