Leggiamo la conferma della
soppressione di numerose Province italiane tra le quali anche quella del nostro
territorio chiamata la
Barletta-Andria-Trani che non possiede i requisiti stabiliti
dal Consiglio dei Ministri. Comprensibili le grandi manovre poste in essere in
queste ore per tentare di salvare ciò che nel corso di questi pochi anni è
stato “elaborato” con tanta fatica considerati i numerosi equilibri,
sapientemente strutturati. L’azione di difesa d’ufficio non è né facile né
agevole in quanto sono proprio i cittadini, anche di questa terra, nella quasi
totalità, a chiedere che il provvedimento di soppressione vada avanti con
energia e senza interruzione perché in un contesto come quello attuale questa
richiesta dei cittadini è legittima e logica e non servirà appellarsi al
paragone con i costi e il dispendio rappresentato da altri Enti cosiddetti
inutili che pure vanno aboliti così come non servirà appellarsi a quell’azione
politica che si è ampiamente tirata fuori dall’assunzione di provvedimenti con
forte impatto sull’elettorato e che oggi non è più in condizione di porre né
veti né condizionamenti. Se è vero, quindi, che nella nostra Regione sarebbero
solo tre le Province che rimarrebbero in vita perché rispettose dei criteri
predeterminati cioè almeno 350mila abitanti ed un’estensione su una superficie
territoriale non inferiore ai 2.500 chilometri quadrati, il futuro si
dovrebbe giocare tra le tre sopravvissute Bari, Foggia e Lecce. In questo modo,
quindi, l’intero “Sistema Puglia” andrebbe completamente stravolto e bisogna
trovare le giuste intelligenze per trasformare questo nuovo scenario in una
unica ed entusiasmante nuova visione della nostra Regione. Se al lato Sud della
Regione quindi esiste una realtà consolidata, positiva e apprezzata in tutto il
Mondo che si chiama “Salento”, con le sue bellezze marine naturali ma anche con
un’esperienza organizzativa e strutturale che negli ultimissimi anni hanno
fatto passi enormi in avanti, dall’altro lato cioè quello Nord esistono tante,
numerose realtà frastagliate, tutte ugualmente potenzialmente protese allo
stesso sviluppo ma ancora tristemente arretrate, da molteplici punti di vista,
soprattutto strutturali ed organizzativi oltre che culturali in termini di
improvvisazione e frammentazione, seppur con prospettive di crescita, di
sviluppo e di progresso di gran lunga superiori anche allo stesso Salento
ritenuto che esistono nell’area Nord della Puglia potenzialità uniche ed
irripetibili come, ad esempio, il turismo religioso e spirituale, fonte di
enorme ricchezza mai utilizzata al servizio dell’intero territorio ma sempre e
solo per operazioni di nicchia che nessun vantaggio duraturo hanno portato
dietro di sé, senza parlare delle potenzialità che verrebbero sprigionate dal
territorio sipontino e tutto quanto di straordinario ruota attorno ad esso.
Creare allora un sano e nuovo
contesto di competitività tra le due Macro Aree della nostra Regione, quella
Sud e quella Nord, con al Centro un’efficiente Polo Istituzionale che è l’Area
di Bari con le sue future strutturazioni, sarebbe il risultato di una grandiosa operazione che non verrebbe
vista come una semplice riorganizzazione istituzionale e burocratica del
territorio bensì come una rivoluzione strategica e strutturale del tutto innovativa
e sconvolgente.
Per fare questo però bisognerebbe
innanzitutto rimuovere i numerosi preconcetti culturali che inducono ancora
oggi a ragionare in termini di potere, di occupazione di postazioni di
visibilità istituzionale, di scambio e di attaccamento a meccanismi deleteri che
non consentirebbero mai un’operazione grandiosa come questa che metterebbe il
nostro territorio in diretta ed immediata sinergia e sintonia per dar vita al
“Sistema Nord Puglia” che tante opportunità potrebbe creare, soprattutto in
termini occupazionali, senza trascurare che la riorganizzazione di quell’Area
mediante “l’ampliamento territoriale” significherebbe l’avvio di un nuovo
virtuoso processo finalizzato anche a rendere tutto quel territorio sempre meno
aggredito dal forte impatto criminoso che verrebbe perlomeno disturbato da
nuovi “interventi culturali” che farebbero solo bene.
Tutta una storiella? Forse, ma
ci aiuta a pensare...
Associazione
“Io Ci Sono!”
Area Economia & Sviluppo Territoriale

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